Gruppo di ascolto Sanremo

Brunetta

Utente di lunga data

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Sayf, nome d'arte di Adam Viacava, è uno degli esordienti più promettenti di Sanremo 2026. Il suo nome può essere diventato familiare alle orecchie di molti durante la scorsa estate, quando è stata protagonista insieme a Rkomi e Marco Mengoni del brano “Sto bene al mare”.
 

Brunetta

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Francesco Renga insomma
 

Brunetta

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Arisa meravigliosa come sempre.
Almeno senza guanti. 🤭
 

Brunetta

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Brunetta

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Brunetta

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Ermal è bravo. Ma vado a dormire anch’io.
🫶🏼
 

danny

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Zarrillo e Da Vinci.
La strana coppia.
Da Vinci ha una carriera straordinaria.
Questo pezzo teatrale è del grande De Simone (La gatta Cenerentola) e mostra bene la sua capacità interpretativa.

I pezzi di Zarrillo a sua volta non sono affatto scontati da cantare.
Lui si mantiene a sua volta bene.
 
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hammer

Utente di lunga data
Da quanto Siani non fa più ridere?
Dieci?
Undici anni?
Non ho visto la puntata ma ho letto qualcosa sulla performance.
Nemmeno a me fa ridere.
Forse perché il confronto, che viene spontaneo, con un gigante come Massimo Troisi è impietoso.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Da Vinci ha una carriera straordinaria.
Questo pezzo teatrale è del grande De Simone (La gatta Cenerentola) e mostra bene la sua capacità interpretativa.

I pezzi di Zarrillo a sua volta non sono affatto scontati da cantare.
Lui si mantiene a sua volta bene.
Zarrillo mi è sempre piaciuto.
Da Vinci sinceramente non lo reggo. Al di là delle indubbie capacità recitative, che poi spreca con tutte quelle fascette neomelodiche. Se è bravo, non ha bisogno di atteggiarsi.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Guardando il numero di autori che compaiono in ogni canzonetta da 3' di Sanremo, viene spontanea la battuta : " si vede che hanno composto una strofa a testa", ma la realtà è ben diversa, descritta molto bene da Roberto Fasciano, compositore e direttore di orchestra :
"Guardando il Festival di Sanremo mi colpisce sempre un dettaglio: molte canzoni di tre minuti sono firmate da quattro, cinque, talvolta sei autori.
La questione non è polemica. È culturale.
Perché oggi un brano così breve necessita di un team così ampio, mentre compositori come Wolfgang Amadeus Mozart o Ludwig van Beethoven hanno concepito strutture monumentali in piena autonomia?
Non è una gara tra epoche.
È un cambio di paradigma.
Oggi la canzone mainstream è spesso il risultato di una filiera: chi scrive l’hook, chi rifinisce il testo, chi costruisce il suono, chi calibra il prodotto per il mercato e per le piattaforme. È un modello industriale, non artigianale.
La musica colta, invece, nasce da una visione unitaria: forma, sviluppo, tensione, equilibrio, architettura. Un pensiero solo che tiene insieme tutto.
Quando cambia la percezione dell’ascolto — da esperienza profonda a consumo rapido — cambia inevitabilmente anche la scrittura.
Forse la vera domanda non è quante firme compaiano sotto un brano, ma
quale idea di musica stiamo scegliendo di coltivare."
 
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