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Traditi & Traditori
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Mi colpisce sempre il diverso, enormemente diverso, il peso che ha l’idea di chi tradisce rispetto a quella di chi è tradito. Il tradimento scatena in chi lo patisce le peggiori reazioni dell’istinto di sopravvivenza:
- chi tradisce minimizza, chi è tradito ingigantisce;
- chi tradisce è reticente, chi è tradito brama di insana curiosità;
- chi tradisce non si rende conto del male che fa, chi è tradito crede che peggio non possa capitare.
Il tradimento può sanare amori malati; una terapia pericolosa, anche perché recidiva e non sempre la cura ha effetti positivi. Siccome in fin dei conti è anche una cura piacevole, quando la si adotta spesso significa che non c’è malattia, ma solo malati immaginari, cioè non c’è amore.
Tutti, prima o poi, chi più chi meno, siamo traditi o traditori. Lo siamo per natura, lui per istinto di conservazione, lei pure. Sono i maschi che tradiscono più delle femmine? Mah, mi sembra ridicolo dirlo, pensarlo anche.
Per un ordine algebrico, almeno che i maschi non si tradiscano da soli o tra loro, direi che ad ogni traditore si accompagna una traditrice. Ninfomani o maniaci a parte. (Fran Tarel)
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TRADIMENTO: SE HAI GLI OCCHI CHIARI TI BECCANO DI SICURO
Secondo alcune teorie esistono dei precisi atteggiamenti corporali che ci svelano se lui o lei stanno mentendo
In Inghilterra sempre più donne si rivolgono a detective privati per scoprire gli eventuali tradimenti dei propri mariti o fidanzati. Ben il 50% della clientela ormai è femminile, donne in carriera disposte a pagare quasi 800 euro per far pedinare l’ignaro compagno presunto traditore. Ma se non avete tanti soldi da spendere, magari rischiando di scoprire che il vostro lui è pure fedele, ci sono delle soluzioni più “casalinghe”, ma altrettanto efficaci (almeno questo sostengono alcuni psicologi). Infatti, se a parole mentire è facile, non lo è altrettanto con il corpo e le espressioni del viso.
Marco Pacori, perito del Tribunale di Gorizia e psicologo specializzato nella comunicazione non verbale, spiega “Tutti lanciamo segnali involontari, anche chi impara a controllarsi non riesce a frenare certi comportamenti. Ci sono diversi segnali: l’accelerazione del respiro, per cui il discorso diventa spezzato, l’aumento del battito cardiaco, la diminuzione della gesticolazione. Chi è impegnato a raccontare una frottola di solito non si muove e distoglie spesso lo sguardo. Il trucco più efficace è quello di guardare le pupille: i bugiardi le hanno dilatate. Bisogna stare almeno a 50 centimetri di distanza, ma se l’occhio è chiaro si vede bene”.
Attenzione a voi che avete occhi azzurri cristallini come l’acqua… la bellezza, a quanto pare, si paga. Esiste anche un sistema che classifica i movimenti del volto e li associa alle emozioni: il “Facs, Facial action coding system”. Lo ha inventato Paul Elkman, uno psicologo dell’Università della California.
Per prima cosa bisogna conoscere bene la persona e i suoi comportamenti per notare la differenza. Poi è indispensabile metterla a proprio agio, indugiare sui particolari della storia e non lasciarsi sfuggire atteggiamenti inusuali. L’ultimo accorgimento è lasciare sempre una via d’uscita perché confessi spontaneamente. Con un avvertimento, mai usare il telefono. È più facile mentire dall’altro capo del filo, meno nelle mail.
Fonte: Vipline.it
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Perdonare e dimenticare
«Il perdono è l'ornamento dei forti», proclamava Mahatma Gandhi. E su una cosa proprio non sbagliava, sulla forza necessaria per perdonare chi ci ha ferito, deluso, umiliato. Provate ad immaginare questa situazione: una persona che voi amate tanto e di cui avete completa fiducia (un amico, il/la partner..) si comporta in una maniera che non vi aspettate, compie un'azione che vi tocca profondamente facendovi soffrire. La prima reazione, quella più istintiva, è forse la voglia di scappar via lontano da quella persona.
