Collegamenti Sponsorizzati

Paradisi Fiscali
Tutti i paradisi fiscali paese per paese, società offshore 
www.paradisi-fiscali.com

Page Robot
Trova soluzioni software per i tuoi forum
www.pagerobot.com


 
Web Tradimento.net



      Notizie Utili
   Adulterio nel Diritto
    Storia dell'Adulterio
      Gossip & Curiosità




Archivio delle NEWS
Tradimento - News
Ultime Notizie sull'Infedeltà

007 ticinesi a caccia di infedeltà coniugali
LUGANO - "L'episodio più imbarazzante è stato dover raccontare a una moglie che suo marito la tradiva con un uomo". Esordisce così uno 007 che opera nel Luganese e che spesso nel suo lavoro si trova a dover seguire uomini o donne perchè i rispettivi partner hanno il sospetto  di una presunta infedeltà.

In Ticino esistono una trentina di agenzie investigative dedite alle funzioni più disparate, dalla ricerca di persone scomparse, alle truffe finanziarie, alle infedeltà professionali e ovviamente anche alle infedeltà coniugali. Anzi, proprio quest'ultime continuano a impegnare gli investigatori, e ciò nonostante il calo dovuto alla nuova legge sulla separazione e sul divorzio che permette di arrivare alla rottura senza necessariamente portare  giuridicamente delle prove dell'avvenuto tradimento.
Tuttavia, al di là degli eccessivi costi che un pedinamento di questo genere comporta, c'è ancora gente che  tormentata dal tarlo del sospetto arriva a rivolgersi  ad una agenzia investigativa. "Le indagini sull’infedeltà sono alcune delle investigazioni con le quali ci scontriamo spesso - ci racconta un investigatore del Sopraceneri che preferisce mantenere l'anonimato - i clienti ci chiedono di verificare il tradimento o eventuali relazioni extraconiugali".

"Per un investigatore privato un buon 35-40% del suo lavoro è occupato dalle infedeltà coniugali" sottolinea Daniele Marcis,  ex responsabile del servizio antidroga  delle Guardie di confine, e oggi titolare dell'Agenzia di investigazioni Amico, che tra ricerche di persone scomparse e pedinamenti vari conosce molto bene il problema delle infedeltà coniugali: "Oggi l'interesse giuridico per questo genere di pedinamento è calato rispetto al passato, ma ci sono ancora  delle persone che hanno bisogno di avere delle prove concrete sul presunto tradimento del partner, soprattutto quando in ballo ci sono esigenze e interessi economici molto alti".

Tradimento: un sospetto molto femminile

Chi si rivolge generalmente a queste agenzie? Gli investigatori contattati hanno evidenziato che il sospetto del tradimento è peculiarità tipicamente femminile. La differenza tra uomini e donne è però molto ridotta. "Chi arriva da noi  - spiega Marcis - ha già un sospetto concreto: un messaggio sul cellulare, un biglietto ambiguo, un cambiamento forte del carattere del proprio partner, assenze frequenti nascoste dietro a scuse professionali".

Sospetti che a volte si rivelano addirittura infondati, tant’è che dal lavoro dell'investigatore può pure emergere che la persona pedinata non ha una relazione sentimentale, bensì altri problemi. "È capitato ad esempio che dietro le assenze di un marito si nascondessero problemi di diversa entità come ad esempio problemi finanziari o professionali anche molto gravi" rivela Marcis.

Fonte: Tio.ch


Tradimento, ossessione dei maschi italiani
Lo rivela un sondaggio Swg. E tu hai mai tradito? Meglio tacere o confessare?

Spiare e controllare - Essere traditi non piace proprio a nessuno, specialmente agli uomini italiani. Il maschio del nostro Paese, infatti, di natura alquanto sospettosa e incline alla gelosia, farebbe qualsiasi cosa pur di tener lontano da sé le odiosissime "corna". Un sondaggio, commissionato alla Swg dalla rivista di psicologia Per Me, ci dice che l’uomo italico non avrebbe nessuno scrupolo a controllare, pedinare e spiare la propria partner. Il 74% degli interpellati ha dichiarato di trovare alquanto naturale e logico controllare la propria metàse c’è il sospetto di una presunta infedeltà. Il 32% afferma inoltre di spiare ripetutamente il cellulare della moglie.

Alcune regole– Naturalmente anche le donne non sono immuni da queste regole del sospetto. Ci sono trucchi e stratagemmi per smascherare un marito o una fidanzata infedele. La prima regola è non dare nulla per scontato. Occorre "drizzare le antenne" se, per esempio, il partner appare inspiegabilmente di buon umore, rivoluziona l’intero guardaroba, insiste nel tenere sempre spento il cellulare. Naturalmente esistono molti altri fattori che possono darci chiari segnali: il caso più classico è la comparsa di rossore sulle guance ad una domanda improvvisa, un cambio di tono frettoloso dopo aver ricevuto una telefonata. Per scoprire, poi, se i sospetti sono effettivamente reali, è molto utile osservare come ci si comporta in camera da letto: la mancanza di voglia di fare l’amore, un furioso mal di testa, la stanchezza per il troppo lavoro, possono dirci se ci troviamo di fronte ad un vero e proprio tradimento.

