La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
Se lavori per delle compagnie nel nord Europa può essere, in Italia alcuni danno il culo (letteralmente) per avere una certa posizione, ho visto scene da "leccaculo" che non immagini, non mi è piaciuto molto sotto quel profilo. Mi ricordo che il responsabile della posa era un ex Folgore e quando ci siamo presentati gli ho stretto la mano forte e questo in risposta ha cominciato i stringere ancora di più facendo la faccia da bullo insomma era tutto un a chi stringeva di più 😂 probabilmente non mi ha preso di buon occhio motivo per cui sono stato scartato, ma alla fine meglio così.
È da tanti anni che lavori li ?
Io ho fatto veramente poco, una settimana appunto nel mediterraneo
Oh si, in Italia (ma anche Saudi e medio oriente vario) ho visto le cose piu becere.
L'ambiente e alcune persone le conosco da 5 anni, la posizione e il lavoro con la compagnia lo ho da un anno e mezzo.
Ma appunto gia' ci conoscevamo.
La compagnia e' del Nord Europa, anche il cliente, completamente un altro approccio rispetto a Italia o altri parti del mondo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E a te che ti frega dove vado? Vuoi venire con me? Ti farei spazio nel mio mondo di IO ma
non c’e spazio per il tuo IO che e’ un po’ voluminoso (non uso grosso perché non ho prove) 😂😂
Come accettato, Ghiaia cara. Fregancazzo di farmi un giro tra le tue chiappe, figurati tra i tuoi lobi frontali :LOL:
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Fondamentalmente mantieni una comunicazione rispettosa e non offensiva.

Questo lo trovo più sensato del "controllo" emozionale. ;)

Ci sono molto educati per dichiarare il disprezzo. E serve dichiararlo se è quello che provi.
Non per lei.
Per te.

Per rispetto, e cura, del tuo dolore.
E per evitare quello che hai scritto qualche post fa...finire nell'odio.
Ma giusto per capire, lui prova disprezzo perchè è automatico che lo provi in senso innato, incontrollabile, al massimo gestibile, o perchè secondo le sue convinzioni è disprezzabile ciò che è stato fatto?
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma giusto per capire, lui prova disprezzo perchè è automatico che lo provi in senso innato, incontrollabile, al massimo gestibile, o perchè secondo le sue convinzioni è disprezzabile ciò che è stato fatto?
Da @ipazia arrivera' la risposta giusta.
Ma penso che volesse dire che dal momento che mi arriva l'onda del disprezzo, io posso solo navigarla.
Il fatto che arrivi non e' in controllo di nessuno, il perche' arrivi non lo so 😅
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Oh si, in Italia (ma anche Saudi e medio oriente vario) ho visto le cose piu becere.
L'ambiente e alcune persone le conosco da 5 anni, la posizione e il lavoro con la compagnia lo ho da un anno e mezzo.
Ma appunto gia' ci conoscevamo.
La compagnia e' del Nord Europa, anche il cliente, completamente un altro approccio rispetto a Italia o altri parti del mondo.
Nonostante il periodo sfortunato hai avuto una fortuna !
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Da @ipazia arrivera' la risposta giusta.
Ma penso che volesse dire che dal momento che mi arriva l'onda del disprezzo, io posso solo navigarla.
Il fatto che arrivi non e' in controllo di nessuno, il perche' arrivi non lo so 😅
La risposta sarà giusta senz'altro, il problema è se è comprensibile....

Io ti direi che il disgusto in questo caso è un'emozione appresa e si attiva in base al tuo personale sistema di valori, pertanto se per assurdo tu non ritenessi disgustoso ciò che è stato fatto, non proveresti disgusto (disprezzo), ma io sono io..
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
La risposta sarà giusta senz'altro, il problema è se è comprensibile....

Io ti direi che il disgusto in questo caso è un'emozione appresa e si attiva in base al tuo personale sistema di valori, pertanto se per assurdo tu non ritenessi disgustoso ciò che è stato fatto, non proveresti disgusto (disprezzo), ma io sono io..
Io direi che il disprezzo viene dal fatto che una persona di cui avevo grande considerazione (anche con un po' di idealizzazione), si e' comportata in un modo per me molto grave, tanto grave da ribaltare questo giudizio e rimettere tutto in discussione.
Ecco l'ossessione per le ragioni e capire se avevo visto giusto prima o se vedo giusto adesso.

