Avete relazioni con uomini sposati? Cerco confronto

twinpeaks

Utente di lunga data
permettimi di chiederti perchè una volta l'educazione era affidata comunque alle madri e i figli maschi si sapevano comunque difendere "aggressivamente", mentre oggi come riporti tu causa madri tutti più pacifisti. Forse è che i padri sono meno partecipi, non so
Non è "causa madri" nel senso diretto che è colpa delle mamme. E' la nostra società occidentale nel suo insieme, i simboli che propone, ad essere "materna". Il modo più semplice ed efficace di educare è l'esempio. Se un bambino vede che i simboli dominanti, intorno a lui, sono paterni (Dio Padre, il Re, il Soldato, il Prete, il Padrone, etc.) riceve una educazione "paterna" anche se suo padre è emigrato o marinaio e rientra a casa una volta l'anno.
Se invece vede che i simboli dominanti intorno a lui sono materni (la Maestra, il Supermercato o la TV/Corno dell'Abbondanza, il Denaro/Bacchetta Magica, etc.) suo padre può stargli accanto tre ore al giorno, ma dovrà darsi veramente da fare per essere esemplare, se vuole fargli arrivare un po' di "codice paterno".
I bambini, e per la verità tutti noi, capiscono al volo chi comanda, soprattutto chi comanda il sistema simbolico. Se tu confronti le fotografie dei ministri della difesa dei paesi europei e quelle dei ministri della difesa degli USA o della Russia, capisci al volo se in Europa comanda la mamma o il papà.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Guarda che al limite a lei va di lusso.:carneval::carneval::carneval:
Avrà più uomini - e tra l'altro sulle doti nascoste dei giovani maschi africani se ne dicono delle belle - tra cui scegliere.:D:D
La battuta è divertente, ma alla signora andrà di lusso finchè potrà scegliere; e potrà scegliere finchè la nostra società nel suo complesso, e in particolare le nostre capacità di difenderci e offendere, saranno abbastanza forti da impedire che a scegliere, senza interpellare la signora, siano "i giovani maschi africani".
 

insane

Utente di lunga data
Non è "causa madri" nel senso diretto che è colpa delle mamme. E' la nostra società occidentale nel suo insieme, i simboli che propone, ad essere "materna". Il modo più semplice ed efficace di educare è l'esempio. Se un bambino vede che i simboli dominanti, intorno a lui, sono paterni (Dio Padre, il Re, il Soldato, il Prete, il Padrone, etc.) riceve una educazione "paterna" anche se suo padre è emigrato o marinaio e rientra a casa una volta l'anno.
Se invece vede che i simboli dominanti intorno a lui sono materni (la Maestra, il Supermercato o la TV/Corno dell'Abbondanza, il Denaro/Bacchetta Magica, etc.) suo padre può stargli accanto tre ore al giorno, ma dovrà darsi veramente da fare per essere esemplare, se vuole fargli arrivare un po' di "codice paterno".
I bambini, e per la verità tutti noi, capiscono al volo chi comanda, soprattutto chi comanda il sistema simbolico. Se tu confronti le fotografie dei ministri della difesa dei paesi europei e quelle dei ministri della difesa degli USA o della Russia, capisci al volo se in Europa comanda la mamma o il papà.
Io vado con la Polonia subito
 

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trilobita

Utente di lunga data
La battuta è divertente, ma alla signora andrà di lusso finchè potrà scegliere; e potrà scegliere finchè la nostra società nel suo complesso, e in particolare le nostre capacità di difenderci e offendere, saranno abbastanza forti da impedire che a scegliere, senza interpellare la signora, siano "i giovani maschi africani".
Di questo trend avevamo disquisito qualche giorno fa io e Blaise,ma non credevo che il rischio mandingo imposto fosse così vicino...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non è "causa madri" nel senso diretto che è colpa delle mamme. E' la nostra società occidentale nel suo insieme, i simboli che propone, ad essere "materna". Il modo più semplice ed efficace di educare è l'esempio. Se un bambino vede che i simboli dominanti, intorno a lui, sono paterni (Dio Padre, il Re, il Soldato, il Prete, il Padrone, etc.) riceve una educazione "paterna" anche se suo padre è emigrato o marinaio e rientra a casa una volta l'anno.
Se invece vede che i simboli dominanti intorno a lui sono materni (la Maestra, il Supermercato o la TV/Corno dell'Abbondanza, il Denaro/Bacchetta Magica, etc.) suo padre può stargli accanto tre ore al giorno, ma dovrà darsi veramente da fare per essere esemplare, se vuole fargli arrivare un po' di "codice paterno".
I bambini, e per la verità tutti noi, capiscono al volo chi comanda, soprattutto chi comanda il sistema simbolico. Se tu confronti le fotografie dei ministri della difesa dei paesi europei e quelle dei ministri della difesa degli USA o della Russia, capisci al volo se in Europa comanda la mamma o il papà.
Dubito della capacità della maggioranza delle persone di comprendere certi ragionamenti, ma sono fermamente convinta che sia estremamente difficile che qualcuno possa sottrarsi alla propria storia e alle proprie proiezioni anche in campo politico.
Forse chi è più consapevole ed equilibrato più si sente isolato.

