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Israele ha tolto l'eletricità a Gaza! GLi ospedali stanno decidendo se aiutare le emergenze della guerra o se aiutare le mamme in reparto maternità!
 
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http://it.youtube.com/watch?v=zmy1gVKRW4o&feature=channel

importante!



Per la propaganda, coralmente ripetuta dai media occidentali, Sharon sta “ritirandosi da Gaza” e “ha bloccato nuovi insediamenti sulla terra rubata ai palestinesi”, correndo rischi personali per attuare il suo generoso “piano di pace”. La benemerita B’Tselem, una coraggiosa organizzazione umanitaria ebraica, racconta un’altra verità nel suo ultimo rapporto.
Israele continua una politica di deliberato
“strangolamento” della Striscia di Gaza, tradendo nei fatti gli impegni che s’è assunto per trattato, violando ogni diritto umano e legge internazionale (1).
Le violazioni più pesanti riguardano l’impedimento di movimenti di persone e merci da e per Gaza. Le restrizioni alla libertà di movimento sono in genere arbitrarie, e messe in atto al solo scopo di umiliare e rendere la vita impossibile ai palestinesi. La prova è, dice B’Tselem che, appena un avvocato dei diritti umani o un’associazione umanitaria fa appello contro un permesso di passaggio negato, le autorità rovesciano le decisioni, per non avere guai giudiziari.
Ma poi ricominciano. Arabi di cittadinanza israeliana e palestinesi dei Territori Occupati trovano più facile persino visitare i loro congiunti in galera nelle prigioni israeliane, che i loro parenti
“liberi” nella presto “liberata” striscia di Gaza. La politica di strangolamento israeliana separa a forza famiglie, e persino coppie di coniugi.
E soprattutto, ha di fatto
“chiuso Gaza al mondo esterno”. E’ un feroce “assedio economico” che ha ridotto il 77 per cento dei residenti palestinesi a Gaza sotto il livello di povertà. Si tratta di oltre un milione di persone: numero raddoppiato rispetto al periodo precedente l’intifada. Il 23 per cento dei palestinesi di Gaza, 300 mila esseri umani, vive in situazione di “povertà estrema”.

Il rapporto di B’Tselem ha un titolo significativo:
“One big prison”, una grande prigione. Più precisamente, l’uomo di pace Sharon ha inventato una versione perfezionata di lager: il campo di sterminio con spese a carico dei destinatari. I nazisti, ad Auschwitz, si facevano almeno carico di distribuire ai loro prigionieri la sbobba. A Gaza, i prigionieri di un territorio che i loro carcerieri hanno “chiuso fuori dal mondo” devono arrangiarsi a comprare il cibo da soli. Se ci riescono.
E non basta. Sharon, l’eroe della pace che corre gravi rischi, perché annuncia che svuoterà alcuni insediamenti di fanatici giudei in terre palestinesi, in realtà sta facendo il contrario. Farà costruire 3500 nuove
“unità abitative” per fanatici, e dove? Nell’area (chiamata E-1) fra Gerusalemme e Ma’aleh Admunim, un insediamento rabbinico che ha già 40 mila abitanti (2). Il nuovo quartiere “romperà la continuità territoriale” fra il nord e il sud dei Territori Occupati, assolutamente necessaria ai palestinesi se uno Stato palestinese dovrà nascere. Ed è fatto appunto a questo solo scopo: rubare ancora un po’ di terra palestinese, perché gli umiliati non possano mai avere una parvenza di sovranità.
Il che significherà che Israele continuerà per sempre a
“difendere le strade strategiche” che ha scavato su terre palestinesi (e che sono vietate ai palestinesi) per collegare gli insediamenti illegali con la madrepatria; che continuerà a proteggere coi suoi cingolati e posti di blocco gli insediamenti illegali; e che è decisa in eterno, perciò, a spegnere col fuoco e col sangue l’inevitabile reazione araba alle proprie angherie.

La prospettiva è tale, che vi si è opposto persino Martin Van Crefeld. Si tratta di un analista militare israeliano, e per nulla un pacifista: tempo fa ha minacciato l’Europa, colpevole di nicchiare nell’invasione dell’Irak, di bombardamento atomico israeliano; è un fanatico assertore del
“nessuna trattativa coi palestinesi”, e per l’imposizione unilaterale delle condizioni più dure. Ma, da esperto militare, è allarmato dalla demoralizzazione che la guerra senza limiti, condotta per anni, ha già creato nell’ex glorioso esercito israelita. Questo tipo di ritorsioni contro i ribelli, dice, “sta consentendo ad ogni sorta di vandali, ladri, estorsori, sadici e pervertiti di realizzare le loro fantasie a spese di una popolazione inerme” (3).
Sta parlando dell’esercito israeliano: ogni settimana due
“soldati d’Israele” vengono messi sotto inchiesta per atti di sadismo o ruberie, e uno su due per omicidio immotivato; ma molti di più non vengono nemmeno inquisiti, perché ormai ai guardiani del lager a cielo aperto, tutto è lecito.
E’ la temuta
“demoralizzazione” (nel senso letterale: perdita dei freni morali) di forze armate ridotte da troppi anni al mestiere di aguzzini. E la degradazione etica dovuta all’abitudine di angariare la “razza inferiore” e ammazzare sub-umani, sta traboccando nella società civile: l’industria del sesso in Israele, basata spesso su donne dell’Est schiavizzate e cresciuta grazie alla “mafia russa” i cui capi sono stati accolti (tutti ebrei) nello Stato ebraico, ha ormai un giro d’affari di un miliardo di dollari l’anno. E la malavita è in combutta col potere, in una marea montante di corruzioni e collusioni che è sempre più difficile nascondere (4).

