Fase di riflessione

Mat78

Utente di lunga data
Non sto paragonando stupro e tradimento.
Sono due livelli completamente diversi.

Un tradimento è una imposizione, a scelta fra l'altro, di una azione fatta da altri ma per loro stessi e con loro stessi.

Uno stupro è una imposizione, senza nessuna scelta, di una azione fatta da altri su di te.

Nel primo caso subisci un fare altrui.
Nel secondo caso subisci il tuo fare (che non è contemporaneamente tuo perchè frutto di una imposizione) tramite un fare altrui.

Quindi sono imparagonabili.

Sto parlando del dolore.
E il dolore è neutro.

Non importa per certi versi da dove venga. E' dolore.

E sto discutendo su cosa si faccia del proprio dolore.
E di fronte al dolore è questa l'unica scelta possibile per assumerlo.

Non è l'altro il portatore di dolore.
L'altro semmai attiva un dolore che è dentro.

quindi si può allontanare l'altro fin che si vuole.
Ma il dolore attivato resta dentro. E proprio. Senza via di fuga.

E io discuto su cosa si decide di fare con quella componente di sè. Imprescindibile e inevitabile.

Fra l'altro io non credo al perdono. non ti faccio la tirata sui perchè, che poi ti stufi, ma penso sia una gran cagata.

Penso che si possa semmai solo perdonare se stessi. E nessun altro.

Quindi una relazione che tira avanti sulla spinta di un perdono, non mi paga l'occhio.
Perchè il perdono crea esattamente quello che descrivi: la necessitò di verificare e riverificare se quel perdono ne vale la pena. E la caratteristica del perdono è che, siccome riguarda un atto del passato, non può che rivolgersi al passato per quelle verifiche.
In una gabbia che dal mio punto di vista rende impossibile una relazione paritaria e serena.

E infatti parlo di andare oltre.
Se lo si vuole fare.
E non è obbligatorio farlo.

Sicuramente non si va oltre per bontà, men che meno per amore o simili.

si va oltre per egoismo.
Perchè si valuta che per x,y,z motivi per se stessi è vantaggioso quell'andare oltre comprendendo ancora l'altro.

E in questo si valuta NEL PRESENTE se l'altro è degno di continuare a camminare o meno.

Di base pensare che quel che tu chiami perdono possa essere basato sulla rimozione dell'altro, è fuori da ogni logica.

Se si vuole andare oltre ci si va comprendendo (nel senso di tener insieme, tenere dentro) la nuova persona. Ossia il traditore (che è nuova persona perchè prima della scoperta non si sapeva fosse ANCHE traditore).
E per essere traditore deve necessariamente essere che entrambi abbiano memoria del tradimento. E che entrambi assumano il tradimento avvenuto nella relazione. SE uno dei due nega questo, la relazione è finita.

Ma incazzarsi perchè l'altro ricorda se stesso...beh.
Meglio salutarsi, ma non per il tradimento.

Ma perchè una relazione basata sulla richiesta reciproca di dimenticare chi si è, è una relazione destinata a fallire anche senza nessun altro tradimento. Ed è fra l'altro una falsa relazione. Fatta di immagini e non di persone reali e concrete.
Per questo per me il perdono non esiste. Come non è possibile cancellare i ricordi.
 

oriente70

Utente di lunga data
Ma uno che sopporta una situazione del genere da anni.
E in più condivide le ferie con l'amante della moglie. Potrà fare una richiesta stupida e fuori luogo??
Complimenti [emoji41] dimostrate più sangue freddo di lui.
Quanti di voi andrebbero in ferie con l'amante del partner a seguito.
E vi fermate a un misero ricatto ..il problema non è il suo ricatto il suo problema è che non deve cercare scuse per allontanare la moglie.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Spiegami la differenza che trovi tra questo meccanismo, ed il "restare nel proprio buco". Se ti va, grazie in anticipo :)
Beh, restare nel proprio buco è usare solo ed esclusivamente i propri parametri. In modo autoreferenziale.
Scegliendo quelli esterni solo in funzione di quanto confermano se stessi e la propria descrizione di sè.
Anche andando a rovescio, se necessario.