Penso a certi giudizi su Hilary Clinton.
 
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stany

Utente di lunga data
La prima - e unica - persona che non ha difeso - se proprio vogliamo usare questo termine - il rapporto è stato il coniuge che ha tradito. Ed è con lui che devo confrontarmi.
Chi se ne frega dell'amante: non me lo sono sposato, non ci ho fatto un figlio, non me lo porto a letto, non ci mangio insieme, è un perfetto estraneo.
E tale deve restare.
Anche io la penso cosi.. Salvo si tratti di un amico,allora sarebbe un doppio tradimento.....
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Non è "causa madri" nel senso diretto che è colpa delle mamme. E' la nostra società occidentale nel suo insieme, i simboli che propone, ad essere "materna". Il modo più semplice ed efficace di educare è l'esempio. Se un bambino vede che i simboli dominanti, intorno a lui, sono paterni (Dio Padre, il Re, il Soldato, il Prete, il Padrone, etc.) riceve una educazione "paterna" anche se suo padre è emigrato o marinaio e rientra a casa una volta l'anno.
Se invece vede che i simboli dominanti intorno a lui sono materni (la Maestra, il Supermercato o la TV/Corno dell'Abbondanza, il Denaro/Bacchetta Magica, etc.) suo padre può stargli accanto tre ore al giorno, ma dovrà darsi veramente da fare per essere esemplare, se vuole fargli arrivare un po' di "codice paterno".
I bambini, e per la verità tutti noi, capiscono al volo chi comanda, soprattutto chi comanda il sistema simbolico. Se tu confronti le fotografie dei ministri della difesa dei paesi europei e quelle dei ministri della difesa degli USA o della Russia, capisci al volo se in Europa comanda la mamma o il papà.
Non ci sono più papà nelle case, solo due mezze mamme.
Un disastro.
 

stany

Utente di lunga data
Ripeto nella storia come vengono trattati i traditori?? .. in qualunque angolo del pianeta un traditore contro lo stato viene punito minimo con l'ergastolo. .. il tradimento e una delle peggiori azioni che l'essere umano è libero di compiere. Ora voi volete giustificare il traditore ?
Le persone civili parlano discutono rivedono i contratti che hanno firmato, non tradiscono. E poi se a un tradito gli prendono i 5 minuti e si vendica del tradimento- "a no la vendetta non ti fa stare bene" ...... "Se gli meni sei peggio".
Ma in amore tutto è possibile ci sono traditori che vengono perdonati ..
quindi Traditori non cercate giustificazioni ma piuttosto cercate di riparare in tutti i modi se possibile il male che avete portato nell'anima di chi vi ha voluto bene.. Buongiorno
Quoto ,anche dopo essermi fatto l'esame di coscienza,da tradito: riquoto!
 
