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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In tutta questa descrizione della coppia ha stabilito i limiti che tu poni nella condivisione, ma non hai assolutamente mostrato cosa sei disposta a sacrificare.
Io un'idea ce l'ho: qualsiasi progetto, come si è detto prima.
Perchè a sacrificare, nel senso che pari intendere tu non sono disposta. :)

Sono disposta a mediare, a valutare, a discutere.
Sono disposta a trovare compromessi che permettano il benessere di entrambi.

Ma, tornando alla vecchiaia, sono troppo giovane per pensare al sacrificio e troppo vecchia per non sapere che la vita è una e che una volta andata non c'è ritorno.

Quell'idea parla di te, o meglio, della tua paura.

Paura che io non ho.
Io sono figlia di non separati. Non ho figli a cui temo di riproporre il copione generazionale.
E non ho una posizione interiore che mi mette in condizione di aver paura di stare da sola e di sentirmi me solo all'interno della coppia.

Ho altre menate. In compenso.
Ma quelle lì non le ho.

Una cosa non sacrificherei (nel senso che pari intendere, e che non è il significato di sacrificare, ossia render sacro) per nulla al mondo.
La mia sessualità.
Ho fatto troppa fatica a guadagnarmela. E la mia fatica è il suo valore.
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Può essere.
Quando ci si scotta con l'acqua calda, anche quella fredda poi tiene lontani.

Forse più che chiederti di un interesse per l'altro, potresti provare a guardare all'interesse per te come femmina.

In questo momento ti leggo molto interessata a te come madre.
E come donna che ha da ricostruire tutta una serie di sistemi di sopravvivenza.

Ma ogni cosa ha il suo tempo, se non si sta sfuggendo. :)

Io me lo sono chiesta spesso, se stessi fuggendo.
E quando la risposta era sì, mi obbligavo a fermarmi e a girar lo sguardo alla paura.
E me lo chiedo pure ora. Ogni tanto.
Quasi come scaramanzia. Come rito.

Di base mi sento scorrere e sento i nodi quando li incontro.
Questo mi rassicura.
Si. Stento a considerarmi, come femmina. Paura non so. Cioè... Senz'altro esiste come componente. Ma sento in misura prevalente proprio la mancanza di voglia. La percepivo più debilitante un po' di tempo fa rispetto ad adesso. Spero che non significhi una sorta di "ritiro", sia pure limitato alle relazioni intime. Ma non mi sta causando sofferenza, al momento. Non sento mancanze. Semplicemente so che manca, nel senso che non c'è. Ma appunto non si tratta di una relazione. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si. Stento a considerarmi, come femmina. Paura non so. Cioè... Senz'altro esiste come componente. Ma sento in misura prevalente proprio la mancanza di voglia. La percepivo più debilitante un po' di tempo fa rispetto ad adesso. Spero che non significhi una sorta di "ritiro", sia pure limitato alle relazioni intime. Ma non mi sta causando sofferenza, al momento. Non sento mancanze. Semplicemente so che manca, nel senso che non c'è. Ma appunto non si tratta di una relazione. :)
Beh....facci attenzione. :)

La femminilità è la tua essenza.
non sei riducibile a madre o a donna. O entrambe.

Sei molto di più.
Il tuo nucleo vitale, quello dove trovi carica per tutto il resto è più sotto.

chissà...forse da qualche parte sei incazzata con la femmina che si è fatta fottere...ascolta.

La relazione, la relazione col maschio, senza la femmina, la vedo dura.
ti credo che non ti manca :)

Ma il punto non è la relazione col maschio.
Il punto è la relazione con la femmina.
Quella che si gusta il nucleo pulsante e il suo potere di dare vita.
E si concede a quel potere.

A prescindere dal maschio. Che è un valore aggiunto.
Ma non è sicuramente il centro.
 

danny

Utente di lunga data
Perchè a sacrificare, nel senso che pari intendere tu non sono disposta. :)

Sono disposta a mediare, a valutare, a discutere.
Sono disposta a trovare compromessi che permettano il benessere di entrambi.

Ma, tornando alla vecchiaia, sono troppo giovane per pensare al sacrificio e troppo vecchia per non sapere che la vita è una e che una volta andata non c'è ritorno.

Quell'idea parla di te, o meglio, della tua paura.

Paura che io non ho.
Io sono figlia di non separati. Non ho figli a cui temo di riproporre il copione generazionale.
E non ho una posizione interiore che mi mette in condizione di aver paura di stare da sola e di sentirmi me solo all'interno della coppia.