Il fatto che questa cosa sia molto grave direi che l'ho appreso.
Altre culture o anche persone con diversa esperienza / formazione non lo riterrebbero tale.
Ne' quindi arriverebbe loro l'onda del disprezzo.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io direi che il disprezzo viene dal fatto che una persona di cui avevo grande considerazione (anche con un po' di idealizzazione), si e' comportata in un modo per me molto grave, tanto grave da ribaltare questo giudizio e rimettere tutto in discussione.
Ecco l'ossessione per le ragioni e capire se avevo visto giusto prima o se vedo giusto adesso.

Il fatto che questa cosa sia molto grave direi che l'ho appreso.
Altre culture o anche persone con diversa esperienza / formazione non lo riterrebbero tale.
Ne' quindi arriverebbe loro l'onda del disprezzo.
Ecco, allora un buon punto di partenza potrebbe essere lavorare a monte, ad esempio sull’idealizzazione che tu stesso riconosci e che si è rivelata evidente nella realtà. Modificando il tuo sistema di riferimento, le emozioni e le reazioni che ne derivano potrebbero cambiare, magari diventando meno ossessive...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma giusto per capire, lui prova disprezzo perchè è automatico che lo provi in senso innato, incontrollabile, al massimo gestibile, o perchè secondo le sue convinzioni è disprezzabile ciò che è stato fatto?
La risposta sarà giusta senz'altro, il problema è se è comprensibile....

Io ti direi che il disgusto in questo caso è un'emozione appresa e si attiva in base al tuo personale sistema di valori, pertanto se per assurdo tu non ritenessi disgustoso ciò che è stato fatto, non proveresti disgusto (disprezzo), ma io sono io..
Io distinguerei disgusto e disprezzo.

Disgusto= risposta a stimoli potenzialmente dannosi (cibo, sostanze, comportamenti)
Disprezzo= non nasce come risposta immediata ma è mediata dal giudizio che io applico sullo stimolo che ha attivato la risposta

In questi termini si può dire che il disgusto è una emozione primaria (riconoscibile in tutte le culture, non si impara, nasce biologicamente) e il disprezzo è una emozione secondaria (propriamente potrebbe essere definita una emozione reazionale e valutativa, che si apprende e discende dal modello in cui la relazione e la valutazione è immersa).

Però è proprio piacevole leggere due ingegneri che si applicano alle relazioni! (sono seria) :)

Condivido la lettura che hai dato dell'idealizzazione come punto di partenza per osservare se stesso.
 
Ultima modifica:

Pincopallino

Utente di lunga data
Più che puntare il dito, ho il terrore, un vero terrore, di effetti avversi dell'uso indiscriminato o quantomeno inappropriato di farmaci. E non lo dico certo solo io. Tra l'altro io stessa, soggetto notoriamente cefalagico, fino a diversi anni fa prendevo antinfiammatori in misura maggiore rispetto ad ora, perché non riuscivo a gestirlo. Incrociavo anche principi attivi diversi, andavo in ps per farmi fare flebo di Toradol, o arrivavo a implorare Contramal. E io avevo un disturbo vero. Ora, leggendo qui, ho serie difficoltà a comprendere come, per ottenere una performance migliore (in rapporto a cosa, poi?) si possa usare una pasticchetta che può dare problemi, se non si ha una vera motivazione sul suo bisogno.
Parlo di BISOGNO, non si curiosità.
L'invecchiamento va accettato, a tutti i livelli.
Se hai il terrore non assumere nulla per vivere meglio, che vuoi dagli altri? Fallo e fottitene no?
Peraltro non è nemmeno roba che assumi tu.

Riguardo all’invecchiamento che a tuo dire va accettato, qui nessuno dice che non va accettato, ma semplicemente che se ne migliora la qualità.

Del resto le vendite di integratori post menopausa nelle donne rappresentano un business immenso, medicine per rinforzare i capelli, le unghie, tenere elastica la pelle, prevenire l’osteoporosi, prevenire l’iper o l’ipo tiroidismo, sono solo esempi di modalità utilizzate dal mondo femminile per rallentare il decadimento fisico, permettendo alle persone di non trovarsi a pezzi a 60 anni, ma magari di vivere ancora con vigore, per un po’ di anni.