Pensa a chi si conferma di non valere nulla, continuando a scegliere un certo tipo di partner.
La famosa profezia che si autoadempie.

Entrare nel mondo, confrontare i parametri propri e quelli esterni, discutendo entrambi, cercando punti di identificazione e poi di differenziazione per individuare se stessi e la propria percezione di sè è l'altro meccanismo.

Io non credo in dio.
Ho le mie teorie a riguardo.
Ma le mie teorie sono composte anche delle teorie cristiane a riguardo. E tutta una serie di spunti della religiosità li ho integrati, alcuni scientemente altri semplicemente per nascita.
In tutto questo calderone cerco e colloco me e la mia visione, lasciandomi attraversare da quella diversa.
Prendendo dal diverso ciò che mi è utile e lasciando andare il resto.

L'obiettivo nel primo caso è allineamento. A se stessi o al mondo poco conta.
E ricerca di conferma di ciò che si sa.

L'obiettivo nel secondo caso è scoperta e individuazione (accettando di percorrere sia l'identificazione che la differenziazione). Esplorazione dello sconosciuto per apprendere, anche e in particolare ciò che disconferma chi si crede di essere.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Secondo me spesso si filosofeggia su fatti a volte addirittura discordanti, e secondo me spesso solo “ autoassolventil, riassumibili qui in :
- Ognuno deve seguire i propri istinti (desideri)
- mettere se stessi davanti agli altri e’ cosa buona e giusta, perché ti fa star bene, a prescindere da cosa provano gli altri che sono solo accessori importanti quando ti danno qualcosa (visione narcisistica della vita e delle relazioni...d’altronde se questa patologia mentale in Occidente è passata dal 1,5 al 6%, un motivo ci sarà )
- se uno ha seguito i propri istinti e desideri e ti ha fatto soffrire, tu puoi solo scegliere sulla base di quanto vuoi per te stesso, se rimanere o andare
- se rimani, fai come nulla fosse ... hai scelto ...

Io penso invece che a volte ci sia un’altra soluzione . Sei dotato di scarsa empatia e pensi di venire tu prima degli altri ? Allora ti faccio capire con i fatti quello che mi hai fatto passare ....non è vendetta...è insegnamento....per alcuni funziona così ....... rientra in alcune metodologie di trattamento chiamate se non ricordo male “modalità a specchio”...
Io la trovo molto edificante .....
Mi rubi la merendina perché hai fame e io resto senza? Ti spiego fino alla nausea che hai sbagliato ma tu non capisci perché se fossi strutturato per capire non me l’avresti rubata a monte? Bene ...domani te la rubo anch’io...ma non per vendetta...ma per farti provare cosa ho provato io .... se piangi ...allora ci siamo ... scommettiamo che non me la rubi più e magari mi chiedo pure Scusa?(Ho fatto un esempio...)
 
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Mariben

Utente di lunga data
Per questo per me il perdono non esiste. Come non è possibile cancellare i ricordi.
Ipazia è fantastica nell' esporre
Io zero ..ma riesco a comprendere quel che dice
Sei sicuro di aver compreso che non si tratta di perdonare o meno chi ci ha fatto un torto e che non è possibile, per fortuna,.spiare, programmare o cancellare i ricordi dell' altro
Si può solo decidere che fare della sofferenza che evoca i nostri ricordi e non perpetrarla all infinito nel nome di un etica e moralità che e solo nostra
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Per questo per me il perdono non esiste. Come non è possibile cancellare i ricordi.
Certo che non si possono cancellare i ricordi.

I ricordi possono o essere rifiutati o essere assunti.

Nel primo caso, il rifiuto, è implicito anche il rifiuto di una parte di sè.
E questo, nel caso del tradimento, vale sia per il traditore che per il tradito.
Il tradito che dopo essere stato tradito rifiuta di essere stato tradito (la rabbia che non molla l'idea) perde parti di se stesso. Restando agganciato ad una descrizione lacunosa del suo percorso di vita.
E si resta agganciati in molti modi, con la tristezza, col senso di disillusione, con la rabbia.

