Solitudine.

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giorgiocan

Utente prolisso
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, fuori città per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, pare che stia per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.
 
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Zod

Escluso
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, via per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, perchè prenderò appuntamento per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Dovrei aspettare fin dopo le feste. E lucido non ce la posso fare. Il pensiero delle festività, che già normalmente sono un tormento, mi fa venire il voltastomaco. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.
Inizia a fare attività sportiva amatoriale: corsa, bici bdc, bici mtb, nuoto... Ad esempio una bella corsetta con la musica alle orecchie. Se pensarci non risolve distraiti con altro...
 

Ultimo

Escluso
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, via per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, perchè prenderò appuntamento per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Dovrei aspettare fin dopo le feste. E lucido non ce la posso fare. Il pensiero delle festività, che già normalmente sono un tormento, mi fa venire il voltastomaco. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.

Pensi che ci siano persone che al contrario tuo prima di andare da un medico si dicano, " finalmente..! così mi farà capire....! No non credo. Credo invece che dentro tutti si nasconde quella voglia e quella sicurezza che non vuole uscire per ovvi motivi ma che dice sussurrando e nascondendosi, vacci..vacci...
L'orgoglio o altro ancora spesso e volentieri ci sono contrari e di certo non ci aiutano.


Ho letto nel forum che fino a quando si assumono quei farmaci che servono a stabilizzarti l'umore e a calmarti l'ansia e renderti equilibrato, i farmaci sono UTILI. E' dopo la terapia che ti aiuta che devi sospenderli.:smile:
 

Circe

Utente di lunga data
io dal dottore ci vado, e prendo anche i farmaci. il cervello non te lo spengono. ma ti aiutano solo giorno dopo giorno ad essere un po piu consapevole che quello che deve essere e'. ti auguro un buon cammino, a me è un sostegno importante...
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, via per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, perchè prenderò appuntamento per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Dovrei aspettare fin dopo le feste. E lucido non ce la posso fare. Il pensiero delle festività, che già normalmente sono un tormento, mi fa venire il voltastomaco. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.
Le tue remore a toglierti questo peso che ti opprime in modo esagerato, trattandosi di un passato remoto e in cui la vostra coppia era poco felice, da quale paura deriva, principalmente?

Paura che ti lasci? Che ti tradisca anche lei? Che non si fidi più di te?
 

giorgiocan

Utente prolisso
Le tue remore a toglierti questo peso che ti opprime in modo esagerato, trattandosi di un passato remoto e in cui la vostra coppia era poco felice, da quale paura deriva, principalmente?

Paura che ti lasci?
Sì, anche che mi lasci. E intendo dire per rabbia, per delusione. Perchè, attualmente, lei mi ama sinceramente.

Che ti tradisca anche lei?
Naa. Se avesse voluto, l'avrebbe già fatto in passato. E fosse così non me ne importerebbe granchè (ci ho pensato, prima di scriverlo) perchè lo capirei. Che si sentisse di poterlo/volerlo fare in futuro...non credo nemmeno questo: conoscendola, sapendo che ho già provveduto io a quel punto mi lascerebbe prima.

Che non si fidi più di te?
Già. Di rovinare completamente l'opinione che ha di me (considera che le ho mentito). Di privarla del mio sostegno (non sto dicendo che da sola non sappia badare a sè o non abbia futuro, ma che con me è serena: d'altronde io l'amo, mi prendo cura di lei, la coccolo e consolo quando serve.). Di portarla a credere (conoscendola, protrebbe) d'essere sbagliata lei. Non sono un idolo - sia chiaro - non è una scema, è solo che sono il pezzo più importante della sua vita.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Oh era già assodato che tu DEVI STARE ZITTO!
Parlerai con il medico e ti aiuterà.
Mi sembra un ottimo consiglio quello di uscire a correre o camminare.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Inizia a fare attività sportiva amatoriale: corsa, bici bdc, bici mtb, nuoto... Ad esempio una bella corsetta con la musica alle orecchie. Se pensarci non risolve distraiti con altro...
Ottimo consiglio a mio parere per tamponare le crisi, poi la terapia farà il resto
 

giorgiocan

Utente prolisso
Oh era già assodato che tu DEVI STARE ZITTO!
Parlerai con il medico e ti aiuterà.
Mi sembra un ottimo consiglio quello di uscire a correre o camminare.
Brunetta, da tonno a tonno, se qualcuno mi rimetterà "a posto", mi convincerà definitivamente (leggi: fine del loop)che la cosa migliore che posso fare non solo per lei, ma per la mia e la nostra vita, è rimanere zitto fino alla tomba ed oltre, ringrazierò fino alle lacrime lui e voi che mi avete aiutato ad aspettare e a capire.

Certo che al momento rimango zitto, ma al momento non sono praticamente una persona. Tralascio tutte le menate collaterali: rischio comunque di combinare un casino, se lasciato al mio delirio. La mia constatazione è semplicemente che ho bisogno di cambiare questo stato.