Ci sentiamo a pezzi, ovviamente, e mescoliamo rabbia a lacrime. Dopo averci pensato, ripensato, fatto ipotesi e congetture, immaginato le motivazioni che hanno spinto quella data persona a comportarsi in un certo modo e, soprattutto, dopo esservi calmati, decidete di accettare l'evento e di perdonare. Fin qui tutto a posto. Una seconda possibilità non si nega a nessuno, errare è umano, solo gli sciocchi non perdonano, se si ama davvero non si può non perdonare…. E chi più ne ha più ne metta. Ma la parte più difficile, quella che ci lascia costantemente dell'amaro in bocca, è dimenticare. C'è chi dice che perdonare è possibile ma scordare no. Che di solito ricordiamo proprio ciò che vorremmo dimenticare mentre spesso dimentichiamo ciò che avremmo avuto piacere di ricordare per sempre… come i bei momenti, un'emozione, una frase, uno sguardo, un piccolo gesto carico d'amore. Ma dimenticare qualcosa che ci ha ferito nel profondo lasciandoci addosso un segno indelebile, questo no… non si può dimenticare. Si può andare avanti, evitare di tirare in ballo quella situazione, cercare di riacquistare la fiducia, ricominciare da 0 e ricostruire il rapporto. Ma un dolore profondo non si dimentica.
Certo si può sperare che con il tempo questo si affievolisca, che il ricordo sbiadisca come le vecchie foto, ma siamo certi di riuscire a dimenticare davvero? E soprattutto esiste un codice, una classificazione generale degli eventi "perdonabili" che si possono dimenticare non dico con facilità ma con un certo margine di speranza? E quando pensiamo al perdono cosa ci viene immediatamente in mente? Come era forse ovvio, in cima alla classifica dei torti imperdonabili c'è il tradimento. Ascoltando le confessioni delle persone con le quali abbiamo parlato è apparso con una forza sorprendente come il tradimento sia la preoccupazione (paura?) maggiore. Non c'entra il sesso: uomini e donne alla domanda se credono di essere in grado di perdonare un torto subìto rispondono nella stessa maniera "Perdonare l'infedeltà della persona a cui si è legati sentimentalmente ed emotivamente è quasi impossibile ma anche facendolo non è detto che si possa dimenticare". È come se alla parola perdono la maggior parte di noi associasse irrimediabilmente la parola tradimento. E il nostro discorso si sposta per forza di cose su di esso. Alla voce tradimento, il dizionario della lingua italiana Le Monnier (Devoto - Oli) riporta: «Il venir meno alla fede data, o ad un impegno solennemente assunto; azione delittuosa o comunque dannosa compiuta ai danni di qualcuno, profittando della buona fede e della sua fiducia».
Detto ciò ci rendiamo perfettamente conto che stiamo parlando di un comportamento unanimemente considerato riprovevole, mal giudicato dalla società e temuto dai più. Considerando il tradimento nell'ambito del rapporto di coppia, quale comportamento difficilmente perdonabile e in fondo impossibile da dimenticare del tutto, ci siamo soffermati sulle motivazioni che spingono un partner a tradire. Stanchezza, noia, curiosità, voglia di evasione, insoddisfazione evidente che fa venir meno l'impegno affettivo preso. Altre volte perché scatta qualcosa che non si può gestire, ne controllare. Come un fuoco che divampa e che, seppur non alimentato in nessun modo, cresce diventando sempre più devastante. «Io sono stata tradita – racconta Giada – e ho perdonato. Ma quanto mi è costato lo so solo io. Ogni volta che Manuel mi stava davanti, mi parlava, o mi baciava, io pensavo all’altra. Cosa lo aveva spinto a stare con lei tradendo la mia fiducia e mancandomi di rispetto? Poi il tempo mi ha aiutata e sono felice di averlo fatto. «Come si fa a dimenticare? Si scorda ma non si dimentica e la differenza seppur sottile c’è», ci ha detto Claudio. «Perdonare? Mai, figuriamoci dimenticare!» le parole di Giulia. Sono queste solo alcune delle dichiarazioni rilasciate eppure riassumono ciò che la maggior parte di noi pensa anche se non c’è un unico metro di giudizio. Ovviamente molto dipende dal tipo di educazione ricevuta, dalla scala soggettiva dei valori, dall'aver o meno fatto esperienza diretta del tradimento. Solo su una cosa sembrano tutti essere d'accordo: sull'impossibilità di dimenticare per sempre. Rimane una cicatrice invisibile ma che spesso, come una vecchia ferita che duole al cambiamento del clima, torna a tormentare. L'amore è forte e i buoni propositi riempiono la vita di ciascuno...ma bastano a dimenticare?
Fonte: iltempo.it
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ALZATE LE PORTE!
Infedeli due italiani su tre: tutti i numeri nazionali
Sono lontanissimi i tempi in cui la coppia, più o meno sinceramente, stava insieme per amore. La fedeltà al partner? Oggi sembra non andare più di moda: maschi e femmine si danno alla pazza gioia e nel Belpaese le corna spuntano come funghi; purtroppo sono sempre più numerose le persone che se le ritrovano sulla testa.