Piacersi è più importante di piacere dal mio personale punto di vista.
Ed una sessualità sana rispetto al mio desiderato, e’ uno dei modi (miei) per piacermi.

Ovviamente ognuno è libero di gestirsi come meglio crede, tuttavia la scienza oggi ci mette a disposizioni informazioni che ci aiutano a mantenerci informa più a lungo, anche mentalmente.

Tu sei per il tutto naturale? Bene, nessuno ti vuole convincere di altro.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
@Andromeda4
Capisco il tuo punto di vista e la tua posizione sull'utilizzo dei farmaci.
Ma siamo talmente distanti che non so quanto senso abbia parlarne.
@Pincopallino, che lo fa ad un eta' più' matura sicuramente ha un altra visione.

Ma quando io, a 22 anni, per divertirmi provai na mezza pasticchetta invogliato da amicizie che ci andavano giù' più' pesante, l'idea del rischio non mi ha mai neanche sfiorato lontanamente la testa. Non dico che non ci fosse, ma per me non esisteva.

Anche perché' allora la mia percezione del pericolo (che e' ancora bassetta) era inesistente.
Avendo questa percezione sui farmaci, che rapporto hai con le droghe?
Io e Andromeda siamo coetanei, mi sembra di ricordare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io direi che il disprezzo viene dal fatto che una persona di cui avevo grande considerazione (anche con un po' di idealizzazione), si e' comportata in un modo per me molto grave, tanto grave da ribaltare questo giudizio e rimettere tutto in discussione.
Ecco l'ossessione per le ragioni e capire se avevo visto giusto prima o se vedo giusto adesso.

Il fatto che questa cosa sia molto grave direi che l'ho appreso.
Altre culture o anche persone con diversa esperienza / formazione non lo riterrebbero tale.
Ne' quindi arriverebbe loro l'onda del disprezzo.
Oltre che sull'idealizzazione, in un discorso con te stesso, io punterei l'attenzione sul grassetto.

spoiler: non esiste giusto o sbagliato ;)😁

Si vede ciò che si può vedere. E se resta invariato c'è da pensarci seriamente, c'è un qualche autoinganno all'opera.
La domanda piuttosto potrebbe essere: quanto voglio vedere? quanto per me è tollerabile?

Che è poi la domanda alla base di una relazione traditore/tradito.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Può essere.
Io non credo di poter azzardare ipotesi.
Quello che vedo è solo una base scarsa su cui penare di restare insieme.
Questo semplificando. Ma è la conclusione di una elaborazione.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io distinguerei disgusto e disprezzo.

Disgusto= risposta a stimoli potenzialmente dannosi (cibo, sostanze, comportamenti)
Disprezzo= non nasce come risposta immediata ma è mediata dal giudizio che io applico sullo stimolo che ha attivato la risposta

In questi termini si può dire che il disgusto è una emozione primaria (riconoscibile in tutte le culture, non si impara, nasce biologicamente) e il disprezzo è una emozione secondaria (propriamente potrebbe essere definita una emozione reazionale e valutativa, che si apprende e discende dal modello in cui la relazione è la valutazione è immersa).

Però è proprio piacevole leggere due ingegneri che si applicano alle relazioni! (sono seria) :)

Condivido la lettura che hai dato dell'idealizzazione come punto di partenza per osservare se stesso.
Quindi il disprezzo, o in generale le emozioni secondarie, come si legano al tuo ragionamento di prima:
"Le emozioni sono fondamentalmente un complesso di segnali neurali, chimici e fisici che ci aiutano ad interpretare il mondo e a reagire in modo appropriato. Sono completamente fuori dal tuo controllo. Quello che puoi fare, ecco perchè è importante il come e il cosa piuttosto che il perchè, è imparare le tue emozioni e osservare i meccanismi che attivano in te, anche come risposte comportamentali. Essere convinti che si controllano le emozioni è una illusione." ? Se puoi agire sulla causa, indirettamente le puoi controllare, non immediatamente e immagino con un certo lavoro, o cosa mi sfugge?
 
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