Eccomi qua

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Beh dai...almeno di notte non si ha da lavorare. :D

Ma il succo di questo post è tipo

"andate a lavorare minchia!! che vedrete che avrete più soldi per divorziare!! E se proprio non avrete più soldi, almeno sarete realizzati e sarete in buona compagnia con tutta la bella gente che c'è nel mondo reale" ?

(ghghgghgh....scusa...sul reale nel mondo non riesco a trattenermi :rotfl::D)

Non ho mica capito cosa volessi dire, altrimenti. :confused:


Chiedo anticipatamente venia se non sarò celere nella risposta...ma devo andare a lavorare :p
Nel mio giardino però (va bene lo stesso?) Oggi c'è un sole m.a.g.n.i.f.i.c.o. !!! :carneval::carneval:
(una prece per tutti quelli in ufficio, con dedica)



IL TEMPO PERSO


Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po’ da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?

(J. Prevert)

Lavorare stanca.

Comunque.

:)
 

alcinoo

Utente di lunga data
È semplicemente ammore.
Può essere. Può essere dipendenza affettiva. Di sicuro è senso di responsabilità (quello che ha perso mia moglie). Di sicuro e voler usare un pò di ragione verso chi sembra averla persa cambiando carattere con tale velocità che io non me ne sono nemmeno accorto.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Può essere. Può essere dipendenza affettiva. Di sicuro è senso di responsabilità (quello che ha perso mia moglie). Di sicuro e voler usare un pò di ragione verso chi sembra averla persa cambiando carattere con tale velocità che io non me ne sono nemmeno accorto.
Parlavo del suo di ammmmmmmore verso l’amico non del tuo amoricchio di marito
 

Skorpio

Utente di lunga data
Buon per te che sei riuscita a ricostruirti una vita. Spero anche io un giorno. Quanti anni avevi quando hai divorziato? Dopo quanto ti sei sentita nuovamente in una nuova vita che ti facesse dimenticare la vecchia.

Avrei tanto bisogno di consigli per superare questa fase.

So che con mia moglie è finita, ma non riesco a farmene una ragione. Non riesco a capire come sia successo. Ho provato a perdonarla ma lei, forse per togliersi la colpa di dosso, ha iniziato a rileggere tutta la nostra storia in modo spietato. Manca completamente di oggettività e sembra aver voluto rimuovere tutte le cose positive. Questo atteggiamento mi preoccupa perché non è sano.

Io ho cercato di addossarmi tutte le mie colpe, ma sembra che questo l'abbia spinta nella direzione opposta.

Non riesco a vedere una mia nuova vita oltre questo specchio rotto. E' tutto assurdo.
Leggere in modo spietato cosa intendi?

Vorresti una sua lettura "pietosa" e "caritatevole" del vostro rapporto?

Sapresti apprezzare la sua eventuale"pietà" verso "voi due"?

E le cose "negative" che lei legge e ti ha detto, le condividi?

Al di là del modo spietato, intendo..

O le consideri "fuffa"?
 
Ultima modifica:

disincantata

Utente di lunga data
Io non capisco una cosa ad es tutti voi che nelle ore di lavoro frequentate così assiduamente questo forum tipo danny non pensate che potreste evolvere fare un minimo di carriera impegnandovi in contesti più remunerativi ?
Perché sicuramente c'è la crisi in Italia e gli stipendi sono bassi ma c'è pure una buona quantità di gran fancazzisti eh

Poi certo i divorzi si registrano con maggior incidenza dove c'è un tenore di vita molto alto

Ora questo post farà sicuramente incazzare ma io non mi capacito della frequentazione notte e giorno qui e come consiglio mi sentirei di dire ad alcuni di farsi una vita fuori anche se è una gran compagnia .. Segno che si è tutti molto soli perché chi ha realizzazioni nel reale qui non c'è o c'è poco ahime

A parte che ci sono lavori in cui hai tutto il tempo di cazzeggiare come ti pare, ma qui serve tutto tranne un moralizzatore.