Stando alle ultime statistiche due maschietti su tre (il 70% degli italiani, dati Asper), vorrebbero tradire la propria donna (moglie, fidanzata o convivente che sia) o lo hanno già fatto. In particolare le signore che volessero evitare corna in quantità industriale non sposino agenti di commercio, medici o attori: mestieri che consentono facili evasioni e l’occasione, si sa, fa l’uomo cornificatore. Se poi il marito è un pezzo grossissimo di una multinazionale, si rassegnino, secondo la statistica per i grandi manager la fedeltà coniugale è un optional.
Le signore donne dal canto loro hanno da tempo smesso gli abiti delle mogliettine tutte casa e marmocchi. La stessa fonte dice che il 64% di loro si fa un baffo del dovere coniugale. Il tradimento al femminile ha un andamento a parabola con il punto più basso nell’età verde - solo l’11% delle diciottenni ammette tradimenti – e raggiunge l’apice alle porte della terza età – il 58% delle cinquantenni rivela scappatelle. Le madri sono più mandrille delle figlie o hanno solamente avuto trent’anni in più a disposizione per commettere l’adulterio? Come dire: prima o poi l’occasione arriva...
Infatti l’87% delle mogli sogna di tradire il marito, già ma con chi? Ma con l’uomo forte, muscoloso, insomma con un tipo maschio. Ma quali smancerie e romanticismo! Le donne del 2000 tradiscono solo per sesso. Il marito pensa alla partita, fa gli occhi dolci alla segretaria o péncola di fronte alle sbarbine? E io lo cornifico, almeno nei sogni, con Gino il muratore (22%), oppure con Fernando l’idraulico (20%) o Battista il giardiniere (16%).
È chiaro signori uomini? Le donne cercano la sostanza. Altre statistiche lo confermano: più bello il maschio si fa, più viene tradito. Il 45% delle donne che hanno un marito lampadato lo tradiscono, così come quelle che ne hanno uno troppo bello divagano dal matrimonio con tipi “normali” (27%).
Tante corna perciò, da sentire un certo peso non solo... sul capo, ma anche sulla coscienza. Quasi tutti gli adulteri ritornano pentiti a casa dal partner, giurando a sé stessi «non lo faccio più».
Insomma, italiani e italiane: occhio alla testa! Se i cervelloni dicono il vero, alzare le porte di casa per far passare il corredo da cervo sistemato sopra la testa, dovrà diventare un impegno concreto.
Fonte: news2000.libero.it
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FLEXISPY, MALWARE O CIMICE BENIGNA ?
F-Secure qualifica come Trojan un'applicazione-cimice, regolarmente commercializzata, da installare sul cellulare del coniuge se si ritiene necessario controllare cosa fa del proprio telefonino
Roma - Se qualcuno sospetta l'infedeltà del proprio coniuge, oggi può controllarne il telefonino, senza toccarlo, con FlexiSPY, applicazione che registra informazioni su chiamate ed SMS dal cellulare per spedirle ad un server remoto. L'importante è che sul cellulare da monitorare non sia installato l'antivirus di F-Secure, che identifica FlexiSPY come il primo Spyware-Trojan per Symbian.
Vervata, il produttore tailandese di FlexiSPY, nega energicamente l'accusa di "fabbricante di spyware". L'azienda, al prezzo di 49,95 dollari (poco più di 40 euro), ha infatti messo in vendita il programmino come "trappola per coniugi infedeli". Sarebbe a dire? Vervata spiega che FlexiSPY "è la prima applicazione progettata e realizzata esclusivamente per telefoni cellulari, assolutamente non rilevabile dall'utente", che cattura tutte le informazioni, ricevute ed inviate da un telefonino, per trasmetterle al "committente". Tipicamente, un marito o una moglie che sospetta l'infedeltà del consorte. E che non deve fare altro che installare l'applicazione sul telefono del presunto fedifrago per carpirne le comunicazioni più segrete.
Vervata, che garantisce l'affidabilità di questo software, prossimamente disponibile per ambiente BlackBerry e Windows Mobile per Pocket PC, ha già in corso lo sviluppo di una versione più evoluta, in grado di trasmettere addirittura l'audio delle conversazioni in tempo reale. Un autentico dispositivo di intercettazione.
L'azienda dichiara inoltre che la definizione di Trojan attribuita a FlexiSPY da F-Secure non è corretta: "Non è un cavallo di Troia, nè un virus, e non è necessario ricorrere all'antivirus F-Secure per rimuoverlo. C'è un'opzione di disinstallazione che l'utente può utilizzare (ma il software non era invisibile? ndr) in qualunque momento". Il software inoltre non ha, secondo Vervata, la capacità di autoreplicarsi come molti malware, poiché per risiedere su un telefonino deve essere consapevolmente installato da una persona. "Come ogni dispositivo di controllo, esiste la possibilità che se ne abusi, ma nessuna caratteristica di FlexiSPY lo rende illecito".
