Amore e Tradimento.

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Nobody

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Amore e Tradimento.
Umberto Galimberti.

Non si dà amore senza possibilità di tradimento così come non si dà tradimento se non all´interno di un rapporto d´amore. A tradire infatti non sono i nemici e tantomeno gli estranei, ma i padri, le madri, i figli, i fratelli, gli amanti, le mogli, i mariti, gli amici. Solo loro possono tradire perché su di loro un giorno abbiamo investito il nostro amore. Il tradimento appartiene all´amore come il giorno alla notte.
Nel suo saggio su Il tradimento che è possibile leggere in Puer Aeternus (Adelphi) James Hillman prende in esame le possibili reazioni al tradimento, indicando tra queste: quelle che bloccano la coscienza e quelle che la emancipano. Innanzitutto la "vendetta" che è una risposta emotiva che salda il conto ma non emancipa la coscienza, perché quando è immediata non ha altro significato se non quello di scaricare una tensione, mentre quando è procrastinata, quando attende l´occasione buona, restringe la coscienza in fantasie di astiosità e crudeltà impedendole di far qualsiasi altra esperienza. La vendetta rattrappisce l´anima.
Non diversamente opera il meccanismo della "negazione". Quando in un rapporto uno dei due subisce una delusione, la tentazione è quella di negare il valore dell´altro prima idealizzato. Non si è voluto vedere l´ombra dell´altro quando si era innamorati, ora dopo il tradimento, si ricaccia l´altro per intero nella sua ombra. Due eccessi, dove prima l´amore cieco e poi il cieco odio dicono quanto infantile e primitiva è la nostra anima.
Più pericoloso è il "cinismo" che non solo nega il valore dell´altro, ma fa dire che l´amore è sempre una fregatura, che i grandi amori sono per gli ingenui, cercando in questo modo di cicatrizzare la fiducia infranta. Con i cocci dell´idealismo si costruisce la filosofia del rude cinismo capace solo di offrire un ghigno a quella che un tempo era la propria stella.
Ma forse ancora più preoccupante del cinismo è il "tradimento di sé", per cui una confessione, una poesia, una lettera d´amore, un progetto fantastico, un segreto, un sogno, insomma i nostri valori emotivi più profondi diventano cose ridicole, da sbeffeggiare sguaiatamente per evitare di vergognarsi di averle un giorno provate. E´ una strana esperienza quella di trovarsi a tradire se stessi e a trattare le proprie esperienze emotive vissute nel tempo dell´amore come esperienze negative e spregevoli.
Ma con la vendetta, la negazione, il cinismo, il tradimento di sé non siamo ancora all´ultimo stadio quando, per proteggerci dall´eventualità di essere nuovamente traditi optiamo per la "scelta paranoide" che, per instaurare un rapporto esente dalla possibilità del tradimento, mette in atto quelle liturgie come le dichiarazioni di fedeltà eterna, le prove di devozione, i giuramenti di mantenere il segreto. Sono questi atteggiamenti che attengono non alla sfera dell´amore, ma alla sfera del potere. Quando infatti un marito, un amante, un discepolo o un amico si sforzano di soddisfare i requisiti di un rapporto paranoide, dando assicurazioni di fedeltà per cancellare la possibilità del tradimento, è garantito che si sta allontanando dall´amore, perché amore e tradimento attingono alla stessa fonte.
Se evitiamo di cadere nei pericoli fin qui descritti e quindi di rimanervi in essi sterilmente fissati, allora l´esperienza del tradimento può rivelare il suo aspetto più creativo ed evolutivo della coscienza che, per Hillman, come del resto per la tradizione cristiana, trova la sua espressione nel "perdono" che, riconoscendo il tradimento e passando oltre, toglie all´amore il suo aspetto più infantile che è l´ingenuità e l´incapacità di amare se appena si annuncia un profilo d´ombra.
Ma si può davvero perdonare, se è vero che l´io si mantiene vitale solo grazie al suo amor proprio, al suo orgoglio, al suo senso dell´onore? Anche quando vorremmo sinceramente perdonare, scopriamo che proprio non riusciamo perché il perdono non viene dall´io. E allora forse, meglio del perdono, che probabilmente è pratica insincera, a me sembra più costruttivo percorrere il sentiero del "reciproco riconoscimento".
Siccome i due sono ancora legati in un rapporto nei nuovi ruoli di traditore e di tradito, i due possono soccorrersi solo se il traditore non attenua la crudeltà del tradimento e, riconoscendolo senza ammorbidirlo con false giustificazioni, consente all´altro di trovare da sé la spiegazione, e così di passare dalla beata innocenza della fiducia originaria, dove mai neanche lontanamente si profilava il male, a quella coscienza adulta che sa che, ogni volta che siamo in relazione con l´altro, mettiamo in atto anche il nostro desiderio di non annullarci nell´altro.