Cosa fare? Se dopo una prima indagine non si arriva a prove certe, il consiglio è di non rassegnarsi. Ci sono due strade ben precise da percorrere. La più consigliabile, è quella di cercare di parlare con il proprio partner. Il dialogo è sempre la via migliore per capire l’altro/a e magari scoprire se i sospetti sono fondati oppure se si tratta soltanto di gelosia  Se quest’opportunità proprio non fosse sufficiente a sgombrare la nostra mente dai sospetti, si può passare a metodologie più calibrate. Per esempio curiosare nell’agenda del proprio lui o lei in cerca di qualche appunto compromettente, frugare nella borsa o nelle tasche dei pantaloni in cerca di qualche biglietto, controllare velocemente il cellulare lasciato inopinatamente incustodito.

Tradimento digitale– Esiste poi un tradimento esploso in questi ultimi anni. Si tratta del tradimento “virtuale”. Se il partner trascorre molte ore davanti al computer, soprattutto di sera, con la scusa di un importante lavoro da portare a termine, il sospetto è lecito. Forse si tratta di un altro tipo di attività, sicuramente più interessante. Ma non per voi, naturalmente.

Fonte: skylife.it


STEFANIA ROCCA: SE LUI VA A LETTO CON UN’ALTRA E CHE SARÀ MAI?
L’attrice in sala a natale con il film commediasexi affronta con quelli di grazia lo spinoso argomento del tradimento

Nel film di Natale è la moglie di Paolo Bonolis, un deputato che la tradisce con una giovane Elena Santarelli e cerca di evitare lo scandalo facendola passare per l’amante del suo autista. Nel film che sta girando è la moglie di Giorgio Pasotti, con cui è sposata da dieci anni, con due figli. La storia racconta la separazione di questa coppia e quanto è difficile lasciarsi. Dividersi, allontanarsi, essere traditi, nella finzioni i ruoli sono questi, nella realtà come vive Stefania Rocca di questi temi che riguardano ogni storia d’amore “Il tradimento, meglio non saperlo. Ma sono ipercuriosa. E se lui me lo confessasse apprezzerei talmente tanto la sua sincerità che il nostro momento d’amore sarebbe ancora più grande. E perdonare sarebbe niente. Se faccio cose tipo leggere le e-mail o guardare i messaggi sul telefonino è per giocare alla gelosa, ma davanti a lui. Mai di nascosto. Quanto al tradimento penso che possa succedere. In fondo, diamo troppa importanza al sesso e al tradimento rispetto all’amore e alla relazione di coppia. Certo, se avesse un’amante da due anni, sarebbe diverso. Ma allora me ne accorgerei. Da parte mia non ho mai capito se il tradimento fosse vero o no. Alla fine mi sono allontanata io per prima, per paura che avvenisse, il tradimento. Avevo vent’anni. Da allora ho avuto relazioni così forti dal punto di vista della complicità, che non mi sono mai più preoccupata di essere tradita…”.

Forse è solo una questione di sicurezza in se stessi, del resto se siamo sicuri che l’amore c’è non cambia poi così tanto essere traditi o tradire a nostra volta. “Sono diventata più sicura degli altri. Non perché avessi la certezza di non essere tradita, ma ero più sicura del rapporto. Quindi essere tradita non era poi così importante. Però per fortuna, non ho mai saputo niente. Nella relazione più importante che ho avuto (7 anni col regista Bernardo Barilli, Ndr) ci siamo detti: se capita non ce lo diciamo. Non prendo il sesso alla leggera, ma non gli do nemmeno così importanza. Prima del sesso viene l’amore, se hai un bellissimo rapporto con una persona e lui, una volta, va a letto con un’altra… e che sarà mai?