F-Secure ribatte che spiare comunicazioni o conversazioni riservate è comunque illegale in molti Paesi e la memorizzazione di queste informazioni sui server di Vervata è un'ulteriore aggravante. L'azienda scandinava segnala inoltre che alcuni hacker potrebbero utilizzare FlexiSPY come base per sviluppare nuovi malware. Per questo motivo ha scelto di integrare nel proprio antivirus per cellulari la possibilità di identificare e isolare l'applicazione.
Dario Bonacina
Fonte: Punto Informatico
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SEGRETI DI COPPIA
L'adulterio è quasi impossibile da mascherare: nel matrimonio non ci sono centinaia di persone, ma solo due.
Una tv locale mi ha invitato a un talk show per dispensare qualche consiglio sui matrimoni di qualità. Non ho accettato, perché non credo si possano dare consigli su un tema del genere. Cosa sarebbe questo matrimonio di qualità? Di qualità possono essere degli stivali, se fatti di buona pelle, ma non riesco a immaginare un'unione che possa avere il titolo di matrimonio di qualità.
Per prima cosa, il matrimonio è di per sé un problema, perché è fatto da due persone che per molti aspetti sono simili, ma per molti altri sono diverse. Per quanto le affinità ci possano inebriare all'inizio, poi possono finire per disilluderci. Le difficoltà però non derivano solo dalle questioni irrisolte che ogni coniuge riversa nel matrimonio, ma anche dal fatto che con il tempo i coniugi sviluppano dei problemi in comune – come quelli sessuali – oppure si capiscono sempre meno, che poi è lo stesso.
Tra i problemi coniugali ci sono anche quelli appena percepibili ma comunque molto pericolosi, come il senso di noia, che i partner giustificano con la stanchezza e il troppo lavoro. Sono problemi che tendono a essere sottovalutati per molto tempo. Anche se nessuno dei due è disposto ad ammetterlo, in alcuni matrimoni l'amore si trasforma gradualmente nel suo lato oscuro: l'odio.
La maggior parte di noi vive credendo che le crisi coniugali capitino solo alle altre coppie. È più pratico pensarla così, perché ci stressiamo meno e possiamo organizzarci meglio la vita. La crisi ci frena e ci toglie tempo, e questo dopo una certa età non possiamo più permettercelo. In molti matrimoni si comincia a pensare alla crisi solo quando emergono alcuni seri sintomi della rottura, come l'adulterio. E alcuni non ci pensano neanche allora, perché – com'è noto – l'adulterio si tende a tenerlo segreto.
La prima causa della fine dei matrimoni croati è il tradimento (seguito dalla violenza domestica), perché un coniuge non riesce a sopportare di essere stato preso in giro e umiliato. Chissà quante persone sono riuscite a incastrare l'adulterio nella loro routine quotidiana e a vivere una doppia vita. Di questo gruppo fanno parte le coppie che non parlano dell'adulterio, anche se uno dei due sa perfettamente di essere stato tradito.
È infatti una cosa quasi impossibile da mascherare, perché nel matrimonio non ci sono centinaia di persone, ma solo due. Alcune donne affrontano il tradimento del marito come una specie di perturbazione climatica, sicure che dopo quel ciclone tutto tornerà a posto. Ci sono casi in cui il marito torna dalla moglie dopo averla tradita per dieci o quindici anni e lei lo accoglie.
So di una relazione extraconiugale durata dieci anni e finita – anzi, sparita – nel momento in cui la moglie ne ha parlato al marito. Questa soluzione è molto traumatica per l'amante, abituato al suo matrimonio parallelo. Gli adulteri che durano a lungo non sono altro che matrimoni paralleli, con i loro problemi e i loro ritmi. Sballottato tra la moglie e l'amante, il maschio può certamente sentirsi sfinito, soprattutto perché non ha più tempo per sé. L'adulterio non significa per forza che un coniuge sia un farfallone: potrebbe essere solo che non sopporta più una relazione in cui sente soffocare quella vitalità che all'inizio l'aveva spinto nel rapporto.
Il matrimonio, con i suoi orari quotidiani e le liste di cose da fare, è il nemico mortale di quell'amore romantico che l'ha ispirato: è pericoloso, è l'occasione per scoprire in prima persona come le cose perdano smalto e i sentimenti sbiadiscano con il tempo. Per questo è meglio sposarsi da giovani, perché quando cominciamo a pensare troppo, è ovvio che non avremo più fretta di farlo. Come ha scritto Umberto Eco, per molte domande complicate non esistono risposte semplici, e questo vale in modo particolare per il matrimonio.
