Lapidiamola

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Old Giusy

Utente di lunga data
Stamattina sono stata a Bari nei pressi dell'Ateneo e delle Facoltà di Giurisprudenza e Lingue: c'era un'atmosfera incredibile, tantissimi ragazzi per strada che preparavano striscioni e volantini, un sacco di carabinieri, un vociare sommesso ma profondo. L'università si sta muovendo, mentre in giro per il centro numerosi gruppi di studenti delle scuole superiori. Non vi nascondo che mi sono fermata a chiacchierare con alcuni di loro, mi hanno spiegato cosa stanno organizzando a scuola e mi sono sembrati abbastanza informati, uno di loro aveva in mano il testo della 133.... Forza ragazzi!
 

Miciolidia

Utente di lunga data
E' stato costretto dai suoi pregiudizi...
ma no persa...mettiti nei suoi panni...anzi mettitti nei panni di una insegnante quale sei...hai 18 bimbi che hanno grosse lacune con l'italiano e non lo parlano bene anzi..molto male..e 5 italiani..lo puoi svolgere un programma non dico completo ma quantomeno da non penalizzare i 5 italiani?

Attivare una clase in piu'..dove i ragazzi non italiani sono almeno pari a quelli che conoscono la nostra lingua è una richiesta ambiziosa?


Attivare nel pomeriggio orari extra e per gli italiani che per i non italiani...insomma aperta a tutti..è una ambizione che non se deve manco pensà?

I ragazzi INSIEME devono stare...sappiamo bene con quanta facilità a questa età si apprendeono le lingue stranieresoprtattutto in momenti di condivisione che siano ludici e non , e per noi all'estero, quanto per loro...ma creare una classe dove comunque qualcuno viene penalizzato per disorganizzazione...che ha un nome preciso : mancanza di denaro..questo è davvero inammissibile in una società che si vanta di essere civile e progressista
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Io non volevo iniziare una diatriba, ma in certe situazioni mi aspetto coerenza... tutto qui.
Se passa il messaggio che la difesa della scuola di stato, bene imprescindibile di un paese, viene però svicolato che chi di questa scuola porta il gonfalone, magari mi mette qualche pensiero; poi é chiaro che ognuno sceglie come preferisce, ma il vero problema é che a scegliere non sono le preferenze ma la situazione economica... vorrei vedere un operaio romano o milanese mandare i figli alla Ambritt o al Gonzaga!
E chi fa queste scelte, non importa la fede politica o religiosa... i soldi li DEVE avere, esattamente come li hanno le persone che ho su nominato!!! Ecco perché trovo peloso sbandierare che non si devono fare tagli all'istruzione pubblica ed alla ricerca, ma in proprio "razzolare" in quella privata.
Questo é il problema vero... non la scelta che, in caso, posso considerare legittima e ingiudicabile.
Bruja
avevo compreos bruja, la mia non voleva avere un accento polemico ma solo riportare la mia esperienza. e sono daccordo con te.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
giusy

Stamattina sono stata a Bari nei pressi dell'Ateneo e delle Facoltà di Giurisprudenza e Lingue: c'era un'atmosfera incredibile, tantissimi ragazzi per strada che preparavano striscioni e volantini, un sacco di carabinieri, un vociare sommesso ma profondo. L'università si sta muovendo, mentre in giro per il centro numerosi gruppi di studenti delle scuole superiori. Non vi nascondo che mi sono fermata a chiacchierare con alcuni di loro, mi hanno spiegato cosa stanno organizzando a scuola e mi sono sembrati abbastanza informati, uno di loro aveva in mano il testo della 133.... Forza ragazzi!


bene..pi' si è critici in maniera costruttiva e piu' si cresce...e questa è l'età giusta...mi fanno una tenerezza...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ma no persa...mettiti nei suoi panni...anzi mettitti nei panni di una insegnante quale sei...hai 18 bimbi che hanno grosse lacune con l'italiano e non lo parlano bene anzi..molto male..e 5 italiani..lo puoi svolgere un programma non dico completo ma quantomeno da non penalizzare i 5 italiani?

Attivare una clase in piu'..dove i ragazzi non italiani sono almeno pari a quelli che conoscono la nostra lingua è una richiesta ambiziosa?


Attivare nel pomeriggio orari extra e per gli italiani che per i non italiani...insomma aperta a tutti..è una ambizione che non se deve manco pensà?

I ragazzi INSIEME devono stare...sappiamo bene con quanta facilità a questa età si apprendeono le lingue stranieresoprtattutto in momenti di condivisione che siano ludici e non , e per noi all'estero, quanto per loro...ma creare una classe dove comunque qualcuno viene penalizzato per disorganizzazione...che ha un nome preciso : mancanza di denaro..questo è davvero inammissibile in una società che si vanta di essere civile e progressista
Io ho una classe di 19 alunni, di questi 5 sono di nazionalità italiana.
Ma sarebbe davvero assurdo non considerare italiani almeno altri 10 bambini che sono nati qui, hanno frequentato già la scuola materna (=dell'Infanzia) e hanno genitori che vivono qui da 10 0 15 anni e hanno magari un italiano più ricco di tanti italiani.
Il lavoro di italiano (è proprio la mia area) che svolgo è molto ricco e affascinante. I bambini hanno qualche difficoltà ortografica in più di chi non solo è di madrelingua, ma soprattutto ha genitori di alto livello culturale, ma hanno un'elasticità mentale linguistica rara. Sono consapevoli della derivazione di alcune lingue dal latino, fanno un lavoro quotidiano sulle somiglianze e differenze tra le lingue e colgono sfumature di significato tra i diversi termini proprio basandosi su tali confronti.
Fanno un percorso diverso, meno tradizionale e soprattutto meno rassicurante per i genitori, ma non certo inferiore.
Sinceramente sono dispiaciuta che i miei figli non abbiano avuto queste possibilità di arricchimento.
Del resto definire stranieri questi bambini è spesso ridicolo e in effetti loro neppure si sentono stranieri.
Ho iniziato il lavoro quest'anno partendo dalle Olimpiadi per dare un segnale di pace e per rassicurare i nuovi inseriti che avevano un patrimonio linguistico e culturale comune.
Osservando che il nome di molti sport è uguale in tutto il modo, ho detto loro che erano stati inventati dagli inglesi. Al che una bambina mi ha chiesto:"Ma noi non abbiamo inventato nessuno sport?" "Noi chi?" ho chiesto "Noi italiani"
L'ho abbracciata la mia deliziosa Dianita... di nazionalità Ecuadoriana

Per i tre nuovi inseriti esistono ore intensive di italiano in piccolo gruppo, ma solo per non più di 10 ore la settimana per non più di 4 mesi.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Sono d'accordo sull'arricchimento dato un buon miscuglio di culture (quanto vi posterei una foto della classe di Sbarella con questi bimbi tutti diversi e sporchi allo stesso modo :0025
... questo e' il problema che ho in questo momento nel dover iscrivere Sbarella alla scuola elementare... come dicevo quelle che ho nel vicinato sono frequentate al 98% da musulmani, non e' pregiudizio ma non mi va che Sbarella sia una minoranza, anche perche' mi andrebbe poco bene se al 98% fossero Olandesi
 

Lettrice

Utente di lunga data
Verro' lapidata ma non ho mai preso parte a cortei ed occupazioni... ce ne furono parecchi al tempo della prima elezione di Berlusconi... sfortunatamente la maggior parte degli studenti e' malinformata e comunque capisce poco... dovrebbero studiare e cambiare il sistema dall'interno... che poi e' l'unico vero modo per fare qualcosa.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Sono d'accordo sull'arricchimento dato un buon miscuglio di culture (quanto vi posterei una foto della classe di Sbarella con questi bimbi tutti diversi e sporchi allo stesso modo :0025
... questo e' il problema che ho in questo momento nel dover iscrivere Sbarella alla scuola elementare... come dicevo quelle che ho nel vicinato sono frequentate al 98% da musulmani, non e' pregiudizio ma non mi va che Sbarella sia una minoranza, anche perche' mi andrebbe poco bene se al 98% fossero Olandesi
Dal punto di vista culturale la mia classe è molto varia. Gli stranieri sono in prevalenza centro/sudamericani, ma ho 2 bulgari, 1 ucraina, 2 pachistani, 1 nuovo bambino del Bangladesh, 1 cinese e una fantastica bambina di coppia mista (madre centroamericana e padre tunisino che ...comunicano tra loro, ovviamente, in italiano). Dal punto di vista religioso 4 non seguono la religione cattolica, ma solo tre sono musulmani.
Ho avuto qualche problema, in passato, con un genitore musulmano, ma li ho avuti anche con italiani, la maggior parte dei genitori sono rispettosi e collaborativi e disponibilissimi ad aprirsi a esperienze nuove.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Dal punto di vista culturale la mia classe è molto varia. Gli stranieri sono in prevalenza centro/sudamericani, ma ho 2 bulgari, 1 ucraina, 2 pachistani, 1 nuovo bambino del Bangladesh, 1 cinese e una fantastica bambina di coppia mista (madre centroamericana e padre tunisino che ...comunicano tra loro, ovviamente, in italiano). Dal punto di vista religioso 4 non seguono la religione cattolica, ma solo tre sono musulmani.
Ho avuto qualche problema, in passato, con un genitore musulmano, ma li ho avuti anche con italiani, la maggior parte dei genitori sono rispettosi e collaborativi e disponibilissimi ad aprirsi a esperienze nuove.

Credo che i genitori possano essere una rottura di palle a prescindere dalla provenienza

Ecco la tua classe e' un miscuglio favoloso... nessuna componente predomina ne etnica ne religiosa... ma tu pensa a una classe in cui 12 bimbi su 13 sono musulmani... per me non s'ha da fare
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Credo che i genitori possano essere una rottura di palle a prescindere dalla provenienza

Ecco la tua classe e' un miscuglio favoloso... nessuna componente predomina ne etnica ne religiosa... ma tu pensa a una classe in cui 12 bimbi su 13 sono musulmani... per me non s'ha da fare
In effetti ...però sempre meglio di una di ...testimoni di Geova..
 

Mari'

Utente di lunga data

Rebecca

Utente di lunga data
Perché vogliono che imparino bene una lingua straniera ...e si sa che una lingua si impara solo se si è costretti ad usarla per fare comunicare emozioni, situazioni di vita, contenuti di studio*.
Per me commettono un errore dando più importanza a questo aspetto rispetto alla formazione complessiva che nella scuola italiano pubblica è più ricca.



*da spiegare a chi vuole classi separate per stranieri.
Ho imparato benissimo l'inglese in aula a topolinia. Figuriamoci se non l'imparano dei bambini che poi vivono in Italia.
Io se avessi un figlio non vorrei che il programma andasse a rilento per recuperare chi non sta al passo. Mi sembra giusto anche per loro metterceli, al passo. Vale per gli stranieri che non sanno l'italiano e per gli italiani che non stanno al passo per altri motivi.
 

Rebecca

Utente di lunga data
Verro' lapidata ma non ho mai preso parte a cortei ed occupazioni... ce ne furono parecchi al tempo della prima elezione di Berlusconi... sfortunatamente la maggior parte degli studenti e' malinformata e comunque capisce poco... dovrebbero studiare e cambiare il sistema dall'interno... che poi e' l'unico vero modo per fare qualcosa.
Verrò lapidata anche io, ma trovo che le occupazioni siano un gravissimo atto di prevaricazione e, in quanto tale, di violenza. Indipendentemente da chi sia al governo e contro chi si manifesti. Si manifesta fuori, non si occupa! E non tovo bello che i docenti sollecitino occupazioni. La scuola deve essere aperta, accessibile a chiunque ci voglia andare.
 

Grande82

Utente di lunga data
Verrò lapidata anche io, ma trovo che le occupazioni siano un gravissimo atto di prevaricazione e, in quanto tale, di violenza. Indipendentemente da chi sia al governo e contro chi si manifesti. Si manifesta fuori, non si occupa! E non tovo bello che i docenti sollecitino occupazioni. La scuola deve essere aperta, accessibile a chiunque ci voglia andare.
infatti gli universitari italiani da SETTIMANE fanno lezione in piazza.... e oggi anche una 24ore no stop a firenza.....
 