Riguardo alla vita, ognuno di noi ha la sua, bella e meno, e' sempre nostra.

Chi sei tu per sapere se gli altri sono o si sentono soli? E se anche fosse, e' un modo come un altro per passare il tempo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si perde la vicinanza.
Soprattutto affettiva.
Non trasformare tutto in regola però.

Io l'ho detto tante volte, e in tanti stati d'animo.

Io sono figlia di genitori che sono rimasti insieme.
Hanno fatto tanto. E per tante cose sono loro grata.

Ma.

La vicinanza affettiva non c'è.
Sono comunque cresciuta con una visione di coppia distorta. E la coppia la si impara prima di tutto sentendo i genitori. Poi li si osserva. Ma poi. Molto poi.

Quando le cose importanti sono state scritte.

E poi li osservi secondo l'ottica che ti hanno dato.

Mio padre, quando gli hanno investito il cane, mi ha chiamata, sono andata a prenderlo.
Se ne è stato in silenzio per quasi metà viaggio.
E poi mi ha detto "adesso sono davvero solo"

Ed era disperato. Letteralmente disperato in quel momento.

Mia madre è ancora a dire come lui, noi, tutta la famiglia l'ha schiacciata, oppressa, soffocata. Come lei ha rinunciato a tutta se stessa per noi.
Ma soprattutto è così arrabbiata con mio padre che non è in grado di una parola, mezza parola di dolcezza nei suoi riguardi.

E in casa loro è una guerra costante. Separate da brevi tregue, che esistono nei momenti in cui ci sono problemi da affrontare.

Come se non fossero più nemmeno capaci di guardare il bello che hanno fatto con le loro fatiche.

Io provo una profonda pena per loro.
Veramente.

Mi intristiscono. Entrambi.
Mi inteneriscono.
Vorrei consolarli. E so che non posso nulla.
Perchè hanno vissuto una vita in cui non sono stati capaci di starsi vicino e si sono costretti a farlo lo stesso.

E vedo lo sguardo con cui si guardano.
Non c'è ombra di dolcezza.
Mio padre parla di angherie (reali)
E mia madre parla di incomprensione e abbandono da parte di lui (reale)

Vivono negli stessi spazi. Ma non sono insieme.

Se si fossero separati, io penso che sarebbe stato molto meglio.
Per tutti.

Forse avremmo avuto un po' di pace.

Le persone che hanno avuto esperienze simili alla mia, riportano le mie stesse sensazioni.
Ovviamente.

Non c'è regola.
Non si sa cosa è meglio.
Non c'è una linea da seguire assolutamente valida.

Non ci sono regole.

Ma pensare che le cose che riguardano se stessi si faccian in base alle paure per chi ci sta intorno (figli compresi) a me non sembra una posizione saldissima.

E mi viene in mente una gattara, che quando pensavo al secondo gatto e diventavo matta chiedendomi delle conseguenze sul micio che già viveva con me, mi aveva detto
"tesoro, se lo vuoi, lo vuoi per te. E solo in questo modo sarai in grado di affrontare le difficoltà eventuali".

Lei me l'ha detto per i gatti.
Ma mi ha delicatamente insegnato una fondamentale linea di vita. :)

Se i miei mi dicessero (e per fortuna non si azzardano) che sono rimasti insieme per me, li prenderei a ceffoni.
Tutti e due, senza distinzione.

Hanno deciso per i cazzi loro. Per i loro conti.
Va bene così.

Ma questo non ha tutelato noi figlie dagli squilibri di una coppia che coppia non è.
 
Ultima modifica:

alcinoo

Utente di lunga data
Leggere in modo spietato cosa intendi?

Vorresti una sua lettura "pietosa" e "caritatevole" del vostro rapporto?

Sapresti apprezzare la sua eventuale"pietà" verso "voi due"?