Vogliamo essere con l´altro, ma nello stesso tempo, per salvare la nostra individualità, vogliamo non esserci completamente. Di qui quell´esserci e non-esserci, quel rincorrersi e tradire, che fa parte della relazione amorosa. Perché l´amore è una "relazione", non una "fusione". Se infatti non esistessimo come individualità autonome, non solo non potremmo incontrare l´altro e metterci in relazione, ma non avremmo neppure nulla da raccontare all´altro fuso simbioticamente con noi.
Come dice Gabriella Turnaturi nel suo bel libro Tradimenti quando lei o lui iniziano un viaggio fuori dal "noi", e che prescinde dal "noi", solo per le attese sociali, solo per i precetti religiosi, tradiscono, in realtà salvano la loro individualità dall´abbraccio mortale del "noi" che non emancipa, non consente né crescite né arricchimenti, e neppure parole da scambiare che non siano già dette o già sapute prima che siano pronunciate. Amore è un gioco di forze dove si decide a quale dio offrire la propria vita: al dio della felicità che sempre accompagna la realizzazione di sé, o al dio della sicurezza che molto spesso si affianca alla negazione di sé.
Nel viaggio che si intraprende fuori dal "noi" e che prescinde dal "noi", è il "noi" che si tradisce, mai il "tu". Quel che si imputa al traditore è di essere diventato diverso e di muoversi non più in sintonia, ma da solo. Soltanto se si accetta il cambiamento dell´altro e lo si accoglie come una sfida a ridefinirsi e a ridefinire la relazione, il tradimento non è più percepito come tradimento. Ma ridefinirsi è difficile così come accettare il cambiamento. Per questo le vie più battute sono quelle della fedeltà, o in alternativa quelle del risentimento e della vendetta.
Se queste considerazioni hanno una loro plausibilità occorre riscattare, almeno in parte, i traditori dall´infamia di cui solitamente sono ricoperti, perché in ogni tradimento c´è un lampeggiare di verità e autenticità che chi è tradito non vuol mai vedere.
Tradire un amore, tradire un amico, tradire un´idea, tradire un partito, tradire persino la patria significa svincolarsi da un´appartenenza e creare uno spazio di identità non protetta da alcun rapporto fiduciario, e quindi in un certo senso più autentica e vera. Nasciamo infatti nella fiducia che qualcuno ci nutra e ci ami, ma possiamo crescere e diventar noi stessi solo se usciamo da questa fiducia, se non ne restiamo prigionieri, se a coloro che per primi ci hanno amato e a tutti quelli che dopo di loro sono venuti, un giorno sappiamo dire: "Non sono come tu mi vuoi".
C´è infatti in ogni amore, da quello dei genitori a quello dei mariti, delle mogli, degli amici, degli amanti una forma di possesso che arresta la nostra crescita e costringe la nostra identità a costituirsi solo all´interno di quel recinto che è l´amore che non dobbiamo tradire. Ma in ogni amore che non conosce il tradimento e neppure ne ipotizza la possibilità c´è troppa infanzia, troppa ingenuità, troppa paura di vivere con le sole nostre forze, troppa incapacità di amare se appena si annuncia un profilo d´ombra.
Eppure senza profilo d´ombra, quella che puerilmente chiamiamo amore, c´è l´incapacità di abbandonare lidi protetti, di uscire a briglia sciolta e a proprio rischio verso le regioni sconosciute della vita che si offrono solo a quanti sanno dire per davvero addio. E in ogni addio c´è lo stigma del tradimento e insieme dell´emancipazione. C´è il lato oscuro dell´amore che però è anche ciò che gli conferisce il suo significato e che lo rende possibile.
Amore e tradimento devono infatti l´un l´altro la densità del loro essere che emancipa non solo il traditore ma anche il tradito, risvegliando l´un l´altro dal loro sonno e dalla loro pigrizia emancipativa impropriamente scambiata per amore. Gioco di prestigio di parole per confondere le carte e barare al gioco della vita.
Il traditore di solito queste cose le sa, meno il tradito che, quando non si rifugia nella vendetta, nel cinismo, nella negazione o nella scelta paranoide, finisce per consegnarsi a quel tradimento di sé che è la svalutazione di se stesso per non esser più amato dall´altro, senza così accorgersi che allora, nel tempo dell´amore, la sua identità era solo un dono dell´altro. Tradendolo, l´altro lo consegna a se stesso, e niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi.
Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del tradimento che in quello della fedeltà, forse perché la vita preferisce di più chi ha incontrato se stesso e sa chi davvero è, rispetto a chi ha evitato di farlo per stare rannicchiato in un´area protetta, dove il camuffamento dei nomi fa chiamare amore quello che in realtà è insicurezza o addirittura rifiuto di sapere chi davvero si è, per il terrore di incontrare se stessi, un giorno almeno, prima di morire, con il rischio di non essere mai davvero nati.
 
