Popper ne dedusse che una teoria è tanto più scientifica quanto meno teme la falsificazione, ma anzi accetta di misurarsi con essa. Quanto più una teoria sembri a prima vista facilmente falsificabile, tanto più essa rivela la propria forza e coerenza se regge alla prova dei fatti.
Mi pare che la citazione esatta sia: ( somaro tu).
"Ogni teoria è quanto mai più vera, quanto più resiste ai tentativi della sua falsificazione".
Ma difficile trovarla, perchè non mi ricordo se è tratta dal testo della conferenza, o dal libro che poi ne ha tratto.
Tu da bravo Marxista hai manipolato il pensiero di Popper.
Il criterio di falsificabilità afferma dunque che una teoria, per essere controllabile, e perciò scientifica, deve essere “falsificabile”: in termini logici, dalle sue premesse di base devono poter essere deducibili le condizioni di almeno un esperimento che la possa dimostrare integralmente falsa alla prova dei fatti, secondo il procedimento logico del
modus tollens (in base a cui, se da A si deduce B, e se B è falso, allora è falso anche A). Se una teoria non possiede questa proprietà, è impossibile controllare la validità del suo contenuto informativo relativamente alla realtà che essa presume di descrivere.
Come ha sottolineato Karl Popper, se una proposta teorica o un'ipotesi non può essere sottoposta a un controllo che possa falsificarla, allora il teorico che l'ha avanzata può suggerire, a partire da essa, qualsiasi altra concezione senza possibilità di contraddittorio: l'ipotesi iniziale può portarci a qualunque conclusione senza che si possa confutarla.[SUP]
[2][/SUP].
ma sparate e di' che t'hanno sparato...
caro abbonato a figure di merda con me...:mrgreen::mrgreen::mrgreen: