Andare a fare la spesa di domenica e festivi

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Io parlavo di protezionismo commerciale.

I sindacati, gli statali, gli evasori, le mafie, la corruzione, Silvio Berlusconi.. sono tutti bersagli indicati dagli stessi vertici al popolo, per distorcere le cose

Ci sono sempre stati, ma ci sono stati anche periodi floridissimi

La verità è che non si può produrre più, ormai...

Riempiono la testa con innovazione, innovazione, start up di impresa..

Ma se qui non ti inventi un macchinario che produce energia elettrica coi discorsi a biscaro, da innovare c'è poco. Briciole.
Robetta, x pensare di poter minimamente risollevare le occupazione.

Le aperture domenicali, notturne..?

Benissimo.. ma non aumenta mica il lavoro, non ci prendiamo x il culo.

I consumi sono fermi da un pezzo. Immobili

Questo vuol dire cosa?

che se io apro un nuovo megamarket e assumo 100 persone, i consumi GLOBALI di quell'area resteranno comunque FERMI

Traduzione: il megamarket lavorerà, una miriade di microimprese commerciali (negozi) che prima lavorava e dava occupazione, chiuderà.

Risultato sull'occupazione in termini numerici? Zero


Non è che se mi aprono 10 market vado a far la stessa spesa in tutti e 10, faccio la spesa di prima, magari cambio market, ma spendo uguale

È una speculazione al ribasso, e null'altro
spalmi li tuoi acquisti in più market/ centri commerciali. Ormai il carrello medio si aggira su i 25/30 euro. Fermo da molto tempo. Le offerte proposte sono poco competitive, tanto è che le famiglia non fanno più le scorte come una volta in occasione degli sconti.
Il settore industriale è emigrato in paesi dove ci sono stipendi bassi e poche regole da rispettare,(sicurezza, permessi, ambiente etc).
Ci sono centri commerciali che rimangono aperti fino alle 23, ci sono stata, non c'è nessuno. Tanto è che molti hanno ridotto l'orario alle 22.
I miei vicini di casa la domenica si alzano alle 8 per andare a fare la spesa non avrebbero problemi ad andare settimana, ecco certe persone non le comprendo proprio. Questo spaccato è estremamente preoccupante.Si è imboccato un tunnel, che pare non abbia uscita.
 

Skorpio

Utente di lunga data
spalmi li tuoi acquisti in più market/ centri commerciali. Ormai il carrello medio si aggira su i 25/30 euro. Fermo da molto tempo. Le offerte proposte sono poco competitive, tanto è che le famiglia non fanno più le scorte come una volta in occasione degli sconti.
Il settore industriale è emigrato in paesi dove ci sono stipendi bassi e poche regole da rispettare,(sicurezza, permessi, ambiente etc).
Ci sono centri commerciali che rimangono aperti fino alle 23, ci sono stata, non c'è nessuno. Tanto è che molti hanno ridotto l'orario alle 22.
I miei vicini di casa la domenica si alzano alle 8 per andare a fare la spesa non avrebbero problemi ad andare settimana, ecco certe persone non le comprendo proprio. Questo spaccato è estremamente preoccupante.Si è imboccato un tunnel, che pare non abbia uscita.
È esattamente così.. il limone non lo puoi spremere + di tanto.

Poi, la multi offerta, comprese aperture estive, va benissimo, da consumatore come non esserne felici?

Ma è la causa della multi offerta che non va bene, ovvero cercar di prendere la fettina in più di torta, quando la torta è sempre quella.

Così è una speculazione al ribasso, e si attivano automaticamente meccanismi regressivi, su vari livelli

Il posto in più di lavoro "pesante", quello vero, sarebbe quello legato alla catena produttiva, che viceversa, come appunto dici, è in fisiologica ritirata da tempo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ho la pretesa di sapere di economia, hanno dei problemi in proposito pure gli economisti :carneval:.
Credo che il rimpianto per il negozio di prossimità sia un retaggio di tempi passati, legato a chi ha abitato o abita in piccoli centri. Nel paese dove lavoro pressoché ovunque i piccoli esercizi hanno chiuso e un'amica che ne ha aperto uno nuovo ha chiuso dopo un anno perché non rientravano le spese.
Solo in un quartiere vi sono molti negozi perché abitato in prevalenza da anziani e da immigrati di etnie che contemplano ancora la figura della casalinga.
Indubbiamente i centri commerciali e le grandi arterie commerciali sono i luoghi in cui si concentrano i consumatori che hanno orari di lavoro non sempre compatibili con orari tradizionali.
Se qualcuno ha soluzioni per rilanciare l'economia e la produzione dovrebbe scrivere un saggio e pubblicarlo, il Nobel è in attesa.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non ho la pretesa di sapere di economia, hanno dei problemi in proposito pure gli economisti :carneval:.
Credo che il rimpianto per il negozio di prossimità sia un retaggio di tempi passati, legato a chi ha abitato o abita in piccoli centri. Nel paese dove lavoro pressoché ovunque i piccoli esercizi hanno chiuso e un'amica che ne ha aperto uno nuovo ha chiuso dopo un anno perché non rientravano le spese.
Solo in un quartiere vi sono molti negozi perché abitato in prevalenza da anziani e da immigrati di etnie che contemplano ancora la figura della casalinga.
Indubbiamente i centri commerciali e le grandi arterie commerciali sono i luoghi in cui si concentrano i consumatori che hanno orari di lavoro non sempre compatibili con orari tradizionali.
Se qualcuno ha soluzioni per rilanciare l'economia e la produzione dovrebbe scrivere un saggio e pubblicarlo, il Nobel è in attesa.
Il rimpianto per il negozio di prossimità ce lo ha soprattutto chi ci lavorava, e chi ne era proprietario.

E a cascata, chi era proprietario del relativo fondo, che si è evidentemente svalutato.

E a cascata, chi passeggia per quartieri quasi centrali, con 8 serrande su 10 abbassate, con conseguente degrado urbano.

Sono conseguenze visibili ad occhio nudo da chiunque, non è necessario aspirare a prendere Nobel per l'economia per vederle semplicemente passeggiando.

Capisco che sono discorsi scomodi e visioni scomode
 

danny

Utente di lunga data
Il rimpianto per il negozio di prossimità ce lo ha soprattutto chi ci lavorava, e chi ne era proprietario.

E a cascata, chi era proprietario del relativo fondo, che si è evidentemente svalutato.

E a cascata, chi passeggia per quartieri quasi centrali, con 8 serrande su 10 abbassate, con conseguente degrado urbano.

Sono conseguenze visibili ad occhio nudo da chiunque, non è necessario aspirare a prendere Nobel per l'economia per vederle semplicemente passeggiando.

Capisco che sono discorsi scomodi e visioni scomode
Ce l'ho pure io che un negozio volevo aprirlo.
Per fortuna non l'ho fatto.
Ma non è che mi si son aperte tante altre strade diverse.
Stesso discorso per chi lavora ancora nel settore.
E ne conosco...
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Io parlavo di protezionismo commerciale.

I sindacati, gli statali, gli evasori, le mafie, la corruzione, Silvio Berlusconi.. sono tutti bersagli indicati dagli stessi vertici al popolo, per distorcere le cose

Ci sono sempre stati, ma ci sono stati anche periodi floridissimi

La verità è che non si può produrre più, ormai...

Riempiono la testa con innovazione, innovazione, start up di impresa..

Ma se qui non ti inventi un macchinario che produce energia elettrica coi discorsi a biscaro, da innovare c'è poco. Briciole.
Robetta, x pensare di poter minimamente risollevare le occupazione.

Le aperture domenicali, notturne..?

Benissimo.. ma non aumenta mica il lavoro, non ci prendiamo x il culo.

I consumi sono fermi da un pezzo. Immobili

Questo vuol dire cosa?

che se io apro un nuovo megamarket e assumo 100 persone, i consumi GLOBALI di quell'area resteranno comunque FERMI

Traduzione: il megamarket lavorerà, una miriade di microimprese commerciali (negozi) che prima lavorava e dava occupazione, chiuderà.

Risultato sull'occupazione in termini numerici? Zero


Non è che se mi aprono 10 market vado a far la stessa spesa in tutti e 10, faccio la spesa di prima, magari cambio market, ma spendo uguale

È una speculazione al ribasso, e null'altro
Perfetto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il rimpianto per il negozio di prossimità ce lo ha soprattutto chi ci lavorava, e chi ne era proprietario.

E a cascata, chi era proprietario del relativo fondo, che si è evidentemente svalutato.

E a cascata, chi passeggia per quartieri quasi centrali, con 8 serrande su 10 abbassate, con conseguente degrado urbano.

Sono conseguenze visibili ad occhio nudo da chiunque, non è necessario aspirare a prendere Nobel per l'economia per vederle semplicemente passeggiando.

Capisco che sono discorsi scomodi e visioni scomode
Sono tante le cose che dispiacciono e tante quelle che piacciono.
Mi sono resa conto, ad esempio, che mi dispiaceva per la chiusura di una cartoleria, ma non ci andavo da dieci anni e anche prima solo raramente perché era più conveniente il reparto del centro commerciale.
Bisognerà inventarsi altre cose per animare i centri storici, ma anche le periferie. Del resto un tempo c'erano verdurai e pescherie in centro oggi non li vorrebbe nessuno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ce l'ho pure io che un negozio volevo aprirlo.
Per fortuna non l'ho fatto.
Ma non è che mi si son aperte tante altre strade diverse.
Stesso discorso per chi lavora ancora nel settore.
E ne conosco...
Io ho visto un negozio fantastico, molto fuori mano per me, dove vendevano quadri fatti da ragazzi dell'Accademia a prezzi ragionevolissimi. Non è strutturato come una mostra, ma proprio come un negozio di poster e le proposte sono suddivise per stili. Insomma vengono offerti quadri a un prezzo poco più alto di riproduzioni in serie.
Questo è individuare un settore e investirci, poco perché i quadri sono in deposito, invece di rimpiangere la merceria dove comprava una volta al mese una anziana.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ce l'ho pure io che un negozio volevo aprirlo.
Per fortuna non l'ho fatto.
Ma non è che mi si son aperte tante altre strade diverse.
Stesso discorso per chi lavora ancora nel settore.
E ne conosco...
Eh immagino....

Poi bisognerebbe parlare Delle tecniche di acquisizione prodotto Della GDO

Di come cannibalizzano l'offerta Delle produzione agricola e artigianale in entrata, impegnandosi all'acquisto della totalità produttiva di piccole aziende agricole, depauperando il loro parco clienti.

Di come successivamente, una volta "padroni" del loro mercato (essendo praticamente unico acquirente della produzione) iniziano a imporre prezzi e regole insostenibili, ma che il produttore è costretto a accettare, sennò resta con tutta l'insalata e i pomodori in mano, e dopo 3 giorni li deve tirare via.

Ovvio, noi consumatori vediamo "il bello".. le offerte, i prezzi bassi, la varietà..

Ma qualcuno paga. E muore.

Io stesso mi ci servo senza problemi dalla GDO
Ma non ho gli occhi foderati di prosciutto.

Io non ho studiato granché.

Ma i moccoli sul muso dei vari imprenditori agricoli, che si sfogano anche con me per tutto questo, li sento regolarmente
 

Skorpio

Utente di lunga data
Bisognerà inventarsi altre cose per animare i centri storici, ma anche le periferie. Del resto un tempo c'erano verdurai e pescherie in centro oggi non li vorrebbe nessuno.
Hai ragione.