E le cose "negative" che lei legge e ti ha detto, le condividi?

Al di là del modo spietato, intendo..

O le consideri "fuffa"?

Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale, lei al massimo a fatto lavori part-time per periodi e periodi di formazione che pagavo io, oltre a mantenerla anche prima di sposarci), tutto per non "trascurarla". Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori. Ero un tipo brillante, positivo, sicuro di ciò che volevo. Ora mi ritrovo, grazie a lei ed il suo non accontentarsi mai, ad essere insicuro, sentire di aver fallito. Il tutto perché credevo fino a qualche mese fa che fosse una donna con valori, invece forse ha sempre mentito per soddisfare le mie aspettative su di lei. Lei è sempre stata "musona", insicura, fragile e per non farla sentire insicura e fragile è, con senno del poi, piano piano diventata una dittatrice.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto. Se non fosse pre mia figlia l'avrei mandata a quel paese cacciandola da casa (che fra l'altro è mia così come tutto quello che essa contiene, non ha cacciato mai una lira, anche ora che lavora e guadagna quanto me).


In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale), tutto per non rovinare la storia con lei. Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto.

In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
La stai prendendo dal verso sbagliato, a mio parere.

Non esistono le colpe.

Esistono semmai le responsabilità.
E ognuno si ciuccia le sue.
In ogni situazione.

Descrivi una relazione in cui ti dipingi come una sorta di cavalier servente devoto ai desideri di lei.
Come se i tuoi non avessero spazio. In te.
Tanto poco spazio che potevi rinunciarci.

Questa è una responsabilità nei tuoi confronti, esprimere il meglio di te e dei tuoi desideri, per poterlo condividere in coppia. Ed è una responsabilità che ricade nella coppia per il semplice motivo che se nella coppia ci sono solo i desideri di lei...beh...a forza di giocare coi propri desideri, poi si va a cercare altri desideri.

Non è colpa tua. Non è colpa sua.

Descrivi una relazione piuttosto sbilanciata comunque.

Eravate almeno consapevoli della vostra asimmetria?

Mi ha colpito moltissimo il grassetto. Veramente.

La gelosia è un indicatore importante di una persona.
Il subirla, è un indicatore altrettanto importante.
 
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Mat78

Utente di lunga data
Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale, lei al massimo a fatto lavori part-time per periodi e periodi di formazione che pagavo io, oltre a mantenerla anche prima di sposarci), tutto per non "trascurarla". Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori. Ero un tipo brillante, positivo, sicuro di ciò che volevo. Ora mi ritrovo, grazie a lei ed il suo non accontentarsi mai, ad essere insicuro, sentire di aver fallito. Il tutto perché credevo fino a qualche mese fa che fosse una donna con valori, invece forse ha sempre mentito per soddisfare le mie aspettative su di lei. Lei è sempre stata "musona", insicura, fragile e per non farla sentire insicura e fragile è, con senno del poi, piano piano diventata una dittatrice.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto. Se non fosse pre mia figlia l'avrei mandata a quel paese cacciandola da casa (che fra l'altro è mia così come tutto quello che essa contiene, non ha cacciato mai una lira, anche ora che lavora e guadagna quanto me).


