Decidere di restare vorrebbe dire, con grande probabilità, vivere eterni giorni della marmotta, non solo nella propria mente relativamente alla storia passata ma anche a episodi futuri che, nei momenti di difficoltà / debolezza , lei ha dimostrato di affrontare in questo modo ed esiste anche un background di esperienze familiari che spiega (parzialmente, l'individuo ha sempre possibilità' di scelta) questo meccanismo.
Cambiare e' possibile, oggi si pensa che il cervello mantenga per tutta la vita la capacità di modificare le sue connessioni nervose in risposta all'esperienza, all'apprendimento o alla necessità di compensare danni. Quindi il cambiamento e' sempre possibile (e sempre in atto), ma interrompere un circolo non e' cosa facile e richiede tanto sforzo che non e' detto lei sia in grado di fare, ne' che lo voglia.
Inoltre io potrei non volere o essere in grado di supportare / sopportare questo percorso e lo sforzo che implicherebbe per me.
Chiudere e rifarsi una vita senza di lei e' sicuramente la scelta più' facile e probabilmente più' corretta.
Penso che razionalmente non possano esserci dubbi su questo, purtroppo o per fortuna ci sono anche i sentimenti pero'..
Il tempo darà le riposte che (mi) mancano.
I comportamenti umani hanno sempre un tasso di imprevedibilità che sfugge a qualsiasi logica comportamentale.
Non sempre puoi interpretare i comportamenti altrui con certezza; in realtà, il più delle volte ciò che comprendi sono solo delle approssimazioni, con un grado di attendibilità problematica perché partono dalle tue categorie mentali e capacità interpretative. Aggiungiamoci contesti educativi, sociali, ecc. diversi e le possibilità di comprensione diminuiscono.
Probabilmente, non tutte le infedeltà hanno delle spiegazioni che possono essere comprese o spiegate in modo esauriente, per tante barriere psicologiche ed anche culturali. Bisogna accettare che esiste l'apparente inspiegabile ed è inutile porsi troppe domande, tanto le risposte date dal partner traditore con grande probabilità non sono vere e quelle che ti dai da solo non sono attendibili.
Piuttosto, direi che si tratta di valutare quali sono le conseguenze per te in termini di convenienza (non è un termine svilente, comporta abbozzare un nuovo stile di vita).
Assolutamente, e' un elemento in più sul percorso della comprensione e dell'accettazione, non una giustificazione.
Decidere di restare vorrebbe dire, con grande probabilità, vivere eterni giorni della marmotta, non solo nella propria mente relativamente alla storia passata ma anche a episodi futuri che, nei momenti di difficoltà / debolezza , lei ha dimostrato di affrontare in questo modo ed esiste anche un background di esperienze familiari che spiega (parzialmente, l'individuo ha sempre possibilità' di scelta) questo meccanismo.
Cambiare e' possibile, oggi si pensa che il cervello mantenga per tutta la vita la capacità di modificare le sue connessioni nervose in risposta all'esperienza, all'apprendimento o alla necessità di compensare danni. Quindi il cambiamento e' sempre possibile (e sempre in atto), ma interrompere un circolo non e' cosa facile e richiede tanto sforzo che non e' detto lei sia in grado di fare, ne' che lo voglia.
Inoltre io potrei non volere o essere in grado di supportare / sopportare questo percorso e lo sforzo che implicherebbe per me.
Chiudere e rifarsi una vita senza di lei e' sicuramente la scelta più' facile e probabilmente più' corretta.
Penso che razionalmente non possano esserci dubbi su questo, purtroppo o per fortuna ci sono anche i sentimenti pero'..
Il tempo darà le riposte che (mi) mancano.
Guarda, secondo me, per come conosco lei e me, la chiave di volta non e' stato il sesso.
Ne' il termine di paragone in senso stretto (che lei ha gia' avuto).
Ma l'avere provato interesse e attrazione per questa persona, cosi diversa.
Sai che se fosse stato il sesso, sarei sollevato: stupito si, magari un po' ferito visto il gap di eta', ma non faticherei ad accettarlo (poi e' una cosa abbastanza semplice sulla quale migliorarsi rispetto a tante altre).
Spero davvero di saperlo con certezza un giorno, anche se mi sembra di capire che la mentalità' più' comune sia di mentire su questo aspetto per non ferire? Alla fine penso che la verità', per quanto cruda sia, sia l'unica via perché' ti da davvero la possibilità' di andare avanti.
Spezzo una lancia a tuo favore, su questo punto.
Ho l'impressione che il dibattito sul tuo thread si sia incanalato sul sesso, che è sì importante ma non necessariamente decisivo perché una donna si rifuggi nella infedeltà. E ciò è accaduto per le modalità (offensive al limite della volgarità) con cui l'infedeltà è stata commessa, in casa e nel vostro letto. Ma potrebbe essere un particolare avvilente, ma non dirimente.
Per quello che conosco le donne, nel gran parte c'entra il sentimento nel tradire, basato su gradimento e soddisfazione di bisogni ed aspettative che - forse complice la routine - pur essendo insoddisfatti non vengono nemmeno esposti al partner (non viene alzata la mano, come dici).
Ci sono stati casi nel forum nei quali donne traditrici hanno chiaramente indicato che non era il sesso la leva che le ha indotte a tradire. Credo che possa essere vero.
Piuttosto la personalità, il carattere, "diverso" da quello del partner ufficiale (qui gioca la complementarietà tra marito e amante, che soddisfano ambiti diversi).
Ho riscontrato persino (nel mio caso) una sorta di risentimento nei confronti del marito, divenuto distante ed irraggiungibile (per livello di reddito, di relazioni sociali, di cultura, di ambiente internazionale) le può buttare nelle braccia di una persona che non le faccia sentire in inferiorità. In quel caso, un collega di ufficio è una persona di livello "paritario", che elimina ogni complesso di inferiorità (reddito, cultura, giri di relazioni sociali). Appunto, quello che tu hai indicato come "sfigato", che ha il solo pregio di muoversi molto meglio nella quotidianità della relazione. Ci aggiungiamo un minimo di esperienza nel trattare quel tipo di insoddisfazioni ed il gioco è fatto.
Talvolta, quella preferenza (di tipo psicologico) è così forte al punto di accettare una minore soddisfazione sessuale dall'amante che dal partner ufficiale. Non è offensivo per il tradito, è un paragone, se vogliamo, al ribasso ma dove scatta una maggiore tranquillità nella relazione.
I meccanismi mentali del tradimento (attrazione) non sono quasi mai così schematici e lineari come viene spesso qui raccontato.