danny
Utente di lunga data
L'età della mia.Grazie, ci voleva sta botta di vita!
A 52 anni avrò un figlio di...quanti saranno? 13? Una vecchietta vs i problemi della adolescenza. Grazie ancora Danny![]()
Io mi diverto un sacco.
L'età della mia.Grazie, ci voleva sta botta di vita!
A 52 anni avrò un figlio di...quanti saranno? 13? Una vecchietta vs i problemi della adolescenza. Grazie ancora Danny![]()
Perchè a sacrificare, nel senso che pari intendere tu non sono disposta.In tutta questa descrizione della coppia ha stabilito i limiti che tu poni nella condivisione, ma non hai assolutamente mostrato cosa sei disposta a sacrificare.
Io un'idea ce l'ho: qualsiasi progetto, come si è detto prima.
Si. Stento a considerarmi, come femmina. Paura non so. Cioè... Senz'altro esiste come componente. Ma sento in misura prevalente proprio la mancanza di voglia. La percepivo più debilitante un po' di tempo fa rispetto ad adesso. Spero che non significhi una sorta di "ritiro", sia pure limitato alle relazioni intime. Ma non mi sta causando sofferenza, al momento. Non sento mancanze. Semplicemente so che manca, nel senso che non c'è. Ma appunto non si tratta di una relazione.Può essere.
Quando ci si scotta con l'acqua calda, anche quella fredda poi tiene lontani.
Forse più che chiederti di un interesse per l'altro, potresti provare a guardare all'interesse per te come femmina.
In questo momento ti leggo molto interessata a te come madre.
E come donna che ha da ricostruire tutta una serie di sistemi di sopravvivenza.
Ma ogni cosa ha il suo tempo, se non si sta sfuggendo.
Io me lo sono chiesta spesso, se stessi fuggendo.
E quando la risposta era sì, mi obbligavo a fermarmi e a girar lo sguardo alla paura.
E me lo chiedo pure ora. Ogni tanto.
Quasi come scaramanzia. Come rito.
Di base mi sento scorrere e sento i nodi quando li incontro.
Questo mi rassicura.
L'età della mia.
Io mi diverto un sacco.
Beh....facci attenzione.Si. Stento a considerarmi, come femmina. Paura non so. Cioè... Senz'altro esiste come componente. Ma sento in misura prevalente proprio la mancanza di voglia. La percepivo più debilitante un po' di tempo fa rispetto ad adesso. Spero che non significhi una sorta di "ritiro", sia pure limitato alle relazioni intime. Ma non mi sta causando sofferenza, al momento. Non sento mancanze. Semplicemente so che manca, nel senso che non c'è. Ma appunto non si tratta di una relazione.![]()
Perchè a sacrificare, nel senso che pari intendere tu non sono disposta.
Sono disposta a mediare, a valutare, a discutere.
Sono disposta a trovare compromessi che permettano il benessere di entrambi.
Ma, tornando alla vecchiaia, sono troppo giovane per pensare al sacrificio e troppo vecchia per non sapere che la vita è una e che una volta andata non c'è ritorno.
Quell'idea parla di te, o meglio, della tua paura.
Paura che io non ho.
Io sono figlia di non separati. Non ho figli a cui temo di riproporre il copione generazionale.
E non ho una posizione interiore che mi mette in condizione di aver paura di stare da sola e di sentirmi me solo all'interno della coppia.
Ho altre menate. In compenso.
Ma quelle lì non le ho.
Una cosa non sacrificherei (nel senso che pari intendere, e che non è il significato di sacrificare, ossia render sacro) per nulla al mondo.
La mia sessualità.
Ho fatto troppa fatica a guadagnarmela. E la mia fatica è il suo valore.
Quindi tu, sull'altare della tua soddisfazione e del tuo piacere, cosa sacrifichi?Non scelgo per paura, ma per soddisfazione e piacere.
Io amo la famiglia, i bambini, i figli, le relazioni e i rapporti con le persone che durano una vita.
