La scelta

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il problema di fondo è sempre la malattia contemporanea per la quale tutti i nostri rapporti, tutta la nostra vita deve essere perfetta, impostata sul massimo in tutto.
Surreale.
E si che quando ci si sposa si dovrebbe averlo ben chiaro il fatto che già un buon rapporto, decente, con una persona che ci piaccia e che ci corrisponda è tanta roba.
Ma qua si è diventati tutti dannunziani, o tutto o niente.
E la vita ce lo dice sempre: - allora niente!
Ma non è vero, è semplicemente che sul matrimonio uno ci investe non è un rapporto x.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Quando scopava nel bagno del bar con la moglie alla cassa e lei al casso.
O quando scopava con la bambina a bordo letto.
O quando lasciava la bambina ad altri in spiaggia per andare a sculettare al gonzo.
O quando dava dell’esaurita alla tipa che la portava da lui mettendo a disposizione la propria auto.
O quando posto‘ la foto della casa del gonzo, rendendola riconoscibile.
O meglio ancora quando rese riconoscibile il gonzo precedente a tutti gli utenti di diversi forum.
Giusto per ricordare agli attuali ignoranti avventori (che ignorano) alcuni fatti (e non opinioni) avvenuti.
Amen :LOL:
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Ovvio. Il Neanderthal lo lasci, mica lo tradisci.
Se sei un traditore senza rimorsi, qua non ci scrivi a meno che non sia per rimorchiare. Ti mandano affanculo in 5 secondi e te ne vai.
Se sei un traditore con i rimorsi - devo dire di quel club è rimasta solo Brunetta - non hai altro che rinforzi positivi e gente che ti farà la morale su quanto sei stato brutto e cattivo.
Io devo dire che tutti i mariti di quelle che mi sono scopato per i miei standard si meritavano le corna. E spessissimo nemmeno si affronta l'argomento direttamente, però ti raccontano cose e tu ricuci. A cominciare dal fatto che per un sacco di donne il marito è un altro figlio, non so cosa sia di più inscopabile di una cosa del genere :LOL:
Tutti.
Non uno escluso meritavano!
Anche qui al Norde!!
 

hammer

Utente di lunga data
Ovvio. Il Neanderthal lo lasci, mica lo tradisci.
Se sei un traditore senza rimorsi, qua non ci scrivi a meno che non sia per rimorchiare. Ti mandano affanculo in 5 secondi e te ne vai.
Se sei un traditore con i rimorsi - devo dire di quel club è rimasta solo Brunetta - non hai altro che rinforzi positivi e gente che ti farà la morale su quanto sei stato brutto e cattivo.
Io devo dire che tutti i mariti di quelle che mi sono scopato per i miei standard si meritavano le corna. E spessissimo nemmeno si affronta l'argomento direttamente, però ti raccontano cose e tu ricuci. A cominciare dal fatto che per un sacco di donne il marito è un altro figlio, non so cosa sia di più inscopabile di una cosa del genere :LOL:
Posso anche essere d'accordo con te, ma non enunciavo principi universali, riferendomi esclusivamente ad una casistica relativa a questo forum.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Il problema di fondo è sempre la malattia contemporanea per la quale tutti i nostri rapporti, tutta la nostra vita deve essere perfetta, impostata sul massimo in tutto.
Surreale.
E si che quando ci si sposa si dovrebbe averlo ben chiaro il fatto che già un buon rapporto, decente, con una persona che ci piaccia e che ci corrisponda è tanta roba.
Ma qua si è diventati tutti dannunziani, o tutto o niente.
E la vita ce lo dice sempre: - allora niente!
Laddove il niente è la conseguenza (non voluta, ovviamente) di quella sterile e assai stupida ricerca della perfezione.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Quando scopava nel bagno del bar con la moglie alla cassa e lei al casso.
O quando scopava con la bambina a bordo letto.
O quando lasciava la bambina ad altri in spiaggia per andare a sculettare al gonzo.
O quando dava dell’esaurita alla tipa che la portava da lui mettendo a disposizione la propria auto.
O quando posto‘ la foto della casa del gonzo, rendendola riconoscibile.
O meglio ancora quando rese riconoscibile il gonzo precedente a tutti gli utenti di diversi forum.
Giusto per ricordare agli attuali ignoranti avventori (che ignorano) alcuni fatti (e non opinioni) avvenuti.
Ecco, grazie. Avevo citato la prima cosa che mi è venuta in mente, ma come dici tu c'è altro, che dimostra doppiopesismo.
Il rimando al prof Memo Remigi lo avevo rimosso.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
basta dai....perchè poi ci va di mezzo lei e non gli altri
ha fatto un mare di cazzate ai tempi, adesso si dovrebbe essere redenta
cambierò idea se e quando rdenderà me riconoscibile :p 😂
Ma non si discutono le cazzate. Glielo si ricorda solo perché (parlo per me) a un certo punto diventa fastidiosa la sua condanna senza appello. Senza tra l'altro il supporto di argomentazioni convincenti.
 

