La scelta

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Chiaro, ma io ho risposto a @ipazia perché siamo comunque due persone che la nostra struttura interiore la portano alle estreme conseguenze. Quando mia figlia mi ha chiesto l'ultima volta perché ci devo sempre andare con lei così duro su tutto, le ho risposto perché la verità è più importante della felicità.
E questo deriva dal fatto che sono stato cresciuto comunque dentro full metal jacket
Io avevo in testa Sparta, prima di G.
Poi lui mi ha dato questo e il Maggiore.


Ho impiegato i primi 5 anni a capire che cazzo intendesse ;):LOL:
E dopo ho capito il significato del mio Nome. Dopo ancora ho iniziato a desiderare di rispondere a quel Nome.

Auguro a tua figlia di incontrare qualcuno che le insegnerà a ascrivere e a rispondere al Suo Nome :)
 

Rosa rifiorita

Utente di lunga data
Bentornata, a chi ti riferisci?
Mi riferivo a questa.

Non sono assolutamente d’accordo, per almeno 3000 motivi.

Te ne elenco giusto qualcuno, già discusso (e ridiscusso) qui sul forum. Li metto in ordine di importanza, per me:
  1. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori. Spesso si resta attaccati a qualcuno che vorresti mandare a fanculo proprio per proteggerli dalle intemperanze dell’altro coniuge. Questo vale soprattutto per i maschi, perché lo sappiamo tutti: quando ci si separa, i figli tendono a restare con la madre.
  2. Si può benissimo essere innamorati di due persone contemporaneamente. Magari una delle due è arrivata prima, e con quella ci hai fatto dei figli.
  3. Vuoi ancora bene al/alla legittimo/a e non lo/la lasci per il suo bene. Perché, realisticamente, senza di te andrebbe a stare peggio.
  4. Questo non riguarda me, ma a differenza di certi blocchi di travertino qui dentro, io con la gente empatizzo: quando qualcuno l’hai preso, raccattato, modellato, e ci hai messo su insieme magari un mutuo trentennale, qualche quota di azienda o roba simile… ti rode il culo mandare tutto a puttane dopo che ci hai investito.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma visto anche da là e allora, e non l'ho mai negato tipo quelli che ".... ma andavah tuttoh beneeh!". Nonostante io di base non sia un grande fan del parlare apertamente di tutto tutto, specialmente quando si tratta solo di prendere atto che un ciclo è finito, sia con la mia compagna di prima della mia ex che con quella attuale tendo a parlare apertamente di tutto, anche quando scomodo, ma nel caso della mia ex, a differenza di ciò che emerge dal racconto di @PrimaVoce, è stata una scelta consapevole quella di non andare oltre un certo livello tollerabile di discussione (anche prima del tradimento), probabilmente perchè non ne volevo affrontare il costo inevitabile (mandarla a stendere, con conseguenze di una separazione con figlio piccolo), scommettendo, e perdendo la scommessa, che magari la faccenda extra, se c'era (e qui entra in gioco il paradosso del gatto vivo/gatto morto nella scatola, in cui finchè non apri la scatola per guardarci dentro il gatto è sia vivo che morto), si sarebbe potuta estinguere da sè e nessuno l'avrebbe mai saputo. In breve l'azzardo fu: se parlo finisce sicuramente male, se non parlo può finire male, ma può anche finire da sè e magari il tutto resta nel tollerabile. Senza contare che si può lavorare su altri fronti, che è un po' il discorso che si faceva ieri circa il modificare il sistema di riferimento a monte delle emozioni secondarie, troppo complesso e oneroso per giustificare lo sforzo, che è meglio indirizzare verso aspetti con più probabilità di "successo".

Ma il tuo ragionamento non vuol dire che le cappellate di lei (la lei di @PrimaVoce) sono state in qualche modo alimentate da un presunto non parlarsi apertamente a monte di tutto tutto, tipo pallina di neve che rotola giù da montagna innevata, vero? Perchè se si, ti anticipo che non credo che i traditori/traditrici qui presenti che hanno in qualche modo tutelato il confine di coppia, come dici tu, permangano in coppie dove si parlano apertamente di tutto tutto, ma proprio tutto tutto, semplicemente sono probabilmente più furbi... credo invece che non prendere atto che un ciclo è finito è come tenerlo artificialmente in vita, per cui finito l'artificio, finisce la sua vita, e in questo senso allora si che le aggravanti possono trovare terreno fertile, ma non sono convinto che sia il caso di @PrimaVoce .. lui però gli elementi per capirlo secondo me li ha
Io penso che stia tutto dentro quel grassetto.

Ossia: che scommessa intendo fare?
E come lego questo al un senso del dovere nei confronti del concetto di famiglia che ho imparato nella mia vita?

Io ho una esperienza di famiglia che mi ha portata semplicemente a discutere ogni singolo istante della mia vita il concetto stesso di famiglia. Ho imparato che quando una famiglia ti mette in condizione di scegliere fra te stesso e la famiglia la scommessa è persa.

Quindi la mia risposta, alla fine è sempre stata: vado oltre. Scommetto sulla fine.
Che da ragazzina era più simile al "se sbaglio, sbaglio a livello pro e punto direttamente al disastro" :D, ma vabbè, questo è un altro discorso e riguarda le corazze e l'attitudine!

Quindi sì, penso che il parlare senza puntare a oltre sia una delle concause che portano al tradimento. (presente il punto di sviluppo prossimale, no?)
Con l'aggravante che basta un signor/signora chiunque con cui appena si oltrepassa il conosciuto per far pensare a scenari fantasmagorici e poi scoprire che era la bancarella della frutta al mercato sotto casa.

E no, non penso che non puntare a oltre porti necessariamente al tradimento o al far sgamare il tradimento.

