Qualche giorno fa me ne sono uscito in casa con sta frase

Pincopallino

Utente di lunga data
Sarei anche arrivato io, la mia vita potrebbe terminare qui, ora, in questo istante.
Ho vissuto, goduto, sofferto, imparato, cresciuto, amato, educato.

Finisse ora, di netto, senza sbavature salutistiche trascinate, si potrebbe dire io abbia dato alla società più di quanto la società mi avrebbe restituito da anziano, quando diventerò un peso per tutti, un qualcosa da gestire, in attesa dell’uscita di scena.
Io ho paura.
Voi non avete paura?
Di cosa?
Dell’avvicinarsi alla fine, perdendo poco per volta, se se ne vanno prima loro di me i miei affetti e piano piano si giunge alla conclusione della consapevolezza che presto toccherà anche a me.

Prendiamo medicine per procrastinare, ma il senso?
Voi il senso lo capite?
Un tempo mi dicevo, visto che di là ci devi comunque andare, tanto vale stare di qua il più a lungo possibile.
Ma ora non sono più così convinto, la vita è in salita, in tutto ed io comincio ad avere il fiatone.

Mi è stato risposto che dovrei guardare meno in grande e concentrarmi di più sulle piccole cose e goderne, che ne ho tante.
Ma basta sempre questa risposta?

A voi basterebbe?
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Io ho deciso che non voglio invecchiare male
Quindi
Dovrò uscire di scena
Quando sarò ancora in grado di intendere e volere
Mica facile capire però il quando esatto
Magari rischio di passare a miglior vita troppo presto
E di contro
Di non riuscire poi però non più a farlo
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Io ho deciso che non voglio invecchiare male
Quindi
Dovrò uscire di scena
Quando sarò ancora in grado di intendere e volere
Mica facile capire però il quando esatto
Magari rischio di passare a miglior vita troppo presto
E di contro
Di non riuscire poi però non più a farlo
Quando decidi dimmelo, che ti aiuto.😂
 

danny

Utente di lunga data
Questa settimana ho seppellito due conoscenti.
Uno di 55, l'altro di 69.
Per ora sono a posto.
 

Etta

Utente di lunga data
Sarei anche arrivato io, la mia vita potrebbe terminare qui, ora, in questo istante.
Ho vissuto, goduto, sofferto, imparato, cresciuto, amato, educato.

Finisse ora, di netto, senza sbavature salutistiche trascinate, si potrebbe dire io abbia dato alla società più di quanto la società mi avrebbe restituito da anziano, quando diventerò un peso per tutti, un qualcosa da gestire, in attesa dell’uscita di scena.
Io ho paura.
Voi non avete paura?
Di cosa?
Dell’avvicinarsi alla fine, perdendo poco per volta, se se ne vanno prima loro di me i miei affetti e piano piano si giunge alla conclusione della consapevolezza che presto toccherà anche a me.

Prendiamo medicine per procrastinare, ma il senso?
Voi il senso lo capite?
Un tempo mi dicevo, visto che di là ci devi comunque andare, tanto vale stare di qua il più a lungo possibile.
Ma ora non sono più così convinto, la vita è in salita, in tutto ed io comincio ad avere il fiatone.

Mi è stato risposto che dovrei guardare meno in grande e concentrarmi di più sulle piccole cose e goderne, che ne ho tante.
Ma basta sempre questa risposta?

A voi basterebbe?
Magari come risposta non basta però in questo caso la Mindfullnes forse aiuterebbe.
 

feather

Utente tardo
Sarei anche arrivato io, la mia vita potrebbe terminare qui, ora, in questo istante.
Ho vissuto, goduto, sofferto, imparato, cresciuto, amato, educato.

Finisse ora, di netto, senza sbavature salutistiche trascinate, si potrebbe dire io abbia dato alla società più di quanto la società mi avrebbe restituito da anziano, quando diventerò un peso per tutti, un qualcosa da gestire, in attesa dell’uscita di scena.
Io ho paura.
Voi non avete paura?
Di cosa?
Dell’avvicinarsi alla fine, perdendo poco per volta, se se ne vanno prima loro di me i miei affetti e piano piano si giunge alla conclusione della consapevolezza che presto toccherà anche a me.

Prendiamo medicine per procrastinare, ma il senso?
Voi il senso lo capite?
Un tempo mi dicevo, visto che di là ci devi comunque andare, tanto vale stare di qua il più a lungo possibile.
Ma ora non sono più così convinto, la vita è in salita, in tutto ed io comincio ad avere il fiatone.

Mi è stato risposto che dovrei guardare meno in grande e concentrarmi di più sulle piccole cose e goderne, che ne ho tante.
Ma basta sempre questa risposta?

