Bruja
Utente di lunga data
Si dice non sia meritevole di perdono quel tradimento in cui si vuol far credere al tradito ed a sè stessi che niente sia cambiato.
Sono d'accordo che il tradimento sia di per sè un grosso cambiamento, una grossa frattura. Tuttavia se si riesce a superare lo stato di detrimento del rapporto, la coppia potrebbe uscirne più matura.
Perdonare richiede un lungo lavoro e un grosso impiego di energie. E’ inutile pretendere di poterlo fare subito dopo la scoperta. Bisogna superare la fase emotiva o che almeno i toni si siano placati. Non penso si possa dire che sia giusto o sbagliato perdonare.
Però bisogna chiarire e non confondere il perdono con la sopportazione come spesso avviene. Questa puo portare ad uno stato di logoramento che soffoca i propri vissuti. Si vivrà quindi male controllandosi a vicenda temendo di ingannarsi... assumendo ruoli stressanti di chi presta attenzione a tutto. Questo non è perdono ma prevenzione di eventuali altre defezioni.
Perdonare non è dimenticare ma ricordare senza logorarsi e prendere le distanze dal dolore iniziale.
Se poi si teme di perdere l'altro/a forse non si crede più nel progetto di coppia o non si percepisce più amore, ed allora che vale?
Perdonare non è neppure vantare un credito sull'altro/a recriminando e rinfacciando ll'occasione. Non è un atto di clemenza ma la messa in discussione di un vissuto di coppia in evidente crisi e l'inizio di una nuova ricerca della fiducia.
Serve un nuovo equilibrio in un rapporto che ha subito una ferita profonda. L'obiettivo è quello di stare insieme perchè vale la pena ricominciare dopo la prova più brusca all'interno della coppia... Se non si hanno questi presupposti meglio separarsi senza mancarsi più di rispetto.
La parte più costringente per entrambi sarebbe stare insieme per le convenzioni sociali, per il benessere economico, per il bene parentale e per tutti gli orpelli sociali contingenti, ed è alta la percentuale di questi accordi...
Alla fine ciò che conta è che si riesca a viverte serenamente perchè il tradimento non è sostanzialmente un fattoche ci riguarda, è un compromesso che l'altro/a ha messo in atto per non sapere essere coerente, per timore di affrontare perdite o giudizi, per sperare che non venendo beccato andrà tutto come sempre e sarà solo una compensazione "fuori porta".
E' pensiero da autoreferenti, da chi crede e spera di dominare gli eventi e sfidare i limiti di sicurezza... e se incorrerà nella scoperta e nel successivo perdono, non l'avrà solo fatta franca ma avrà una strettoia che proverà la sua tenuta morale e sociale... l'avrà sfangata.
Alla fine sinceramente conviene tradire? E se del caso, proprio tutti i tradimenti hanno una tale qualità da valere tanti rischi? E se accadesse il contrario, dopo il tradimento l'altro/a partner potrebbe guadagnare la libertà... sarebbe un gran male??
In fondo Giuda era davvero un traditore o un (in)consapevole strumento della realizzazione di un disegno?
In parallelo, una resurrezione a nuova vita di una coppia che stava asfissiando senza riuscire a trovare una via d'uscita... insieme o singolarmente.
Sono d'accordo che il tradimento sia di per sè un grosso cambiamento, una grossa frattura. Tuttavia se si riesce a superare lo stato di detrimento del rapporto, la coppia potrebbe uscirne più matura.
Perdonare richiede un lungo lavoro e un grosso impiego di energie. E’ inutile pretendere di poterlo fare subito dopo la scoperta. Bisogna superare la fase emotiva o che almeno i toni si siano placati. Non penso si possa dire che sia giusto o sbagliato perdonare.
Però bisogna chiarire e non confondere il perdono con la sopportazione come spesso avviene. Questa puo portare ad uno stato di logoramento che soffoca i propri vissuti. Si vivrà quindi male controllandosi a vicenda temendo di ingannarsi... assumendo ruoli stressanti di chi presta attenzione a tutto. Questo non è perdono ma prevenzione di eventuali altre defezioni.
Perdonare non è dimenticare ma ricordare senza logorarsi e prendere le distanze dal dolore iniziale.
Se poi si teme di perdere l'altro/a forse non si crede più nel progetto di coppia o non si percepisce più amore, ed allora che vale?
Perdonare non è neppure vantare un credito sull'altro/a recriminando e rinfacciando ll'occasione. Non è un atto di clemenza ma la messa in discussione di un vissuto di coppia in evidente crisi e l'inizio di una nuova ricerca della fiducia.
Serve un nuovo equilibrio in un rapporto che ha subito una ferita profonda. L'obiettivo è quello di stare insieme perchè vale la pena ricominciare dopo la prova più brusca all'interno della coppia... Se non si hanno questi presupposti meglio separarsi senza mancarsi più di rispetto.
La parte più costringente per entrambi sarebbe stare insieme per le convenzioni sociali, per il benessere economico, per il bene parentale e per tutti gli orpelli sociali contingenti, ed è alta la percentuale di questi accordi...
Alla fine ciò che conta è che si riesca a viverte serenamente perchè il tradimento non è sostanzialmente un fattoche ci riguarda, è un compromesso che l'altro/a ha messo in atto per non sapere essere coerente, per timore di affrontare perdite o giudizi, per sperare che non venendo beccato andrà tutto come sempre e sarà solo una compensazione "fuori porta".
E' pensiero da autoreferenti, da chi crede e spera di dominare gli eventi e sfidare i limiti di sicurezza... e se incorrerà nella scoperta e nel successivo perdono, non l'avrà solo fatta franca ma avrà una strettoia che proverà la sua tenuta morale e sociale... l'avrà sfangata.
Alla fine sinceramente conviene tradire? E se del caso, proprio tutti i tradimenti hanno una tale qualità da valere tanti rischi? E se accadesse il contrario, dopo il tradimento l'altro/a partner potrebbe guadagnare la libertà... sarebbe un gran male??
In fondo Giuda era davvero un traditore o un (in)consapevole strumento della realizzazione di un disegno?
In parallelo, una resurrezione a nuova vita di una coppia che stava asfissiando senza riuscire a trovare una via d'uscita... insieme o singolarmente.
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