Fonte:  Vipline.it


GENETICA: 30% DI CHI CHIEDE TEST SCOPRE DI NON ESSERE PADRE
(ANSA) - Quasi un uomo su tre tra chi chiede il test del Dna mosso dal forte dubbio di essere padre del figlio della propria partner scopre che veramente non e' il padre del bambino. E' quanto dimostrato in un'indagine mondiale diretta da Kermyt Anderson della University of Oklahoma e del Center for Applied Social Research pubblicata sulla rivista Current Anthropology.
E in questo gruppo le percentuali di coloro che non sono i veri padri sono le stesse in tutti i paesi studiati, 67 in tutto in diversi continenti. Pero' una quota notevole degli uomini che dubitano fortemente della propria paternita' e chiedono il test del Dna (il 70 per cento del totale dei dubbiosi) in realta' sbagliano e sono veramente i padri del figlio della propria partner. Oggi, complice anche la rapida possibilita' di eseguire il test che alcuni produttori permettono di acquistare anche su internet, si moltiplicano gli uomini che, piu' o meno insicuri della propria paternita', decidono di sottoporre il bambino e se stessi al test del confronto del Dna.
Finora pero' mancava uno studio su vasta scala per capire veramente il fenomeno che ha implicazioni dirette anche sulla crescita del bambino, perche' in genere la scoperta della non paternita' biologica puo' incrinare il rapporto tra i partner e rendere il padre non biologico meno incline a provvedere al figlio. Gli esperti hanno quindi studiato quanto i risultati veri dei test di paternita' corrispondessero a quelli attesi dagli uomini in due gruppi di maschi: coloro che hanno fatto il test pur essendo sicurissimi di essere padri del bambino e coloro che invece lo hanno eseguito in quanto nutrivano forti dubbi a riguardo. Nel primo caso, e c'era d'aspettarselo, i risultati dei test corrispondono al 98% a quanto gli uomini si aspettavano di trovare, ossia di essere veramente i padri biologici. Invece quando a fare il test sono stati uomini in dubbio della propria paternita' e' risultato che il 30% di loro, ovvero quasi uno su tre, non era poi effettivamente il padre biologico del bambino. Il restante 70% degli uomini invece apprendeva dal test di essere veramente padre del bambino, nonostante avesse fortemente dubitato di cio'.

I ricercatori concludono dunque sottolineando che per quanto le false paternita' siano una quota da non trascurare, (il 30% di chi fa il test mosso da dubbi), una buona quota di questi uomini dubbiosi in realta' e' solo malfidata nei confronti della partner, salvo poi scoprire di aver torto. Dalle indagini a campione che normalmente si fanno nei laboratori di diagnosi genetica e molecolare di tutto il mondo risulta che dal 5 al 10% dei figli siano illegittimi, ha spiegato Bruno Dalla Piccola, genetista medico dell'Istituto Mendel dell'Universita' "
La Sapienzadi Roma; il dato reso noto in questo studio e' un'informazione piu' dettagliata e relativa solo a quegli uomini che dubitano della propria paternita' ma in realta' non aggiunge praticamente nulla al quadro generale del fenomeno. ''E' vero che ci sono anche mariti ossessionati dal niente e che magari chiedono di eseguire il test pieni di dubbi in realta' infondati - ha aggiunto Dalla Piccola - ma questo studio non ci da' informazioni in piu' per capire le dinamiche della coppia legate a queste problematiche''. L'importante, ha concluso il genetista, e' che questi test siano eseguiti secondo la buona pratica clinica e cioe' di comune accordo tra i due partner. (ANSA).

Fonte: ansa.it


DALLA “BIBBIA” DELLE BUONE MANIERE INGLESE ARRIVANO I SUGGERIMENTI PER ADULTERI
relazioni tra colleghi e sesso da una botta e via

Le buone maniere sono nate in Italia, da monsignor della Casa, autore del più famoso trattato sulle buone maniere: il Galateo pubblicato nel 1558. Ma si dice che a perfezionarle siano stati gli inglese, con il loro aplomb e l’ossessione aristocratica per le differenze di classe che li ha portati a codificare regole di comportamento da tenere o da evitare nelle più svariate situazioni. Non a caso la “bibbia” delle buone maniere è un libro che si pubblica ogni anno in Gran Bretagna (dal 1769, senza mai saltare un anno), “Peerage and Baronetage”, in pratica una guida all’etichetta, riservata alle signorine più giovani che ancora devono imparare come ci si comporta nell’alta società.

Sorpresa sorpresa, l’edizione di quest’anno inserisce un argomento sul quale si è sempre preferito sorvolare. Oltre a consigli (anzi più che consigli veri e propri dettami) su come organizzare un matrimonio, sulla scusa adatta per disdire un appuntamento, sulla maniera più consona di trattare la servitù, adesso si parla anche di sesso. Come avere un amante o come diventare l’amante di un uomo sposato, come intraprendere una relazione con il collega d’ufficio, come andare a caccia di un’avventura da una botta e via. Il tono, ovviamente è quello forbito di sempre, ma i consigli privi di moralismo sono improntati a un sano buonsenso.

Per l’infedeltà “prima di farsi coinvolgere prendere in considerazione i rischi. Se sarete incapaci di resistere, custodite il segreto. Il pettegolezzo mie care, ha le ali. Al momento di consumare il tradimento, non lasciate tracce: distruggete le ricevute di alberghi o ristoranti di cui non potete dare spiegazioni accettabili, fate sparire ogni messaggio dalla posta elettronica o dalla memoria del telefonino. Se viceversa siete voi l’altra, è essenziale non giungere a un pieno coinvolgimento, perché è raro che un uomo sposato lasci la moglie. E poi, se lo ha già fatto (di tradire) alla moglie per venire con voi, potranno farlo a voi per andare con un’altra”.