Nicky

Utente di lunga data
Solo un appunto : chi 'ti vede' generalmente vede il meglio e ti consente soprattutto di tirare naturalmente fuori il meglio di te stesso : il che, senza il pesante bagaglio che si porta inevitabilmente appresso il matrimonio, è senza dubbio operazione più facile.

Te lo dice un 'simpatico cazzone' che nelle storie extra ha sempre dato, ed in modo assolutamente naturale, il meglio di sé.
Senza sforzo alcuno.
Se le cose funzionano, non senti di dare ed essere il meglio di te altrove, anzi.
Io penso che ci si sforzi di dare il meglio di sé al marito o alla moglie, anche perché la famiglia è importante, quando ci sono i figli ancora di più.
A volte, però, senti che una parte di te, che è parte del meglio di te, non interessa, anzi, crea dei problemi, dei conflitti che non si risolvono mai. È a quel punto che sorge il desiderio l'esigenza dell'altrove.
Bisogna tenere presente che nelle relazioni non arriviamo perfetti e intonsi, arriviamo già danneggiati da famiglie, vite personali, limiti interiori e queste cose messe insieme, quelle di uno e quelle dell'altro, non sono sempre destinate a tirare fuori il meglio sempre e comunque, in ogni ambito.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Se le cose funzionano, non senti di dare ed essere il meglio di te altrove, anzi.
Io penso che ci si sforzi di dare il meglio di sé al marito o alla moglie, anche perché la famiglia è importante, quando ci sono i figli ancora di più.
A volte, però, senti che una parte di te, che è parte del meglio di te, non interessa, anzi, crea dei problemi, dei conflitti che non si risolvono mai. È a quel punto che sorge il desiderio l'esigenza dell'altrove.
Bisogna tenere presente che nelle relazioni non arriviamo perfetti e intonsi, arriviamo già danneggiati da famiglie, vite personali, limiti interiori e queste cose messe insieme, quelle di uno e quelle dell'altro, non sono sempre destinate a tirare fuori il meglio sempre e comunque, in ogni ambito.
Io dico semplicemente che il meglio e il peggio di sé sono parti di un unicum.
Semplicemente, è molto più facile, e non richiede sforzo alcuno (sono pigro, non so recitare) dare il meglio di sè in situazioni deresponsabilizzate.

Le mie amanti (tutte, nessuna esclusa) avevano un'idea del sottoscritto che travalicava positivamente la soglia della verità, una piacevole sopravvalutazione dettata dalle circostanze.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Per me, il punto di non ritorno e’ la scelta di perpetrare un atto distruttivo senza aver messo impego nel provare a trattare la cosa. Questo e’ la fine di un matrimonio (per me) perche’ hai smesso di batterti / difendere il progetto. Se tu, prima di passare all’atto (o anche immediatamente dopo aver fatto un singolo “errore” in un momento debolezza) vieni a parlare e apri una questione, possiamo cercare la soluzione, e quindi il campo dell’intollerabile si allarga molto.
Si allarga come descrivi nella situazione qui di seguito:



Non mi sconvolge che si possa trovare interessante un’altra persona, mi interessa molto di piu’ cosa ti ha interessato. Pero’ mi stai dimostrando che tieni alla nostra relazione al punto da discutere di quale area dell’esistenza e’ diventata interessante da esplorare, ne si parlerebbe insieme e scopriremmo cose di noi, anche il nuovo punto dell’intollerabile che magari si sposta un po’ piu’ in la’.
Quando parlo di tollerabile e intollerabile mi riferisco alla posizione del progetto rispetto agli IO coinvolti nel NOI.
Fondo il ragionamento che io faccio su alcuni presupposti: il NOI non esiste come entità. Quindi non è da preservare come entità autonoma e autopoietica.

Il NOI per me, e per mio marito, è un prodotto, un risultato dei processi dei nostri IO condivisi intenzionalmente e condivisi con un intento ben chiaro ad entrambi: co-costruire il nostro mondo, che osserva le nostre regole e i nostri paradigmi, consapevoli che distruzione e costruzione sono in una dinamica circolare.

In questi termini il progetto è un mezzo ed al contempo uno strumento. Quindi, se si rivelasse non funzionale ai nostri processi individuali, l'accordo di fondo è che viene messo senza se e senza ma sul tavolo, vivisezionato e spolpato fino a ritornare ad essere rispondente ad ognun se stesso.

Sempre in questi termini nè il NOI nè il progetto sono qualcosa da difendere, non sono qualcosa per cui battersi, anzi. :)

Anzi, direi che per noi l'intollerabile si colloca proprio sul questo confine: se il progetto, se il NOI - così come intesi - assumono una priorità rispetto ad ognun se stesso, se si staticizzano, intollerabile è difenderli.

Il nostro matrimonio si basa esattamente sulla fine di se stesso. Se il nostro matrimonio smettesse di morire a se stesso io - e anche G. - metteremmo in discussione esattamente il matrimonio. Avrebbe perso l'essenza che noi ABBIAMO STABILITO fra noi ha il nostro matrimonio.

Ed è in questo contesto che colloco terzi: nella mia vita ho visto abbastanza cazzi con corpo annesso da esserne annoiata e da riuscire, tendenzialmente, a cogliere i copioni comportamentali che sostengono il funzionamento di quel particolare cazzo ad una prima occhiata, se sono distratta alla terza. E ne ho incontrati a sufficienza da sapere che se quel cazzo particolare mi provoca curiosità mica dipende da lui ;)

Questo è il motivo per cui andrei a parlarne. con G., mica per il progetto, mica per il Noi, mica perchè sono una persona onesta o buona, mica perchè lo amo. Non starei difendendo nulla.
Fra l'altro, se stessi parlarne fosse difendere il NOI e il progetto, starei mentendo come presupposto, a me e di conseguenza che a lui. :D

Non mi servirebbe coraggio per farlo, mi verrebbe naturale. LA ricerca della fine, come scrivevo è una parte essenziale del nostro paradigma matrimoniale. Se parlo di un interesse verso terzi, sto parlando del fatto che il progetto attivo fino a quel momento è giunto alla fine. E la domanda è: sei pronto? ci concentriamo su un nuovo inizio? Uccidiamo insieme il nostro progetto, divertendoci a farlo?