Ma bisognerebbe pensarci prima di far sì che si svuotino

Non c'è lungimiranza

Ci si difende dai calci Delle mosche, e si prendono tra le palle quegli degli elefanti

Ora vi saluto, devo andare al super a far la spesa :rotfl: :carneval:
 
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perplesso

Administrator
Staff Forum
Ce l'ho pure io che un negozio volevo aprirlo.
Per fortuna non l'ho fatto.
Ma non è che mi si son aperte tante altre strade diverse.
Stesso discorso per chi lavora ancora nel settore.
E ne conosco...
tra fine anni '90 ed inizio millennio dove sto io avevano chiuso la gran parte dei negozi di frutta e verdura.

da un 4-5 anni stanno riaprendo con ottimo profitto, perchè le persone si sono rese conto che la frutta della GDO sa di polistirolo e la verdura è acqua fetida.

il mio settore è talmente di nicchia che per la GDO non sarà mai interessante. mentre stanno chiudendo i negozi di abbigliamento e riaprono calzolai, sarte e mercerie.

oggi se apri un negozio, deve cercare un settore in cui è palese che i clienti non cercano il minor prezzo, ma un rapporto qualità-costo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Hai ragione.

Ma bisognerebbe pensarci prima di far sì che si svuotino

Non c'è lungimiranza

Ci si difende dai calci Delle mosche, e si prendono tra le palle quegli degli elefanti

Ora vi saluto, devo andare al super a far la spesa :rotfl: :carneval:
Pensarci come?
Il mondo cambia, è sempre cambiato. Per i contemporanei ci sono sempre problemi che si superano con il tempo e che poi superati si dimenticano.
Anni fa sembrava che rendere pedonali i centri storici li avrebbe salvati e in parte è stato vero, in parte no. Non ci sono più cinema in centro perché non ci si può andare in auto senza spendere una fortuna di parcheggio.
La nostra società è fatta di sistemi complessi che si inseriscono in altri sistemi.
Se per la coppia ho usato la metafora della costruzione, per la società utilizzerei quella già proposta da altri dei mobile.
IMG_0938.JPG


Togliere o aggiungere un elemento cambia tutto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
tra fine anni '90 ed inizio millennio dove sto io avevano chiuso la gran parte dei negozi di frutta e verdura.

da un 4-5 anni stanno riaprendo con ottimo profitto, perchè le persone si sono rese conto che la frutta della GDO sa di polistirolo e la verdura è acqua fetida.

il mio settore è talmente di nicchia che per la GDO non sarà mai interessante. mentre stanno chiudendo i negozi di abbigliamento e riaprono calzolai, sarte e mercerie.

oggi se apri un negozio, deve cercare un settore in cui è palese che i clienti non cercano il minor prezzo, ma un rapporto qualità-costo.
A Milano questo ruolo lo svolgono i mercati e i gruppi di acquisto.
Ma sono le iniziative private che trovano un settore e vi si inseriscono, non possono essere iniziative politiche Se non dando regimi fiscali favorevoli o anche acquistando e dando in affitto spazi a prezzi ragionevoli per consentire queste iniziative.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
A Milano questo ruolo lo svolgono i mercati e i gruppi di acquisto.
Ma sono le iniziative private che trovano un settore e vi si inseriscono, non possono essere iniziative politiche Se non dando regimi fiscali favorevoli o anche acquistando e dando in affitto spazi a prezzi ragionevoli per consentire queste iniziative.
basta riportare l'IVA a livelli sostenibili e rivedere alcune norme tipo il contratto a chiamata, che non ha senso che io possa offrire questa opzione ad uno che ha 56 anni mentre non posso ad uno che ne ha 53
 

Skorpio

Utente di lunga data
Pensarci come?
Il mondo cambia, è sempre cambiato. Per i contemporanei ci sono sempre problemi che si superano con il tempo e che poi superati si dimenticano.
Anni fa sembrava che rendere pedonali i centri storici li avrebbe salvati e in parte è stato vero, in parte no. Non ci sono più cinema in centro perché non ci si può andare in auto senza spendere una fortuna di parcheggio.
La nostra società è fatta di sistemi complessi che si inseriscono in altri sistemi.
Se per la coppia ho usato la metafora della costruzione, per la società utilizzerei quella già proposta da altri dei mobile.
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Togliere o aggiungere un elemento cambia tutto.
Pensarci come?
Con scelte economiche (la gallina) e non politiche (l'uovo)
 

Brunetta

Utente di lunga data

Skorpio

Utente di lunga data
Non ho capito.
Facendo scelte lungimiranti e non di rientro immediato ma effimero (politiche)

Cosa che ormai è tardi x fare.