Nel secondo caso, assumere i ricordi, trovargli una collocazione, separare le responsabilità, non per usarle come dardi ma per ri-riconoscere se stessi dopo l'evento è liberatorio e permette di andare oltre.

Da soli o con l'altro è relativo.

Perchè si va oltre solo ed esclusivamente da soli.
E solo dopo si può decidere con chi accompagnarsi.

Può essere che si decida di farlo con chi c'era prima oppure no.
Questo è relativo e io penso riguardi non tanto il tradimento in sè, quanto l'idea di relazione che si ha.

Il nostro nuovo amico ha tollerato e tollera dentro di sè una possibilità di presenza che è stata governata anche chimicamente per essere assunta (la pillolina blu...a me personalmente fa venire i brividi una cosa del genere. La modificazione della chimica corporea per partecipare, non stare) quindi la sua idea di relazione comprende queste evenienze. Come comprende l'evenienza di una non consensualità consensuale.
 
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HP72

Utente di lunga data
Ma uno che sopporta una situazione del genere da anni.
E in più condivide le ferie con l'amante della moglie. Potrà fare una richiesta stupida e fuori luogo??
Complimenti [emoji41] dimostrate più sangue freddo di lui.
Quanti di voi andrebbero in ferie con l'amante del partner a seguito.
E vi fermate a un misero ricatto ..il problema non è il suo ricatto il suo problema è che non deve cercare scuse per allontanare la moglie.
Dalle reazioni di dugongo negli ultimi commenti direi che il problema stà proprio lì
A volte però le persone molto comprensive (e forse ancora innamorate) non riescono a staccare da sole, hanno bisogno di qualcuno che gli dia un "calcio" fuori da una situazione di stallo
Cercare quel calcio nel ricatto però è pericoloso, paradossalmente se lei le rispondesse "va bene" cosa farebbe lui?
Alzerebbe la posta? Si riterrebbe momentaneamente soddisfatto?
Forse usare quel "ricatto" indirizzandolo, che ne so, ad una terapia di coppia dove un terzo può aiutare a far trovare le forze per continuare la relazione o interromperla sarebbe più sensato
 

Foglia

utente viva e vegeta
Beh, restare nel proprio buco è usare solo ed esclusivamente i propri parametri. In modo autoreferenziale.
Scegliendo quelli esterni solo in funzione di quanto confermano se stessi e la propria descrizione di sè.
Anche andando a rovescio, se necessario.

Pensa a chi si conferma di non valere nulla, continuando a scegliere un certo tipo di partner.
La famosa profezia che si autoadempie.

Entrare nel mondo, confrontare i parametri propri e quelli esterni, discutendo entrambi, cercando punti di identificazione e poi di differenziazione per individuare se stessi e la propria percezione di sè è l'altro meccanismo.

Io non credo in dio.
Ho le mie teorie a riguardo.
Ma le mie teorie sono composte anche delle teorie cristiane a riguardo. E tutta una serie di spunti della religiosità li ho integrati, alcuni scientemente altri semplicemente per nascita.
In tutto questo calderone cerco e colloco me e la mia visione, lasciandomi attraversare da quella diversa.
Prendendo dal diverso ciò che mi è utile e lasciando andare il resto.

L'obiettivo nel primo caso è allineamento. A se stessi o al mondo poco conta.
E ricerca di conferma di ciò che si sa.