In ufficio “si può finire messe da parte, se non addirittura licenziate per una relazione sessuale con un collega. Uscite allo scoperto solo quando il rapporto è diventato una solida realtà. Se poi la vostra favola ha un finale triste, siate mature, non lasciate che il labbro superiore cominci a tremare. Se il problema è una rivale, restate calme fino a sfiorare il totale distacco”. Gli amori episodici “sono come il fast food, tentano molto ma possono far venire al nausea. Se volete farlo abbiate come priorità la sicurezza e la salute. Dite a un’amica dove siete e con chi, pensate alle precauzioni. Dopodichè dimenticate le vostre vecchie abitudini, lasciate ilpiagiama nel cassetto e lasciatevi andare”. Io lo trovo semplicemente geniale!

Fonte: Vipline.it




Arriva il galateo del XXI secolo
Esce la nuova edizione del blasonato “Debrett”. Consigli per le moderne ragazze tra sesso e tradimenti
 
Il Bon ton si aggiorna - Dopo ben 200 anni dalla sua pubblicazione, la storica guida inglese dell'editore Debrett cambia e va incontro ai tempi moderni. Il vademecum delle buone maniere, creato nel lontano 1796, ha finalmente deciso di affrontare una vera e propria rivoluzione editoriale, affrontando argomenti decisamente lontani dalla sua secolare tradizione. L'edizione di quest'anno si chiama "Etiquette for girls" ed è costituita da un elenco di consigli diretti principalmente alle ragazze fra i 18 ed i 35 anni e coprono una vasta gamma di situazioni. Si va dall'infedeltà coniugale, alle avventure in ufficio, dal pettegolezzo pesante, a come e che cosa fare per conquistare un uomo, anche solo per una notte sfrenata; ma ci sono anche consigli per capire se un tradimento merita d'essere consumato.

Il tradimento - C'è, per esempio, in uno dei capitoli centrali della guida, un titolo che decisamente accattivante: "Man management", letteralmente "Gestione di un uomo". Quello che colpisce è che non si tratta del proprio legittimo fidanzato o marito, ma di quello di un'altra. Se siete voi "l'altra donna", non fatevi coinvolgere troppo. Un uomo sposato raramente lascia la propria moglie, e poi lo ha già fatto (il tradimento) alla moglie per voi, potrà sempre farlo a voi per un'altra.  Non sono trascurate neanche le "one night stand", le avventure di una sola notte, catalogate addirittura con l'abbreviazione "Ons". Ci sono poi degli utili consigli da seguire alla lettera: al momento di consumare il tradimento, siate sicure di non lasciare alcuna traccia; cercate di distruggete le ricevute per le quali non potete fornire una spiegazione accettabile; fate sparire immediatamente ogni messaggio dalla vostra casella di posta elettronica o dalla memoria del telefonino.

Amori in ufficio - Naturalmente non poteva mancare un capitolo dedicato ai flirt tra colleghi. In questo caso, la discrezione deve essere d'obbligo, almeno fino a quando la relazione non diventa ufficiale. Bisogna, come prima cosa, accertarsi che la storia non sia un ostacolo ad un'eventuale carriera. Molto meglio soprassedere e pensare che uno stipendio fisso ha più valore.

Cose da evitare - Per "Etiquette for girl" ci sono cose che assolutamente devono essere evitate: è un imperdonabile errore, per esempio, fare paragoni tra due amiche che hanno usufruito dei benefici della chirurgia estetica; è consentito solo chiedere sottovoce il numero di telefono del medico e suggerire a qualcuno di molto intimo di tingersi i capelli grigi. C'è poi il capitolo dedicato alle scuse: non devono essere usati i falsi appuntamenti con il dottore, l'improvvisa emicrania o un fastidiosissimo mal di denti. Anche l'intossicazione alimentare è in forte ribasso. In poche parole la furbizia deve essere sempre all'ordine del giorno.

Fonte: http://www.skylife.it


GLI UOMINI DAGLI OCCHI AZZURRI VEDONO MEGLIO LE INFEDELTÀ
Studi comportamentali confermano che gli uomini con occhi azzurri sono naturalmente più attratti da donne dagli occhi blu come il cielo

"Through the ages I remember blue eyes crying in the rain..." cantava Elvis con la voce vellutata avvolta nel ricordo di una ragazza dagli occhi blu. Come dargli torto, del resto, sull´impossibilità di dimenticare uno sguardo che ruba il colore al cielo. Ma Elvis non è il solo ad essere stato catturato dal magnetismo che gli occhi celesti sono in grado di esercitare. Basti pensare ad altre canzoni come “Blue eyes” di Elton John oppure al grande Frank Sinatra che accompagnava la voce al fascino racchiuso nel soprannome ‘blue eyes’, oppure a tutti quei miti di sempre, come Paul Newman o lo stesso Elvis, che con lo sguardo hanno incantato per anni un pubblico femminile che, ancor oggi, non accenna a diminuire.