Ma è un discorso troppo complesso

Comunque quel che dice [MENTION=4500]perplesso[/MENTION] è vero, si tenta una disperata rigenerazione Delle "botteghe" con vendita di prodotti di alta qualità, per differenziarsi dalla GDO

Ma pochi ce la fanno, troppo pochi, e questo non garantisce affatto recuperi importanti in termini occupazionali a livello nazionale, per vari motivi.

Prima di tutto perché non c'è mercato. molta gente con 20 euro che ci compri una bottiglia di olio "bono" da 375 CL, ci deve mangiare in 6, altro che olio "bono" , sceglierà sempre gretto Andalusia Mediterraneo della Coop (tanto è extravergine anche quello), è una questione di portafoglio.

Il turista? Non ha la cultura agroalimentare che abbiamo noi, e se compra certi prodotti li compra più per "souvenir" preso alla bottega del centro, che per altri motivi.

Non basta. Non può bastare.

Comunque vedremo .. :)
 
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marietto

Heisenberg
Facendo scelte lungimiranti e non di rientro immediato ma effimero (politiche)

Cosa che ormai è tardi x fare.

Ma è un discorso troppo complesso

Comunque quel che dice @perplesso è vero, si tenta una disperata rigenerazione Delle "botteghe" con vendita di prodotti di alta qualità, per differenziarsi dalla GDO

Ma pochi ce la fanno, troppo pochi, e questo non garantisce affatto recuperi importanti in termini occupazionali a livello nazionale, per vari motivi.

Prima di tutto perché non c'è mercato. molta gente con 20 euro che ci compri una bottiglia di olio "bono" da 375 CL, ci deve mangiare in 6, altro che olio "bono" , sceglierà sempre gretto Andalusia Mediterraneo della Coop (tanto è extravergine anche quello), è una questione di portafoglio.

Il turista? Non ha la cultura agroalimentare che abbiamo noi, e se compra certi prodotti li compra più per "souvenir" preso alla bottega del centro, che per altri motivi.

Non basta. Non può bastare.

Comunque vedremo .. :)
Certo, sono negozi che si rivolgono ad un clientela piccola ed abbiente. Di negozi così possono sopravviverne solo un numero limitato per città, non certo un numero da poter incidere statisticamente.
 

Eliade

Super Zitella Acida

In questo periodo seguo un po' le vicende dei lavoratori con contratti che prevedono il lavoro domenicale e festivo, oltre che su turni che coprono anche 14h al giorno.

Inevitabilmente penso alla qualità di vita delle persone che lavorano quando "gli altri" o i figli e la famiglia hanno tempo libero, al tempo sottratto a loro in nome di un consumismo che non ha tregua, e di cui non abbiamo veramente bisogno.
Il tutto dietro una scarsa o nulla tutela dei diritti del lavoratore ed un inadeguato compenso economico, spesso schiavismo legalizzato.

Questo è un altro post che mi è capito di leggere su fb, anche se non seguo la pagina


Non sono una frequentatrice di centri commerciali e non credo di esserci mai andata di domenica o nei giorni di festa, ma da oggi di sicuro non lo farò mai più.

Voi che ne pensate?
Ho un'attività commerciale, se tutto va bene esco di casa alle 6 e mi ritiro alle 8.30...fortuna che si può acquistare su internet.
Al momento vivo in famiglia, per cui alla spesa ci pensa mamma...ma un giorno dovrò fare anche quella su internet?
Vado a salvarmi qualche sito...:carneval:
 

danny

Utente di lunga data
Sono tante le cose che dispiacciono e tante quelle che piacciono.
Mi sono resa conto, ad esempio, che mi dispiaceva per la chiusura di una cartoleria, ma non ci andavo da dieci anni e anche prima solo raramente perché era più conveniente il reparto del centro commerciale.
Bisognerà inventarsi altre cose per animare i centri storici, ma anche le periferie. Del resto un tempo c'erano verdurai e pescherie in centro oggi non li vorrebbe nessuno.
Chi le deve inventare?
 
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