Fra l'altro, penso anche che andar per certi territori sia qualcosa che non va necessariamente bene per chiunque.
E che anche vada bene in certe fasi di vita e non in altre. A 20 anni non avrei retto, ma neanche a 30, la relazione che oggi mi fa sentire a Casa.

Ognuno deve sapere cosa scommette e cosa regge nella scommessa (e questo non in considerazione dell'altro bensì solo ed esclusivamente in considerazione di se stessi). Ma soprattutto quando si scommette serve sapere di poter pagare il debito in caso di scommessa persa; è un niente finire dal perdere una scommessa all'essere in mano agli strozzini. ;)
E poi serve sapere che 9 su 10 quando si scommette non si può saper bene in che cazzo di casino si sta finendo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Poi, ecco...pensavo...ho sempre avuto una domanda in testa, che ha governato la mia vita anche e soprattutto nel mio periodo troia, fieramente troia e anche quando non credevo nei sogni.

A quanto vendi il tuo sogno?

Ecco. Credo che ogni scommessa debba essere proporzionata a questa domanda.
Ma è veramente tanto difficile parlare di sogni ;)
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Poi, ecco...pensavo...ho sempre avuto una domanda in testa, che ha governato la mia vita anche e soprattutto nel mio periodo troia, fieramente troia e anche quando non credevo nei sogni.

A quanto vendi il tuo sogno?

Ecco. Credo che ogni scommessa debba essere proporzionata a questa domanda.
Ma è veramente tanto difficile parlare di sogni ;)
Parliamo del tuo periodo fieramente troia. Comprende sia quando non credevi nei sogni che quando ci credevi?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sono pienamente d'accordo con te.

E aggiungo basandomi sulle mie esperienze personali, di maschi ne ho avuti parecchi e per parecchi non intendo 5, 6, 10, 20.
Parecchi è letterale.

Ho sperimentato le diverse forme della macelleria senza rifugio, o col rifugio posticcio degli immaginari proiettati nel futuro o dei simulacri, e ho approfondito fino all'osso non solo il non aver rifugio ma proprio il non accesso a quella porticina interiore che permette anche solo di considerare l'ipotesi che l'altro possa essere un rifugio. Che esista l'opzione.

E mi sono divertita, fra le altre cose. Rifarei tutto senza cambiare una virgola. Questo per chiarire che non sto parlando di cicatrici o questioni che mi discutono internamente. Se non avessi sperimentato e parecchio non penso che sarei capace adesso di vivere la Casa.

Il paradigma che abbiamo impostato con G. non starebbe su senza fiducia. La fiducia che deriva dalla Cura sperimentata in ogni attimo.
Quando c'è Cura, non c'è macelleria, c'è Dono e Offerta con l'attenzione a buttar giù i costrutti che mettono i vincoli.

Ho buttato lì, collateralmente, la questione di una safeword relazionale e di quanto questo paradigma implica nelle nostra comunicazione sessuale.
La Casa è dove esiste una sessualità - non il sesso o le pratiche - che tengono su il sistema.

Nella nostra sessualità c'è un certo tipo di considerazione del Dolore e di sublimazione del Dolore. Mi riferisco principalmente al Dolore emotivo, ma non escludo del tutto quello fisico che ha un suo perchè ;):D:D (e questo è l'altro motivo per cui dicevo a @ParmaLetaleche non possiamo essere considerati come standard).

Quando sei intenzionalmente, e lo sottolineo, intenzionalmente, diretto nella sublimazione il dolore viene riletto, cambia di significato come si ricolloca l'intensità dell'esperienza comunicativa anche oltre il momento preciso in cui si va a giocare nella sublimazione.

Senza questa rilettura che ho necessariamente semplificato escludendo le dinamiche del potere che sono necessarie affinchè possa davvero accadere e il tutto non si risolva in semplicemente sessione momentanea, concordo con te è pura macelleria, che può avere un suo piacere - ma mi ha stufata, già fatto -.

Ma con questa rilettura applicata...questa che ho con G. è la Casa più sicura, accogliente, calda, amorevole che io abbia sperimentato nella mia intera esistenza. :)

Su una cosa non concordo, la fiducia non è il tetto, è il collante di ogni singolo componente la Casa, mobilia e quadri compresi. Ma la Fiducia da sola non è comunque sufficiente senza la Cura e l'Offerta. (con quello che implicano in termini di potere relazionale giocato circolarmente).
Chiaro come sempre.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Poi, ecco...pensavo...ho sempre avuto una domanda in testa, che ha governato la mia vita anche e soprattutto nel mio periodo troia, fieramente troia e anche quando non credevo nei sogni.

A quanto vendi il tuo sogno?

Ecco. Credo che ogni scommessa debba essere proporzionata a questa domanda.
Ma è veramente tanto difficile parlare di sogni ;)
il prezzo lo fa la dimensione. quando è grande questo sogno?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
il prezzo lo fa la dimensione. quando è grande questo sogno?
No. Come ogni altra cosa lo fa la scarsità.
C'è gente per cui diventare medico è tipo il sogno di una vita.
Io sono cresciuto in una famiglia di medici, quelli strani fanno i farmacisti, piuttosto che fare quella vita avrei fatto volentieri il pescatore.
Tornassi indietro, mi aprirei una ditta edile.
Almeno avrei un lavoro vero.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
No. Come ogni altra cosa lo fa la scarsità.
C'è gente per cui diventare medico è tipo il sogno di una vita.
Io sono cresciuto in una famiglia di medici, quelli strani fanno i farmacisti, piuttosto che fare quella vita avrei fatto volentieri il pescatore.
Tornassi indietro, mi aprirei una ditta edile.
Almeno avrei un lavoro vero.
avrei detto l'allevatore
 
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