A voi basterebbe?
Mi sono fatto un discorso molto simile.
Io non ho il fiatone e non sento "la fatica di vivere" ma alla mia tenera età quello che dovevo fare l'ho fatto. Il futuro mi riserva, nella migliore delle ipotesi, una serena vecchiaia. Per cui tra meno di 10 anni quanto mio figlio sarà grande, io potrei anche fare check-out.
Non che abbia fretta, semplicemente non c'è molto lì avanti da aspettare con ansia
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Mi sono fatto un discorso molto simile.
Io non ho il fiatone e non sento "la fatica di vivere" ma alla mia tenera età quello che dovevo fare l'ho fatto. Il futuro mi riserva, nella migliore delle ipotesi, una serena vecchiaia. Per cui tra meno di 10 anni quanto mio figlio sarà grande, io potrei anche fare check-out.
Non che abbia fretta, semplicemente non c'è molto lì avanti da aspettare con ansia
Ecco, questo intendevo.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Io ho deciso che non voglio invecchiare male
Quindi
Dovrò uscire di scena
Quando sarò ancora in grado di intendere e volere
Mica facile capire però il quando esatto
Magari rischio di passare a miglior vita troppo presto
E di contro
Di non riuscire poi però non più a farlo
Ti auguro di poter scegliere una fine del genere. Lo sento dire spesso anche da mia sorella che ha paura di tutto, malattie, medici, e non è capace neanche di prenotare una visita, se proprio le tocca. Domani pomeriggio ha l'ortopedico perché non le passa il mal di schiena e siccome sul nome ha letto "chirurgo ortopedico" le è venuta la paranoia che si dovrà operare. "Voglio morire e non voglio sapere niente". Ripeto, se si potesse scegliere... ma non si può.
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Ti auguro di poter scegliere una fine del genere. Lo sento dire spesso anche da mia sorella che ha paura di tutto, malattie, medici, e non è capace neanche di prenotare una visita, se proprio le tocca. Domani pomeriggio ha l'ortopedico perché non le passa il mal di schiena e siccome sul nome ha letto "chirurgo ortopedico" le è venuta la paranoia che si dovrà operare. "Voglio morire e non voglio sapere niente". Ripeto, se si potesse scegliere... ma non si può.
Io le visite le prenoto benissimo 🤣🤣🤣
Non è detto che uno non possa... scegliere

Io ho visto morire mia mamma di malattia
E ti assicuro che è stato un incubo
Non voglio fare la stessa fine
Quando sarà
Sceglierò
E cmq vi avviso
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Io le visite le prenoto benissimo 🤣🤣🤣
Non è detto che uno non possa... scegliere

Io ho visto morire mia mamma di malattia
E ti assicuro che è stato un incubo
Non voglio fare la stessa fine
Quando sarà
Sceglierò
E cmq vi avviso
Allora, per assurdo, dovresti decidere adesso, che sei in perfetta forma. Ripeto, la nostra sorte può fregarci quando le pare. La mia epilessia è arrivata dieci anni fa, e di certo non avevo deciso io.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Sarei anche arrivato io, la mia vita potrebbe terminare qui, ora, in questo istante.
Ho vissuto, goduto, sofferto, imparato, cresciuto, amato, educato.

Finisse ora, di netto, senza sbavature salutistiche trascinate, si potrebbe dire io abbia dato alla società più di quanto la società mi avrebbe restituito da anziano, quando diventerò un peso per tutti, un qualcosa da gestire, in attesa dell’uscita di scena.
Io ho paura.
Voi non avete paura?
Di cosa?
Dell’avvicinarsi alla fine, perdendo poco per volta, se se ne vanno prima loro di me i miei affetti e piano piano si giunge alla conclusione della consapevolezza che presto toccherà anche a me.

Prendiamo medicine per procrastinare, ma il senso?
Voi il senso lo capite?
Un tempo mi dicevo, visto che di là ci devi comunque andare, tanto vale stare di qua il più a lungo possibile.
Ma ora non sono più così convinto, la vita è in salita, in tutto ed io comincio ad avere il fiatone.

Mi è stato risposto che dovrei guardare meno in grande e concentrarmi di più sulle piccole cose e goderne, che ne ho tante.
Ma basta sempre questa risposta?