In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
Alcinoo, credimi che fuori c'è una vita che ti attende non sarà facile ma scoprirai persone interessanti ed anche donne che ti possono dare tanto. Imparerai anche a stare solo con te stesso e vedrai che non è così male. Scoprirai che potrai fare tutto quello che hai accantonato per la vita di coppia, da riprendere un vecchio obbi ad imparare a suonare la chitarra. Certo, questa tua disavventura ti cambierà moltissimo, per certi versi in meglio e per altri in peggio ed avrai sempre un ombra che ti segue. A me per quello che è successo, mi ha portato a non lasciarmi andare completamente con una donna (autodifesa ) anche se ne ho trovate alcune che mi potevano dare tanto. Ho deciso di non sacrificarmi più per nessuno. Nessuno merita la fiducia di prendere in dono la mia vita, ed io non voglio più accollarmi quella di un altra, ovviamente questo discorso non vale per i miei figli. Ora ho messo me stesso al centro di tutto è sono diventato anche egoista. Se troverò una persona che accetterà come sono, bene altrimenti starò benissimo anche da solo. Lascia stare chi ti dice che la colpa è del tradito, se ci fai caso viene detto dai traditori per alleggerire la propria coscenza. Fregatene e vai avanti. Ora cerca solo di schiarirti le idee su cosa vuoi fare e sopratutto riprendi in mano la tua vita, sia se resterai con tua moglie o no. Ricordati che nessuno ha il diritto di prenderti per il culo e combatti per uscire velocemente da questa situazione.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale, lei al massimo a fatto lavori part-time per periodi e periodi di formazione che pagavo io, oltre a mantenerla anche prima di sposarci), tutto per non "trascurarla". Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori. Ero un tipo brillante, positivo, sicuro di ciò che volevo. Ora mi ritrovo, grazie a lei ed il suo non accontentarsi mai, ad essere insicuro, sentire di aver fallito. Il tutto perché credevo fino a qualche mese fa che fosse una donna con valori, invece forse ha sempre mentito per soddisfare le mie aspettative su di lei. Lei è sempre stata "musona", insicura, fragile e per non farla sentire insicura e fragile è, con senno del poi, piano piano diventata una dittatrice.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto. Se non fosse pre mia figlia l'avrei mandata a quel paese cacciandola da casa (che fra l'altro è mia così come tutto quello che essa contiene, non ha cacciato mai una lira, anche ora che lavora e guadagna quanto me).


In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
Io.. ti ringrazio del tuo scritto molto emotivo, è anche amaro a tratti.. però ..

Continuo a non trovarci nulla riguardo a quanto ti chiedevo prima..

Cioè.. vorresti una sua "lettura pietosa" di voi due?
Ti farebbe piacere questo? Te ne faresti qualcosa?

E la sua rilettura di voi (quella di lei) che definisci "spietata" la condividi nei contenuti?

Al di là che sarà probabilmente una lettura distaccata e disamorata, ma nei contenuti la condividi?

Magari in parte.. e se condividi qualcosa, della sua lettura, puoi dire cosa condividi?

Sempre se ti va..
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tra i poveracci ci sono passato.
25 anni di casa popolari.
Conosco bene l'argomento.
I miei vicini erano tutti abusivi.
E ti fa paura essere poveraccio più di tutto.
Vale per te.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale, lei al massimo a fatto lavori part-time per periodi e periodi di formazione che pagavo io, oltre a mantenerla anche prima di sposarci), tutto per non "trascurarla". Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori. Ero un tipo brillante, positivo, sicuro di ciò che volevo. Ora mi ritrovo, grazie a lei ed il suo non accontentarsi mai, ad essere insicuro, sentire di aver fallito. Il tutto perché credevo fino a qualche mese fa che fosse una donna con valori, invece forse ha sempre mentito per soddisfare le mie aspettative su di lei. Lei è sempre stata "musona", insicura, fragile e per non farla sentire insicura e fragile è, con senno del poi, piano piano diventata una dittatrice.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto. Se non fosse pre mia figlia l'avrei mandata a quel paese cacciandola da casa (che fra l'altro è mia così come tutto quello che essa contiene, non ha cacciato mai una lira, anche ora che lavora e guadagna quanto me).


In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
Anche a me sembra la descrizione di una relazione che ha funzionato solo grazie a molti compromessi fatti per la relazione più che per l’altro.
In questo quadro il tradimento non mi pare molto importante se non come una pila che ha illuminato tutto.
Non è un fallimento riconoscere che una storia è finita.
Ha ragione Mat, c’è un mondo che ti aspetta.
 

danny

Utente di lunga data
Non trasformare tutto in regola però.