Insomma, gli occhi blu sono da sempre portavoce di fascino.
Ma se il potere seduttivo che lo sguardo di ghiaccio esercita sul pubblico femminile può non destare stupore, maggiore curiosità rivestono invece le caratteristiche che una donna deve possedere per irretire gli uomini dagli occhi blu.
Un Elvis sedotto dal ricordo di occhi blu di donna potrebbe rientrare oggi nel campione di uomini esaminato da Bruno Laeng e colleghi all´Università di Tromso in Norvegia secondo i quali gli uomini dagli occhi chiari tenderebbero a scegliere compagne con le stesse caratteristiche.
Lo studio, pubblicato su ‘Behavioral Ecology and Sociobiology’, e´ stato condotto su un campione, eterogeneo sia per sesso che per colore dell´iride, al quale sono state mostrate fotografie di volti attraenti appartenenti all’altro sesso. I risultati hanno evidenziato che, mentre tutte le donne e gli uomini dagli occhi marroni non hanno mostrato preferenze direzionate verso un particolare fenotipo, gli uomini con gli occhi azzurri hanno espresso una maggiore inclinazione proprio verso le donne dagli occhi azzurri.

La spiegazione di tale comportamento troverebbe conferma in un meccanismo inconscio innescato negli uomini dagli occhi celesti secondo il quale la scelta di una compagna dagli occhi azzurri è uno strumento per la valutazione certa della paternità di una prole che, geneticamente, dovrebbe mostrare gli stessi occhi chiari.
La pigmentazione dell´iride è determinata a livello genico con lo stesso meccanismo con cui si decidono i colori di peli, capelli e pelle. Il gene per il pigmento dell’iride esiste in due forme, una dominante, che determina il colore marrone, e una recessiva che determina il colore azzurro. Parlare di recessività di un carattere implica che l´espressione di questa caratteristica, come nel nostro caso gli occhi azzurri, ha una minore probabilità di manifestarsi. Secondo lo studio norvergese questa rarità nell´espressione del fenotipo dagli occhi azzurri viene inconsciamente sfruttata dagli uomini per avere una conferma della fedeltà della propria compagna. Basta un semplice calcolo delle probabilità. La dominanza del colore marrone che, in una sorta di competizione vince più frequentemente la possibilità di esprimersi rispetto alla recessività del colore azzurro, fa sì che basti solo uno dei due genitori con gli occhi marroni per diminuire la probabilità di un figlio con gli occhi azzurri. Parlando in cifre, due genitori dagli occhi marroni avranno solo il 25% di possibilità di avere un bel bimbo dagli occhi azzurri mentre la presenza di uno dei due genitori dallo sguardo di ghiaccio porta questa probabilità alla metà dei casi. Questo significa che il 100% di probabilità se lo aggiudica una coppia in cui entrambi i genitori sfoggiano sul volto occhi blu come il mare.

Sembra quindi che un uomo dagli occhi azzurri sia istintivamente portato a scegliere una compagna dalle stesse caratteristiche proprio per assicurarsi la nascita di un figlio dagli occhi azzurri. Un risultato che, privo di apparente valore nella competizione scandita della selezione naturale, riveste almeno una notevole importanza nella battaglia in difesa della fedeltà.
Infatti la nascita di una figlio dagli occhi color cioccolato da genitori con occhi chiari rappresenta un’indizio dell’infedeltà della propria compagna perché esclude geneticamente che l’uomo in questione sia il padre del bambino.
La statistica della ricombinazione genica dona agli uomini dagli occhi azzurri uno strumento invincibile per la valutazione della monogamia, pertanto l’istinto porta questi maschi a creare, con un’opportuna scelta della compagna, la situazione più adatta a sfruttare quest’arma.

Sarà per questo che anche Elvis, di fronte alla vasta scelta di candidate che aveva a disposizione, è convolato a nozze con la sua Priscilla dagli occhi blu?

Cinzia Pozzi

Fonte:  voceditalia.it


Privacy, spie, tradimenti & pedinamenti “alla buona”, le “mille password” con contorno di Totò, Kubrick e Sherlock Holmes

 “Pedinare è di moda. Poi, se temete che vostra moglie vi tradisca, se sospettate che vostro marito torni tardi ma non dal lavoro, se volete essere certi che vostro figlio sia a scuola e non al parco, basta acquistare un minuscolo satellitare e nasconderlo nella macchina o nel motorino, lo si collega al pc, si visualizza il percorso su Google Earth e il margine di errore è di un paio di metri.” (Marco Pastonesi, da un articolo sulla “Gazzetta dello sport” del 5 ottobre 2006 a proposito di calciatori pedinati dalle società di appartenenza) Questo passaggio potrebbe essere tranquillamente spacciato per una citazione tratta da uno dei tanti best seller americani che parlano di spionaggio o di storie legali.
 