Vado a farmi una bella camminata, che avete ragione.
 
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Hellseven

Utente di lunga data
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, fuori città per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, pare che stia per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.
Ti capisco.
Ma io non ce l'ho fatta a tenermelo dentro.
Avrei avuto di sicuro un crollo nervoso.
Confessare è stato di certo un atto di grande violenza verso mia moglie ma (egoisticamente) assolutamente liberatorio per me.
E forse non è molto corretto.
Quindi magari sul piano del non arrecare dolore alla persona che ti sta accanto, quello che stai facendo tu (tenersi tutto dentro) forse è il male minore per lei.
Però dire la verità ha l'innegabile vantaggio di far venire i nodi al pettine: il che, in un rapporto marchiato dal tradimento di uno dei due, è importante perché si arriva a proprio a quel redde rationem, rispetto alla crisi latente ma nascosta, che è necessario o per lavorare sul rapporto stesso o per farla finita una volta per tutte.
In bocca al lupo. :)
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Sì, anche che mi lasci. E intendo dire per rabbia, per delusione. Perchè, attualmente, lei mi ama sinceramente.,
Ti lascerebbe per una faccenda morta e sepolta da ben sette anni???.....

Non credo.

Certo, non la conosco come te, però fatico a pensare che per un passato così remoto si arrivi alla rottura.

Sbaglio o questa donna non la vedi e non la senti più?

Naa. Se avesse voluto, l'avrebbe già fatto in passato. E fosse così non me ne importerebbe granchè (ci ho pensato, prima di scriverlo) perchè lo capirei. Che si sentisse di poterlo/volerlo fare in futuro...non credo nemmeno questo: conoscendola, sapendo che ho già provveduto io a quel punto mi lascerebbe prima.
Ok, quindi non hai paura della ripicca.

Già. Di rovinare completamente l'opinione che ha di me (considera che le ho mentito). Di privarla del mio sostegno (non sto dicendo che da sola non sappia badare a sè o non abbia futuro, ma che con me è serena: d'altronde io l'amo, mi prendo cura di lei, la coccolo e consolo quando serve.). Di portarla a credere (conoscendola, protrebbe) d'essere sbagliata lei. Non sono un idolo - sia chiaro - non è una scema, è solo che sono il pezzo più importante della sua vita.
Probabilmente cambierebbe ciò che pensa di te e di voi due, ma non più di tanto perchè sono passati sette anni.

Secondo me non dovresti andarci solo tu in terapia.

Dovreste andare insieme a fare terapia di coppia.

Solo così ci sarebbe il terreno preparato per far uscire fuori questo peso. Che consentimi, non è così eccessivo.
Ci sono coppie che hanno superato di peggio...
Voglio dire, non è che tu l'hai tradita quando andava tutto bene. L'hai tradita mentre tutto era piatto, grigio. E questo lei lo sa.
 

Diletta

Utente di lunga data
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, fuori città per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, pare che stia per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.

...il fine del forum è anche questo, lo sfogo liberatorio che lenisce i tormenti.
Benissimo l'aiuto di un medico che metterà in "stand-by" il cervello che ora come ora ha bisogno di riposo.
Il lavorio della mente leva energie anche al fisico, è di uno stancante...
Quando sarai più equilibrato (e lo sarai) vedrai le cose dalla giusta prospettiva e deciderai allora, tanto non brucia niente no?
Come ti hanno detto altri, uno sbaglio di anni fa che non ha avuto ripercussioni sulla vostra storia, anzi, forse forse l'ha resa migliore, è perdonabile, farà male, ma si supera quando si ama. :)
Eccome
 

feather

Utente tardo
rispetto alla crisi latente ma nascosta, che è necessario o per lavorare sul rapporto stesso o per farla finita una volta per tutte.
Ma nel suo caso la 'crisi latente' c'era 7 anni fa. Non più ora.
Non c'è più un problema nascosto da risolvere nella coppia. C'era e si è risolto.
A che pro quindi..?
 

Etrusco

Utente di lunga data
Una solitudine di questo tipo non l'avevo ancora provata. In questi giorni lei non c'è, fuori città per lavoro. Mi ritrovo a casa da solo, con pochi impegni per far passare il tempo, gran poca voglia di vedere gli amici, e i soliti pensieri che sono in fila come al banco del salumiere per distruggermi la giornata a turno. Si può chiamare depressione, credo. Non vedo l'ora che arrivi la settimana prossima, pare che stia per iniziare finalmente la nuova terapia. Mi sento veramente cretino, ad essere contento di poter andare dal medico, ma tant'è. Eppure mi fa sentire vagamente a disagio raccontare di nuovo la mia storia a qualcuno. E non ho certo paura di essere giudicato, visto che sarà un medico. Ho paura che mi ripeta per la centesima volta quello che so, quello che mi ha già detto la psicologa. O che come lei, a un certo punto, vedendomi a pezzi dica "Però, se proprio non ce la fa, allora dovrebbe parlarne apertamente alla sua compagna". Questo qui però conto mi dia anche qualcosa per spegnere il cervello. E questo aspetto quasi mi incuriosisce. D'altra parte, se anche volessi, non posso nemmeno confessare oggi o domani. Lei è veramente sotto pressione, se le dessi questo peso adesso sarei ancora più bastardo di quello che già sono. Proprio un bel weekend, mi attende.


