Evitiamo slogan, per favore.

Brunetta

Utente di lunga data
È recente la notizia dell’ennesima sparatoria in una scuola negli Stati Uniti. 6 bambini uccisi e 3 adulti.
Parlo al maschile sovraesteso perché in italiano si parla così e ci capiamo benissimo. Del resto ci interessa che siano morte nove persone e, non conoscendole, non è rilevante se fossero maschi o femmine. Così come, quando leggiamo le vittime della Seconda guerra mondiale o di un incidente a catena, non distinguiamo tra uomini e donne.
Ma la notizia di questa sparatoria è stata data con grande confusione perché non era chiaro se la persona che aveva sparato fosse uomo o donna, donna che avrebbe voluto essere uomo o viceversa e se il no,è Audrey Elizabeth fosse quello anagrafico o quello desiderato.
Al di là che il fatto grave e realmente importante resta la possibilità per chiunque negli Stati Uniti di farsi un arsenale, mi ha colpito l’impegno dei giornali, anche italiani, di non offendere l’identità di genere di una assassina di bambini e adulti.
Ma poi l’impegno è diventato anche quello di non rilevare che i disturbi psichiatrici di chi fa una strage degli innocenti comprendevano in questo caso anche la mancanza di una identità sicura anche rispetto al proprio genere.
Leggo oggi l’articolo della Soncini (sì @Marjanna la leggo sempre) in cui osa considerare la disforia di genere un problema psichiatrico.
Sicuramente questo susciterà a lei polemiche infinite, di cui è certamente consapevole e che probabilmente sta cercando perché utili alle vendite.
Ma uno degli elementi cardine per valutare la sanità mentale di una persona è il riconoscimento dei dati di realtà. È la realtà è ciò che concretamente vediamo e viviamo. Non è realtà ciò che ci passa per la testa, altrimenti sarei fidanzata con Luca Argentero e lui non dovrebbe azzardarsi a negare ciò che io sento.
Ma questa idiozia di considerare reale ciò che si pensa, non la pretendiamo tutti per alcune cose?
Cioè siamo sicuri di non pretendere anche noi di volere che sia realtà ciò che vogliamo?
 

Brunetta

Utente di lunga data

spleen

utente ?
È recente la notizia dell’ennesima sparatoria in una scuola negli Stati Uniti. 6 bambini uccisi e 3 adulti.
Parlo al maschile sovraesteso perché in italiano si parla così e ci capiamo benissimo. Del resto ci interessa che siano morte nove persone e, non conoscendole, non è rilevante se fossero maschi o femmine. Così come, quando leggiamo le vittime della Seconda guerra mondiale o di un incidente a catena, non distinguiamo tra uomini e donne.
Ma la notizia di questa sparatoria è stata data con grande confusione perché non era chiaro se la persona che aveva sparato fosse uomo o donna, donna che avrebbe voluto essere uomo o viceversa e se il no,è Audrey Elizabeth fosse quello anagrafico o quello desiderato.
Al di là che il fatto grave e realmente importante resta la possibilità per chiunque negli Stati Uniti di farsi un arsenale, mi ha colpito l’impegno dei giornali, anche italiani, di non offendere l’identità di genere di una assassina di bambini e adulti.
Ma poi l’impegno è diventato anche quello di non rilevare che i disturbi psichiatrici di chi fa una strage degli innocenti comprendevano in questo caso anche la mancanza di una identità sicura anche rispetto al proprio genere.
Leggo oggi l’articolo della Soncini (sì @Marjanna la leggo sempre) in cui osa considerare la disforia di genere un problema psichiatrico.
Sicuramente questo susciterà a lei polemiche infinite, di cui è certamente consapevole e che probabilmente sta cercando perché utili alle vendite.
Ma uno degli elementi cardine per valutare la sanità mentale di una persona è il riconoscimento dei dati di realtà. È la realtà è ciò che concretamente vediamo e viviamo. Non è realtà ciò che ci passa per la testa, altrimenti sarei fidanzata con Luca Argentero e lui non dovrebbe azzardarsi a negare ciò che io sento.
Ma questa idiozia di considerare reale ciò che si pensa, non la pretendiamo tutti per alcune cose?
Cioè siamo sicuri di non pretendere anche noi di volere che sia realtà ciò che vogliamo?
Poi ti rispondo se posso con più argomentazioni.
Il primo dato saliente è tuttavia che non disponiamo della "realtà" in quanto tale ma della nostra interpretazione della realtà.
Il primo problema è che riteniamo la nostra interpretazione assoluta e cerchiamo in ogni modo di avvalorarlo con ideologie.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Poi ti rispondo se posso con più argomentazioni.
Il primo dato saliente è tuttavia che non disponiamo della "realtà" in quanto tale ma della nostra interpretazione della realtà.
Il primo problema è che riteniamo la nostra interpretazione assoluta e cerchiamo in ogni modo di avvalorarlo con ideologie.
E no. Se nelle mutande c’è un organo sessuale o un altro è realtà.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non sto negando questo. Rileggi quello che ho scritto.
Ho letto.
Ma “non disponiamo della "realtà" in quanto tale ma della nostra interpretazione della realtà” avvalora tante...interpretazioni.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Marjanna