Riassumendo, quindi: proprio come una tempesta ormonale, una gravidanza non desiderata o un innamoramento ci spingono a sposare qualcuno, non è detto che per motivi altrettanto incontrollabili la persona che abbiamo accanto non cominci a starci sui nervi. Ci sposiamo pieni di buoni propositi, ma alcuni matrimoni chiedono troppi sforzi rispetto alla loro durata e alla loro qualità.
All'apparenza alcuni matrimoni sembrano solidi mentre dentro sono marci; altri invece sembrano sull'orlo del baratro, ma su quell'orlo ci restano per sempre. Il matrimonio ha senso solo se i partner riescono a mantenere un affetto reciproco negli anni, e tutte le altre ragioni – matrimoniali, razionali, irrazionali – sono completamente insignificanti. Credo che molti matrimoni resistano per nostalgia, perché si guardano le vecchie foto, si ripensa ai ricordi e cose del genere. Ma neanche questa è la felicità.
Alcuni matrimoni è meglio amputarli che tenerli vivi per forza: spesso si tratta di unioni già morte clinicamente. La definizione di un matrimonio di qualità, quindi? Quello in cui non ti basta sentire la voce dell'altro per metterti di cattivo umore.
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IL 13 FEBBRAIO, SAN VALENTINO DEGLI AMANTI
«Se il 14 febbraio è il giorno in cui si regalano fiori e cioccolatini alla moglie, il 13 dovrebbe essere sponsorizzato da Victoria’s Secret, la griffe di biancheria intima più in tra le giovani amanti». Lo sostiene il New York Post in un lungo articolo che svela l’abitudine segreta degli uomini newyorchesi infedeli: celebrare la festa degli innamorati a due riprese, una per le mogli e fidanzate ufficiali, l’altra per le amanti nascoste.
NUOVO TREND - Il nuovo trend nasce da una vecchia usanza inglese, che oggigiorno avrebbe letteralmente pervaso l’isola di Manhattan. «Quando ho iniziato la mia carriera nel mondo dei ristoranti, sono rimasto di stucco nel costatare che il 13 febbraio è uno dei giorni più trafficati dell’anno», spiega Julian Niccolini, manager dell’esclusivo Four Seasons, sulla 52° strada. «Spesso il nostro ristorante è addirittura più frequentato il 13 del giorno di San Valentino». A rimetterci, anche per quanto riguarda la qualità dei vini e del pasto, sono sempre mogli e fidanzate. Secondo Niccolini il 13 è il giorno in cui i clienti spendono di più, - ordinando champagne, vini pregiati, ostriche e caviale, - mentre il 14 sono meno propensi ad aprire il portafoglio. «Non posso giurare che tutti quelli che vengono al nostro ristorante il 13 sono adulteri», puntualizza, «ma di sicuro è quello il giorno in cui la gente si diverte di più». Come si fa a distinguere chi è fedele da chi non lo è? «Se la coppia sembra fisicamente troppo appassionata, si tratta probabilmente di una relazione illecita», replica l’investigatore privato Bill Mitchell, un esperto nel campo dei tradimenti ed autore del libro "The More You Know - Getting the Evidence and Support You Need to Investigate a Troubled Relationship." «Quando si è sposati, è rarissimo mostrarsi affettuosi e teneri mentre si cena con una donna in un ristorante», spiega il detective.
I CONSIGLI PER I FREDIFRAGHI - A chi, il prossimo 13 febbraio, volesse sorprendere il partner traditore in flagrante a cena o in un bar con l’amante, il detective offre un suggerimento: cercate in ristoranti bui e fuori mano e scrutate bene i posti a sedere negli angoli nascosti e meno ovvi. “Probabilmente i due transfughi andranno in un locale che offre un minimo di copertura e privacy – avverte Mitchell - un ristorante a luci fioche e vetrate opache ad esempio, dove non è facile scorgerne l’interno dalla strada”. Ma l’investigatore ha anche un consiglio per i traditori: «Mangiate al bancone di un bar, non in sala. Perché lì è più difficile lasciar intendere se siete con un’amica, un’amante o una semplice collega di lavoro». Su un solo punto le mogli vincono, il 14 febbraio, rispetto alle amanti: i doni, che per le prime sono sempre più ricercati e costosi. «Di solito gli uomini infedeli hanno con l’amante una relazione più fisica e sensuale, ma incerta e transitoria», spiega la psicologa Dana Lowenstein, «quindi il regalo per lei non sarà un investimento a lungo termine, come per la moglie». Quanto diffuso è il fenomeno? «Molto più di quanto non si possa credere», risponde al Post un professionista della Grande Mela che chiede di restare anonimo. «Per anni ho avuto due donne, senza mai essere scoperto», spiega. «Con l’amante uscivo il 13, con mia moglie il 14. Ma quest’anno, per la prima volta, ho deciso di passare San Valentino con le mie figlie».