Ho altre menate. In compenso.
Ma quelle lì non le ho.

Una cosa non sacrificherei (nel senso che pari intendere, e che non è il significato di sacrificare, ossia render sacro) per nulla al mondo.
La mia sessualità.
Ho fatto troppa fatica a guadagnarmela. E la mia fatica è il suo valore.

Non scelgo per paura, ma per soddisfazione e piacere.
Io amo la famiglia, i bambini, i figli, le relazioni e i rapporti con le persone che durano una vita.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non scelgo per paura, ma per soddisfazione e piacere.
Io amo la famiglia, i bambini, i figli, le relazioni e i rapporti con le persone che durano una vita.
Quindi tu, sull'altare della tua soddisfazione e del tuo piacere, cosa sacrifichi?
 

Foglia

utente viva e vegeta
Beh....facci attenzione. :)

La femminilità è la tua essenza.
non sei riducibile a madre o a donna. O entrambe.

Sei molto di più.
Il tuo nucleo vitale, quello dove trovi carica per tutto il resto è più sotto.

chissà...forse da qualche parte sei incazzata con la femmina che si è fatta fottere...ascolta.

La relazione, la relazione col maschio, senza la femmina, la vedo dura.
ti credo che non ti manca :)

Ma il punto non è la relazione col maschio.
Il punto è la relazione con la femmina.
Quella che si gusta il nucleo pulsante e il suo potere di dare vita.
E si concede a quel potere.

A prescindere dal maschio. Che è un valore aggiunto.
Ma non è sicuramente il centro.
Credo che l'incazzatura sia finita. Beh... Proverò a riaccompagnare per mano la femmina con più attenzione. In effetti adesso le volte in cui me ne ricordo sono sempre e solo sfoghi di impulsi. Piuttosto violenti, per quanto piacevoli. Ma al di là di quello la femmina poi la archivio.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Credo che l'incazzatura sia finita. Beh... Proverò a riaccompagnare per mano la femmina con più attenzione. In effetti adesso le volte in cui me ne ricordo sono sempre e solo sfoghi di impulsi. Piuttosto violenti, per quanto piacevoli. Ma al di là di quello la femmina poi la archivio.
Prova a lasciarti accompagnare dalla femmina e a fidarti di Lei. ;):)
 

danny

Utente di lunga data
Quindi tu, sull'altare della tua soddisfazione e del tuo piacere, cosa sacrifichi?
Tempo.
Dedicato a mia figlia, per esempio.
Decisioni, quotidiane e non.
Scelte.
Inevitabilmente le riduci.
Ma non per un altare, bensì per qualcosa a cui tengo più del resto.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Perché non la vedi fattibile nell'ottica di una progettualità?
Cos'è che te la manda fuori prospettiva ?
Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.
Senza mettere giù il discorso figli (argomento che dichiaro apertamente che mi annoia a morte inserire nei nostri discorsi), pensiamo ad aprire assieme uno stupido chiosco di panini.
Mettiamo che il mio impegno sia in modo assolutamente sincero quello di fare tutto il necessario perché il chiosco di panini funzioni e permetta di tirar fuori uno stipendio per entrambi.
Mettiamo che il tuo impegno in modo assolutamente sincero sia fare lo stesso.
Entrambi mettiamo tempo, fatica, più un'altra quantità di fattori non quantificabili come la passione.
Mettiamoci pure che io sono molto bravo a fare i panini mentre tu hai una lungimirante ed intelligente gestione della pagina Facebook del chiosco di panini. Per merito di entrambi si crea il giusto mix, la gente compra i panini e l'attività si consolida e sale di valore.
Dopo un po' decido che Lapo Elkann tutto sommato ha ragione, e oltre a far sesso con te che sei biologicamente femmina, ingropparsi un travello ogni tanto male non fa. Tanto ciò non intacca il mio investimento di tempo e impegno nel chiosco di panini, ma so perfettamente che dall'altra parte qualora tu sapessi che a me piacciono le ragazze scodinzolanti manderesti in vacca il chiosco di panini prima ancora di mandare a fanculo il sottoscritto. Quel che è peggio per il mio sistema di valori finché mi applico con il massimo impegno per la riuscita del business condiviso non vedo perché tu dovresti lamentarti se ogni tanto esco e torno cantando Immanuel Casto.
Ora va da se che se io non voglio perdere non solo il mio investimento nel chiosco di panini, ma anche quel quid pluris che gli dà la tua intelligenza e gestione della pagina di faccialibro, mi sto zitto e, invece che dirti che vado a scoparmi delle uomE, userò qualche altra scusa più consona ai tuoi sistemi valoriali.
Ma mica perché non ti considero mia pari. Anzi. Sei fondamentale, magari più di me.
Me ne sbatto scientificamente il cazzo di trattarti in modo trasparente perché preservare l'equilibrio del chiosco di panini conta più del rispetto che ho per l'importanza della conservazione della parità delle armi. Ma pareccchio.
E onestamente, nella guerra tra i contrapposti egoismi, la pretesa di essere trattati da pari a pari che sarebbe l'egoismo che proponi tu, rispetto all'egoismo di conservare un qualcosa di costruito insieme che vale più somma delle sue parti, ritengo valga mooolto meno.