Utente di lunga data
È recente la notizia dell’ennesima sparatoria in una scuola negli Stati Uniti. 6 bambini uccisi e 3 adulti.
Parlo al maschile sovraesteso perché in italiano si parla così e ci capiamo benissimo. Del resto ci interessa che siano morte nove persone e, non conoscendole, non è rilevante se fossero maschi o femmine. Così come, quando leggiamo le vittime della Seconda guerra mondiale o di un incidente a catena, non distinguiamo tra uomini e donne.
Ma la notizia di questa sparatoria è stata data con grande confusione perché non era chiaro se la persona che aveva sparato fosse uomo o donna, donna che avrebbe voluto essere uomo o viceversa e se il no,è Audrey Elizabeth fosse quello anagrafico o quello desiderato.
Al di là che il fatto grave e realmente importante resta la possibilità per chiunque negli Stati Uniti di farsi un arsenale, mi ha colpito l’impegno dei giornali, anche italiani, di non offendere l’identità di genere di una assassina di bambini e adulti.
Ma poi l’impegno è diventato anche quello di non rilevare che i disturbi psichiatrici di chi fa una strage degli innocenti comprendevano in questo caso anche la mancanza di una identità sicura anche rispetto al proprio genere.
Leggo oggi l’articolo della Soncini (sì @Marjanna la leggo sempre) in cui osa considerare la disforia di genere un problema psichiatrico.
Sicuramente questo susciterà a lei polemiche infinite, di cui è certamente consapevole e che probabilmente sta cercando perché utili alle vendite.
Ma uno degli elementi cardine per valutare la sanità mentale di una persona è il riconoscimento dei dati di realtà. È la realtà è ciò che concretamente vediamo e viviamo. Non è realtà ciò che ci passa per la testa, altrimenti sarei fidanzata con Luca Argentero e lui non dovrebbe azzardarsi a negare ciò che io sento.
Ma questa idiozia di considerare reale ciò che si pensa, non la pretendiamo tutti per alcune cose?
Cioè siamo sicuri di non pretendere anche noi di volere che sia realtà ciò che vogliamo?
L’articolo della Soncini magari lo leggo in un altro momento. Leggendo quanto scrivi mi pare tu abbia già colto l’utile alle vendite.
Noi nasciamo in un contesto comunitario che chiamiamo realtà. Per te è reale che non si venga a tirare sacchi di immondizia dentro casa tua. Presumo tu non ti sia mai fermata a valutare che qualcuno possa gettare immondizia a casa tua. Non lo consideri reale, dove reale prende il nome di una eventualità possibile. Eppure ti sarà capitato di sentire riportata la voce di qualche diverbio per briciole sbattute da una tovaglia.
La nostra realtà, di scimmie, ha tanti livelli, e può cambiare nel corso del tempo.
La realtà è quella della natura, quella che detta la natura. Se nasci con il pisello, sei un uomo.
Di notte si dorme, perchè è buio. Noi non siamo animali notturni. Adesso possiamo vivere, e fare cose anche di notte. Ma se parlavi a mia nonna, per lei fare cose di notte, era inconcepibile.
Più ci si allontana dalla natura, più tutto diventa quasi una realtà sfumata. Prendi un gruppo di persone, e falle camminare per ore in salita, magari hanno idee totalmente diverse di realtà, vedrai che quando arrivano al rifugio la loro idea di realtà si sarà avvicinata.
 