Invece è preso da un articolo di costume, più che di sport, sul più popolare quotidiano sportivo italiano. Questo forse meglio di ogni altra cosa dà la misura di come quelli della privacy e della sicurezza delle informazioni individuali siano due problemi ormai vivissimi nella nostra vita quotidiana. E lo stesso argomento è stato affrontato da “Next Thing” proprio in questi giorni in due articoli, qui e, indirettamente, qui . Ma Tracce si occupa di memoria, e le storie della memoria possono raccontarci tanto anche su problemi che ci appaiono (apparentemente, scusate il gioco di parole) come figli del nostro tempo.
 
Già in questo post avevo affrontato il problema. Ma colgo l’occasione data dall’articolo di Pastonesi per ricondurre la memoria anche personale a cose viste o sentite sull’argomento negli anni. E riaffiora alla mente qualcosa di curioso e di divertente. Come ad esempio quando, molti anni fa, un inquilino dello stabile dove abitavo con la mia famiglia a Potenza, parlando con il portiere espresse la sua preoccupazione perché, secondo lui, qualcuno lo stava “pedalando” (forse voleva dire che lo stava pedinando in bicicletta, chissà…). O una volta in treno, quando mi capitò di avere come vicina di viaggio una ragazza che lavorava in un’agenzia investigativa (eravamo nel 2001) che mi diceva, ripetendolo più volte, “lei non sa quanti matrimoni sono stati rovinati dall’arrivo dei telefonini in casa”.
 
E non era ancora il tempo delle chat, luogo allora per pochi, e di tutti quei luoghi virtuali dove il tradimento o la fuga dalla vita di tutti i giorni sembrano aver trovato la loro collocazione più “sicura”. Viene in mente quando, in una chiacchierata con altri viaggiatori in uno scompartimento (viaggio tantissimo in treno, purtroppo) un signore raccontò di un suo conoscente che, lavorando in una società telefonica, era riuscito a verificare le telefonate della fidanzata e a scoprire che molte – troppe – si indirizzavano verso la stessa destinazione in orari in cui la stessa non avrebbe dovuto essere al telefono.
 
Cose che si sentivano in treno anni fa, mica in un convegno di agenti segreti. E che fanno guardare con meno meraviglia, ma se si vuole con ancora maggior preoccupazione, a quanto accaduto recentemente proprio nel nostro Paese. Oppure, andando verso il mondo delle professioni, viene in mente un’altra storia ascoltata in treno, quella di un professionista ricattato da un adolescente che aveva infettato il suo pc minacciandolo, se non avesse pagato, di distruggergli i dati della contabilità dei suoi clienti. Ovviamente è stato “beccato”, ma anche questo fa riflettere sul problema della privacy e della protezione dei dati che non è più solo il problema delle grandi organizzazioni.
 
Tempo fa una simpatica discussione a distanza tra me e Massimo Russo nacque da una frase che avevo riportato da “Profondo blu” di Jeffery Deaver e che diceva che Internet è sicura come Los Angeles Est il sabato notte. La frase era ovviamente “forte”, ma la nostra privacy ha la stessa protezione di un tempo? Questo argomento è molto complesso, ma fa venire alla mente anche come un tempo fosse lo stesso concetto di privacy o di sicurezza a non essere interpretato come facciamo noi oggi. Leggere sui giornali di un tempo fatti riservatissimi (malattie, tendenze sessuali o altro, le famose “informazioni sensibili”) era cosa normale, con tanto di nome, cognome e commento dello scrivente.
 
E’ sufficiente andare in un archivio e leggere un giornale dei primi del Novecento per trovare cose che oggi riterremmo inaccettabili o quantomeno “politicamente scorrette”. E se si va indietro con la memoria, ci si ricorda di cose che arrivano dal mondo del cinema e della tv che ci raccontano quanto alcune cose fossero diverse. Chi ricorda la tv in bianco e nero potrà avere “conservato” in un recesso della memoria personale una serie televisiva che aveva per protagonista il più famoso investigatore italiano, Tom Ponzi. In quella serie, che erano veri e propri telefilm, Ponzi raccontava e recitava in prima persona casi che aveva affrontato e risolto.
 
Con mezzi e intrusioni nella vita personale che in molti casi oggi non sarebbero più consentiti dalla legge. E sistemi per spiare non solo ce ne sono sempre stati, ma altri racconti ce ne danno una visione tra il comico e lo storico. Come Totò che ascoltando il rumore dei vecchi telefoni che avevano il disco circolare per comporre i numeri, riusciva, solo ascoltando la lunghezza del giro che il disco faceva, a capire quali numeri stesse componendo chi chiamava. O le scene bellissime di Barry Lindon di Stanley Kubrick in cui il protagonista è a colloquio con il Ministro della Polizia e ha l’incarico di spiare un cittadino irlandese in Prussia sotto mentite spoglie francesi, spiandone ogni mossa nelle vesti di suo cameriere personale.
 