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Questo è un assoluto, per esempio.
Perché esclude crescita, cambiamenti, differenti esigenze e tutte le altre variabili riducendo tutto a una competizione sessuale su un merito difficilmente dimostrabile.
Come puoi pensare di entrare in concorrenza con un marito in una relazione magari iniziata tanti anni prima, la cui passione è finita da tempo e che ha suggellato la stasi dell'evoluzione sessuale, evoluzione magari ripresa proprio con te sull'onda di un rinnovato interesse per l'erotismo?
Sei l'utile strumento di crescita per 40enni ormai disinteressate per stanchezza e ripetitività al coniuge, sei la novità, piacevole e stimolante, e sei probabilmente anche la risposta a qualche divagazione perversa, impossibile da confessare al padre dei loro figli, difficile da inserire in un contesto familiare, senza destabilizzare
Ma, se non ricordo male, la tua vita sessuale coniugale aveva subito un detrimento col tempo, il che comunque per me evidenzia come sia difficile contrastare la senescenza coniugale anche per chi ha un acceso interesse verso il sesso.
Che non manca neppure a me, se proprio devo dirtelo, ma non ha impedito che mia moglie provasse interesse, e non certo solo sessuale, per un altro.
Durante il corso della vita si cambia. Difficile pensare di restare legati per sempre allo stesso modo.
A volte, più semplicemente, ci si slega.
A volte, anche, si tradisce per questo.
Non provarci. Di assoluto non c'è nulla. Anche perché io sono per definizione molto più transeunte legittimo che sta lì scudato dal suo ruolo. La senescenza non c'entra nulla, ci sono vite sessuali che invecchiano benissimo. Ci sono altre partite marce ed invecchiate peggio. Sotto ogni punto di vista. Chimica, competizione, comunicazione, voglia di giocare, non solo l'interesse di default verso il sesso. Ci sono storie mai decollate avvolte del matrimonio come se fosse domopak con sopra la data di scadenza vecchie di 40 anni. Mai scartate nuove nuove.
La mia aveva subito lo stesso graduale detrimento di quando finisci in un burrone a 180 Km all'ora e nessuno arriva a salvarti. Adesso va divinamente bene con tutte, ex moglie inclusa. Anche se la gestione della figlia quando sei separato é un incubo logistico.
E poi guarda che la mia ricerca di atteggiamenti che ti rendono un perdente della grande corsa all'impollinazione del prossimo non è mica solo circoscritta al sesso. Secondo me viaggia proprio sulla gestione dell'altro. Che poi è il motivo per cui penso che un atteggiamento mentale come quello di [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] funzioni solo senza non dico figli, ma nemmeno un mutuo cointestato.