L'obiettivo nel secondo caso è scoperta e individuazione (accettando di percorrere sia l'identificazione che la differenziazione). Esplorazione dello sconosciuto per apprendere, anche e in particolare ciò che disconferma chi si crede di essere.
Anzitutto grazie.
Credo che dovrò rileggerlo decine di volte, perché non riesco a capirlo bene. Proprio il concetto, per riuscire a vederlo anche nell'ottica del mio. Tu vedi il buco come autoreferenziale. Io invece ho sperimentato (credo di aver sperimentato) il buco in cui accettavo la mia svalutazione. Esterna, ma anche interna. Insita in me, tanto che quella esterna è stata accolta. E stavo male.
Cio' che vedo "in più" di tutto questo, in [MENTION=7565]dugongo[/MENTION] , e' la commistione (non solo omissiva, anzi crudelmente attiva) tra esterno e interno.
Rileggerò un po' di volte.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Anzitutto grazie.
Credo che dovrò rileggerlo decine di volte, perché non riesco a capirlo bene. Proprio il concetto, per riuscire a vederlo anche nell'ottica del mio. Tu vedi il buco come autoreferenziale. Io invece ho sperimentato (credo di aver sperimentato) il buco in cui accettavo la mia svalutazione. Esterna, ma anche interna. Insita in me, tanto che quella esterna è stata accolta. E stavo male.
Cio' che vedo "in più" di tutto questo, in @dugongo , e' la commistione (non solo omissiva, anzi crudelmente attiva) tra esterno e interno.
Rileggerò un po' di volte.
Prego :)
Mi piace discutere di queste cose. Quindi grazie a te per il confronto!

E non è autoreferenziale accettare, indifferentemente da dentro e da fuori, quel che è già dentro?

Nel buco si sta male. Raramente si sta bene in un buco. Serve starci dentro per tanto tempo e svilupparci dentro tentacoli belli solidi. (che è uno dei motivi per cui non tutti si svicolano dai loro buchi interiori, non tutti possono. Triste ma è così)

Ma è un male che conferma quel che è già lì.
Diciamo, per dirla male, una assunzione di una certezza di sè.
Che per quanto possa fare male, porta con sè la rassicurazione del fatto che almeno è confermato chi si è.
La propria identità profonda è salva.
Quella primaria. Di base.
 

danny

Utente di lunga data
Ma uno che sopporta una situazione del genere da anni.
E in più condivide le ferie con l'amante della moglie. Potrà fare una richiesta stupida e fuori luogo??
Complimenti [emoji41] dimostrate più sangue freddo di lui.
Quanti di voi andrebbero in ferie con l'amante del partner a seguito.
E vi fermate a un misero ricatto ..il problema non è il suo ricatto il suo problema è che non deve cercare scuse per allontanare la moglie.

Non sono scuse.
Per allontanarsi da chi si ama bisogna arrivare a provare odio.

Ed è quello che sta perseguendo Dugongo.
Ed è lo stesso che sta cercando da tempo immemore Mat78, che pur andandosene via deve continuamente provare rancore vero i traditori in generale per non provare dolore per quello che è accaduto.
Dugongo, invece, se non agisce in questa maniera, si troverà a voler ritornare accanto ed ad amare inutilmente lei da cui non viene amato più.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
In noi ci sono diverse nature che vengono sollecitate .... a volte il male porta male ....
È anche questa è "scoperta" ..

Il nostro amico ha scoperto che può stare accanto a sua moglie sapendo che è tradito, e aspettando in gloria che sia tutto finito, per "proporle" di andare a dire tutto all'altra, e se dicesse di SI dirle che scherzava e andare a ballare per festeggiare.

Più scoperta di così :)
 

danny

Utente di lunga data
Dalle reazioni di dugongo negli ultimi commenti direi che il problema stà proprio lì
A volte però le persone molto comprensive (e forse ancora innamorate) non riescono a staccare da sole, hanno bisogno di qualcuno che gli dia un "calcio" fuori da una situazione di stallo
Cercare quel calcio nel ricatto però è pericoloso, paradossalmente se lei le rispondesse "va bene" cosa farebbe lui?
Alzerebbe la posta? Si riterrebbe momentaneamente soddisfatto?
Forse usare quel "ricatto" indirizzandolo, che ne so, ad una terapia di coppia dove un terzo può aiutare a far trovare le forze per continuare la relazione o interromperla sarebbe più sensato
La richiesta assurda era proprio finalizzata a ottenere un no.
Dugongo ama sua moglie.
Mica è rimasto insieme a lei solo per la figlia.
Sperava che finita la storia con l'altro tutto sarebbe tornato come prima.
Non è successo.
 
