La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Quando scrivi ste stronzate sei più ottuso di Brunetta :LOL:
Non si tradisce perché è una distrazione divertente. Neanche un ventenne americano uscito da American Pie tradisce perché è una distrazione divertente.

Il motivo principale per cui si tradisce è che ti eri messo in coppia aspettandoti che l’intero fosse più della somma delle parti.
Direi di no.
Almeno per un uomo, parlo per me e per altri che hanno tradito, se l'hanno fatto è prima di tutto perché tradire è una distrazione divertente, ovvero, per i masculi di mia conoscenza, il più delle volte un modo per esercitare la propria presa su una donna, che attrae principalmente per motivi che nulla hanno a che fare con problemi della coppia ufficiale e, quindi, non per sopperire necessariamente ad eventuali mancanze (che magari pure ci sono).

I traditori migliori che conosco sono quelli dai rapporti di coppia più stabili e risolti ch'io conosca.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Detta così sembra che sei bipolare. :LOL:
Non bipolare, semplicemente non hanno a che fare con una serie di lati del sottoscritto visto che, il più delle volte, in una relazione clandestina, non ti si vede mai per intero, cioè con i limiti che la quotidianità impone.

Il peggio come lo chiami tu deriva dalla frustrazione di essere ingabbiato e dover passare per qualcuno per ogni piccola decisione che invece di aiutarti ti mette il bastone fra le ruote.
Anche, certo.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Quando scopava nel bagno del bar con la moglie alla cassa e lei al casso.
O quando scopava con la bambina a bordo letto.
O quando lasciava la bambina ad altri in spiaggia per andare a sculettare al gonzo.
O quando dava dell’esaurita alla tipa che la portava da lui mettendo a disposizione la propria auto.
O quando posto‘ la foto della casa del gonzo, rendendola riconoscibile.
O meglio ancora quando rese riconoscibile il gonzo precedente a tutti gli utenti di diversi forum.
Giusto per ricordare agli attuali ignoranti avventori (che ignorano) alcuni fatti (e non opinioni) avvenuti.
O quando mostrò il sedere, unico caso nel quale non possiamo dirle nulla.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Abbi pazienza pure tu, non ho capito come questo porti a questo

È uno conseguenza dell'altro? Se si, perché?


Comunque grazie al cielo esiste Perplexity! 😁

View attachment 20971

View attachment 20972
Rispetto al grassetto: facciamo che ti abitui a mangiare "pane sordo" (da me significa pane e basta).
Ad un certo punto incappi in pane e cipolle (cipolle per dire qualunque cosa che è minimale ma sufficiente ad insaporire il pane).

Pane e cipolle sarà qualcosa tipo "wow!!!!! che bontà sublime!!".

Pane e cipolle diventa fantasmagorico, ma SOLO E SOLTANTO in relazione ai tuoi standard, che sono assolutamente relativi e dipendenti da vita vissuta, elaborazione, integrazione delle esperienze, contesto socioculturale.

Ecco perchè continuo a discutere di standard, fondamentalmente, e non dell'oggetto in sè.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
D' accordo, ma seppure non sufficiente è comunque necessaria.
Certo.
Necessaria, ma non sufficiente, per niente sufficiente.

Pensare di star su sulla fiducia considerandola sufficiente, è un autoinganno, una narrazione rischiosissima.

La fiducia fra l'altro non è mica una cosa lineare e statica, è una questione complessa costantemente in dinamica fra intrapersonale e interpersonale.
Si connette con il senso di autoefficaica e con l'autostima, che a loro volta si connettono con questioncine come conoscenza e metacognizione, esperienza individuale e sociale, competenze di consapevolezza e integrazione delle esperienze, sistema della ricompensa, capacità di posticipare i rinforzi e accesso ai rinforzi. Giusto per rimanere sulla superficie. :)
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Con una infedeltà non occasionale (una/due volte e via) si forma una coppia che "sostituisce" quella precedente, a livello mentale dapprima e poi nel concreto (formazione della intimità).

E il partner tradito diviene esterno rispetto alla nuova coppia, un incomodo o comunque un fattore di disturbo che rende complicato l' andamento della nuova coppia (creando inutili necessità di equilibrismi e manovre esistenziali). Al massimo, diventa parte dello "sfondo", semplice tappezzeria di un modo di vivere ipocrita e falso.
Due amanti non sono necessariamente una nuova coppia, molto spesso non c'è alcun desiderio di sostituire la precedente, il tradito diventa un ostacolo semplicemente perché la sua esistenza limita la possibilità di vedersi.
C'è gente che sta bene a casa e sta bene con l'altro.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ah ok, allora c'è il problema che tu come venditore puoi fissare il prezzo che ti pare, ma vendi solo se trovi qualcuno che te lo paghi
Certo.

Ma non mi sembra un problema, mi sembra un dato di fatto con cui confrontarsi.

È una questione di economia ed ecologia esistenziale, in buona sostanza.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Rispetto al grassetto: facciamo che ti abitui a mangiare "pane sordo" (da me significa pane e basta).
Ad un certo punto incappi in pane e cipolle (cipolle per dire qualunque cosa che è minimale ma sufficiente ad insaporire il pane).

Pane e cipolle sarà qualcosa tipo "wow!!!!! che bontà sublime!!".

Pane e cipolle diventa fantasmagorico, ma SOLO E SOLTANTO in relazione ai tuoi standard, che sono assolutamente relativi e dipendenti da vita vissuta, elaborazione, integrazione delle esperienze, contesto socioculturale.