Innanzitutto la "vendetta" che è una risposta emotiva che salda il conto ma non emancipa la coscienza, perché quando è immediata non ha altro significato se non quello di scaricare una tensione, mentre quando è procrastinata, quando attende l´occasione buona, restringe la coscienza in fantasie di astiosità e crudeltà impedendole di far qualsiasi altra esperienza. La vendetta rattrappisce l´anima.
questo è un passaggio che condivido senz'altro
mentre mi piace meno l'ultima parte dove il tradimento appare quasi come valore aggiunto nella personalità dell'individuo
 

Old Chicchi

Utente di lunga data
Amore e Tradimento.
Umberto Galimberti.

  • Perché l´amore è una "relazione", non una "fusione". Se infatti non esistessimo come individualità autonome, non solo non potremmo incontrare l´altro e metterci in relazione, ma non avremmo neppure nulla da raccontare all´altro fuso simbioticamente con noi.
  • salvano la loro individualità dall´abbraccio mortale del "noi" che non emancipa.
  • al dio della felicità che sempre accompagna la realizzazione di sé, o al dio della sicurezza che molto spesso si affianca alla negazione di sé.
  • Ma ridefinirsi è difficile così come accettare il cambiamento.
  • tradire significa svincolarsi da un´appartenenza e creare uno spazio di identità non protetta da alcun rapporto fiduciario
  • C´è infatti in ogni amore, da quello dei genitori a quello dei mariti, delle mogli, degli amici, degli amanti una forma di possesso che arresta la nostra crescita e costringe la nostra identità a costituirsi solo all´interno di quel recinto che è l´amore che non dobbiamo tradire.
  • Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del tradimento che in quello della fedeltà, forse perché la vita preferisce di più chi ha incontrato se stesso e sa chi davvero è, rispetto a chi ha evitato di farlo per stare rannicchiato in un´area protetta, dove il camuffamento dei nomi fa chiamare amore quello che in realtà è insicurezza o addirittura rifiuto di sapere chi davvero si è, per il terrore di incontrare se stessi, un giorno almeno, prima di morire, con il rischio di non essere mai davvero nati.
Molto interessante! Ho estrapolato i concetti che mi piacciono di più, anche se su alcuni aspetti, secondo me, ci sarebbe da discutere.

I recinti possono sì costruirceli gli altri, ma i recinti sono prima di tutto un'idea. Una nostra idea. E le idee si possono cambiare, modificare, abbattendo di conseguenza ciò che percepiamo come recinto. Non necessariamente questo cambiamento potrebbe poi essere percepito dagli altri come tradimento. E non necessariamente un tradimento ci apre i cancelli del recinto. Ci sono persone che dopo aver compiuto un tradimento sono più prigioniere che mai dei propri schemi mentali.

Io credo che sia fondamentale il concetto di libertà. Se vogliamo parlare d'amore dobbiamo per forza parlare di libertà. Ti lascio la libertà di scegliere, di provare, di modificarti, di elaborare e se vuoi, se ne senti la necessità possiamo parlarne, possiamo accompagnarci reciprocamente - senza emettere giudizi e senza tentare reciproche manipolazioni.

