nina
Utente di lunga data
Il primo che mi dice "te l'avevo detto!" lo appendo per i piedi.
È finita che ho dei colleghi veramente meravigliosi (praticamente ridiamo tutto il giorno come imbecilli e io torno a casa la sera col mal di costole, ho di nuovo sei anni), quindi il lavoro (ben pagato, perché mi hanno assunta per i prossimi due anni) è un'ottima medicina.
E poi c'è il nostro responsabile-non-ufficiale, che è una persona molto affettuosa e mio coetaneo, che si è lasciato con la sua prima ragazza dopo dieci anni. Trasferitosi per cominciare a convivere con lei si sente dire "non ti amo più" dopo un anno di convivenza, e a quanto pare noi tirocinanti lo facciamo cappottare dal ridere: da quando ci deve formare, praticamente dice che è rinato, quindi giù a venire in giro con noi. Poi non gli piace più star solo, e quindi ogni occasione è nuona per stare in compagnia. Essendo io una gran caciarona, ovviamente facciamo amicizia, lui fa caso con genuino stupore alla bellezza del mio guardaroba e ogni tanto, verso Natale gli scappa la carezzina fra i capelli. È una di quelle persone che tocca moltissimo la gente, quindi lì per lì non ci faccio caso, ma dopo un po' mi rendo conto che a me questi piccoli gesti cominciano a fare un certo effetto: a Natale non scendo, lo invito a cena, facciamo la spesa, compriamo un sacco d'alcol, che a me serve palesemente per prendere coraggio, e poi facciamo l'amore 'mbriachissimi. Lui impacciatissimo, e scandalizzato dal fatto che a) avessi i preservativi nel cassetto b) sapessi esattamente icché fare col suo uccello. Io sconvoltissima dalla quantità di complimenti che mi vengono fatti e, soprattutto, dalla quantità di baci e carezze che mi vengono dati (m'ha COPERTA. Non penso di aver ricevuto, in quattro anni, il quantitativo di baci e carezze che mi ha dato lui in un giorno). Da lì, io sono un po' curiosa e vorrei rifarmi da sobria, solo che lui non vuole. Fatto sta che dal 27 di dicembre in poi, io ho praticamente una specie di coinquilino, che dopo lavoro cena con me, che viene con me al parco il sabato e a pranzo, e a cena, a merenda, che mi ha portato a Capodanno a casa dei suoi amici, che se gli dici "andiamo a mangiare di qua e di là" manco ti fa dire dove che è già arrivato, che guarda un sacco di roba in TV a bere tisane sdraiato sul mio letto senza sfiorarmi con un dito, che se gli vieb duro diventa blu d'imbarazzo e fa finta di nulla e non vuole farsi dare un mezzo bacetto, che se tu gli dici "guarda che se vuoi fare l'amore ogni tanto non è tutto questo gran problema", che ti chiede come si deve vestire perché abbina la roba al buio e "vuol fare bella figura", che si preoccupa se hai caldo, se hai freddo, se ti senti solo, che nota quanti vestiti ho, come li metto, che "perché ti trucchi, sei così bella"... e che poi, sabato scorso, ti prende in braccio, ti porta di peso sul letto e c'ha voglia di venire a letto con me. E pure la sera dopo. E pure ieri sera: non vado a lavoro, mi fa "ti sei persa il mio maglioncino di oggi, stasera ti vengo a salutare"... cena, mi prende in braccio, mi poggia sul letto e quasi mi salta addosso e mi copre di baci perché "non vedeva l'ora" e mi morde dappertutto perché "se mi dici che ti piace, allora ti mordo"... e che non è più timido. Fondamentalmente, ieri mi dice che ha cambiato idea perché lo attraggo, sono un po' la prima che gli è capitata sotto mano e che si sentiva solo... però ha molta gentilezza e attenzioni nei miei confronti. Se lo punzecchio e gli dico che tanto lo so che stravede per me, non mi dice che non è vero, sorride, si fa un pochino rosso, e mi dice che con me al lavoro non riesce proprio a prendersela mai. Non sono innamorata (lei la penso, eccome se la penso), e non so se ci "useremo" a vicenda per un po' perché io sono veramente il primo rattoppo che ha trovato e viceversa... però è bello essere trattati così. Con premura. Da qualcuno a prima vista tanto empatico, che ti conosce da tre mesi, ma che ti dice che sei bella. A cui piacciono la tua casa, il tuo modo di fare, i tuoi vestiti, che ti fa conoscere i suoi amici, a cui piace il modo in cui cucini, che se vuoi fare una cosa mantiene le promesse (questa cosa mi lascia sbalordita)... forse stavo davvero con una persona con dei problemi. O forse a cui non piacevo. Non sapete quante volte mi viene da chiedermi "perché lui che mi conosce da due mesi, e non vuole nemmeno un relazione, è così, e lei no? Quanto schifo dovevo farle? Che niente ero, per lei?"