Per questo dicevo a @ParmaLetale che non ci userei come riferimento standard, anche perchè questo tipo di approccio ha risvolti anche nella sessualità :)

Ok, si e’ una cosa a cui ho pensato in tutte la sua determiazione a non arrivare alla separazione. Seppur non abbia ancora messo in atto dei comportamenti “ti prego non lasciarmi, farei di tutto” forse perche’ e’ interessata solo alla sicurezza e non alla persona / relazione o forse perche’ in grande confusione e “paralizzata” dalla paura. Ma vedo che sto iniziando a stancarmi un po’ dei viaggi mentali sulle sue motivazioni e domande senza risposte, stamattina mi sono svegliato cercando di stare piu’ sui fatti (infatti ho lavorato bene oggi e mi regolo meglio gli accessi sul blog).

Il grassetto è la parte più importante di tutto il discorso. Le sue motivazioni, io penso non le sappia neanche lei per davvero. La descrizione che ne fai - di lei intendo - assomiglia molto ai primi tradimenti che mettevo in atto a 20 anni: una accozzaglia di casini interiori che non riuscivo ad esplicitare formalmente e che attraverso il sesso venivano sollevati dal peso mentale. Il corpo, ricoperto dalla storia più funzionale a quell'individuo, diventa una sorta di soglia attraverso cui si va ad incontrarsi con se stessi. Ecco, a me lei sembra ferma qui, alla 20enne e mi sembra che la stia difendendo a spada tratta. Tentando di conciliare la 30enne che ha fortemente creduto nel progetto e che si sente in dovere di battersi per il progetto, ma con in mezzo alle storie la 20enne che le dice: ma di che cazzo stai parlando???

Per il discorso del parlarsi in modo acceso e duro penso di essermi espresso male.
Quando dico che non ci eravamo abituati per niente, volevo dire come abbiamo discusso adesso e’ su un altro livello di durezza rispetto alle discussioni che abbiamo avuto nel passato.
Che sono state dure e accese, anche molto (pianti, crisi di nervi, e altro) ma mai su un piano cosi evidentemente volto alla Fine, cosi intollerabile.
Gli argomenti delle discussioni li avevo detti qui:



Ma quando dico supporto in casa non parlo dei calzini ma di tutto il concetto che ci sta dietro nell’apprezzare l’altro toccando i vari temi e trigger personali che questo comporta.
Siamo tutti e due riflessivi e abbiamo sempre avuto un dialogo aperto, con i nostri limiti e sistemi di riferimento, ma non e’ una classifica ne’ una gara. Anzi ti direi che uno dei pilastri che ci ha tenuto legati tutti questi anni e’ proprio questa intesa intellettuale.
L'intesa intellettuale è un ingrediente. Ma esattamente per quello che hai scritto anche nel grassetto penso che duramente per davvero non abbiate l'abitudine a parlarvi duramente. Parlarsi duramente significa contemplare la fine come inizio e non come ferita. Come opportunità e non come problema. E questo implica essere davvero duri l'uno con l'altro, senza pietà, crudeli e senza sconti. Scarnificandosi a vicenda. E' una scelta intenzionale questa e riguarda anche gli equilibri di potere, l'asimmetria relazionale e il posizionamento nell'asimmetria. Oltre che ad un condiviso uso della safeword relazionale. E significa soprattutto aver la distanza sufficiente l'uno dall'altro da non sentirsi colpiti personalmente quando si parla non solo del personale ma dell'intimità, soprattutto quella che fa male.

Anche io lo penso, ma so che non si puo’ impazzire dal nulla, per questo sono cosi ossessionato dalle motivazioni, anche se stamattina mi sono svegliato con una gran voglia di “lasciar andare”.
Tu perche’ lo dici?
Lo dico perchè quell'affermazione è di una rigidità incredibile.
E penso che quell'affermazione non avese una funzione descrittiva di qualcosa, ma avesse una funzione relazionale fra voi.

Dico che non si impazzisce dal nulla perchè la differenza fra l'impazzire dal nulla e l'impazzire da qualcosa non dipende da chi impazzisce, dipende da chi osserva. È chi osserva che non ha colto gli antecedenti. Ma il non averli colti significa soltanto non averli colti, non che non ci siano.
 
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