Ma questo secondo me, che non solo è amore, ma è in assoluto il solo e unico rispetto che si può portare ad un essere umano, può essere vissuto unicamente da due persone che hanno lo stesso grado di consapevolezza.
 

Sterminator

Utente di lunga data
"Se queste considerazioni hanno una loro plausibilità occorre riscattare, almeno in parte, i traditori dall´infamia di cui solitamente sono ricoperti, perché in ogni tradimento c´è un lampeggiare di verità e autenticità che chi è tradito non vuol mai vedere."

mi sembra un po' generico e con la parte finale, l'apologia al tradimento visto in positivo...

un par de palle.... se il rapporto e' insoddisfacente al punto che si va addirittura in trasferta a trombare, con me hai chiuso perche' PRIMA chiarisci e chiudi se e' irrecuperabile la cosa e POI ti scateni e ti fai i kazzi tuoi...
 

Mari'

Utente di lunga data
AHAHAH AHAHAH AHAHAH

"Se queste considerazioni hanno una loro plausibilità occorre riscattare, almeno in parte, i traditori dall´infamia di cui solitamente sono ricoperti, perché in ogni tradimento c´è un lampeggiare di verità e autenticità che chi è tradito non vuol mai vedere."

mi sembra un po' generico e con la parte finale, l'apologia al tradimento visto in positivo...

un par de palle.... se il rapporto e' insoddisfacente al punto che si va addirittura in trasferta a trombare, con me hai chiuso perche' PRIMA chiarisci e chiudi se e' irrecuperabile la cosa e POI ti scateni e ti fai i kazzi tuoi...
... si fa, lo fanno
sapessi in quanti/e
io li ho sempre chiamati (anche di la', ricordi?) "I viaggi della speranza"
 

Sterminator

Utente di lunga data
... si fa, lo fanno
sapessi in quanti/e
io li ho sempre chiamati (anche di la', ricordi?) "I viaggi della speranza"
lo so Mari'....lo so e mi ricordo anche come s'inkazzavano quando dicevo che tutto nasce solo per una ciulada intravista nella vetrina ben addobbata...

maro' sperem' che nun s'inkazzano pure qua...

 

Mari'

Utente di lunga data
lo so Mari'....lo so e mi ricordo anche come s'inkazzavano quando dicevo che tutto nasce solo per una ciulada intravista nella vetrina ben addobbata...

maro' sperem' che nun s'inkazzano pure qua...

Stermi'
e chi se ne fotte
 

Mari'

Utente di lunga data

Old Chicchi

Utente di lunga data
"Se queste considerazioni hanno una loro plausibilità occorre riscattare, almeno in parte, i traditori dall´infamia di cui solitamente sono ricoperti, perché in ogni tradimento c´è un lampeggiare di verità e autenticità che chi è tradito non vuol mai vedere."

mi sembra un po' generico e con la parte finale, l'apologia al tradimento visto in positivo...

un par de palle.... se il rapporto e' insoddisfacente al punto che si va addirittura in trasferta a trombare, con me hai chiuso e PRIMA chiarisci e chiudi se e' irrecuperabile la cosa e POI ti scateni e ti fai i kazzi tuoi...
Perché tu Sterminator parti dal presupposto che la partner ti deve qualcosa. Ti deve delle spiegazioni, poi se è irrecuperabile deve chiudere con te e infine "può" andare a trombare. Tu hai deciso i limiti. So benissimo che secondo i principi per esempio del matrimonio e del pensiero comune dello stare in coppia il contratto prevede questo.

Ma se provassimo a - orrore e schifo - immaginarci di non porre questi limiti, perché magari il/la partner è in quel momento in uno stato di confusione e non riesce a darti delle spiegazioni. Magari il/la partner sta cercando di fare chiarezza per sé e soltanto in seguito - perché non solo non è te, ma ha anche dei tempi differenti dai tuoi - potrà, vorrà (forse) parlare con te.

Perché reputiamo questa possibilità così minacciosa per noi? Abbiamo le royalties sul partner che se ce le fregano rischiamo la bancarotta? Cosa significa esattamente "mi hai mancato di rispetto"?