Io l'ho detto tante volte, e in tanti stati d'animo.

Io sono figlia di genitori che sono rimasti insieme.
Hanno fatto tanto. E per tante cose sono loro grata.

Ma.

La vicinanza affettiva non c'è.
Sono comunque cresciuta con una visione di coppia distorta. E la coppia la si impara prima di tutto sentendo i genitori. Poi li si osserva. Ma poi. Molto poi.

Quando le cose importanti sono state scritte.

E poi li osservi secondo l'ottica che ti hanno dato.

Mio padre, quando gli hanno investito il cane, mi ha chiamata, sono andata a prenderlo.
Se ne è stato in silenzio per quasi metà viaggio.
E poi mi ha detto "adesso sono davvero solo"

Ed era disperato. Letteralmente disperato in quel momento.

Mia madre è ancora a dire come lui, noi, tutta la famiglia l'ha schiacciata, oppressa, soffocata. Come lei ha rinunciato a tutta se stessa per noi.
Ma soprattutto è così arrabbiata con mio padre che non è in grado di una parola, mezza parola di dolcezza nei suoi riguardi.

E in casa loro è una guerra costante. Separate da brevi tregue, che esistono nei momenti in cui ci sono problemi da affrontare.

Come se non fossero più nemmeno capaci di guardare il bello che hanno fatto con le loro fatiche.

Io provo una profonda pena per loro.
Veramente.

Mi intristiscono. Entrambi.
Mi inteneriscono.
Vorrei consolarli. E so che non posso nulla.
Perchè hanno vissuto una vita in cui non sono stati capaci di starsi vicino e si sono costretti a farlo lo stesso.

E vedo lo sguardo con cui si guardano.
Non c'è ombra di dolcezza.
Mio padre parla di angherie (reali)
E mia madre parla di incomprensione e abbandono da parte di lui (reale)

Vivono negli stessi spazi. Ma non sono insieme.

Se si fossero separati, io penso che sarebbe stato molto meglio.
Per tutti.

Forse avremmo avuto un po' di pace.

Le persone che hanno avuto esperienze simili alla mia, riportano le mie stesse sensazioni.
Ovviamente.

Non c'è regola.
Non si sa cosa è meglio.
Non c'è una linea da seguire assolutamente valida.

Non ci sono regole.

Ma pensare che le cose che riguardano se stessi si faccian in base alle paure per chi ci sta intorno (figli compresi) a me non sembra una posizione saldissima.

E mi viene in mente una gattara, che quando pensavo al secondo gatto e diventavo matta chiedendomi delle conseguenze sul micio che già viveva con me, mi aveva detto
"tesoro, se lo vuoi, lo vuoi per te. E solo in questo modo sarai in grado di affrontare le difficoltà eventuali".

Lei me l'ha detto per i gatti.
Ma mi ha delicatamente insegnato una fondamentale linea di vita. :)

Se i miei mi dicessero (e per fortuna non si azzardano) che sono rimasti insieme per me, li prenderei a ceffoni.
Tutti e due, senza distinzione.

Hanno deciso per i cazzi loro. Per i loro conti.
Va bene così.

Ma questo non ha tutelato noi figlie dagli squilibri di una coppia che coppia non è.
Beh, certo.
Ci sono famiglie che sono assenti o anaffettive e fanno altrettanto male ai loro figli, ciò non toglie che in generale essere figlio di due genitori presenti e uniti sia un po' meglio che esserlo di due genitori distanti e separati. Se si può.
Non è necessario spiegare perché.
Io l'ho capito quando ho cominciato a frequentare altre famiglie, poi quando mia figlia è cresciuta e l'ho ascoltata ne ho avuto la prova.
Un altro mondo, davvero. Che non ti capisce, comunque, e forse è anche meglio così.
 