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oriente70

Utente di lunga data
Dalle reazioni di dugongo negli ultimi commenti direi che il problema stà proprio lì
A volte però le persone molto comprensive (e forse ancora innamorate) non riescono a staccare da sole, hanno bisogno di qualcuno che gli dia un "calcio" fuori da una situazione di stallo
Cercare quel calcio nel ricatto però è pericoloso, paradossalmente se lei le rispondesse "va bene" cosa farebbe lui?
Alzerebbe la posta? Si riterrebbe momentaneamente soddisfatto?
Forse usare quel "ricatto" indirizzandolo, che ne so, ad una terapia di coppia dove un terzo può aiutare a far trovare le forze per continuare la relazione o interromperla sarebbe più sensato
Terapia di coppia si lei e il suo amante ... A loro si
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma uno che sopporta una situazione del genere da anni.
E in più condivide le ferie con l'amante della moglie. Potrà fare una richiesta stupida e fuori luogo??
Complimenti [emoji41] dimostrate più sangue freddo di lui.
Quanti di voi andrebbero in ferie con l'amante del partner a seguito.
E vi fermate a un misero ricatto ..il problema non è il suo ricatto il suo problema è che non deve cercare scuse per allontanare la moglie.
Sei legato al presente.

Ma lui non è nel presente e basta.

Il suo presente è composto di tutto il percorso che ha fatto per arrivarci.
Dalla pillolina blu per costringere il suo corpo ad attivarsi al rimanere in situazioni veramente pesanti.

Non puoi separare i pezzi del percorso.

Tu pensi ad allontanare perchè dubito ti saresti dopato per scopare con tua moglie sapendo che lei non solo scopava con un altro, ma ti usava come gradino inconsapevole per darsi valore.

Ma lui l'ha fatto. Quindi parte da presupposti molto diversi.

Che è poi il motivo per cui mi interessava capire dove lui rintracciasse il senso, per se stesso, di quella prova proposta alla moglie.
E come potesse stabilire la sua importanza a partire dall'importanza data all'amante e nei termini in cui l'ha fatto.

tu faresti discendere la valutazione di te dalla valutazione di tua moglie (che si è comportata come lui ha descritto) dell'amante?

Io no.
 

oriente70

Utente di lunga data
Non sono scuse.
Per allontanarsi da chi si ama bisogna arrivare a provare odio.

Ed è quello che sta perseguendo Dugongo.
Ed è lo stesso che sta cercando da tempo immemore Mat78, che pur andandosene via deve continuamente provare rancore vero i traditori in generale per non provare dolore per quello che è accaduto.
Dugongo, invece, se non agisce in questa maniera, si troverà a voler ritornare accanto ed ad amare inutilmente lei da cui non viene amato più.
Per questo la deve allontanare e basta ... Sicuramente sarà facile trovarne una migliore
 

danny

Utente di lunga data
Per questo la deve allontanare e basta ... Sicuramente sarà facile trovarne una migliore
Glielo diciamo?

Dugongo, l'hai già capito.
Tua moglie ha fatto schifo.
Era insieme a te con l'amante e non si è neanche accorta della tua sofferenza.
Sono sicuro che ti si leggeva in viso,
Non l'ha vista, non ha neanche pensato al tuo dolore.
Sono sicuro che non ci dormivi neppure di notte.
Perché non ti ama più.
Le hai chiesto una prova alla quale sapevi che non avrebbe MAI accettato di sottoporsi.
Le hai chiesta troppo, ma sapevi che comunque non sarebbe neppure bastato.
Perché la prova lei non l'ha superata prima. Quando non ha voluto più l'amante ed è tornata da te, ma per chiedere a te sostegno e così facendo ti ha svuotato. E ti ha lasciato lì, solo, a gestire il tuo dolore.
Tu non volevi una vendetta. Volevi che lei finalmente si prendesse cura di te, ti aspettavi che ricambiasse le cure che tu hai dato a lei.
Ma lei non c'è stata per te.
E ora vuoi che lei stia male, come sei stato male tu. T
E vuoi imparare a odiarla, per poter arrivare a stare bene. Prima o poi.
Lasciala.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Secondo me spesso si filosofeggia su fatti a volte addirittura discordanti, e secondo me spesso solo “ autoassolventil, riassumibili qui in :
- Ognuno deve seguire i propri istinti (desideri)
- mettere se stessi davanti agli altri e’ cosa buona e giusta, perché ti fa star bene, a prescindere da cosa provano gli altri che sono solo accessori importanti quando ti danno qualcosa (visione narcisistica della vita e delle relazioni...d’altronde se questa patologia mentale in Occidente è passata dal 1,5 al 6%, un motivo ci sarà )
- se uno ha seguito i propri istinti e desideri e ti ha fatto soffrire, tu puoi solo scegliere sulla base di quanto vuoi per te stesso, se rimanere o andare
- se rimani, fai come nulla fosse ... hai scelto ...