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.
Senza mettere giù il discorso figli (argomento che dichiaro apertamente che mi annoia a morte inserire nei nostri discorsi), pensiamo ad aprire assieme uno stupido chiosco di panini.
Mettiamo che il mio impegno sia in modo assolutamente sincero quello di fare tutto il necessario perché il chiosco di panini funzioni e permetta di tirar fuori uno stipendio per entrambi.
Mettiamo che il tuo impegno in modo assolutamente sincero sia fare lo stesso.
Entrambi mettiamo tempo, fatica, più un'altra quantità di fattori non quantificabili come la passione.
Mettiamoci pure che io sono molto bravo a fare i panini mentre tu hai una lungimirante ed intelligente gestione della pagina Facebook del chiosco di panini. Per merito di entrambi si crea il giusto mix, la gente compra i panini e l'attività si consolida e sale di valore.
Dopo un po' decido che Lapo Elkann tutto sommato ha ragione, e oltre a far sesso con te che sei biologicamente femmina, ingropparsi un travello ogni tanto male non fa. Tanto ciò non intacca il mio investimento di tempo e impegno nel chiosco di panini, ma so perfettamente che dall'altra parte qualora tu sapessi che a me piacciono le ragazze scodinzolanti manderesti in vacca il chiosco di panini prima ancora di mandare a fanculo il sottoscritto. Quel che è peggio per il mio sistema di valori finché mi applico con il massimo impegno per la riuscita del business condiviso non vedo perché tu dovresti lamentarti se ogni tanto esco e torno cantando Immanuel Casto.
Ora va da se che se io non voglio perdere non solo il mio investimento nel chiosco di panini, ma anche quel quid pluris che gli dà la tua intelligenza e gestione della pagina di faccialibro, mi sto zitto e, invece che dirti che vado a scoparmi delle uomE, userò qualche altra scusa più consona ai tuoi sistemi valoriali.
Ma mica perché non ti considero mia pari. Anzi. Sei fondamentale, magari più di me.
Me ne sbatto scientificamente il cazzo di trattarti in modo trasparente perché preservare l'equilibrio del chiosco di panini conta più del rispetto che ho per l'importanza della conservazione della parità delle armi. Ma pareccchio.
E onestamente, nella guerra tra i contrapposti egoismi, la pretesa di essere trattati da pari a pari che sarebbe l'egoismo che proponi tu, rispetto all'egoismo di conservare un qualcosa di costruito insieme che vale più somma delle sue parti, ritengo valga mooolto meno.

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Che estremo!! :D

L'immagine delle tigri siberiane è proprio bella in ogni caso, grazie :)

Lasciam perdere i figli, che è un livello diverso ed è uno di quei progetti che, a prescindere dalla modalità di stipula del contratto e dalle condizioni non si può semplicemente interrompere per il semplice motivo che sono coinvolti protagonisti che il contratto non l'hanno stipulato ma sono comunque coinvolti a pieno titolo.

Per quanto riguarda il resto.
Dai per scontato che in un modo o nell'altro in una coppia sarà necessario arrivare al punto in cui la comunicazione è talmente lesa da dover essere falsata per essere mantenuta.
Ed in effetti vedo pure io che è un qualcosa di parecchio diffuso.

Ma rilevo anche un'altra cosa.
Ossia si arriva lì con dei presupposti.
Non mi metto ad elencarli. Sarei ripetitiva.
E poi li sai pure tu. :)

Sono piuttosto propensa pure io a pensare che serva un alto grado di indipendenza, prima ancora che economica emotiva, per starci dentro sul lungo termine.
Ma non sono ancora così convinta che non sia possibile pervertire i parametri delle relazioni stabilendo di volta in volta le proprie regole.

E quindi, a mio rischio e pericolo, ci sto di nuovo provando. :D

Come dicevo a @Foglia, la relazione con G. è partita come una non relazione. Non era di quello che eravamo in cerca.
Non era quello che desideravamo.
E non abbiamo 20 anni, che non è un fattore di poco conto.

E' diventata una relazione progettuale sovvertendo le regole delle relazioni.
Ce le siamo riscritte.
A misura.

Ci infrangeremo?
Mah...chi lo sa.
Non mi interessa neppure moltissimo, se te la devo dire tutta.

Ho una età per cui ho sperimentato il cadere e il rialzarmi.
So che so rialzarmi.
So che so metter mano ai miei progetti, individuali e condivisi, e li so trasformare.

E so che le società si possono liquidare.

Niente è eterno. :)

Ed è questa la regola di base che in pochissimi sovvertono per davvero.
Per quel che ho potuto vedere.

Vedi, leggo, osservo...e leggo relazioni che per me sono dis-umane.
Poi l'uomo è quella bestia che si adatta a tutto, anche ad una cella al buio 2x3 e ci trova dentro qualcosa per sopravvivere.
Ma restano disumane.
L'umanità lentamente si asciuga fra gli individui coinvolti.
E, come ben descrivi, si finisce ad esser soci facendo finta di esser compagni.

G. è il mio socio e io sono sua socia.
Contrattualmente.
E poi adesso come adesso è il mio compagno.
Per questo non c'è contratto, solo regolamentazione.

Però, se te la devo dire tutta, io di mentirgli, di mentire in generale non ne ho più voglia. :)

Quindi, sia quel che sia.