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danny

Utente di lunga data
E ti fa paura essere poveraccio più di tutto.
Vale per te.
Non credo sia l'ambizione di nessuno.
Almeno, non ho mai conosciuto nessuno che mi dicesse quanto fosse bello non avere i soldi per arrivare a 'fine mese', come si dice di solito.
Nelle case popolari ho visto di tutto non per niente.
Tutti vogliono avere qualcosa: una famiglia, un uomo o una donna con cui dormire abbracciati, un figlio da crescere, una macchina da comprare, dei ricordi belli, un progetto, che può essere una casa più bella o un figlio che va all'università, la stima degli altri, un'identità.
La dignità è per me anche avere i soldi per onorare i debiti, non fare come i miei vicini che non hanno pagato l'affitto per 4 anni per farsi la macchina.
I miei nonni nelle case popolari hanno sempre pagato l'affitto e quando una mia nonna non ce l'ha fatta, dopo esser rimasta vedova, ha chiamato il rigattiere e ha venduto mezza casa.
La ragione per cui colleziono oggetti vecchi è proprio questa: a 11 anni io lì ho visti andare via.
Sparire.
A me di solito fa specie sentire il racconto degli altri sulla loro infanzia perché non c'è nulla in comune con la mia.
Oggi avrei in una conversazione dovuto spiegare perché da ragazzo non uscivo la sera prima di avere l'auto.
Semplice: tutti i ragazzi del mio quartiere erano diventati tossici o spacciatori e di sera a una cert'ora l'autobus non passava più per andare a trovare gli amici 'normali'.
Credi che abbia detto la verità?
Si finge di non ricordare, tanto chi non c'e' passato dentro non lo capisce.
Gli altri interpretano e articolano idee e pregiudizi.
Meglio tacere.
 
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danny

Utente di lunga data
Avevo scritto nelle frasi successive cosa intendo. Intendo dire che sono stato fino non so a che punto il suo grande amore, gelosissima, non potevo uscire di casa che mi piazzava il muso e non sono mai uscito da solo da secoli correndo sempre a casa per paura di turbarla. Diceva che le ho fatto vivere i giorni più belli della sua vita. Si è attaccata a me con le unghie e con i denti fino a che le cose mi sono andate bene. Poi, anche per soddisfare i suoi sogni (in primis la figlia e una vita familiare) ho accantonato alcuni dei sogni lavorativi (ero al top a livello internazionale, lei al massimo a fatto lavori part-time per periodi e periodi di formazione che pagavo io, oltre a mantenerla anche prima di sposarci), tutto per non "trascurarla". Mi sono dovuto reinventare e solo ora ho trovato un po' di stabilità, con un lavoretto dignitoso ma modesto che mi lascia tempo per stare dietro la famiglia (molto più di quanto fa lei visto che sta via tutto il giorno per il suo lavoro da impiegata che le ha trovato un mio parante). Poi sono iniziati problemi di salute nella famiglie dei miei genitori. Ero un tipo brillante, positivo, sicuro di ciò che volevo. Ora mi ritrovo, grazie a lei ed il suo non accontentarsi mai, ad essere insicuro, sentire di aver fallito. Il tutto perché credevo fino a qualche mese fa che fosse una donna con valori, invece forse ha sempre mentito per soddisfare le mie aspettative su di lei. Lei è sempre stata "musona", insicura, fragile e per non farla sentire insicura e fragile è, con senno del poi, piano piano diventata una dittatrice.

Quando le conveniva ero l'uomo più desiderabile al mondo, motivo di vanto con amici e familiari, tutto era splendente di me, il mio carattere, la mia carriera, la mia famiglia. Quando non le è più convenuto, quando doveva trovare scuse per non prendersi la responsabilità del tradimento, invece tutto è diventato nero. Ora posticipa questa fase sempre più indietro, da tre anni, da cinque anni, da dieci, da sempre.