Non so se sentirmi contenta della compagnia, che mi ha sollevato il peso che sentivo addosso, o sentirmi soffocare dallo schifo e dall'amarezza e dalla mancanza che mi acchiappano certe volte. E lo so che non sto facendo male a nessuno perché siamo liberi tutti e due, c'è un pezzettino di me che mi dice "forse aveva ragione lei quando ti diceva che ti innamori troppo facilmente.". Posto che "innamorarsi" è un bel parolone: ho molta paura che potrebbe cominciare a piacermi veramente, e che prenderò un'inculata pazzesca. Ieri, gliel'ho detto, un po' seriamente, un po' scherzando, che tanto lo so che da lui prenderò una delusione. "Perché, che voli pindarici ti sei fatta?", mi fa.
"Io? Nessuno, figurati!".
Forse stavo davvero con una persona fredda, con dei problemi di anaffettività veramente psichiatrici. Chissà.
Però l'intesa intellettuale che avevo con lei mi manca. Sento comunque la mancanza della sua presenza e dell'affetto che sentivo io per lei, Mi morde ancora la gelosia, e l'impressione di essere stata meno di niente, per lei.
Ma quindi le persone normali si comportano come lui?
È finita che ho dei colleghi veramente meravigliosi (praticamente ridiamo tutto il giorno come imbecilli e io torno a casa la sera col mal di costole, ho di nuovo sei anni), quindi il lavoro (ben pagato, perché mi hanno assunta per i prossimi due anni) è un'ottima medicina.
E poi c'è il nostro responsabile-non-ufficiale, che è una persona molto affettuosa e mio coetaneo, che si è lasciato con la sua prima ragazza dopo dieci anni. Trasferitosi per cominciare a convivere con lei si sente dire "non ti amo più" dopo un anno di convivenza, e a quanto pare noi tirocinanti lo facciamo cappottare dal ridere: da quando ci deve formare, praticamente dice che è rinato, quindi giù a venire in giro con noi. Poi non gli piace più star solo, e quindi ogni occasione è nuona per stare in compagnia. Essendo io una gran caciarona, ovviamente facciamo amicizia, lui fa caso con genuino stupore alla bellezza del mio guardaroba e ogni tanto, verso Natale gli scappa la carezzina fra i capelli. È una di quelle persone che tocca moltissimo la gente, quindi lì per lì non ci faccio caso, ma dopo un po' mi rendo conto che a me questi piccoli gesti cominciano a fare un certo effetto: a Natale non scendo, lo invito a cena, facciamo la spesa, compriamo un sacco d'alcol, che a me serve palesemente per prendere coraggio, e poi facciamo l'amore 'mbriachissimi. Lui impacciatissimo, e scandalizzato dal fatto che a) avessi i preservativi nel cassetto b) sapessi esattamente icché fare col suo uccello. Io sconvoltissima dalla quantità di complimenti che mi vengono fatti e, soprattutto, dalla quantità di baci e carezze che mi vengono dati (m'ha COPERTA. Non penso di aver ricevuto, in quattro anni, il quantitativo di baci e carezze che mi ha dato lui in un giorno). Da lì, io sono un po' curiosa e vorrei rifarmi da sobria, solo che lui non vuole. Fatto sta che dal 27 di dicembre in poi, io ho praticamente una specie di coinquilino, che dopo lavoro cena con me, che viene con me al parco il sabato e a pranzo, e a cena, a merenda, che mi ha portato a Capodanno a casa dei suoi amici, che se gli dici "andiamo a mangiare di qua e di là" manco ti fa dire dove che è già arrivato, che guarda un sacco di roba in TV a bere tisane sdraiato sul