Sarà l'età, ma sono in un svincolo in cui mi rendo conto fisicamente che quel che conta per davvero in una vita è la vita.
I progetti nascono e muoiono.
Cambiano.
Si riscrivono.
Ma non sono il nucleo di una vita.

Il nucleo di una vita è la vita stessa.

E non ho intenzione di vincolare la mia vita ad un progetto rendendolo centrale.
I progetti si rifanno.
Non è un problema se finiscono.
Anzi, è l'essenza stessa di un progetto la sua fine.

Il punto, che per me è piuttosto diverso da quando mi arrovellavo su come tener in vita il progetto, è che i progetti sono un prodotto. E la creatrice sono io. E la persona che è con me.
Tolti i protagonisti sono materia.
Non aggiungono e non tolgono nulla a chi io sono. E a ciò che faccio.

Non esiste stabilità.
Se esiste è semplicemente a termine.

Avrò a disposizione suppergiù ancora una 40ina d'anni...sai che palle sprecarli per correr dietro alla stabilità una volta che ho capito che è una illusione?
40 anni e dovermi inventare le storie e mentire per rimanere fedele a me? Per un progetto morto in essenza? Per 4 soldi?
Ma chi me lo fa fare?

Sono sempre più pigra :p
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tempo.
Dedicato a mia figlia, per esempio.
Decisioni, quotidiane e non.
Scelte.
Inevitabilmente le riduci.
Ma non per un altare, bensì per qualcosa a cui tengo più del resto.

Umh...mi sa che c'è qualche incomprensione terminologica.

Io il mio tempo lo investo.
Non lo sacrifico.

E sono attenta al mio investimento. E ne ho cura.

Come in ogni investimento si fanno scelte, a breve, media e lunga scadenza.

Mi sembra scontato.

Tu lo percepisci come un sacrificare?
Come un scegliere fra le cose sull'altare del maggior valore per te?
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Forse il problema e lasciare per poi cercare altro senza fermarsi un attimo cosa che denota un’incapacità a stare con se stessi o un non stare bene con se stessi
Sulle corna che nascono da una mancanza direi che sarebbe l’ideale risolvere la mancanza prima se poi le corna si vivono come integrazione
non saprei, sicuramente lasciarsi solo se si ha il sostituto/a denota un incapacità a stare soli. Soprattutto essere abituati ad avere una presenza al proprio fianco .
Alcune situazioni si accettano perché non si risolvono.
Se fosse così semplice non esisterebbe il tradimento.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.
Senza mettere giù il discorso figli (argomento che dichiaro apertamente che mi annoia a morte inserire nei nostri discorsi), pensiamo ad aprire assieme uno stupido chiosco di panini.
Mettiamo che il mio impegno sia in modo assolutamente sincero quello di fare tutto il necessario perché il chiosco di panini funzioni e permetta di tirar fuori uno stipendio per entrambi.
Mettiamo che il tuo impegno in modo assolutamente sincero sia fare lo stesso.
Entrambi mettiamo tempo, fatica, più un'altra quantità di fattori non quantificabili come la passione.
Mettiamoci pure che io sono molto bravo a fare i panini mentre tu hai una lungimirante ed intelligente gestione della pagina Facebook del chiosco di panini. Per merito di entrambi si crea il giusto mix, la gente compra i panini e l'attività si consolida e sale di valore.
Dopo un po' decido che Lapo Elkann tutto sommato ha ragione, e oltre a far sesso con te che sei biologicamente femmina, ingropparsi un travello ogni tanto male non fa. Tanto ciò non intacca il mio investimento di tempo e impegno nel chiosco di panini, ma so perfettamente che dall'altra parte qualora tu sapessi che a me piacciono le ragazze scodinzolanti manderesti in vacca il chiosco di panini prima ancora di mandare a fanculo il sottoscritto. Quel che è peggio per il mio sistema di valori finché mi applico con il massimo impegno per la riuscita del business condiviso non vedo perché tu dovresti lamentarti se ogni tanto esco e torno cantando Immanuel Casto.
Ora va da se che se io non voglio perdere non solo il mio investimento nel chiosco di panini, ma anche quel quid pluris che gli dà la tua intelligenza e gestione della pagina di faccialibro, mi sto zitto e, invece che dirti che vado a scoparmi delle uomE, userò qualche altra scusa più consona ai tuoi sistemi valoriali.
Ma mica perché non ti considero mia pari. Anzi. Sei fondamentale, magari più di me.
Me ne sbatto scientificamente il cazzo di trattarti in modo trasparente perché preservare l'equilibrio del chiosco di panini conta più del rispetto che ho per l'importanza della conservazione della parità delle armi. Ma pareccchio.
E onestamente, nella guerra tra i contrapposti egoismi, la pretesa di essere trattati da pari a pari che sarebbe l'egoismo che proponi tu, rispetto all'egoismo di conservare un qualcosa di costruito insieme che vale più somma delle sue parti, ritengo valga mooolto meno.