Alessandra Farkas
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DAGLI USA IL TEST PER L'INFEDELTÀ
NEW YORK - Quando si tratta di gelosia si è tutti uguali: uomini, donne e gay. Ecco perché il test dell'infedeltà, un brevetto americano per scoprire le scappatelle del partner in modo scientifico, sta andando a ruba. Il nuovo kit funziona un po' come un test di gravidanza: si mette qualche goccia di una sostanza chimica sul lenzuolo o sulle mutandine dove ci sono macchie sospette e poi ci si passa sopra una sorta di cartina di tornasole. Se dopo cinque minuti la striscia di carta diventa rossa vuol dire che ci sono tracce di sperma, quindi l'infedeltà è provata.
Il "fai da te di Otello" costa 50 dollari, è in vendita online o in una serie di negozi specializzati in prodotti per detective e, almeno a New York, i rivenditori sostengono di non riuscire a far fronte alla domanda. Il nome del test dell'infedeltà è evocativo della volontà di mettere con le spalle al muro il partner sospetto: "CheckMate", cioè scacco matto. Anche se funziona individuando le tracce di sperma, vale sia per gli uomini che per le donne.
Le mogli dubbiose possono ugualmente incastrare i mariti infedeli rintracciando residui di sperma, poiché gli uomini possono lasciare tracce di liquido seminale negli slip per un tempo fino a due ore seguenti una eiaculazione.
L'unica condizione per essere certi di incastrare il coniuge, se si è uomini, raccomandano le istruzioni di 'CheckMate', è evitare di avere rapporti sessuali per una settimana, così da non aver dubbi sulla provenienza del seme. Per i più scrupolosi, comunque, il kit offre un buono-sconto per l'acquisto di un vero e proprio test del Dna.
Un negoziante newyorchese del Village, inoltre, ha raccontato al New York Post di vendere molti kit anche a membri di coppie gay. La Evergreen Industries, che produce il test, ha reso noto che nella sola New York ne vengono acquistati mille alla settimana soprattutto online, con spedizioni postali in confezioni anonime e discrete.
Fonte: Repubblica.it
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L'AMORE FA BENE AL LAVORO
Trasparenti o clandestini, sensuali o platonici. Sono gli amori che nascono nell’orario di lavoro. E rendono produttivi anche gli impiegati più pigri
"Desideriamo ciò che vediamo ogni giorno", suggeriva un acuto dottor Lecter alla disorientata investigatrice Clarice nel film "Il silenzio degli innocenti". Trasportata in una realtà meno splatter e più rassicurante, la massima può spiegare un fenomeno sempre più diffuso: il flirt in ufficio. Un vero e proprio fenomeno di costume se, come sembra, il 38% dei lavoratori dipendenti ha una relazione con un/una collega.
Un esercito di fidanzati e amanti, seduttori e sedotti, che si muove furtivo tra le scrivanie. Poche, infatti, sono le relazioni che escono alla luce del sole; la maggior parte nasce e vive in clandestinità, all'oscuro di mogli, mariti, colleghi e superiori. Alcune addirittura si consumano all'interno dell'azienda, complice la penombra di una sala-riunioni deserta, una permanenza fuori orario o anche solo una veloce pausa pranzo.
Il motto di questi Arsenio Lupin del desiderio sembra essere: "from bedroom to boardroom". Non stupisce che ne sia nato anche un fenomeno editoriale, con libri come "Kamasutra in ufficio" che elargiscono consigli per un sesso sicuro, appagante e - perché no? - produttivo. Viva dunque la passione "col cartellino", ma con una cautela: verificate sempre che l'avance sia ricambiata... (ADM)
foto: © GettyImages/LauraRonchi.
Fonte: Lavoro ed Economia
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CORNA: LE DONNE VOGLIONO SAPERE
Sorpresa: il tradimento omosessuale non ferisce il partner
Se mi tradisci me lo devi dire. A pensarla così è il 74% degli italiani, evidentemente molto lontani dal famoso detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
C’è voglia di consapevolezza in tema di corna e il desiderio è molto più manifesto tra le donne (76% delle intervistate) che non tra gli uomini (69%).
Cade quindi il tabù del non voler sapere, del mitico cornuto contento che non vuole rendersi conto delle “distrazioni” della partner per un quieto vivere fatto di tanta comodità e nessuna sincerità. Sono cambiati i tempi, la consapevolezza è dunque un valore e non più un disastro.
Poco è invece cambiato nel dopo, infatti è consistente maggioranza (il 61%) di quanti considerano il tradimento la fine del rapporto di coppia. A non perdonare sono più le donne (66%) che gli uomini (55%). Il pruriginoso sondaggio, svolto dalla Swg per un settimanale italiano di costume, approfondisce un argomento di non facile divulgazione tra gli amici in fase di confidenze intime: cosa accade se un lui ti tradisce per un altro uomo o una lei per un’altra donna?