Chi ha visto il film sa che non lo farà e si accorderà con il suo “spiato” per via del comune sangue irlandese. Ma continuava a riferire puntualmente ogni cosa accadesse in quella casa, come se fosse una microspia installata. Salvo, in questo caso, riferire cose diverse da quelle vere. E il Ministro della Polizia, come dotazione “tecnologica”, aveva una scrivania e una poltrona su cui era seduto in mezzo a una enorme stanza vuota. Sempre a cinema, godibile film sul problema della privacy (il migliore che abbia visto dal punto di vista del “racconto tecnologico”) è “Nemico pubblico” del 1998, di Tony Scott, con Will Smith e Gene Hackman, in cui si vivono le disavventure di un cittadino, un avvocato, braccato da un funzionario governativo che, dall’NSA (la National Secutity Agency americana, l’Ente americano per la sicurezza più segreto in assoluto) accede a ogni informazione della sua vita, e lo fa stando al di fuori della legge.
 
Si arriva così a un vecchio film della serie più famosa di Sherlock Holmes, quella con Sir Basil Rathbone, australiano nei panni del più celebre detective di ogni tempo, in cui lui e Watson, per spiare una conversazione, salgono sul tetto dell’edificio dove avviene e ascoltano attraverso il comignolo, con il camino che fa da amplificatore. Sembra impossibile, ma chi scrive ha vissuto un’esperienza simile da studente, avendo abitato in una casa dove la canna che dalla caldaia a gas conduceva all’esterno faceva ascoltare i colloqui e le liti dei vicini del piano inferiore. Infine, le mille password.
 
Persone che proteggono ogni cosa (telefono, pc, segreteria telefonica del cellulare e quant’altro) con password diverse e che le cambiano ogni settimana o poco più. Con il risultato di essere automaticamente oggetto di sospetti da parte dei partner. Insomma, normalità ed eccessi, storia e modernità tecnologica ci dicono che la difesa della privacy, sacrosanto diritto di ognuno di noi, è sempre stata molto difficile. E forse non ci abbiamo mai fatto caso. Quello che può spaventare, forse, è che se prima era normale che nella comunità dove si viveva tutti sapessero tutto di tutti (o poco meno…) il fatto che oggi un oscuro signore dietro un computer può sapere tutto di noi (poche settimane fa ero all’estero e chiamai per un problema il call center del mio gestore telefonico, e la ragazza mi disse candida “sì, vedo che lei è all’estero in questo momento”) ci preoccupa e ci spaventa. L’unica speranza a questo punto sono le regole. E chi le farà rispettare.
 
gianpierolotito




AL PRANZO DI NOZZE LUI LA TRADISCE CON UN ALTRO
La sposa era andata in bagno prima del taglio della torta. E lì ha trovato il marito avvinghiato al suo miglior amico  

COMO- Il giorno del matrimonio è quello che si ritiene il più bello di tutta la vita. Soprattutto se sull'altare si sta per salire con la persona che si crede essere la migliore. Ogni tanto però riserva delle sorprese come è accaduto ad una coppia: lei 28 anni, lui 31.

Lei di origini siciliane ma nata a Varese, lui 'lumbard' nato a Lecco, cresciuto nei paraggi. Già da tre anni insieme nella loro casa nel Comasco, in un piccolo paese verso l'hinterland Canturino. I parenti ci sono tutti al pranzo che si svolge in un raffinato ristorante in Valtellina. Il menù è all'altezza delle aspettative, i vini di buona qualità, il servizio apprezzabile.

Arriva il momento del taglio della torta: lei decide di andare in bagno per rifarsi il trucco. Quando vi arriva, sente dei lamenti provenire dal bagno confinante, quello degli uomini. Le pare di riconoscere la voce del ragazzo che le ha appena infilato l'anello al dito. Va a vedere e vede quello che non avrebbe mai creduto potesse accadere proprio a lei: la stava già tradendo. Ma non con un'altra ragazza: era teneramente avvinghiato al suo (di lui) migliore amico. Il putiferio quello che ne segue: lei scappa in lacrime dal ristorante, lui e l'altro vengono fatti uscire dal retro attraverso le cucine per evitare di essere linciati dai parenti di lei giunti appositamente dalla Sicilia per il grande evento. Sapere cosa sia poi successo diventa pressoché impossibile, seppur immaginabile.

Fonte: Corriere.it



MADRE DUE PICCOLI SCOPRE TRADIMENTO DEL MARITO 
FORLI' - I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Forlì sono dovuti intervenire nella serata di mercoledì in viale Spazzoli per calmare l'ira giustificata di una moglie, nonchè madre di due figli, che aveva scoperto il tradimento del proprio marito con una giovane extracomunitaria, in regola con il permesso di soggiorno.