Grande82

Utente di lunga data
Ho imparato benissimo l'inglese in aula a topolinia. Figuriamoci se non l'imparano dei bambini che poi vivono in Italia.
Io se avessi un figlio non vorrei che il programma andasse a rilento per recuperare chi non sta al passo. Mi sembra giusto anche per loro metterceli, al passo. Vale per gli stranieri che non sanno l'italiano e per gli italiani che non stanno al passo per altri motivi.
rita, parliamo come mangiamo e non offendiamo le reciproche inteliggenze. la legge on l'ho letta, ma se come ho sentito gli stranieri avrebbero classi separate non solo per le lingue ma per tutto, si tratta di LEGGI RAZZIALI.
Ah, solo una cosa: io del programma delle elementari non ricordo se eravamo bravi o rallentati dalla ragazzina down, ma ricordo l'arricchimento emotivo di quella che veniva dal nord e delle aragzzina down e del bambino che veniva a piedi dall'istituto per orfani, che era in campagna.... queste cose qui.... e ricordo bene che la mia insegnante faceva lezione di religione una volta l'anno perchè non le piaceva.... i difetti dell'insegnante unico...........
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ho imparato benissimo l'inglese in aula a topolinia. Figuriamoci se non l'imparano dei bambini che poi vivono in Italia.
Io se avessi un figlio non vorrei che il programma andasse a rilento per recuperare chi non sta al passo. Mi sembra giusto anche per loro metterceli, al passo. Vale per gli stranieri che non sanno l'italiano e per gli italiani che non stanno al passo per altri motivi.
L'apprendimento nella scuola primaria non funziona come avviene negli ordini di scuola successivi (soprattutto a livello superiore dove un insegnamento teorico può essere utile in una prima fase perché già si possiedono le regole della propria lingua). Già da qualche tempo (uhm ...sessantina d'anni dalla riforma di Dewey negli USA) si è compreso che i bambini imparano facendo e che, in particolar modo la lingua, può essere imparata più efficacemente se è strumento per esprimere quel che si fa e si vive piuttosto che attraverso l'insegnamento formale delle strutture. Questo insegnamento deve essere successivo e dev'essere una riflessione sulla lingua usata e non una trasmissione di regole rigide da applicare (grammatica, analisi logica, ecc).
Esistono molte sperimentazioni, infatti, che hanno ottenuto risultati sorprendenti di insegnamento dell'inglese utilizzandola come lingua veicolare per determinati apprendimenti. Ad esempio si insegna scienze in inglese, ovvio a livello di base, quando scienze significa fare, sperimentare, osservare, imparare il metodo scientifico e verbalizzare le esperienze e comunicarle.
Risulta quindi evidente che l'esperienza di classe (in un contesto ricco e stimolante quale è quello del tempo pieno) è la migliore situazione per acquisire anche la lingua italiana.
Del resto i bambini che si trovassero isolati dai loro coetanei italiani non potrebbero instaurare con loro le relazioni amicali che consentono anche fuori di sperimentare l'uso della lingua. Mi sembra evidente che frequenterebbero spontaneamente coloro che hanno conosciuto nelle classi "speciali" utilizzando tra loro, giocoforza, un linguaggio ridotto.
Le eventuali difficoltà di alunni non di madre lingua italiana (poi non so quanti italiani siano ancor oggi di madre lingua italiana e non dialetto in molte parti d'Italia...) non possono che stimolare la riflessione sulla nostra lingua più motivata per la naturale curiosità a comprendere le "singolari" caratteristiche nella nostra lingua rispetto, ad esempio, al maschile e femminile e alle concordanze con gli aggettivi o alla costruzione sintattica.
Le classi omogenee, ovvero composte da alunni con le stesse caratteristiche, alte o basse (che si presume di poter valutare oggettivamente?), sono state sperimentate e sono state superate da ormai molti decenni perché demotivanti per tutti.
A richiesta posso fornire bibliografia
 

Rebecca

Utente di lunga data
rita, parliamo come mangiamo e non offendiamo le reciproche inteliggenze. la legge on l'ho letta, ma se come ho sentito gli stranieri avrebbero classi separate non solo per le lingue ma per tutto, si tratta di LEGGI RAZZIALI..
La proposta - per come l'ho sentita io - si riferiva a classi per imparare l'italiano per poi essere reinseriti nel corso principale. Ma insomma una scuola che riesce ad essere più adeguata alle differenti esigenze degli alunni, alle differenti velocità (non parliamo di intelligenza o dignità, ma di strumenti), che non appiattisce verso il basso, ma che si prende cura degli alunni secondo le loro specifiche nezessità, pare una cosa troppo brutta... é l'eterno dilemma dei bambini molto dotati che rischiano di annoiarsi nelle classi in cui si trovano... Con tutte le debite differenze, se ti vai a iscrivere a qualche corso nelle università estere, devi dimostrare di conoscere la lingua. Non mi pare una cosa scandalosa e nemmeno discriminante. Poi non ho capito dove avrei offeso l'intelligenza di chi...