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Per quanto riguarda il sistema valoriale...

I desideri di G. mi incuriosiscono.
Genuinamente.
non ho preclusioni a riguardo.

Lui è genuinamente curioso dei miei.

Se mi dicesse, per usare il tuo esempio, che è incuriosito dalle uomE come le chiami, beh..la troverei una cosa interessante.
E per dirtela tutta credo che sperimentare a tutto campo non possa che fare bene.

Buh...è la sessualità a cui ti riferisci con sistema valoriale?

Io mi riferivo ad un qualcosa di più ampio e inclusivo della sessualità.
Mi riferivo alla visione e alla prospettiva del mondo. Alla posizione nel mondo.
Alla scala delle priorità nel mondo.

La sessualità è un gioco, fondamentalmente.
Il corpo è un portale. E uno strumento. (preciso, non che questo gli conferisca minore dignità...ma come giustamente sottolinei il totale è più della somma delle singole parti)

Trovo sempre più assurdo che si creda di poterci metter sopra il timbro. E creder che sia di qualcuno se non di chi lo indossa.
E trovo una vessazione il vincolarlo.
Che quel vincolo non è altro che paura e insicurezza.

Se G. si scopa una mi sta tradendo?
dipende. E non da dove infila il cazzo.

Io penso che mi stia tradendo se in quello scopare va a mettere cose che con me non hanno spazio.
E non perchè trova il suo spazio.
Ma perchè non è venuto a muso duro a farmi il mazzo sullo spazio che gli concedo.
Perchè non ha discusso dei limiti.

Credo siano veramente poche le richieste illegittime all'interno di una coppia.
Se ognuno si assume la sua responsabilità al 100% o lì intorno senza inventarsi cazzate per esser brav*.
 
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Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Tu lo percepisci/l'hai percepito così?
Come vuoto intendo?

Io, quando ho tradito, percepivo esattamente il contrario.
Ossia che i vuoti stessero scomparendo riempiti dall'ansia di riempirli.

E lì iniziavo a sentire la mancanza di me.
E non una mancanza nella coppia.

Tanto che non sono mai riuscita nè a trovare motivazioni interne alla coppia per i miei tradimenti nè a sentirmi in colpa per aver tradito.

Una coppia troppo piena mi soffoca.

E con me gli uomini che hanno quel bisogno di coppia a tutti i costi sono vittime sacrificali.
Ma questo mi vale anche nelle amicizie.

Quindi credo sia qualcosa che riguardi il mio stile relazionale più che il tradimento. O la coppia in senso stretto.
[MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION], per uomini che piegano le mutande intendi quelli che confondono l'accettare e il prendere?
E quindi sovrappongono il tenere con il trattenere?

Per me un uomo che non sa stare a mano aperta tenendomi ( non trattenendomi) è una vittima sacrificale.
Lo stesso vale per le donne.

Gli uomini che tradivano le loro donne, fondamentalmente in me venivano a cercare aria esattamente da quello.

Il non sentire costantemente attorno al collo il guinzaglio della coppia.
Il legame che che dal mio punto di vista è legaccio che trattiene e non lascia più lo spazio proprio per la scelta fra il tradire e il non tradire.

Nella mia esperienza, fra l'altro, se mi togli la possibilità di tradirti, è matematico che tradirò.
Diventa solo una questione di tempo.

Come è questione di tempo la fine della relazione.

Perchè in ogni caso tradire poi non mi basta più per uscire da quella che io percepisco come oppressione.

E se hai bisogno di me...io mi sento oppressa.
vuota di cose che mi fanno sentire bene.
Piena di richieste che non sono un armonia di coppia.
Il mio vuoto e riferito a questa sensazione che provo.
Se vado a cena in un posto particolare e tu sei col cellulare in mano a guardare cazzi e mazzi su Internet. Quello è un vuoto. Mi vuoi solo come presenza al tavolo x essere sicuro che non sono altrove. Soffocata dal vuoto , si può dire
 
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