Io penso invece che a volte ci sia un’altra soluzione . Sei dotato di scarsa empatia e pensi di venire tu prima degli altri ? Allora ti faccio capire con i fatti quello che mi hai fatto passare ....non è vendetta...è insegnamento....per alcuni funziona così ....... rientra in alcune metodologie di trattamento chiamate se non ricordo male “modalità a specchio”...
Io la trovo molto edificante .....
Mi rubi la merendina perché hai fame e io resto senza? Ti spiego fino alla nausea che hai sbagliato ma tu non capisci perché se fossi strutturato per capire non me l’avresti rubata a monte? Bene ...domani te la rubo anch’io...ma non per vendetta...ma per farti provare cosa ho provato io .... se piangi ...allora ci siamo ... scommettiamo che non me la rubi più e magari mi chiedo pure Scusa?(Ho fatto un esempio...)
C'è una asimmetria costituente del rapporto insegnante-allievo. Ed è insita al raggiungimento di apprendimento.

L'insegnante è nella posizione di colui che sa.
L'allievo è colui che non sa.

L'insegnante è colui che passa (e nella peggiore delle ipotesi, travasa) la sua sapienza
L'allievo è colui che riceve

In una circolarità che assume come presupposto di base una asimmetria che non permette uno scambio in com-penetrazione e, più che altro, un certo tipo di potere che se non è svelato e dichiarato e condiviso e accettato consensualmente e consapevolemente, semplice definisce la relazione.

La scelta riguarda il voler essere insegnanti del proprio compagno/a oppure il desiderio di avere accanto un alleato con cui accompagnarsi alla scoperta della vita.

Non c'è scelta giusta o sbagliata.

Ma il benessere che se ne ricava è dipendente dalla forma di asimmetria che si sceglie.

Lascia stare le patologie occhi...il narcisismo non è quella roba che dici tu.
Un narcisista perverso non solo non si fa neanche venire in mente di cercare di essere perdonato. E non perchè non voglia il perdono. Semplicemente non gliene frega un cazzo.
Ma semmai ti svaluta e distrugge fino al punto in cui tu perdi talmente il senso di realtà da VOLER essere perdonata tu. A prescindere dalle sue azioni.
Roba che ti prende a schiaffoni e tu gli chiedi pure scusa. Convinta che lui non potesse fare altro con te.

Detto questo una componente di narcisismo è presente in tutti. Anche in te.

Nessuno è assolutamente esente da deviazioni.
La discriminante della patologizzazione è la stabilizzazione dei comportamenti in uno schema o la loro fluidità.

EDIT: e no, lo specchiamento è un'altra cosa. E non ha l'obiettivo di far capire cosa si è passato. Perchè è semplicemente impossibile. Tu non sei l'altro e l'altro non è te. Semmai lo specchiamento ha l'obiettivo di aprire un varco nell'altro per entrargli e portarlo, anche attraverso la manipolazione e il condizionamento, dove si desidera vada.
 
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Jacaranda

Utente di lunga data
Glielo diciamo?