Credo che l'incazzatura sia finita. Beh... Proverò a riaccompagnare per mano la femmina con più attenzione. In effetti adesso le volte in cui me ne ricordo sono sempre e solo sfoghi di impulsi. Piuttosto violenti, per quanto piacevoli. Ma al di là di quello la femmina poi la archivio.Beh....facci attenzione.
La femminilità è la tua essenza.
non sei riducibile a madre o a donna. O entrambe.
Sei molto di più.
Il tuo nucleo vitale, quello dove trovi carica per tutto il resto è più sotto.
chissà...forse da qualche parte sei incazzata con la femmina che si è fatta fottere...ascolta.
La relazione, la relazione col maschio, senza la femmina, la vedo dura.
ti credo che non ti manca
Ma il punto non è la relazione col maschio.
Il punto è la relazione con la femmina.
Quella che si gusta il nucleo pulsante e il suo potere di dare vita.
E si concede a quel potere.
A prescindere dal maschio. Che è un valore aggiunto.
Ma non è sicuramente il centro.
Prova a lasciarti accompagnare dalla femmina e a fidarti di Lei.Credo che l'incazzatura sia finita. Beh... Proverò a riaccompagnare per mano la femmina con più attenzione. In effetti adesso le volte in cui me ne ricordo sono sempre e solo sfoghi di impulsi. Piuttosto violenti, per quanto piacevoli. Ma al di là di quello la femmina poi la archivio.
Proverò. Anche se la sento un po' sfuggenteProva a lasciarti accompagnare dalla femmina e a fidarti di Lei.![]()
Eh...chissà chi sfuggeProverò. Anche se la sento un po' sfuggente
Buona notte e grazie![]()
Tempo.Quindi tu, sull'altare della tua soddisfazione e del tuo piacere, cosa sacrifichi?
Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.Perché non la vedi fattibile nell'ottica di una progettualità?
Cos'è che te la manda fuori prospettiva ?
Non provarci. Di assoluto non c'è nulla. Anche perché io sono per definizione molto più transeunte legittimo che sta lì scudato dal suo ruolo. La senescenza non c'entra nulla, ci sono vite sessuali che invecchiano benissimo. Ci sono altre partite marce ed invecchiate peggio. Sotto ogni punto di vista. Chimica, competizione, comunicazione, voglia di giocare, non solo l'interesse di default verso il sesso. Ci sono storie mai decollate avvolte del matrimonio come se fosse domopak con sopra la data di scadenza vecchie di 40 anni. Mai scartate nuove nuove.Questo è un assoluto, per esempio.
Perché esclude crescita, cambiamenti, differenti esigenze e tutte le altre variabili riducendo tutto a una competizione sessuale su un merito difficilmente dimostrabile.
Come puoi pensare di entrare in concorrenza con un marito in una relazione magari iniziata tanti anni prima, la cui passione è finita da tempo e che ha suggellato la stasi dell'evoluzione sessuale, evoluzione magari ripresa proprio con te sull'onda di un rinnovato interesse per l'erotismo?
Sei l'utile strumento di crescita per 40enni ormai disinteressate per stanchezza e ripetitività al coniuge, sei la novità, piacevole e stimolante, e sei probabilmente anche la risposta a qualche divagazione perversa, impossibile da confessare al padre dei loro figli, difficile da inserire in un contesto familiare, senza destabilizzare
Ma, se non ricordo male, la tua vita sessuale coniugale aveva subito un detrimento col tempo, il che comunque per me evidenzia come sia difficile contrastare la senescenza coniugale anche per chi ha un acceso interesse verso il sesso.
Che non manca neppure a me, se proprio devo dirtelo, ma non ha impedito che mia moglie provasse interesse, e non certo solo sessuale, per un altro.
Durante il corso della vita si cambia. Difficile pensare di restare legati per sempre allo stesso modo.
A volte, più semplicemente, ci si slega.
A volte, anche, si tradisce per questo.
Che estremo!!Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.
