Infatti non poteva andare tutto così liscio. Uno cerca di farsi iniezioni di ottimismo, ma sono solo una medicina, non la cura.
Ieri sera mia moglie mi confessa una cosa.
Sabato l'ha visto. Passava di lì, alla mattina, si sono incontrati in una cafeteria un'ora.
Mentre io andavo con nostra figlia a prendere gli addobbi per la sua festa di compleanno.
Lui le ha dato anche un regalo per nostra figlia.
Mi arrabbio.
La cosa del regalo poi la trovo ignobile.
Anche lei dice che non capisce perché, non le è piaciuta la cosa, la bimba è una cosa solo nostra, di noi due.
"Perché così compiace la mammina che sgancia la lacrimuccia e anche altro. Sfruttare una bimba per questo è disgustoso. (nome) deve essere lasciata fuori. Questa cosa non la tollero." I miei toni sono più alterati da quanto possa sembrare qui.
Mia moglie è affranta, le dispiace di procurarmi altro dolore.
"Questa cosa deve finire, solo così eviterai di farlo. Questo ora spetta a te. Stiamo andando troppo "oltre", perchè anche la nostra storia possa resistere. Ne vale la pena?".
Sembrerebbe di no, lei sembrerebbe aver capito e assimilato tutto, torna carina e gaudente, come al solito.
Ma è già qualche giorno che osservo che il suo cellulare è scomparso dalla scrivania, dove lei era solito appoggiarlo da anni. Tra i patti dell'altro giorno, tra le prove per riconquistare la mia fiducia, c'era anche quella, a qualcuno sembrerà oppressivo e lesivo della privacy, di consentirmi, quando voglio, di poter guardare nel suo cellulare. Lei lo fa con me da anni. Il mio cellulare è sempre lì, in bella vista. Quindi, la mia non era una richiesta univoca. Le chiedo carinamente se posso guardare il suo cellulare, che sembra sparito.
"No, non voglio".
La risposta dice tutto.
"hai dei segreti?
"No, ma non è giusto che tu legga i miei messaggi"
"Tu puoi aver ragione, ma siccome lo fai anche tu con me, non vedo perché tu debba negarmi questa possibilità, visto che è reciproca. Se lo fai, significa che hai dei segreti con me e questo non va bene, in questo momento. Ti ho chiesto di essere sincera. Come credi che possa rinascere la fiducia in te, che è crollata settimana l'altra, se continui a indurmi a pensare che tu abbia dei segreti?".
"Prendi e leggilo, però non dire niente davanti a nostra figlia".
Non sarei mai voluto arrivare a questo punto. Se avesse lasciato il cellulare sempre al solito post mi sarei convinto automaticamente che non c'era nulla da nascondere.
Leggo alcuni messaggi. Lui vuole venire venerdì 15 al mattino da lei in ufficio. Quando lei è da sola.
Lui pensa di passare anche venerdì 22, pomeriggio, quando lei non lavora (fa mezza giornata). Promette baci e abbracci (in sintesi). Le dice che è molto preso da lei.
"Non volevo che li leggessi, perché ci saresti rimasto male. Ci siamo sentiti al telefono e poi gli ho detto che non si poteva e..."
"Come posso continuare a crederti? Ma ti rendi conto? Stai distruggendo la nostra storia. Abbiamo una bambina, di là, piantata davanti al televisore, e noi stiamo ancora qui a parlare di questo. Tu lo devi lasciare, se vuoi che il nostro matrimonio sopravviva. Altrimenti, è finita."
Questo è stato l'inizio di una serata assurda e di una nottata ancora peggiore.
Io ho capito che lei è persa per lui "Quando sono in casa io ti amo, ma quando esco fuori sono un'altra persona e non riesco a trattenermi. Lui mi piace."
"E' finita, sta finendo, non ha senso andare avanti così. Siete all'inizio. Ma la vostra storia sta crescendo. Non ingannarti, non dirmi che tra due mesi sarà finita perché non è vero. Fingi di crederti, ti illudi, ma sai bene anche tu a livello conscio o inconscio non importa, che ciò non accadrà. Lui ti starà dietro, combinerà altri incontri, farete l'amore, la vostra storia durerà anni.
Nel frattempo io non sarò qui. Non resisterò a questa cosa. Litigheremo. Questi bei giorni insieme saranno un ricordo. Tu non oserai guardarmi in faccia, io neppure, per diverse ragioni Devi decidere ora, che ancora ti amo, prima che arrivi a odiarti: lascialo".
Lei rimane zitta, un silenzio che sembra eterno.
Mettiamo a letto la bimba.
Restiamo soli.
Nessuna risposta.
La serata prosegue male. Lei mi ricatta: lo lascia ma poi lascia me, perché non vuole sentirsi oppressa.
Va bene, io non voglio stare insieme a una persona che ama un altro
Abituiamoci all'idea. Lei si pente..
"vedi, se fai così è peggio, potevamo passare una bella serata a baciarci... devi riconquistarmi, non obbligarmi a fare una cosa".
"credo che anche tu debba riconquistarmi."
La serata prosegue tra alti e bassi, disperazione e lacrime.
Non credo lei voglia lasciarlo veramente e per sempre.
Non ci credo né spero più.
A questo punto, qual è il senso di qualsiasi azione si possa fare?
Questa storia deve finire prima che lei cominci a farmi pena, o anche schifo.
Perché se continua così, andrà a finire così.
Prima di distruggere tutti i 25 anni, tra menzogne e rancori.
Abbiamo una figlia. Che adoro.
Cazzo!