Dugongo, l'hai già capito.
Tua moglie ha fatto schifo.
Era insieme a te con l'amante e non si è neanche accorta della tua sofferenza.
Sono sicuro che ti si leggeva in viso,
Non l'ha vista, non ha neanche pensato al tuo dolore.
Sono sicuro che non ci dormivi neppure di notte.
Perché non ti ama più.
Le hai chiesto una prova alla quale sapevi che non avrebbe MAI accettato di sottoporsi.
Le hai chiesta troppo, ma sapevi che comunque non sarebbe neppure bastato.
Perché la prova lei non l'ha superata prima. Quando non ha voluto più l'amante ed è tornata da te, ma per chiedere a te sostegno e così facendo ti ha svuotato. E ti ha lasciato lì, solo, a gestire il tuo dolore.
Tu non volevi una vendetta. Volevi che lei finalmente si prendesse cura di te, ti aspettavi che ricambiasse le cure che tu hai dato a lei.
Ma lei non c'è stata per te.
E ora vuoi che lei stia male, come sei stato male tu. T
E vuoi imparare a odiarla, per poter arrivare a stare bene. Prima o poi.
Lasciala.
Si.... messa così non fa una piega
 

Jacaranda

Utente di lunga data
C'è una asimmetria costituente del rapporto insegnante-allievo.

L'insegnante è nella posizione di colui che sa.
L'allievo è colui che non sa.

L'insegnante è colui che passa (e nella peggiore delle ipotesi, travasa) la sua sapienza
L'allievo è colui che riceve

In una circolarità che assume come presupposto di base una asimmetria che non permette uno scambio in com-penetrazione e, più che altro, un certo tipo di potere che se non è svelato e dichiarato e condiviso e accettato consensualmente e consapevolemente, semplice definisce la relazione.

La scelta riguarda il voler essere insegnanti del proprio compagno/a oppure il desiderio di avere accanto un alleato con cui accompagnarsi alla scoperta della vita.

Non c'è scelta giusta o sbagliata.

Ma il benessere che se ne ricava è dipendente dalla forma di asimmetria che si sceglie.

Lascia stare le patologie occhi...il narcisismo non è quella roba che dici tu.
Un narcisista perverso non solo non si fa neanche venire in mente di cercare di essere perdonato.
Ma semmai ti svaluta e distrugge fino al punto in cui tu perdi talmente il senso di realtà da VOLER essere perdonata tu. A prescindere dalle sue azioni.

Detto questo una componente di narcisismo è presente in tutti. Anche in te.

Nessuno è assolutamente esente da deviazioni.
La differenza con la patologizzazione è la stabilizzazione dei comportamenti o la loro fluidità.

EDIT: e no, lo specchiamento è un'altra cosa.
Ipa, conosco molto bene il narcisismo patologico (purtroppo) e il riferimento è stato fatto solo per evidenziare come ci sia una “deriva narcisistica” nella nostra società ... Che purtroppo è sotto gli occhi di tutti , anche se in forma non perversa...

Ritornando al tema , a volte si può scegliere la strada dell’esempio ...e dell’insegnamento....
Non ci vedo nulla di squilibrato .... magari in futuro anche il mio compagno insegnerà qualcosa a me
 

oriente70

Utente di lunga data
Sei legato al presente.

Ma lui non è nel presente e basta.

Il suo presente è composto di tutto il percorso che ha fatto per arrivarci.
Dalla pillolina blu per costringere il suo corpo ad attivarsi al rimanere in situazioni veramente pesanti.

Non puoi separare i pezzi del percorso.

Tu pensi ad allontanare perchè dubito ti saresti dopato per scopare con tua moglie sapendo che lei non solo scopava con un altro, ma ti usava come gradino inconsapevole per darsi valore.

Ma lui l'ha fatto. Quindi parte da presupposti molto diversi.

Che è poi il motivo per cui mi interessava capire dove lui rintracciasse il senso, per se stesso, di quella prova proposta alla moglie.
E come potesse stabilire la sua importanza a partire dall'importanza data all'amante e nei termini in cui l'ha fatto.

tu faresti discendere la valutazione di te dalla valutazione di tua moglie (che si è comportata come lui ha descritto) dell'amante?

Io no.

Manco io ...
Ma io neanche in ferie sarei andato[emoji45].
 
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