Senza mettere giù il discorso figli (argomento che dichiaro apertamente che mi annoia a morte inserire nei nostri discorsi), pensiamo ad aprire assieme uno stupido chiosco di panini.
Mettiamo che il mio impegno sia in modo assolutamente sincero quello di fare tutto il necessario perché il chiosco di panini funzioni e permetta di tirar fuori uno stipendio per entrambi.
Mettiamo che il tuo impegno in modo assolutamente sincero sia fare lo stesso.
Entrambi mettiamo tempo, fatica, più un'altra quantità di fattori non quantificabili come la passione.
Mettiamoci pure che io sono molto bravo a fare i panini mentre tu hai una lungimirante ed intelligente gestione della pagina Facebook del chiosco di panini. Per merito di entrambi si crea il giusto mix, la gente compra i panini e l'attività si consolida e sale di valore.
Dopo un po' decido che Lapo Elkann tutto sommato ha ragione, e oltre a far sesso con te che sei biologicamente femmina, ingropparsi un travello ogni tanto male non fa. Tanto ciò non intacca il mio investimento di tempo e impegno nel chiosco di panini, ma so perfettamente che dall'altra parte qualora tu sapessi che a me piacciono le ragazze scodinzolanti manderesti in vacca il chiosco di panini prima ancora di mandare a fanculo il sottoscritto. Quel che è peggio per il mio sistema di valori finché mi applico con il massimo impegno per la riuscita del business condiviso non vedo perché tu dovresti lamentarti se ogni tanto esco e torno cantando Immanuel Casto.
Ora va da se che se io non voglio perdere non solo il mio investimento nel chiosco di panini, ma anche quel quid pluris che gli dà la tua intelligenza e gestione della pagina di faccialibro, mi sto zitto e, invece che dirti che vado a scoparmi delle uomE, userò qualche altra scusa più consona ai tuoi sistemi valoriali.
Ma mica perché non ti considero mia pari. Anzi. Sei fondamentale, magari più di me.
Me ne sbatto scientificamente il cazzo di trattarti in modo trasparente perché preservare l'equilibrio del chiosco di panini conta più del rispetto che ho per l'importanza della conservazione della parità delle armi. Ma pareccchio.
E onestamente, nella guerra tra i contrapposti egoismi, la pretesa di essere trattati da pari a pari che sarebbe l'egoismo che proponi tu, rispetto all'egoismo di conservare un qualcosa di costruito insieme che vale più somma delle sue parti, ritengo valga mooolto meno.
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Tempo.
Dedicato a mia figlia, per esempio.
Decisioni, quotidiane e non.
Scelte.
Inevitabilmente le riduci.
Ma non per un altare, bensì per qualcosa a cui tengo più del resto.
non saprei, sicuramente lasciarsi solo se si ha il sostituto/a denota un incapacità a stare soli. Soprattutto essere abituati ad avere una presenza al proprio fianco .Forse il problema e lasciare per poi cercare altro senza fermarsi un attimo cosa che denota un’incapacità a stare con se stessi o un non stare bene con se stessi
Sulle corna che nascono da una mancanza direi che sarebbe l’ideale risolvere la mancanza prima se poi le corna si vivono come integrazione
vero per entrambi i casi.Dipende quanto pesa la persona nell'economia della tua vita. E quanto ti ha allontanato da te stesso.
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Per quanto riguarda il sistema valoriale...Perché se la tua idea di progetto relazionale é quella di due splendide Tigri siberiane che vivono la vita solitaria e si vedono solo per accoppiarsi, ognuno magnifico nella sua unicità, va bene, finché non decidi di fare dei sacrifici. Che sono degli investimenti nei quali io metto me stesso a condizione che tu faccia lo stesso.
Senza mettere giù il discorso figli (argomento che dichiaro apertamente che mi annoia a morte inserire nei nostri discorsi), pensiamo ad aprire assieme uno stupido chiosco di panini.
Mettiamo che il mio impegno sia in modo assolutamente sincero quello di fare tutto il necessario perché il chiosco di panini funzioni e permetta di tirar fuori uno stipendio per entrambi.
