La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma secondo me su questa faccenda, a parte il partito che considera inaccettabile restare dopo un tradimento punto stiamo un po' dicendo tutti la stessa cosa.

Esiste una prima parte, che alcuni considerano già ricostruzione, altre definiscono preliminare in cui il tradito ha bisogno di onesta, trasparenza e presa di responsabilità. Perché non si sente più al sicuro a stare col serpente che lo ha appena morso. Detto questo non è che lo può umiliare o esagerare, però magari ci sono delle risposte che vengono messe in atto che non sarebbero tollerabili in situazioni normali ma lo diventano alla luce di quanto successo (esempio sciocco il controllo del telefono, la trasparenza totale su cosa si fa con l'ex-amante, etc... )

Se il traditore non riesce a far fronte a questa tempesta, non c'è possibilità di smaltirla e quindi non si può passare alla fase 2 che invece è quella su cui tutti siamo d'accordo che si parla già di ricostruzione anche se la riuscita non è ancora assicurata.

A questo punto i due individui possono iniziare a parlare di ciò che non andava e possibilmente senza ritornare sul tradimento, poi le fasi non sono comportimemti stagni, si salta un po' dall'una all'altra. Qui si capisce cosa non andava e si inizia davvero a parlare di come si vuole formare questa nuova coppia, su che basi, etc...

Poi nella fase tre si ricomincia a essere coppia veramente e si deve proprio iniziare a essere nuovamente felici. E come diceva una cara persona rispetto al partner "io ho compreso il mio errore non l'ho più fatto, ma se c'è una qualità che ammiro del mio partner è che in tanti anni non mi ha mai rinfacciato quell'evento, neanche nella più brutta delle litigate".

Penso che superare significhi questo.
 
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Etta

Utente di lunga data
Buoni, siamo stati separati per 7 anni.
Poi mi ha telefonato e mi ha chiesto se volevo divorziare che si voleva sposare.
Ho risposto certamente, a patto che pensasse tutto a lei, io ho solo firmato davanti al giudice.
A parte che non si chiede il divorzio. L’altra parte deve per forza accettare.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
A se a voi la compagna vi confessasse il tradimento e contestualmente vi avesse chiesto la separazione, come avreste agito?
Avreste sofferto di più se vi avesse solo detto di avervi tradito?
Innanzitutto ci rimarrei male, molto male. Poi mi incazzerei di brutto. Ma poi dovrei giocoforza accettare le deisioni di lei, evidentemente irreversibili, e mi adoprerei per concludere velocemente la separazione, limitando il più possibile i danni. In ogni caso, fa molto male anche sentire solamente che tua moglie semplicemente si vuole separare.
 

Nicky

Utente di lunga data
Innanzitutto ci rimarrei male, molto male. Poi mi incazzerei di brutto. Ma poi dovrei giocoforza accettare le deisioni di lei, evidentemente irreversibili, e mi adoprerei per concludere velocemente la separazione, limitando il più possibile i danni. In ogni caso, fa molto male anche sentire solamente che tua moglie semplicemente si vuole separare.
Se si tratta solo di lasciarsi, senza tradimento, fa soffrire, ma non arrabbiare, credo, perché comunque non è un torto che ci viene fatto.
Se la persona non sta più bene con noi, non prova più certi sentimenti o non è più attratta fisicamente da noi, non lo fa allo scopo di offederci o ferirci, no?
È un grosso dolore, questo certo, ma non un torto, per me.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Se si tratta solo di lasciarsi, senza tradimento, fa soffrire, ma non arrabbiare, credo, perché comunque non è un torto che ci viene fatto.
Se la persona non sta più bene con noi, non prova più certi sentimenti o non è più attratta fisicamente da noi, non lo fa allo scopo di offederci o ferirci, no?
È un grosso dolore, questo certo, ma non un torto, per me.
Forse mi sono espresso male. Non parlavo di arrabbiarmi in quel caso, ma solo di rimanerci molto male e provare anche un grosso dolore.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Secondo me, aver timore di fare male al partner è primario in una relazione che non considera il partner una discarica emotiva o un altro se stesso che può accettare tutto.
Spesso confidarsi potrebbe essere la pretesa di accettazione senza rispetto.
Il problema è che, se il timore di far soffrire è sufficiente per non comunicare, ma non per agire, è un timore egoistico di doverci auto limitare.
Avere il timore è un discorso, e condivido con te che sia primario se la direzione del timore va nella Cura, di sè in modo da poter portare all'altro qualcosa che non sia una massa informa e non chiedere all'altro di trasformarsi in una discarica emotiva.

Ma se il timore diventa paura e vergogna e che blocca la comunicazione e il lavoro di digestione di sè, finalizzato a portare all'altro un sè che arricchisca lo spazio di relazione, allora è incuria dello spazio relazionale.

Non mi piace invece il grassetto, per quello che mi fa pensare: ossia che la pretesa implicita diventi non dirmi niente che mi scuota nelle mie certezze e in ciò che mi fa sentire a posto in questo posto. E se quello che stai vivendo tocca questi aspetti di me, tientelo e, come dici, auto limitati perchè hai scelto il matrimonio.

L'esempio che ha portato @Gaia del suo vissuto è rappresentativo secondo me.

Lei è riuscita a trasformare il tradimento in una occasione di crescita per se stessa che sta portando anche all'interno della relazione, sciogliendo proprio quei nodi che l'hanno portata a parentesi.

Epperò, è interessante questo risvolto: il tradimento, sintomo di un disagio, è anche la cura di quello stesso disagio.

Quindi, perchè auto limitarsi?

Fra tutte le scelte possibili, quella dell'autolimitazione io la trovo la meno onesta sotto tutti i punti di vista.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Nel mio caso è nato in gran parte così. Entrambi avevamo paura di ferirci, io però via via ho ritenuto importante superarlo e parlare, a costo di mettere in crisi il rapporto, perchè già non mi soddisfaceva.
Invece mio marito ha mantenuto lo stesso modus operandi, perché è proprio inciso in profondità in lui.
E quindi alla fine mi sono allontanata interiormente.
Già. Succede esattamente così.
 
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