Ah, solo una cosa: io del programma delle elementari non ricordo se eravamo bravi o rallentati dalla ragazzina down, ma ricordo l'arricchimento emotivo di quella che veniva dal nord e delle aragzzina down e del bambino che veniva a piedi dall'istituto per orfani, che era in campagna.... queste cose qui.... e ricordo bene che la mia insegnante faceva lezione di religione una volta l'anno perchè non le piaceva.... i difetti dell'insegnante unico...........
Io delle elementari ricordo che mi ero fatta amica della bambina rom (allora una vera assoluta rarità) e che in quel periodo ero rimasta indietro, studiavo poco e scappavo pure da scuola. Comunque eravamo amiche e a me piaceva. Però adesso capisco anche come poteva vedere mia madre la questione. Perchè non ci devono essere strumenti di integrazione? Integrazione non significa solo "metterli tutti assieme"... P.S. L'arricchimento emotivo per me non viene dall'orfano, dallo straniero, dal down. Viene dall'umanità delle persone, indipendentemente dalla loro nazionalità, o situazione familiare, o stato di salute....
 

Rebecca

Utente di lunga data
L'apprendimento nella scuola primaria non funziona come avviene negli ordini di scuola successivi (soprattutto a livello superiore dove un insegnamento teorico può essere utile in una prima fase perché già si possiedono le regole della propria lingua). Già da qualche tempo (uhm ...sessantina d'anni dalla riforma di Dewey negli USA) si è compreso che i bambini imparano facendo e che, in particolar modo la lingua, può essere imparata più efficacemente se è strumento per esprimere quel che si fa e si vive piuttosto che attraverso l'insegnamento formale delle strutture. Questo insegnamento deve essere successivo e dev'essere una riflessione sulla lingua usata e non una trasmissione di regole rigide da applicare (grammatica, analisi logica, ecc).
Esistono molte sperimentazioni, infatti, che hanno ottenuto risultati sorprendenti di insegnamento dell'inglese utilizzandola come lingua veicolare per determinati apprendimenti. Ad esempio si insegna scienze in inglese, ovvio a livello di base, quando scienze significa fare, sperimentare, osservare, imparare il metodo scientifico e verbalizzare le esperienze e comunicarle.
Risulta quindi evidente che l'esperienza di classe (in un contesto ricco e stimolante quale è quello del tempo pieno) è la migliore situazione per acquisire anche la lingua italiana.
Del resto i bambini che si trovassero isolati dai loro coetanei italiani non potrebbero instaurare con loro le relazioni amicali che consentono anche fuori di sperimentare l'uso della lingua. Mi sembra evidente che frequenterebbero spontaneamente coloro che hanno conosciuto nelle classi "speciali" utilizzando tra loro, giocoforza, un linguaggio ridotto.
Le eventuali difficoltà di alunni non di madre lingua italiana (poi non so quanti italiani siano ancor oggi di madre lingua italiana e non dialetto in molte parti d'Italia...) non possono che stimolare la riflessione sulla nostra lingua più motivata per la naturale curiosità a comprendere le "singolari" caratteristiche nella nostra lingua rispetto, ad esempio, al maschile e femminile e alle concordanze con gli aggettivi o alla costruzione sintattica.
Le classi omogenee, ovvero composte da alunni con le stesse caratteristiche, alte o basse (che si presume di poter valutare oggettivamente?), sono state sperimentate e sono state superate da ormai molti decenni perché demotivanti per tutti.
A richiesta posso fornire bibliografia
Grazie, P/R cara, ma mi basta tirar giù i libri dalla libreria della sala.
Oddio, magari tocca anche spolverarli, ma mi sono fatta il mazzo sulla didattica della lingua e sulla psicolinguistica e ho insegnato a piccoli e adulti, ho superato il concorso e.... mi ricordo ancora le prime lezioni di inglese, alle elementari. Era una roba sperimentale", ma mi ricordo persino le pagine del libro. Insegnare una lingua in classe non significa necessariamente ricorrere all'insegnamento formale delle strutture.
Io sono d'accordo su quello che scrivi, sul modo di acquisire una lingua (anche se negli ultimi anni c'è stato qualche ripensamento da parte deglis studiosi dell'apprendimento del linguaggio sul "metodo comunicativo" spinto. Quello che non condivido è quando dici "Risulta quindi evidente che l'esperienza di classe (in un contesto ricco e stimolante quale è quello del tempo pieno) è la migliore situazione per acquisire anche la lingua italiana", perchè lo scopo della scuola non può essere esclusivamente diventare una classe di lingua "straniera?". Io non contesto che alla fine impareranno. Io osservo che gli altri rimangono indietro.
 
Stato
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