a NY è tutto particolare, gli stessi newyorkesi chiamano gli altri americani "texani", o "californiani", etc, come se li vedessero sostanzialmente diversi. In ogni caso, gli wasp sono repubblicani e protestanti; a NY sono molto più gettonati i liberal-democratici, atei, cosmopoliti e filoeuropei nella autorappresentazione di sé ma nella realtà attaccatissimi all'isola, specie se ci sono nati. Ergo, se riescono, l'europea/o preferirebbero portarsela a casa, non trasferirsi di là. "Conquistare" una donna proveniente dai paesi "culturali", quasi poterla sfoggiare come prova del proprio livello culturale, è oggetto di vanto, a NY, quasi quanto i successi professionali. Divertente, direi, quasi quanto la mole di baggianate "estere" di cui sono sicuri pur in genere preferendo di essere spellati vivi che uscire dall'isola. Il mio Mr. Big non è così, ma il fascino che suscitiamo, anche in persone più strutturate della media e viaggiatori come lui, è innegabile. Questa sensazione non è quella che si prova in altri stati americani, anche se, più volte, ci sono stati persone e gruppi che si sono voluti fotografare con me (orrore!) solo perché italiana. Volevo morì. Ovviamente, parlo da donna; vedo però che gli italiani, col fatto che "lo fanno meglio", dicono, sono molto molto cercati. Sempre a NY, eh. Ovviamente, parlo solo di ciò che ho visto e gli ambienti che ho frequentato (accademici, intellettuali, musicisti, professionisti nelle arti libere). Mai scambiato alcunché con gli agenti di borsa, ad esempio, dunque non so. Comunque, se tiri fuori il passaporto bordeaux, a NY, la risposta è solo e sempre una: "cool!". Poi, se viene fuori "storica dell'arte, Rinascimento" è un'ecatombe. Ne abbiamo riso molto, io e Mr. Big, ma lui è comunque d'accordo: siamo cool, poche storie. Per una volta, non mi è andata male. Invece che difendermi dalla supposta mia pochezza, come a Parigi, ho dovuto depotenziare la mia (altrettanto supposta) fighità. Cool.