Brunetta

Utente di lunga data
L’articolo della Soncini magari lo leggo in un altro momento. Leggendo quanto scrivi mi pare tu abbia già colto l’utile alle vendite.
Noi nasciamo in un contesto comunitario che chiamiamo realtà. Per te è reale che non si venga a tirare sacchi di immondizia dentro casa tua. Presumo tu non ti sia mai fermata a valutare che qualcuno possa gettare immondizia a casa tua. Non lo consideri reale, dove reale prende il nome di una eventualità possibile. Eppure ti sarà capitato di sentire riportata la voce di qualche diverbio per briciole sbattute da una tovaglia.
La nostra realtà, di scimmie, ha tanti livelli, e può cambiare nel corso del tempo.
La realtà è quella della natura, quella che detta la natura. Se nasci con il pisello, sei un uomo.
Di notte si dorme, perchè è buio. Noi non siamo animali notturni. Adesso possiamo vivere, e fare cose anche di notte. Ma se parlavi a mia nonna, per lei fare cose di notte, era inconcepibile.
Più ci si allontana dalla natura, più tutto diventa quasi una realtà sfumata. Prendi un gruppo di persone, e falle camminare per ore in salita, magari hanno idee totalmente diverse di realtà, vedrai che quando arrivano al rifugio la loro idea di realtà si sarà avvicinata.
Però tu hai buttato dentro la spazzatura 😉. Dove conferire l’immondizia è una questione di educazione ed organizzazione, in modo impreciso potremmo definirlo sovrastruttura.
Ma l’identità individuale e collettiva sono cose diverse dalla organizzazione e pure tua nonna trovava normale che i panettieri lavorassero di notte.
Provare attrazione sessuale per persone del proprio sesso o del sesso opposto (ho volontariamente invertito l’ordine rispetto alla normalità, ovvero a ciò che è più diffuso) non dipende dalla volontà, lo so bene da etero.
Ma dire che il mio corpo è sbagliato dando priorità al mio pensiero sulla realtà del mio corpo è negare una realtà concreta.
So benissimo che è una cosa che è stata derubricata dai disturbi psichiatrici, guarda caso insieme alla produzione di farmaci che possono modificare il corpo, ma il principio è che l‘individuo deve decidere liberamente senza vincoli ciò che riguarda se stesso.
Quindi un principio di totale libertà dell’individuo.
Forse questo principio lo applichiamo anche noi per altri aspetti?
Forse anche noi vogliamo che la realtà si pieghi ai nostri desideri?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Niente esempi concreti quindi, come al solito. Tanto bla bla bla, poca sostanza.
L’esempio è l’autodeterminazione del sesso di appartenenza, al di là della realtà del corpo.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
L’esempio è l’autodeterminazione del sesso di appartenenza, al di là della realtà del corpo.
Il sesso di appartenenza è quello che è alla nascita. Cosa c’è da vedere di diverso? L’ho scritto anche nel post del trans che ho portato in auto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il sesso di appartenenza è quello che è alla nascita. Cosa c’è da vedere di diverso? L’ho scritto anche nel post del trans che ho portato in auto.
Cercavo di andare oltre.
 

spleen

utente ?
Ho letto.
Ma “non disponiamo della "realtà" in quanto tale ma della nostra interpretazione della realtà” avvalora tante...interpretazioni.
La cosa è per me piuttosto articolata.

Sarebbe piuttosto arrogante pensare di avere in mano la chiave corretta per interpretare quello che vediamo, sentiamo, udiamo secondo canoni culturali (i nostri) ritenendoli assoluti, non credi?

La scienza stessa è una interpretazione umana (rigorosa perlomeno) di quello che osserviamo. Storicamente, ad esempio, si pensava in un certo periodo di tempo che la terra fosse piatta, poi si è scoperto il contrario e a parte una ristretta (ma neanche tanto ristretta) minoranza di imbecilli, ciò è diventato patrimonio culturale comune. Gli esempi potrebbero continuare, la teoria della relatività ci ha fornito letteralmente una nuova visione della fisica, la quantistica della luce e della materia e via discorrendo. Ma non abbiamo capito tutto, a noi sfugge continuamente il “senso” delle cose ed il loro significato nel contesto. La scienza non è attrezzata per questo, deve rispondere a come funzionano.

Per tornare a bomba attualmente cosa sappiamo?

Sappiamo che noi come i mammiferi nasciamo con un corredo genetico definito da un sesso biologico definito da coppie di cromosomi diversi. (XX – XY)

Sappiamo che la “Natura” ogni tanto gioca alcuni scherzetti, perciò ogni tanto nasce un ermafrodita. Più spesso qualcuno sente di trovarsi nel corpo sbagliato.

E’ una situazione di disagio? Si sicuramente. Patologico? Non ne so abbastanza, ma penso nessuno, a parte in casi conclamati come quello che hai citato, lo sappia con certezza.

Hanno queste persone uguale dignità delle altre? Per me si.

Hanno queste persone il diritto di modificare il proprio corpo verso quello che si sentono? Potrebbe per me essere accettabile.