Io credo che metterci in discussione significa anche mettere ogni tanto in discussione i nostri valori, chiedendoci perché sono così importanti per noi, da cosa ci proteggono e cosa ci impediscono di guardare.

E' un tema molto interessante, purtroppo mi tocca scappare, buona serata.
 

Sterminator

Utente di lunga data
Perché tu Sterminator parti dal presupposto che la partner ti deve qualcosa. Ti deve delle spiegazioni, poi se è irrecuperabile deve chiudere con te e infine "può" andare a trombare. Tu hai deciso i limiti. So benissimo che secondo i principi per esempio del matrimonio e del pensiero comune dello stare in coppia il contratto prevede questo.

Ma se provassimo a - orrore e schifo - immaginarci di non porre questi limiti, perché magari il/la partner è in quel momento in uno stato di confusione e non riesce a darti delle spiegazioni. Magari il/la partner sta cercando di fare chiarezza per sé e soltanto in seguito - perché non solo non è te, ma ha anche dei tempi differenti dai tuoi - potrà, vorrà (forse) parlare con te.

Perché reputiamo questa possibilità così minacciosa per noi? Abbiamo le royalties sul partner che se ce le fregano rischiamo la bancarotta? Cosa significa esattamente "mi hai mancato di rispetto"?

Io credo che metterci in discussione significa anche mettere ogni tanto in discussione i nostri valori, chiedendoci perché sono così importanti per noi, da cosa ci proteggono e cosa ci impediscono di guardare.

E' un tema molto interessante, purtroppo mi tocca scappare, buona serata.
ma si tratta del minimo sindacale...

ora se una relazione non si basa su ste robe fondamentali e basilari per riporre la fiducia nell'altro che faccia si' che valga la pena costruire un futuro insieme, mi spieghi che relazione del menga tu puoi costruire?

Il matrimonio (ma anche la convivenza SCERIA) lo vedo come un percorso da fare in due, d'accordo che le velocita' di crescita/cambiamento possono non essere sincronizzate, ma l'elasticita' mentale che deve scendere in campo non deve essere indirizzata a tollerare il tuo "raccoglimento" extra-casalingo e pigliati pure tutto il tempo che ti serve per chiarirti tanto sto qui buono buono ad aspettarti ed intanto allargo le porte... mica male, altrimenti...ma solo a cercare d'incastrare i tuoi difetti con quelli del tuo partner...
 
ma si tratta del minimo sindacale...

ora se una relazione non si basa su ste robe fondamentali e basilari per riporre la fiducia nell'altro che faccia si' che valga la pena costruire un futuro insieme, mi spieghi che relazione del menga tu puoi costruire?

Il matrimonio lo vedo come un percorso da fare in due, d'accordo che le velocita' possono non essere sincronizzate, ma l'elasticita' mentale che deve scendere in campo non e' indirizzata a tollerare il tuo "raccoglimento" extra-casalingo... mica male, altrimenti...
non amo le faccine prone ma facciamo come se fosse
 

Fedifrago

Utente di lunga data
ma si tratta del minimo sindacale...

ora se una relazione non si basa su ste robe fondamentali e basilari per riporre la fiducia nell'altro che faccia si' che valga la pena costruire un futuro insieme, mi spieghi che relazione del menga tu puoi costruire?

Il matrimonio (ma anche la convivenza SCERIA) lo vedo come un percorso da fare in due, d'accordo che le velocita' di crescita/cambiamento possono non essere sincronizzate, ma l'elasticita' mentale che deve scendere in campo non deve essere indirizzata a tollerare il tuo "raccoglimento" extra-casalingo e pigliati pure tutto il tempo che ti serve per chiarirti tanto sto qui buono buono ad aspettarti ed intanto allargo le porte... mica male, altrimenti...ma solo a cercare d'incastrare i tuoi difetti con quelli del tuo partner...
Proviamo a ipotizzare che la realizzazione di se passi da un sentir la necessità non di cercare extra alcuno ma solo di restare con noi stessi, DA SOLI, senza i tuoi difetti perchè vorrei rendermi conto DA SOLO/A ad esempio dei miei...sarebbe un'ipotesi per te accettabile?
 
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