Mettiamo che il tuo impegno in modo assolutamente sincero sia fare lo stesso.
Entrambi mettiamo tempo, fatica, più un'altra quantità di fattori non quantificabili come la passione.
Mettiamoci pure che io sono molto bravo a fare i panini mentre tu hai una lungimirante ed intelligente gestione della pagina Facebook del chiosco di panini. Per merito di entrambi si crea il giusto mix, la gente compra i panini e l'attività si consolida e sale di valore.
Dopo un po' decido che Lapo Elkann tutto sommato ha ragione, e oltre a far sesso con te che sei biologicamente femmina, ingropparsi un travello ogni tanto male non fa. Tanto ciò non intacca il mio investimento di tempo e impegno nel chiosco di panini, ma so perfettamente che dall'altra parte qualora tu sapessi che a me piacciono le ragazze scodinzolanti manderesti in vacca il chiosco di panini prima ancora di mandare a fanculo il sottoscritto. Quel che è peggio per il mio sistema di valori finché mi applico con il massimo impegno per la riuscita del business condiviso non vedo perché tu dovresti lamentarti se ogni tanto esco e torno cantando Immanuel Casto.
Ora va da se che se io non voglio perdere non solo il mio investimento nel chiosco di panini, ma anche quel quid pluris che gli dà la tua intelligenza e gestione della pagina di faccialibro, mi sto zitto e, invece che dirti che vado a scoparmi delle uomE, userò qualche altra scusa più consona ai tuoi sistemi valoriali.
Ma mica perché non ti considero mia pari. Anzi. Sei fondamentale, magari più di me.
Me ne sbatto scientificamente il cazzo di trattarti in modo trasparente perché preservare l'equilibrio del chiosco di panini conta più del rispetto che ho per l'importanza della conservazione della parità delle armi. Ma pareccchio.
E onestamente, nella guerra tra i contrapposti egoismi, la pretesa di essere trattati da pari a pari che sarebbe l'egoismo che proponi tu, rispetto all'egoismo di conservare un qualcosa di costruito insieme che vale più somma delle sue parti, ritengo valga mooolto meno.
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vuota di cose che mi fanno sentire bene.Tu lo percepisci/l'hai percepito così?
Come vuoto intendo?
Io, quando ho tradito, percepivo esattamente il contrario.
Ossia che i vuoti stessero scomparendo riempiti dall'ansia di riempirli.
E lì iniziavo a sentire la mancanza di me.
E non una mancanza nella coppia.
Tanto che non sono mai riuscita nè a trovare motivazioni interne alla coppia per i miei tradimenti nè a sentirmi in colpa per aver tradito.
Una coppia troppo piena mi soffoca.
E con me gli uomini che hanno quel bisogno di coppia a tutti i costi sono vittime sacrificali.
Ma questo mi vale anche nelle amicizie.
Quindi credo sia qualcosa che riguardi il mio stile relazionale più che il tradimento. O la coppia in senso stretto.
[MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION], per uomini che piegano le mutande intendi quelli che confondono l'accettare e il prendere?
E quindi sovrappongono il tenere con il trattenere?
Per me un uomo che non sa stare a mano aperta tenendomi ( non trattenendomi) è una vittima sacrificale.
Lo stesso vale per le donne.
Gli uomini che tradivano le loro donne, fondamentalmente in me venivano a cercare aria esattamente da quello.
Il non sentire costantemente attorno al collo il guinzaglio della coppia.
Il legame che che dal mio punto di vista è legaccio che trattiene e non lascia più lo spazio proprio per la scelta fra il tradire e il non tradire.
Nella mia esperienza, fra l'altro, se mi togli la possibilità di tradirti, è matematico che tradirò.
Diventa solo una questione di tempo.
Come è questione di tempo la fine della relazione.
Perchè in ogni caso tradire poi non mi basta più per uscire da quella che io percepisco come oppressione.
E se hai bisogno di me...io mi sento oppressa.