I rapporti omosessuali sono quelli che feriscono di meno il o la partner, forse sono tranquillizzati dall’impossibilità di un confronto diretto con il rivale. Così l’essere traditi con una persona dello stesso sesso (tradimento eterosessuale) ferisce di piu' (per il 61% degli uomini e il 48% delle donne), mentre di fronte ad una scappatella omosessuale il 38% delle donne e il 24% degli uomini si dichiara meno infastidito.
Inchieste a parte, sempre corna sono e vale la pena di analizzare il fatto che oggi in Italia la propensione al tradimento non ammette più distinzioni di sesso. Le donne tradiscono quasi quanto gli uomini, mentre il tradimento sembra essere accettato per le donne e non costituisce più un disonore familiare. Addio, insomma, alla monogamia del passato, tramontata la famiglia di tipologia patriarcale e l'evasione sessuale non rappresenta più un tabù. Attualmente anche molte coppie salde si dichiarano aperte a vivere esperienze diverse, anche grazie ad una società più dinamica ed effervescente che permette alla coppia momenti di arricchimento che le salva dalla monotonia.
La dimostrazione è nel fenomeno dello scambio di coppia cui ricorrono persone legate che desiderano fare un'esperienza “fuori dal comune”; tuttavia, non si può parlare di un fenomeno frequente, ma di una realtà abbastanza presente, basti pensare a luoghi come i club privée in cui si praticano gli scambi di coppia. “Più di parlare di scambismo, parlerei di infedeltà. – ha precisato la psicologa Paola Nicolini in un’intervista rilasciata all’ottimo settimanale Oltrenews.it- All'interno di una coppia quando non si trova più uno stimolo, lo si va a ricercare in un terzo e la coppia, a mio parere, deve tenere in considerazione l'ombra del terzo, perché oggigiorno siamo sovrastimolati da affetto relazionale, abbiamo bisogno di entrare in contatto con gli altri, sia nell'ambito lavorativo che in quello extralavorativo. Quindi, ritagliarsi nell'arco della settimana, dei momenti propri al di fuori di quelli con il partner è positivo, senza aver il timore di essere traditi, ma comprendendo che si possono avere delle possibilità; ed è necessario affrontarle parlando invece di chiudere la porta.”
La situazione cambia, assumendo contorni più ambigui e pesanti, quando si è in presenza di tradimento omosessuale. “In quel caso entra in gioco una questione di identità. – ha osservato l'esperta a Oltrenews.it - Chi subisce il tradimento si tormenta convincendosi di non aver mai conosciuto bene il proprio partner nella sua identità sessuale e quest'ombra, di riflesso, come uno specchio, prende forma in un'incertezza sulla persona stessa che si domanda chi è veramente e cosa è successo e perché è successo.”
di Carlo Alessi
Fonte: Giornale telematico
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SESSO: LE REGOLE D’ORO DEL TRADIMENTO
La scappatella è ben tollerata se organizzata in accordo con il partner perché, a volte, le corna salvano la coppia. L'importante è pianificare.
La moda americana del tradimento salvacoppia, quello basato sulla regola delle 50 miglia (la distanza minima tra voi e il vostro amante) sbarca anche in Italia.
Il 2006 potrebbe essere l’anno delle scappatelle organizzate in comune accordo con il partner. Su “50milerule”, libro scritto dalla teorica del nuovo sistema Judith Brandt, potete trovare una vera e propria guida alle corna senza conseguenze. Fra i dettami da seguire per ottenere i massimi benefici con il minimo sforzo, c’è anche quello del “solo sopra la cintura”, ovvero libertà assoluta ma senza rapporti completi. Insomma, le variante sono molti, basta saper scegliere quella che fa al caso vostro.
Secondo sessuologi e psicologo, nelle coppie di ultima generazione il tradimento non è più un tabù ma un metodo per mantenere salda l’unione. L’importante, per evitare il patatrac, è seguire 10 semplici regole:
1 - Tenete il vostro flirt segreto
2 - Sceglietevi un'amante lontana dal vostro coniuge e fate in modo che non si possano mai incontrare
3 - Praticate sempre il sesso sicuro e non lasciate tracce (modello Bill Clinton, per intenderci)
4 - Ricordate all’amante che il suo posto è quello dell'amante, appunto
5 - Mantenete le due esperienze, quella matrimoniale e quella extraconiugale completamente separate
6 - Non fate mai promesse, per non creare aspettative
7 - Mai regalare soldi o gioielli
8 - Una volta beneficiato della relazione extraconiugale, rompete con diplomazia
9 - Nel caso veniate scoperti, negate sempre
10 - Eliminate dalla scala dei vostri sentimenti il senso di colpa
Fonte: VipLine.it
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FAMMI PURE LE CORNA, ... MA FUORI DALLA PORTA
di Erica Suban
Scappatelle concesse, ma senza rapporti completi. Flirt tollerati solo se uno dei due è via per lavoro. E poi libri, siti, raduni per imparare l'arte dei triangoli amorosi senza sfasciare il matrimonio.
