Dal mio lato, assolutamente sì.
E la cosa è stata spiegata molto correttamente anche da
@ipazia.
Il matrimonio in Italia è un bastardo giuridico, frutto di trecento compromessi successivi. Dottrina e giurisprudenza si sono piegate nel tempo a pressioni politiche, culturali e religiose, fino a produrre un ibrido che non è né carne né pesce.
Fuori, nei Paesi dove non c’è commistione tra religioso e civile, lo Stato si limita a normare senza delegare alla Chiesa. E lì puoi fare più o meno qualunque accordo che riguardi la tua vita sentimentale.
Negli Stati Uniti, per esempio, se hai patrimoni seri puoi fare accordi prematrimoniali chiarissimi: puoi anche fare quattordici figli, ma se ci lasciamo ognuno torna a casa a zero. Puoi scrivere che il tradimento è consentito, regolato, previsto. L’unica cosa non negoziabile — giustamente — è che se fai dei figli e li riconosci, li mantieni. Ma anche lì: a diciotto anni e un giorno, fine. Ognuno per cazzi suoi.
La logica anglosassone è semplice: lo Stato interviene in seconda battuta, quando i privati non hanno regolato da soli le proprie cose. Non prima.
E questo non vale solo per il matrimonio.
Sulle successioni, per esempio, siamo uno dei pochissimi Paesi in cui non puoi diseredare un figlio neanche se è una testa di cazzo e si sta mangiando l’azienda di famiglia. Anche lì: tutela a prescindere, responsabilità individuale azzerata.
Il problema non è l’idea di vincolo.
Il problema è l’idea che il vincolo debba essere uguale per tutti, rigido,
moralizzato e imposto dall’alto.
Se rimani insieme perché hai paura delle conseguenze, tanto vale vincolarsi in banca con un mutuo a 30 anni cointestato il valore sentimentale è la stessa cosa.
Mi capitò anni fa una moglie che ragionava come Gaia e voleva un vincolo che la facesse dormire tranquilla. Nuda proprietà della casa ai figli, diritto di abitazione indiviso ad entrambi i coniugi. È l'unica formula con cui puoi garantire che potrete odiarvi per i prossimi 70 anni e nessuno vi romperà i coglioni
Soprattutto moralizzato.
Di un moralizzato che nella pratica manco più è preso sul serio da nessuno.
E neanche storicamente la parte moralizzata è poi presa così sul serio.
Dal mio lato, assolutamente sì.
E la cosa è stata spiegata molto correttamente anche da
@ipazia.
Il matrimonio in Italia è un bastardo giuridico, frutto di trecento compromessi successivi. Dottrina e giurisprudenza si sono piegate nel tempo a pressioni politiche, culturali e religiose, fino a produrre un ibrido che non è né carne né pesce.
Fuori, nei Paesi dove non c’è commistione tra religioso e civile, lo Stato si limita a normare senza delegare alla Chiesa. E lì puoi fare più o meno qualunque accordo che riguardi la tua vita sentimentale.
Negli Stati Uniti, per esempio, se hai patrimoni seri puoi fare accordi prematrimoniali chiarissimi: puoi anche fare quattordici figli, ma se ci lasciamo ognuno torna a casa a zero. Puoi scrivere che il tradimento è consentito, regolato, previsto. L’unica cosa non negoziabile — giustamente — è che se fai dei figli e li riconosci, li mantieni. Ma anche lì: a diciotto anni e un giorno, fine. Ognuno per cazzi suoi.
La logica anglosassone è semplice: lo Stato interviene in seconda battuta, quando i privati non hanno regolato da soli le proprie cose. Non prima.
E questo non vale solo per il matrimonio.
Sulle successioni, per esempio, siamo uno dei pochissimi Paesi in cui non puoi diseredare un figlio neanche se è una testa di cazzo e si sta mangiando l’azienda di famiglia. Anche lì: tutela a prescindere, responsabilità individuale azzerata.
Il problema non è l’idea di vincolo.
Il problema è l’idea che il vincolo debba essere uguale per tutti, rigido, moralizzato e imposto dall’alto.
Se rimani insieme perché hai paura delle conseguenze, tanto vale vincolarsi in banca con un mutuo a 30 anni cointestato il valore sentimentale è la stessa cosa.
Mi capitò anni fa una moglie che ragionava come Gaia e voleva un vincolo che la facesse dormire tranquilla. Nuda proprietà della casa ai figli, diritto di abitazione indiviso ad entrambi i coniugi. È l'unica formula con cui puoi garantire che potrete odiarvi per i prossimi 70 anni e nessuno vi romperà i coglioni
L'impatto della chiesa in particolare sulle istituzioni di questo paese, ma non tralascerei neanche i danni che ha fatto in giro per il mondo cancellando intere culture in nome di una morale preconfezionata e assolutamente dogmatica, è dannosamente incalcolabile.
E l'idea di matrimonio che ancora circola è uno dei frutti di quei danni.
Come lo è il casino per il cazzo di contratto more uxorio che è ridicolo, perchè non permette di andare a regolare le questioni che riguardano la salute, per esempio, e per completarlo devi sbatterti a fare il cazzo di testamento biologico.
Con i genitori che mi ritrovo, per esempio e non sono poi così speciale da essere unica, per me questo aspetto è fondamentale e irrinunciabile.
Il matrimonio oggi come oggi, nonostante la formalità perlopiù vuota, regola questi aspetti in un'unica forma senza troppi sbattimenti.
Nei fatti, storicamente, il concetto di fedeltà legato ai sentimenti, è comunque eluso e aggirato.
Quindi è lì, come un refuso perchè il concetto di fedeltà non aveva lo scopo di regolare amore o sentimenti, di cui fregava sega visto che manco erano riconosciute alle donne le emozioni fino agli anni '50 ad andar leggeri; ma nasceva in contesti sociali in cui il matrimonio aveva funzioni economiche, ereditarie e di controllo sociale, più che di realizzazione individuale.
Gli altri obblighi che non riguardano la gestione patrimoniale, sono lì formalmente.
Poi nei fatti, la famiglia è uno dei luoghi dove più accadono episodi di violenza per dirne una estrema.
Ma anche riguardo alla contribuzione economica ci sono dei bei giochetti che soddisfano la forma ma nella sostanza sono tutt'altro.
Lo definisci bene tu, definendolo "ibrido che non è né carne né pesce".
Poi, a me fa ridere un botto. Da quando dico "mio marito" o "moglie" c'è l'effetto passo indietro.
Salita di grado!!! Adesso sono moglie!!


E funziona minchia...se dico, "devo andare a casa a preparare la cena a mio marito" cala la comprensione, fra le donne in particolare, oppure scattano i discorsi sulla libertà femminile e l'emancipazione di sti cazzi.
Ogni tanto faccio le prove di convenzioni sociali rispetto al ruolo di moglie e marito per vedere le reazioni.

Si ce l'ho, ma se i ciocchi sono grossi non prende.
Poi vanno posizionati nella stufa in un certo modo.
Vabbè, ma non fai il "castello" con la legna?
Io partivo con sotto i sacchettini che preparavo con la segatura della legna tagliata e poi via, a parte nei giorni con la pressione un po' più bassa funzionava.
Sulla sponda invece secondo me ci staresti, ben piegata.

Con questa definizione di sponda, non posso che essere d'accordo con te