A voi basterebbe?
Ci rifletto spesso, e ne stavamo parlando un mese fa con una collega del corso, che aveva appena compiuto 50 anni, io ne ho 5 di più. Una sua frase mi ha colpito particolarmente, che è anche un mio pensiero. Hai più tempo dietro di te che davanti (astenersi spiritosoni). E quindi le energie dovrebbero non raddoppiarsi, ma quantomeno essere spese con più forza, fisica e mentale. Invece le sento diminuire ed è come se venissero "disperse". La mia vita, poi, è stata più remare controcorrente che altro. Quindi, davvero, a volte mi dico "ma chi me lo fa fare?" in molte situazioni. Perdere tempo a spiegare, tutto. E come sono io, a chi dovrebbe saperlo di default. E parlare, d chiarire, e provare a capire. Comincia a essere pesante tutto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Questa settimana ho seppellito due conoscenti.
Uno di 55, l'altro di 69.
Per ora sono a posto.
Pure io, un ex collega che non vedeva l'ora di andare in pensione, lavorava in ditta da più di 40 anni, abbiamo fatto festa che era stra felice. Infarto secco dopo meno di una settimana dal pensionamento. Abbiamo messo foto in bacheca a monito.
 

danny

Utente di lunga data
Pure io, un ex collega che non vedeva l'ora di andare in pensione, lavorava in ditta da più di 40 anni, abbiamo fatto festa che era stra felice. Infarto secco dopo meno di una settimana dal pensionamento. Abbiamo messo foto in bacheca a monito.
È la prima falce, tra i 50 e i 60.
Quando arriva ti rendi conto che non ha avuto alcun senso procrastinare per la vecchiaia.
Sono al terzo funerale nel giro di un mese.
 

hammer

Utente di lunga data
Sarei anche arrivato io, la mia vita potrebbe terminare qui, ora, in questo istante.
Ho vissuto, goduto, sofferto, imparato, cresciuto, amato, educato.

Finisse ora, di netto, senza sbavature salutistiche trascinate, si potrebbe dire io abbia dato alla società più di quanto la società mi avrebbe restituito da anziano, quando diventerò un peso per tutti, un qualcosa da gestire, in attesa dell’uscita di scena.
Io ho paura.
Voi non avete paura?
Di cosa?
Dell’avvicinarsi alla fine, perdendo poco per volta, se se ne vanno prima loro di me i miei affetti e piano piano si giunge alla conclusione della consapevolezza che presto toccherà anche a me.

Prendiamo medicine per procrastinare, ma il senso?
Voi il senso lo capite?
Un tempo mi dicevo, visto che di là ci devi comunque andare, tanto vale stare di qua il più a lungo possibile.
Ma ora non sono più così convinto, la vita è in salita, in tutto ed io comincio ad avere il fiatone.

Mi è stato risposto che dovrei guardare meno in grande e concentrarmi di più sulle piccole cose e goderne, che ne ho tante.
Ma basta sempre questa risposta?

A voi basterebbe?
Non temo la morte per me ma per le persone che amo.
Da bambino mio padre mi faceva ripetere una frase: “I yyyy non si arrendono mai”, mettendo al posto di yyyy il nostro cognome.
Era un modo semplice, quasi spartano, per insegnarmi a resistere.
Questa antica educazione al combattimento mi porta oggi a considerare il suicidio come un inconcepibile atto di resa.
Tuttavia mi rendo benissimo conto che possono verificarsi circostanze per le quali la vita può diventare insopportabile.
Ci sono situazioni che possono schiacciare una persona.
Per questo non mi sentirei mai di giudicare chi arriva a una scelta del genere.
Anzi si tratterebbe di una gloriosa vittoria su un destino crudele.
Alla fine penso semplicemente che ognuno di noi debba recitare la sua parte fino alla fine.
La vecchiaia, se in buona salute, è essa stessa parte della vita e può essere veramente divertente viverla se hai seminato bene nella vita sia negli affetti che negli affari.
Importante è affrontare i problemi man mano che si presentano senza bagnarsi prima che piova.
La sola considerazione che il mondo possa perdere @Pincopallino è comunque per me fuori da ogni logica.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Non temo la morte per me ma per le persone che amo.
Da bambino mio padre mi faceva ripetere una frase: “I yyyy non si arrendono mai”, mettendo al posto di yyyy il nostro cognome.
Era un modo semplice, quasi spartano, per insegnarmi a resistere.
Questa antica educazione al combattimento mi porta oggi a considerare il suicidio come un inconcepibile atto di resa.
Tuttavia mi rendo benissimo conto che possono verificarsi circostanze per le quali la vita può diventare insopportabile.
Ci sono situazioni che possono schiacciare una persona.
Per questo non mi sentirei mai di giudicare chi arriva a una scelta del genere.
Anzi si tratterebbe di una gloriosa vittoria su un destino crudele.
Alla fine penso semplicemente che ognuno di noi debba recitare la sua parte fino alla fine.
La vecchiaia, se in buona salute, è essa stessa parte della vita e può essere veramente divertente viverla se hai seminato bene nella vita sia negli affetti che negli affari.
Importante è affrontare i problemi man mano che si presentano senza bagnarsi prima che piova.
La sola considerazione che il mondo possa perdere @Pincopallino è comunque per me fuori da ogni logica.
Mi sono già riprodotto…tranqui.😂
 
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