Ho passato anni difficile, per scelte che credevo aver fatto per farle piacere, poi per situazioni che non sono dipese da me. Ho tenuto duro sperando in tempi migliori. A lei facevo comodo, perché l'ho tirata fuori da una vita che non voleva, ora che evidentemente gli fa comodo qualcun'altro ha cambiato completamente versione della sua vita negli ultimi 22 anni.

Questo a livelli preoccupanti. Credo ci sia sotto anche il non volersi sentire in colpa.

Io ho le mie colpe e sono mesi che ci ripenso. Avrei voluto regalargli una vita più di successo, am mi diceva che non gli interessa. L'ho trascurata è vero, quanto lei ha trascurato me, soprattutto quando ero nel momento del bisogno. Tra l'altro mi ha sempre trattato di merdo come mi hanno detto anche suoi parenti (frasi del tipo "se lo avrebbe detto a me l'avrei lasciata li dov'era", oppure la soprannominavano "dittatrice"). Tanto che vorrei aprire gli occhi all'altro che mi sembra piuttosto rinco....to a questo punto (mio vecchio conoscente che nemmeno ricordo più).

Va bene fare autocritica ma ora che mi si viene a dire che la colpa di chi tradisce è sempre del tradito mi inizia ad irritare. Se avessi tradito io, ed in occasioni ne avrei anche avuto voglia (perché me ne ha fatte passare tante se proprio volessi aprire gli occhi anche io), allora sarebbe stata colpa di mia moglie. Non credo.

Mho mi sono rotto veramente le p***e. Se sono ancora in tempo, magari posso riprendermi in mano un briciolo della mia vita, dei miei sogni e raccogliere qualche frutto di quello che ho lasciato per lei. Ma non sarò più felice. Il mio sorriso avrà sempre un velo di tristezza per aver condiviso la vita con una persona che mi ha fatto perdere la fiducia nelle altre persone. Una persona che ho calpestato la dignità a cui teneva tanto. Se non fosse pre mia figlia l'avrei mandata a quel paese cacciandola da casa (che fra l'altro è mia così come tutto quello che essa contiene, non ha cacciato mai una lira, anche ora che lavora e guadagna quanto me).


In tutto questo mente spudoratamente dicendo che con lui ha chiuso anche se so che si sentono regolarlmente a lavoro e sentono al telefono.
Ti devo rispondere con calma.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Non credo sia l'ambizione di nessuno.
Almeno, non ho mai conosciuto nessuno che mi dicesse quanto fosse bello non avere i soldi per arrivare a 'fine mese', come si dice di solito.
Nelle case popolari ho visto di tutto non per niente.
Tutti vogliono avere qualcosa: una famiglia, un uomo o una donna con cui dormire abbracciati, un figlio da crescere, una macchina da comprare, dei ricordi belli, un progetto, che può essere una casa più bella o un figlio che va all'università, la stima degli altri, un'identità.
La dignità è per me anche avere i soldi per onorare i debiti, non fare come i miei vicini che non hanno pagato l'affitto per 4 anni per farsi la macchina.
I miei nonni nelle case popolari hanno sempre pagato l'affitto e quando una mia nonna non ce l'ha fatta, dopo esser rimasta vedova, ha chiamato il rigattiere e ha venduto mezza casa.
La ragione per cui colleziono oggetti vecchi è proprio questa: a 11 anni io lì ho visti andare via.
Sparire.
A me di solito fa specie sentire il racconto degli altri sulla loro infanzia perché non c'è nulla in comune con la mia.
Oggi avrei in una conversazione dovuto spiegare perché da ragazzo non uscivo la sera prima di avere l'auto.
Semplice: tutti i ragazzi del mio quartiere erano diventati tossici o spacciatori e di sera a una cert'ora l'autobus non passava più per andare a trovare gli amici 'normali'.
Credi che abbia detto la verità?
Si finge di non ricordare, tanto chi non c'e' passato dentro non lo capisce.
Gli altri interpretano e articolano idee e pregiudizi.
Meglio tacere.
👍👍👍👍
 
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