Eh già
Mi ricordo che passavo da momenti in cui mi rintanavo in qualche angolo fra i muri, terrorizzata e disperata e momenti in cui mi sembrava di ballare a piedi nudi leggera.
Mettendo sulla bilancia le oscillazioni, mi rendevo anche conto che da quei momenti negli angoli, ne uscivo più forte.
Più presente e più lucida.
Affrontavo le paure e i fantasmi. Di me.
Li integravo e mi liberavo. Più completa e intera.
Come togliere una corazza direttamente dalla pelle, sentire il male che fa a strapparsela via e che viene via anche la pelle, ma poi godere della leggerezza di camminare con sempre meno peso addosso.
Sentirsi guarire.
E' proprio bello. Vero.
Ogni tanto penso che se anche dovesse andare tutto a puttane, ne sarebbe valsa la pena farlo andare a puttane con me come protagonista piena. A testa alta.
Tipo liberare i conigli dalle gabbie...morire muoiono, ma muoiono con le zampe sull'erba, respirando senza filtrare l'aria nei buchi della rete e avendo lo sguardo libero.
Poi magari ai conigli non fotteva un cazzo e, in conigliese, mi hanno maledetta e stramaledetta che non avevano più il fieno comodo nella mangiatoia...
Per me è invece la differenza fondamentale. Concedersi di scegliere. Anche quando la scelta è la gabbia.