Fine dello sfogo, un abbraccio a tutti.

Giorgio...non fare danno. A confessare (come a pagare e a morire) c'è' sempre tempo!! Adesso supera questa fragilità emotiva che tu stesso ammetti di attraversare, datti tempo, e solo quando tornerai ad essere lucido decidi cosa e' meglio per te, per lei.....è soprattutto per VOI!
 

Spider

Escluso
Giorgio...non fare danno. A confessare (come a pagare e a morire) c'è' sempre tempo!! Adesso supera questa fragilità emotiva che tu stesso ammetti di attraversare, datti tempo, e solo quando tornerai ad essere lucido decidi cosa e' meglio per te, per lei.....è soprattutto per VOI!
l'essenza del coglione...e del traditore.

attento... perchè si può morire in una frazione di secondo.
scrivi due righe sul foglietto, e buttalo nel cassetto...
sono stato un traditore, son pentito...non volevo...perdonane...scusa.
mi porti i fiori sulla tomba?
ma che ti freg(n)a.:p:p:p:p
 
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Leda

utente Olimpi(c)a
l'essenza del coglione...e del traditore.

attento... perchè si può morire in una frazione di secondo.
scrivi due righe sul foglietto, e buttalo nel cassetto...
sono stato un traditore, son pentito...non volevo...perdonane...scusa.
mi porti i fiori sulla tomba?
ma che ti freg(n)a.:p:p:p:p

:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

Mizzega, Ragnetto, a volte tocchi delle vette sublimi!!!
 

Etrusco

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

Mizzega, Ragnetto, a volte tocchi delle vette sublimi!!!

Si, vette di cafonaggine e maleducazione...ma ognuno tira fuori quello che ha.
sarebbe più coglione, per usare un gergo caro aspider, se facesse qualcosa senza lucidità. Sul traditore nulla da dire, lo è' stato...anche se visto che ormai abbiamo politici che si sentono innocenti per reati ben più gravi..forse la prescrizione assolverà anche Giorgio :smile::smile:
 
Ultima modifica:

Leda

utente Olimpi(c)a
Si, vette di cafonaggine e maleducazione...ma ognuno tira fuori quello che ha.
sarebbe più coglione, per usare un gergo caro aspider, se facesse qualcosa senza lucidità. Sul traditore nulla da dire, lo è' stato...anche se visto che ormai abbiamo politici che si sentono innocenti per reati ben più gravi..forse la prescrizione assolverà anche Giorgio :smile::smile:
Non vorrei sbagliarmi, ma Spider le corna se le è trovate, mica le ha messe...
Il suo stile è molto provocatorio e alle volte la fa veramente fuori dal vaso, ma spesso invece ha dei guizzi di una profondità impressionante e di un realismo che dà il capogiro, da tanto è lucido.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ti capisco.
Ma io non ce l'ho fatta a tenermelo dentro.
Avrei avuto di sicuro un crollo nervoso.
Probabilmente hai ragione, infatti. Il "mio" crollo nervoso è il giaciglio su cui mi addormento da tre mesi, il primo pensiero che mi sveglia ogni mattina.

Confessare è stato di certo un atto di grande violenza verso mia moglie ma (egoisticamente) assolutamente liberatorio per me.
E forse non è molto corretto.
Già, concordo sul fatto che in quanto esclusivo atto liberatorio è una carognata. Può forse valere la pena se c'è dell'altro.

Però dire la verità ha l'innegabile vantaggio di far venire i nodi al pettine: il che, in un rapporto marchiato dal tradimento di uno dei due, è importante perché si arriva a proprio a quel redde rationem, rispetto alla crisi latente ma nascosta, che è necessario o per lavorare sul rapporto stesso o per farla finita una volta per tutte.
In bocca al lupo. :)
Ecco. Questo. Perchè a volte ho l'impressione (che però potrebbe essere solo una mia convinzione) che tra il fatto in sè, i sospetti che al tempo sono emersi, la crisi di allora che da parte mia si è chiusa in buona parte in una silenziosa accettazione e il proposito di tenermi lontano da cazzate del genere per il resto dei miei giorni, qualcosa sia rimasto sospeso fino ad oggi. E una rivelazione ci costringerebbe a riprendere in mano alcuni punti della nostra relazione. Ma potrebbe essere tutta una mia illusione.

Ad ogni modo grazie per gli auguri. Posso chiederti com'è andata, a te? Immagino poi che nel tuo caso tu non abbia "atteso" anni per parlare...
 
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