Ecco perchè continuo a discutere di standard, fondamentalmente, e non dell'oggetto in sè.
Ehi aspetta un attimo, "pane sordo" a chi?
 

Nicky

Utente di lunga data
Io mi sono spesso domandata se nello stare con una persona ci fosse un bisogno mio. La mia risposta stata sempre che in realtà io di per sé non ho bisogno delle relazioni interpersonali. Voglio relazioni (anche in amicizia) che accrescano la mia vita.
Certo, questo è fondamentale. Tutte le persone che hanno un ruolo nella mia vita, ce l'hanno in virtù di questo.
Mi riferivo, però, all'idea di relazione di coppia, nella sintesi che è stata fatta, con i concetti di verità, rifugio e così via.
Io non credo che vivrò una relazione del genere, ma non credo di volerlo.
 

Nicky

Utente di lunga data
'sto fatto che uno se le merita, salvo casi davvero rari, m'è sempre parsa un'enorme stronzata.
Anche perché un motivo per dire (e dirsi) che se le merita non è mai difficile da trovare.
Ma infatti nessuno lo dice del proprio partner. A volte vedi altre coppie e pensi superficialmente, beh, certo che quello se le è meritate, la/lo trattava così male. Ma, appunto, è un pensiero che ti viene sugli altri, così, in modo sciocco.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In effetti per i Greci la persona era la maschera, cioè il ruolo.
Un greco di Sicilia, mio conterraneo, Pirandello, ha ripreso l'idea spostandola nella vita quotidiana.
Ognuno di noi viene visto dagli altri in modo diverso e alla fine finisce per portare più maschere.
Sostanzialmente non esiste un "io" unico e stabile.
Restiamo tutti prigionieri delle forme che gli altri ci danno.
Un po' come accade su questo forum con i nostri avatar.
Mmmm...interessante.

Stai toccando il tema delle gabbie. :)

Che è un tema attuale.

Per i greci, e nell'antichità più in generale, diciamo per grandi scatole fino a circa il medioevo, non esisteva l'individuo come lo intendiamo oggi.
Diciamo che l'individuo era considerato legato alla comunità e la sua realizzazione avveniva attraverso i ruoli sociali.
Nel medioevo, semplificando, il pensiero è teocentrico, dio è il centro e l'individuo trova senso nella salvezza e nella fede; si potrebbe dire che l'individuo è centrato sull'interiorità spirituale ma subordinato a strutture sociale e religiose.
Con l'umanesimo l'uomo diventa misura di tutte le cose quindi sì, si intravede una idea più autonoma di individuo ma ancora legata a educazione e cultura.
Passando per Descartes, quello di cogito ergo sum, Locke e Rosseau l'individuo inizia a diventare il centro dei diritti, della libertà e della morale razionale. Inizia a nascere la distinzione fra individuo e collettività si arriva facendo un po' di salti storici e filosofici alla contemporaneità, che potrebbe essere il momento in cui si parla di esistenza: l'individuo è un essere che esiste e che sceglie.

E guarda che non sono concetti scontati. Negli anni '50, per mettere una linea fittizia, non si considerava che i bambini avessero emozioni, non erano individui pieni. Per dirne una.

Il tema delle gabbie, dell'essere intrappolati in una storia, personale e sociale, è un tema recente e moderno.
Mia nonna non si sarebbe mai posta il problema.

Che è il motivo per cui, per esempio, comparare il matrimonio anche soltanto dei miei genitori ad oggi, è una immensa stronzata se lo fa senza tener conto dell'evoluzione del pensiero e quindi della cultura, della morale e dell'etica.
I vincoli che aveva mia madre per esempio, sono profondamente diversi dai miei. Ma profondamente.

Pirandello si rifaceva al suo tempo. Dove quella gabbia non era semplicemente discutibile pena l'essere ostracizzati.

Per chi vive immerso nell'oggi, invece il tema riguarda il dominio delle scelte personali.
E questo comporta una maggiore responsabilità personale e ovviamente, quindi, una maggiore complessità, con quel che comporta in termini di conoscenza, consapevolezza.

Tornando ai nostri greci, la "persona" era potremmo dire unita ma distinta dalla "psichè", l'anima intesa come principio vitale che anima il corpo umano.
E qui si aprirebbe tutta la questione legata al corpo separato dall'anima e poi mente. Pensa le implicazioni che ha l'evoluzione di questa concezione...la storia della malattia mentale per esempio è parecchio istruttiva a riguardo!
 

feather

Utente tardo
Rispetto al grassetto: facciamo che ti abitui a mangiare "pane sordo" (da me significa pane e basta).
Ad un certo punto incappi in pane e cipolle (cipolle per dire qualunque cosa che è minimale ma sufficiente ad insaporire il pane).

Pane e cipolle sarà qualcosa tipo "wow!!!!! che bontà sublime!!".
Ora ho capito
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma infatti nessuno lo dice del proprio partner. A volte vedi altre coppie e pensi superficialmente, beh, certo che quello se le è meritate, la/lo trattava così male. Ma, appunto, è un pensiero che ti viene sugli altri, così, in modo sciocco.
Secondo me è ontologicamente sciocco pensare che esista il merito in ambito relazionale per il semplice motivi che le relazioni non funzionano come una scala di premi e punizioni. :)

E quando anche solo collateralmente funzionano così, il tradimento è il minore dei mali.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Secondo me è ontologicamente sciocco pensare che esista il merito in ambito relazionale per il semplice motivi che le relazioni non funzionano come una scala di premi e punizioni. :)

E quando anche solo collateralmente funzionano così, il tradimento è il minore dei mali.
Oh l'hai detto tu eh
 
Top