La donna da tempo sospettava dei tradimenti del proprio coniuge in quanto questi usciva dopo cena e tornava ad ora tarda. Così mercoledì sera ha deciso di soddisfare i suoi tormenti e i suoi sospetti dirigendosi con i due figli a seguito in viale Spazzoli dove si trova l'ufficio del marito. Disperata ha cominciato a suonare ed ad urlare attirando la curiosità di numerosi abitanti della zona i quali sono scesi in strada ad eccezione del marito, intento a consumare i suoi desideri con l'amante. Alcuni hanno ritenuto necessario l'intervento dei Carabinieri che sono giunti subito sul posto con il difficile compito di calmare la furia della tradita.
Poco dopo sono usciti dall'ufficio marito e amante i quali sono stati sottoposti ad un massacro verbale da parte dei curiosi rimasti in strada a sostegno della mamma. Il 38enne, sorpreso, si è subito rifugiato in ufficio.

Fonte: Romagnaoggi.it


UN KIT «FAI DA TE» IN VENDITA SUL WEB NEGARE TUTTO NON BASTA PIU’, UN METODO DA AGENTI SEGRETI PER SMASCHERARE IL PIU’ BUGIARDO DEI CONIUGI
Il partner ti tradisce? Diventa anche tu uno 007 del sesso
di Maurizio Molinari
  
NEW YORK. Se sospettate che il vostro partner vi tradisca ma vi manca la prova per dimostrarlo la soluzione arriva ora dagli Stati Uniti con gli «Infidelity Kit» offerti da un sempre maggiore numero di laboratori di analisi che assicurano alla clientela il massimo della discrezione. Per meno di quaranta dollari è possibile acquistare un «Kit dell’Infedeltà» su Internet ed una volta arrivato a casa usarlo è estremamente semplice: basta ritagliare una parte di tessuto con il liquido seminale sospetto o prelevarlo con un bastoncino cotonato, mettere il campione dentro un apposito tubicino e quindi rispedire il tutto al laboratorio che in tempi brevi, e ad un costo che va dai 165 ai 700 dollari, fa avere la risposta desiderata, quasi sempre con una telefonata ad un numero predefinito se non si ha la possibilità di andare di persona al laboratorio.
 
Lui & Lei
La società che produce il kit denominato «Checkmate» (Scacco matto) spiega nei dettagli come fare a prelevare il liquido seminale del partner senza farsi scoprire. Se ad essere sospettata è lei, lui ha un massimo di 72 ore di tempo dal presunto atto di infedeltà per impossessarsi di una delle mutandine che lei ha indossato per il motivo che nei tre giorni seguenti un atto sessuale dalla donna continuano a fuoriuscire tracce di seme che possono essere esaminate in laboratorio «senza essere confuse con eventuale presenza di liquido seminale femminile». Se invece il sospettato è lui, lei ha molto più tempo a disposizione perché le tracce del seme maschile «possono restare per anni su mutande o pantaloni anche se lui ha usato il preservativo o se gli è stato praticato sesso orale». Uomini e donne hanno dunque a disposizione tempi differenti per raccogliere la possibile prova del tradimento subito ma in entrambi i casi il suggerimento è di andare a caccia di indumenti intimi indossati dal partner sospetto. se invece si ha la quasi certezza che l’atto di infedeltà sia stato consumato in uno specifico letto, divano o poltrona il kit contiene le forbicette per ritagliare «una parte di tessuto con diametro non superiore a tre centimetri» dove sono state trovate tracce di liquido seminale per inviare il tutto in laboratorio.
 
L’analisi del Dna
Il Dna Testing Center, con sede a Euless in Texas, suggerisce ai propri clienti di «non trarre conclusioni affrettate dall’esito di un singolo test pregiudicando così la propria vita» al fine di evitare di diventare legalmente responsabile di divorzi che potrebbero coincidere con cause da milioni di dollari. Ma poi quando si tratta di descrivere il caso-standard relativo alle necessità di ricorrere al proprio kit la ricostruzione è quasi da film: «Voi sospettare che il partner ha rapporti con molteplici amanti, lo aspettate alzati a casa una sera che torna tardi, per confrontarlo direttamente, ma ottenete solo il solito rifiuto sbrigativo, a quel punto aspettate che vada sotto la doccia, vi impossessate dei pantaloni o di un indumento intimo e lo inviate a noi per avere la risposta che state cercando».
 
Guanti sterilizzati
In una occasione qualcosa di simile sarebbe davvero avvenuto con il risultato di far sapere al lui di turno che la compagna aveva due amanti differenti. Ma il tradito volle andare oltre e recapitò al laboratorio un campione del dna dell’ex di lei, ottenendo la conferma che quella vecchia relazione era oramai ricominciata. Il segreto del successo dei kit dell’infedeltà sta nella capacità di gestirlo con la stessa cura con la quale gli agenti della polizia scientifica conducono le indagini più delicate. Le istruzioni che arrivano per posta sono estremamente dettagliate al riguardo: bisogna prima indossare i guanti sterilizzati, poi prendere taglierino o forbicette per ritagliare il campione di tessuto con sopra il liquido seminale e quindi adoperare un’apposita soluzione per coprire la sostanza sospetta, al fine di conservarla. E’ a questo punto che, con gran cura e senza mai togliersi i guanti, il campione viene messo dentro un secondo tubicino retto d