mio letto senza sfiorarmi con un dito, che se gli vieb duro diventa blu d'imbarazzo e fa finta di nulla e non vuole farsi dare un mezzo bacetto, che se tu gli dici "guarda che se vuoi fare l'amore ogni tanto non è tutto questo gran problema", che ti chiede come si deve vestire perché abbina la roba al buio e "vuol fare bella figura", che si preoccupa se hai caldo, se hai freddo, se ti senti solo, che nota quanti vestiti ho, come li metto, che "perché ti trucchi, sei così bella"... e che poi, sabato scorso, ti prende in braccio, ti porta di peso sul letto e c'ha voglia di venire a letto con me. E pure la sera dopo. E pure ieri sera: non vado a lavoro, mi fa "ti sei persa il mio maglioncino di oggi, stasera ti vengo a salutare"... cena, mi prende in braccio, mi poggia sul letto e quasi mi salta addosso e mi copre di baci perché "non vedeva l'ora" e mi morde dappertutto perché "se mi dici che ti piace, allora ti mordo"... e che non è più timido. Fondamentalmente, ieri mi dice che ha cambiato idea perché lo attraggo, sono un po' la prima che gli è capitata sotto mano e che si sentiva solo... però ha molta gentilezza e attenzioni nei miei confronti. Se lo punzecchio e gli dico che tanto lo so che stravede per me, non mi dice che non è vero, sorride, si fa un pochino rosso, e mi dice che con me al lavoro non riesce proprio a prendersela mai. Non sono innamorata (lei la penso, eccome se la penso), e non so se ci "useremo" a vicenda per un po' perché io sono veramente il primo rattoppo che ha trovato e viceversa... però è bello essere trattati così. Con premura. Da qualcuno a prima vista tanto empatico, che ti conosce da tre mesi, ma che ti dice che sei bella. A cui piacciono la tua casa, il tuo modo di fare, i tuoi vestiti, che ti fa conoscere i suoi amici, a cui piace il modo in cui cucini, che se vuoi fare una cosa mantiene le promesse (questa cosa mi lascia sbalordita)... forse stavo davvero con una persona con dei problemi. O forse a cui non piacevo. Non sapete quante volte mi viene da chiedermi "perché lui che mi conosce da due mesi, e non vuole nemmeno un relazione, è così, e lei no? Quanto schifo dovevo farle? Che niente ero, per lei?"
Non so se sentirmi contenta della compagnia, che mi ha sollevato il peso che sentivo addosso, o sentirmi soffocare dallo schifo e dall'amarezza e dalla mancanza che mi acchiappano certe volte. E lo so che non sto facendo male a nessuno perché siamo liberi tutti e due, c'è un pezzettino di me che mi dice "forse aveva ragione lei quando ti diceva che ti innamori troppo facilmente.". Posto che "innamorarsi" è un bel parolone: ho molta paura che potrebbe cominciare a piacermi veramente, e che prenderò un'inculata pazzesca. Ieri, gliel'ho detto, un po' seriamente, un po' scherzando, che tanto lo so che da lui prenderò una delusione. "Perché, che voli pindarici ti sei fatta?", mi fa.
"Io? Nessuno, figurati!".
Forse stavo davvero con una persona fredda, con dei problemi di anaffettività veramente psichiatrici. Chissà.
Però l'intesa intellettuale che avevo con lei mi manca. Sento comunque la mancanza della sua presenza e dell'affetto che sentivo io per lei, Mi morde ancora la gelosia, e l'impressione di essere stata meno di niente, per lei.
Ma quindi le persone normali si comportano come lui?
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