Hanno queste persone il diritto di essere chiamati individualmente con un nome diverso? Ok, a me non fa né caldo né freddo.

Hanno queste persone il diritto di essere chiamate collettivamente col sesso che desiderano essere? Per me no. Per me devono essere chiamate per quello che per me sono: Transessuali, per quanto scritto sopra. Le donne oltre ai genitali ed i cromosomi, hanno anche l’utero, per questo la Rowling fu crocefissa dai talebani del nuovo politicamente corretto.

Posto che da sempre, per una reale uguaglianza delle persone, sono contrario a qualsiasi creazione di riserve indiane, quote rosa, quote arcobaleno e quant’altro, riporto una frase che lo psicologo canadese, di idee controverse, Peterson, diede alla domande sul perché fosse contrario a definire un transessuale vera donna:

-Definisca vera donna.-

Immagino, e la penso come lui, che non basti "sentirlo" e su questo mi riaggancio a quello che hai detto, però attenzione a come osserviamo la realtà agganciandolo a quello che pensiamo sia giusto e buono.
Questo dico.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Cercavo di andare oltre.
Oltre cosa? C’è un oltre? Che dice Marianna? Segui la natura. Se nasci col bigolo sei maschio. Ti senti femmina? Rimarrai un maschio che si sente femmina. Avevo una collega, che una volta si chiamava Marco. ha cambiato sesso perché si sentiva femmina. Oggi da vedersi è un pastrocchio unico. Oltre a tutte le medicine che prende. Si vede che quello che voleva doveva diventare per forza realtà. Solo che ora non è più né carne né pesce.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La cosa è per me piuttosto articolata.

Sarebbe piuttosto arrogante pensare di avere in mano la chiave corretta per interpretare quello che vediamo, sentiamo, udiamo secondo canoni culturali (i nostri) ritenendoli assoluti, non credi?

La scienza stessa è una interpretazione umana (rigorosa perlomeno) di quello che osserviamo. Storicamente, ad esempio, si pensava in un certo periodo di tempo che la terra fosse piatta, poi si è scoperto il contrario e a parte una ristretta (ma neanche tanto ristretta) minoranza di imbecilli, ciò è diventato patrimonio culturale comune. Gli esempi potrebbero continuare, la teoria della relatività ci ha fornito letteralmente una nuova visione della fisica, la quantistica della luce e della materia e via discorrendo. Ma non abbiamo capito tutto, a noi sfugge continuamente il “senso” delle cose ed il loro significato nel contesto. La scienza non è attrezzata per questo, deve rispondere a come funzionano.

Per tornare a bomba attualmente cosa sappiamo?

Sappiamo che noi come i mammiferi nasciamo con un corredo genetico definito da un sesso biologico definito da coppie di cromosomi diversi. (XX – XY)

Sappiamo che la “Natura” ogni tanto gioca alcuni scherzetti, perciò ogni tanto nasce un ermafrodita. Più spesso qualcuno sente di trovarsi nel corpo sbagliato.

E’ una situazione di disagio? Si sicuramente. Patologico? Non ne so abbastanza, ma penso nessuno, a parte in casi conclamati come quello che hai citato, lo sappia con certezza.

Hanno queste persone uguale dignità delle altre? Per me si.

Hanno queste persone il diritto di modificare il proprio corpo verso quello che si sentono? Potrebbe per me essere accettabile.

Hanno queste persone il diritto di essere chiamati individualmente con un nome diverso? Ok, a me non fa né caldo né freddo.

Hanno queste persone il diritto di essere chiamate collettivamente col sesso che desiderano essere? Per me no. Per me devono essere chiamate per quello che per me sono: Transessuali, per quanto scritto sopra. Le donne oltre ai genitali ed i cromosomi, hanno anche l’utero, per questo la Rowling fu crocefissa dai talebani del nuovo politicamente corretto.

Posto che da sempre, per una reale uguaglianza delle persone, sono contrario a qualsiasi creazione di riserve indiane, quote rosa, quote arcobaleno e quant’altro, riporto una frase che lo psicologo canadese, di idee controverse, Peterson, diede alla domande sul perché fosse contrario a definire un transessuale vera donna:

-Definisca vera donna.-

Immagino, e la penso come lui, che non basti "sentirlo" e su questo mi riaggancio a quello che hai detto, però attenzione a come osserviamo la realtà agganciandolo a quello che pensiamo sia giusto e buono.
Questo dico.
Hai messo dentro tante cose.
Alcune, come la fisica, per me fuori tema.
Gli esseri umani hanno due gambe, due braccia, due occhi, due orecchie, una bocca e così via. L’eccezione di chi nasce senza arti, o lo diventa per amputazione, oppure occhi, orecchie o reni non cambia il fatto che si tratti di anomalie che non tolgono l’appartenenza al genere umano, ma anomalie restano. Questo per quanto riguarda l’esistenza di anomalie degli organi sessuali o di altro tipo come la sindrome di Morris. https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_insensibilità_agli_androgeni

Il punto, temo di non essere stata chiara, che si tratta di onnipotenza della mente a cui si pensa i poter modificare il corpo.
Questo fa parte di un pacchetto liberista secondo il liberismo ciò che è possibile si deve poter fare senza “ideologia “ cosa che significa non solo senza etica, ma senza rispetto del principio di realtà.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Oltre cosa? C’è un oltre? Che dice Marianna? Segui la natura. Se nasci col bigolo sei maschio. Ti senti femmina? Rimarrai un maschio che si sente femmina. Avevo una collega, che una volta si chiamava Marco. ha cambiato sesso perché si sentiva femmina. Oggi da vedersi è un pastrocchio unico. Oltre a tutte le medicine che prende. Si vede che quello che voleva doveva diventare per forza realtà. Solo che ora non è più né carne né pesce.
Ma Marco è diventata “Marcolina” perché è possibile medicalmente somministrare ormoni, impiantare seni, amputare gonadi e la classe medica pensa che sia giusto fare ciò che si può fare.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Però tu hai buttato dentro la spazzatura 😉. Dove conferire l’immondizia è una questione di educazione ed organizzazione, in modo impreciso potremmo definirlo sovrastruttura.
Ma l’identità individuale e collettiva sono cose diverse dalla organizzazione e pure tua nonna trovava normale che i panettieri lavorassero di notte.
Provare attrazione sessuale per persone del proprio sesso o del sesso opposto (ho volontariamente invertito l’ordine rispetto alla normalità, ovvero a ciò che è più diffuso) non dipende dalla volontà, lo so bene da etero.
Ma dire che il mio corpo è sbagliato dando priorità al mio pensiero sulla realtà del mio corpo è negare una realtà concreta.
So benissimo che è una cosa che è stata derubricata dai disturbi psichiatrici, guarda caso insieme alla produzione di farmaci che possono modificare il corpo, ma il principio è che l‘individuo deve decidere liberamente senza vincoli ciò che riguarda se stesso.
Quindi un principio di totale libertà dell’individuo.
Forse questo principio lo applichiamo anche noi per altri aspetti?
Forse anche noi vogliamo che la realtà si pieghi ai nostri desideri?
Mi pareva di aver già scritto cosa ne pensavo. Hanno capito che dietro ci può essere un grande business.

Avevo apprezzato il film "Le fate ignoranti", quando era uscito, quel senso di famiglia allargata, di comunità che si aiutava a fronte di diversità e debolezze, fino alla malattia.
Poi vedendo alcune cose di realtà omosessuali, ho capito che anche in quelle stesse comunità, quello più debole, più fragile viene sfruttato da altri.

Io non ci starei a far tante questioni sopra. Se vuoi ti chiamo Gianni, frega meno di zero.
Il fatto è che una persona può anche sentirsi diversa dall’idea del sesso a cui appartiene, ma il cervello non sarà esattamente quello di una persona di sesso opposto.
Uomini omosessuali che ho conosciuto, hanno un cervello molto maschile.
 

spleen

utente ?
Il punto, temo di non essere stata chiara, che si tratta di onnipotenza della mente a cui si pensa i poter modificare il corpo.
Questo fa parte di un pacchetto liberista secondo il liberismo ciò che è possibile si deve poter fare senza “ideologia “ cosa che significa non solo senza etica, ma senza rispetto del principio di realtà.
Ho fatto l'esempio della fisica, perchè si occupa della realtà in quanto tale.
Credo comunque di aver capito dove vuoi andare a parare, condivido, ho solo qualche remora nell'avvallare il tutto come liberismo puro (che non esiste). Lo definirei piuttosto come radicalismo sociale a base plutocratica.
Al quale, appartiene, giusto per parlare dell'aspetto etico, l'utero in affitto, che sfonda ampiamente la barriera dell' eugenetica. ( Se ne rendono conto a sinistra?).
Sul fatto di piegare la realtà ai propri desideri, mi rendo conto che la società e le persone sono sempre meno atrezzate per accettarsi e per accettare quello che succede.
Ciascuno ha avuto delusioni amorose, sempre più persone le risolvono a colpi di pistola.
 
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