Essendo questa un'epoca di sesso virtuale, c'è anche un sito web: www.50milerule.comOvvero, il criterio delle 50 miglia: sesso extraconiugale a volontà, ma solo fuori porta. La sua fondatrice, Judith Brandt, è anche l'autrice del libro omonimo, che è una vera e propria guida alle scappatelle senza conseguenze. «Ho deciso di scriverlo durante una relazione con un uomo sposato, che mi ha spiegato che lo faceva solo quando la moglie era distante almeno un'ora di macchina» spiega Judith Brandt da Los Angeles.
Anche quando ti fai trascinare dalla passione, quindi, mai perdere la testa. Ma la regola delle 50 miglia è solo uno dei sistemi che le coppie americane stanno sperimentando per evadere dalla monotonia della coppia senza distruggerla.
Il New York ha definito il fenomeno «matrimonio con benefit» e gli ha recentemente dedicato la copertina.
Ci sono quelli che seguono la regola «solo sopra la cintura», ovvero libertà assoluta ma senza rapporti completi. C'è la «celebrity trading card», ovvero il permesso scritto di avere strada libera se mai dovesse succedere di incontrare i propri idoli. Ne parlano Rachel, Monica e Ross in un episodio di Friends (viene da chiedersi se Jennifer Aniston avesse previsto l'incontro di Brad Pitt con Angelina Jolie). La regola preferita è «don't ask don't tell», dove ognuno è libero di vedere altre persone solo e rigorosamente se non lo dice all'altro.
«Il tradimento non è certo una novità, ma il fatto che le coppie si siedano a tavolino per dettarne le norme lo è di certo» spiega Stephanie Coontz, professore di storia all' Evergreen State College di Olympia e autrice del libro Marriage: a history. Ecco che l'ultima generazione di sposi si trova a fare i conti con una realtà ricca di occasioni che non necessariamente vogliono perdute e a scegliere come gestirle. Nel paese dove è nato l'accordo prematrimoniale siamo quindi all'accordo pretradimento.
Siege e Katie hanno coltivato un rapporto a distanza per anni, in cui le scappatelle sembravano dettate dalla impossibilità di stare insieme.
«Poi lei si è trasferita a New York, e ci siamo resi conto che la realtà era che siamo incapaci di essere monogami». Hanno allora deciso di negoziare insieme cosa fosse ammissibile e cosa fosse fuori questione nelle avventure cui avevano scelto di non rinunciare. Assolutamente no alla notte passata fuori casa, se si segue la «regola del vampiro».
Mai fingersi single per evitare di creare reazioni da Attrazione fatale che potrebbero distruggere la serenità coniugale. Siege ha persino un blog su Nerve.com dove descrive le sue relazioni extraconiugali.
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«Quel che fa funzionare la nostra relazione è che siamo una squadra, in tutto e per tutto» sostengono all'unisono, proprio come una coppia sposata felicemente da anni. Nel mondo gay questo tipo di relazione funziona da sempre. William sta con Dan da più di 5 anni e considera la loro una coppia tradizionale e chiusa.
«Il che non esclude passioni con ragazzi stranieri mentre Dan è fuori città».
Per tutti la regola è quella della «monogamia dei fluidi corporali»: profilattico in tutti i rapporti con estranei.
I più radicali sono i poliamorosi, che rifiutano la monogamia a favore di relazioni con più di una persona al tempo stesso. La Poliamory society è l'associazione che li raccoglie e conta oltre 800 membri, che si riuniscono una volta all'anno al Central Park durante la Poly pride parade. Ne fanno parte John e Nan Wise, sposati da 24 anni: hanno festeggiato l'anniversario di matrimonio con il fidanzato di lei e quella di lui.
«È un fenomeno che riprende le comuni degli anni Sessanta» spiega Barbara Foster, esperta di movimenti sociali e professoressa dell'Hunter College a New York.
«È una filosofia che attira sempre più giovani e intellettuali». Le motivazioni per tradire descritte in The 50-mile rule sono tante, ma secondo l'autrice il tradimento di successo è solo quello che non viene scoperto.
«Fatelo senza senso di colpa, ma non parlatene mai con il partner» conclude Judith Brandt «perché se è vero che non siamo nati monogami non lo siamo nemmeno per condividere moglie o marito».
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