Non so che dirti.
Non è mai neppure tanto produttivo dare l'approvazione.
Vuol dire togliere tutti gli ostacoli.
E poi sentirti accusare di non averle/gli posto dei paletti e detto dei no, come se ti dovessi comportare da quel genitore che forse non ha avuto.
Così dopo ti dice: vedi, ma io te l'avevo detto
Appunto.
Il massimo della de-responsabilizzazione.
Le direi " Guarda, domani ho un pranzo con il mio avvocato, ma non preoccupatrti : è un solo un amico !"
Lo farei per darle un fermo e valutare le sue reazioni. A me sembra che l'inizio di questa storia ricalchi il classico inizio con successivo sviluppo delle relazioni extra lette qui dentro e tante altre parti :1) contatti via social, messaggi 2) caffè 3) Ristorante ed infine, ahimè, Motel
Dire una cosa del genere (andare dall' avvocato) non è un bel segnale, suona come un avvertimento.
Questo tipo di dinamiche relazionali non sono il toccasana per la coppia, perché alimentano il tarlo del dubbio È umanamente comprensibile.
Il rapporto di coppia rischia di diventare una specie di palude, piena di trappole.
Per me è inconcepibile attraversare questa condizione. Dover spiegare in anticipo qualsiasi comportamento che possa apparire ambiguo logora qualsiasi rapporto fino a consumarlo. Per chi riceve comunicazioni e perfino, alla lunga, per chi le fa, secondo me.
Fa saltare la tranquillità della relazione e mettere a rischio la serenità della famiglia.
Tanto ormai è passata l'idea che si sentono, non c'è bisogno di mentire. O se si trova un messaggio sul cellulare, non desta scalpore. E controllare il telefono è inutile perché i messaggi che uno lascia sono ciao come stai e fine della questione.
Osservazione acuta.
Oltre al fatto che l'ossessione di assicurare una continua trasparenza tra i partners, è mia considerazione, rischia di alimentare ansie ed incertezze, una trasparenza formale si può trasformare - a pensare male - in una ben ragionata copertura, in un accorgimento per mimetizzare piccoli segni di anomalie relazionali.
Credo che una relazione si debba basare sulla fiducia reciproca e non sul bisogno di puntellarla con un regime di trasparenza che ben può essere "mimetica".
Se si è consapevoli che certi comportamenti possono risultare sgraditi, ambigui ed equivocabili al partner, ebbene si evitano e basta. È una questione di rispetto.
Se fossi
@Warlock mi limiterei semplicemente a ricordare alla moglie che senza fiducia qualsiasi amore rischia di esaurirsi e diventare indifferenza.
Vivere insieme nell' indifferenza non è un rapporto di coppia, piuttosto diventa coabitazione.
Non so cosa ne pensino altri, ma alla solitudine in coppia preferisco la vita da solo, senza dover rendere conto di ciò che faccio.