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danny

Utente di lunga data
La battuta è divertente, ma alla signora andrà di lusso finchè potrà scegliere; e potrà scegliere finchè la nostra società nel suo complesso, e in particolare le nostre capacità di difenderci e offendere, saranno abbastanza forti da impedire che a scegliere, senza interpellare la signora, siano "i giovani maschi africani".
L'immigrazione non è cosa recente.
Io da sempre abito in quartieri ad alta percentuale di immigrati e posso testimoniare i problemi che questo processo - inevitabile perché legato all'economia - comporta.
A Milano ha cambiato in più fasi e in maniera irreversibile il volto di molti quartieri.
Dove sono cresciuto io, ma prima di me i miei genitori e i miei nonni, si è passati dalla Milano di Carlo Porta a quella di Jannacci, per finire negli anni 70 a Nino D'Angelo e ora alla Milano di Amr Diab, il tutto in pochi decenni e avendo enorme impatto - a volte traumatico - su chi ha vissuto questi cambiamenti dovendosi adattare.
In pratica per molte persone è venuta a mancare l'identità del luogo di appartenenza: quello che viene ora chiamato razzismo era in origine una reazione a una forma di spaesamento per la difficoltà a doversi riconoscere ai cambiamenti subiti. In pratica a doversi integrare sono stati gli abitanti locali quando hanno cominciato a costituire minoranza.
Nel mio quartiere negli anni 70/80 i milanesi erano pochi e quasi tutti anziani.
I napoletani erano la popolazione dominante con usi e costumi direttamente importati dalla loro città.
E purtroppo non solo quelli.
Ricordo molta camorra, faide di cortile, piccole famiglie che spadroneggiavano e picchiavano imponendosi sui locali, droga, spaccio.
Negli anni 90 la camorra cominciò a organizzare l'arrivo dei clandestini che vivevano nei solai e nelle cantine. In massima parte nordafricani, c'era un giro economicamente florido a tutto vantaggio delle famiglie camorristiche, che nel frattempo avevano fatti i soldi e si erano comprati appartamenti e ville in quartiere e paesi meno degradati.
I pochi italiani rimasti - in massima parte meridionali meno abbienti - vivevano sulla loro pelle (lamentandosi) la trasformazione del quartiere.
C'erano bande di giovani che picchiavano i vigili, facevano scorribande: erano i figli e i nipoti dei meridionali camorristi cresciuti nella massima tutela delle famiglie insieme agli immigrati di seconda generazione sbandati.
I soliti stupidi articoli di giornale, totalmente inutili, il solito riferimento al Bronx, il solito ghetto, i soliti buoni propositi.
In realtà la formula del ghetto piace a tutti perché tiene lontane le realtà scomode, permette di alzare muri, giustifica il razzismo e l'antirazzismo e le continue inutili sterili polemiche di chi queste realtà le conosce solo dai giornali che fanno propaganda, dai tg che sbandierano il morto ammazzato, da chi se ne sta bello tranquillo dietro le sbarre e l'allarme della sua casetta in un quartiere di media borghesia e grido allo scandalo.
Se tu invece ci sei nato in questo quartiere hai un'idea un bel po' diversa delle cose.
Sai che l'immigrato è una persona che può essere buona o cattiva, che hai bisogno tu come lui dello stato, della sua presenza, che in realtà non c'è, questa presenza latita, che la trovi solo nelle parole, nei proclami, a destra, a sinistra, nelle formule magiche delle parole come integrazione.
intanto tu sai che ci sono i caporali, la gente che dorme nelle auto, quelli che spacciano e quelli che si bucano (ancora), quelli che fregano e rubano e quelli che vengono fregati e derubati, ma che tanto a nessuno gliene frega niente, perché l'importante è guadagnarci qualcosa sopra, che sia un voto o un po' di soldi o un po' di consenso.
 
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twinpeaks

Utente di lunga data
L'immigrazione non è cosa recente.
Io da sempre abito in quartieri ad alta percentuale di immigrati e posso testimoniare i problemi che questo processo - inevitabile perché legato all'economia - comporta.
A Milano ha cambiato in più fasi e in maniera irreversibile il volto di molti quartieri.
Dove sono cresciuto io, ma prima di me i miei genitori e i miei nonni, si è passati dalla Milano di Carlo Porta a quella di Jannacci, per finire negli anni 70 a Nino D'Angelo e ora alla Milano di Amr Diab, il tutto in pochi decenni e avendo enorme impatto - a volte traumatico - su chi ha vissuto questi cambiamenti dovendosi adattare.
In pratica per molte persone è venuta a mancare l'identità del luogo di appartenenza: quello che viene ora chiamato razzismo era in origine una reazione a una forma di spaesamento per la difficoltà a doversi riconoscere ai cambiamenti subiti. In pratica a doversi integrare sono stati gli abitanti locali quando hanno cominciato a costituire minoranza.
Nel mio quartiere negli anni 70/80 i milanesi erano pochi e quasi tutti anziani.
I napoletani erano la popolazione dominante con usi e costumi direttamente importati dalla loro città.
E purtroppo non solo quelli.
Ricordo molta camorra, faide di cortile, piccole famiglie che spadroneggiavano e picchiavano imponendosi sui locali, droga, spaccio.
Negli anni 90 la camorra cominciò a organizzare l'arrivo dei clandestini che vivevano nei solai e nelle cantine. In massima parte nordafricani, c'era un giro economicamente florido a tutto vantaggio delle famiglie camorristiche, che nel frattempo avevano fatti i soldi e si erano comprati appartamenti e ville in quartiere e paesi meno degradati.
I pochi italiani rimasti - in massima parte meridionali meno abbienti - vivevano sulla loro pelle (lamentandosi) la trasformazione del quartiere.
C'erano bande di giovani che picchiavano i vigili, facevano scorribande: erano i figli e i nipoti dei meridionali camorristi cresciuti nella massima tutela delle famiglie insieme agli immigrati di seconda generazione sbandati.
I soliti stupidi articoli di giornale, totalmente inutili, il solito riferimento al Bronx, il solito ghetto, i soliti buoni propositi.
In realtà la formula del ghetto piace a tutti perché tiene lontane le realtà scomode, permette di alzare muri, giustifica il razzismo e l'antirazzismo e le continue inutili sterili polemiche di chi queste realtà le conosce solo dai giornali che fanno propaganda, dai tg che sbandierano il morto ammazzato, da chi se ne sta bello tranquillo dietro le sbarre e l'allarme della sua casetta in un quartiere di media borghesia e grido allo scandalo.
Se tu invece ci sei nato in questo quartiere hai un'idea un bel po' diversa delle cose.
Sai che l'immigrato è una persona che può essere buona o cattiva, che hai bisogno tu come lui dello stato, della sua presenza, che in realtà non c'è, questa presenza latita, che la trovi solo nelle parole, nei proclami, a destra, a sinistra, nelle formule magiche delle parole come integrazione.
intanto tu sai che ci sono i caporali, la gente che dorme nelle auto, quelli che spacciano e quelli che si bucano (ancora), quelli che fregano e rubano e quelli che vengono fregati e derubati, ma che tanto a nessuno gliene frega niente, perché l'importante è guadagnarci qualcosa sopra, che sia un voto o un po' di soldi o un po' di consenso.
Concordo al 102%.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Dubito della capacità della maggioranza delle persone di comprendere certi ragionamenti, ma sono fermamente convinta che sia estremamente difficile che qualcuno possa sottrarsi alla propria storia e alle proprie proiezioni anche in campo politico.
Forse chi è più consapevole ed equilibrato più si sente isolato.

Penso a certi giudizi su Hilary Clinton.
Infatti nessuno può. Nessuno può accedere direttamente alla realtà: vi ci accede solo per mezzo di rappresentazioni più o meno adeguate, un fatto che è la migliore giustificazione a me nota del pluralismo politico.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Infatti nessuno può. Nessuno può accedere direttamente alla realtà: vi ci accede solo per mezzo di rappresentazioni più o meno adeguate, un fatto che è la migliore giustificazione a me nota del pluralismo politico.
Un approccio non filtrato è pericoloso innanzitutto per il soggetto che lo ha.

Per ampliare il discorso di Danny, chi sta peggio è chi ha paura di ogni faccia diversa o di ogni abbigliamento o odore nuovo, non vede persone, ma una massa indistinta di nemici.
 

danny

Utente di lunga data
Concordo al 102%.
Voglio solo precisare cosa intendo per stato "forte".
Non è solo quello dove le leggi vengono applicate, ma dove chi è debole viene aiutato a esserlo meno o, se possibile, a non esserlo più.
Il padre di famiglia severo che però risparmia sufficientemente per aiutare i figli a comprare la casa o nei momenti di difficoltà.
 

danny

Utente di lunga data
Un approccio non filtrato è pericoloso innanzitutto per il soggetto che lo ha.

Per ampliare il discorso di Danny, chi sta peggio è chi ha paura di ogni faccia diversa o di ogni abbigliamento o odore nuovo, non vede persone, ma una massa indistinta di nemici.
Io temo che questo sia (da sempre) conseguenza della creazione dei ghetti.
In questi ambiti ha paura (dei cambiamenti, della perdita di identità etc) chi ci abita e si trova in minoranza, e chi resta fuori teme cambiamenti o differenze così radicali.
La popolazione andrebbe mescolata.
Un tempo i ricchi vivevano ai piani bassi, i poveri ai piani alti.
I quartieri del centro erano abitati da molta gente povera (esattamente come a Napoli con i quartieri spagnoli) e gente benestante, il tutto a poca distanza e con ampie possibilità di interferenza.
La formula (utilissima, per carità, se rapportata alla situazione attuale) dei quartieri di case popolari è stata funzionale alla creazione di ghetti fin da quando l'immigrazione, a Milano per esempio, era originaria delle campagne.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io temo che questo sia (da sempre) conseguenza della creazione dei ghetti.
In questi ambiti ha paura (dei cambiamenti, della perdita di identità etc) chi ci abita e si trova in minoranza, e chi resta fuori teme cambiamenti o differenze così radicali.
La popolazione andrebbe mescolata.
Un tempo i ricchi vivevano ai piani bassi, i poveri ai piani alti.
I quartieri del centro erano abitati da molta gente povera (esattamente come a Napoli con i quartieri spagnoli) e gente benestante, il tutto a poca distanza e con ampie possibilità di interferenza.
La formula (utilissima, per carità, se rapportata alla situazione attuale) dei quartieri di case popolari è stata funzionale alla creazione di ghetti fin da quando l'immigrazione, a Milano per esempio, era originaria delle campagne.
Credo anch'io che la mescolanza reale sia la cosa migliore.
Ma il mercato immobiliare è quello che è. Quando dico che mi piace un quartiere popolare mi dicono che sono matta.
Poi ci sono piccoli provvedimenti che creano un effetto domino enorme. Ad esempio l'abolizione del bacino di utenza nelle scuole che consente di scegliere la scuola meglio frequentata per i propri figli crea i ghetti scolastici e l'impossibilità di vivere la mescolanza.
 
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