Per questo, persino Van Crefeld, il falco, ormai sostiene che Israele si deve ritirare entro i suoi confini del ’67, e ristabilire in Israele i 200 mila
“coloni” fanatici che vivono su terre rubate agli arabi: non per il bene dei palestinesi, si capisce, ma per la salvezza di Israele. Van Crefeld predica il ritiro delle truppe israeliane (i pervertiti) dal contatto coi palestinesi sui quali sfogano le loro fantasie sadiche, e la loro sostituzione con aerei spia e droni armati per fulminare dal cielo i “terroristi”.
Lasciamogli la parola:
“Israele deve sbarazzarsi della zavorra palestinese. Una volta fatto questo (rientrando nei confini del ’67) la minaccia residua sarà affrontata con metodi militari anziché politici”. Oltretutto l’angheria totale sui palestinesi, l’occupazione, costa: 10 miliardi di dollari fino ad oggi, e Van Crefeld è giustamente preoccupato. Lui propone un muro che chiuda completamente Israele dai territori circostanti: costerà solo mezzo miliardo di dollari, assai più economico. Il “grande ghetto” tecnologico, da cui Giuda farà decollare droni con missili intelligenti per fulminare i ribelli nel contiguo lager, a costo zero. Pare un incubo da forsennato, invece in Israele è ritenuto il progetto di un moderato. Il libro in cui Van Crefeld ha esposto la sua proposta è stato pubblicato in Usa, ma non nello stato ebraico.



di Maurizio Blondet
 
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Giovanni & uno di noi

parlavi di bambini palestinesi con fucili! ecco bambini israeliani che giocano!

non si può condannare, ci sono errori da TUTTE DUE LE PARTI!

perché condanni solo i palestinesi?




se cerchi l'immagini sbagliati li trovi da tutte due le parti!
 

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Per l'intelletto di Giovanni;

Quello che non sapete su Gaza

14 gennaio 2009 - Rashid Khalidi (professore di studi arabi alla Columbia, autore di “Sowing Crisis: The Cold War and American Dominance in the Middle East")
Fonte: New York Times

Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.
Il popolo di Gaza
La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.
L’occupazione
Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).
Il blocco
Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).
Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.
Il cessate-il-fuoco
Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.
Crimini di guerra
Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.
Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”
 

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Ci chiederemo perché odino così tanto l'Occidente

Robert Fisk

Fonte: The Independent - 07 gennaio 2009


E così Israele ha di nuovo aperto i cancelli dell'inferno per i palestinesi. Quaranta rifugiati civili morti in una scuola delle Nazioni Unite, altri tre in un'altra; non male per una notte di lavoro a Gaza dell'esercito che crede nella "purezza delle armi". Ma perché dovremmo sorprenderci?
Abbiamo forse dimenticato i 17.500 morti – quasi tutti civili, per la maggior parte donne e bambini – durante l'invasione israeliana del Libano nel 1982; i 1.700 civili palestinesi morti nel massacro di Sabra-Chatila; il massacro di Qana nel 1996 di 106 rifugiati libanesi, più della metà bambini, presso una base ONU; il massacro dei rifugiati Marwahin che lasciarono le loro case per ordine degli israeliani nel 2006 e che vennero uccisi da una squadra di elicotteri di Israele; i 1.000 morti di quello stesso bombardamento e dell’invasione del Libano nel 2006, quasi tutti civili?
Ciò che sorprende è che molti leader occidentali, molti presidenti e primi ministri, e temo anche direttori di giornali e giornalisti, si siano bevuti la vecchia menzogna: che gli israeliani fanno molta attenzione a evitare vittime civili. "Israele compie ogni sforzo possibile per evitare vittime civili," aveva detto un altro ambasciatore Israeliano solo poche ore prima del massacro di Gaza. E ogni presidente e primo ministro che ha ripetuto questa menzogna come una scusa per evitare un cessate il fuoco ha le mani sporche del sangue della strage della notte scorsa. Se George Bush avesse avuto il coraggio di richiedere un immediato cessate il fuoco 48 ore prima, quei 40 civili, i vecchi le donne e i bambini sarebbero ancora vivi.
Quello che è successo non è stato solo vergognoso. È stato una ignominia. Crimine di guerra sarebbe una descrizione troppo forte? Perché è così che avremmo chiamato questa atrocità se fosse stata commessa da Hamas. Quindi temo che sia stato un crimine di guerra. Dopo essermi occupato di così tante uccisioni di massa da parte degli eserciti del Medio Oriente – da parte delle truppe siriane, irachene, iraniane, israeliane – suppongo che la mia reazione dovrebbe essere il cinismo. Ma Israele sostiene che sta combattendo la nostra guerra contro il "terrore internazionale". Gli israeliani sostengono che a Gaza stanno combattendo per noi, per i nostri ideali occidentali, per la nostra sicurezza, secondo i nostri standard. E quindi siamo anche noi complici nella ferocia che si sta riversando su Gaza.
Ho riferito le scuse che l'esercito Israeliano ha addotto in passato per questi attentati. Dato che potrebbero essere ripetute di nuovo nelle prossime ore, eccone alcune: che i palestinesi hanno ucciso i propri rifugiati, che i palestinesi hanno riesumato i corpi dai cimiteri e i hanno lasciati tra le rovine, che alla fine i colpevoli sono i palestinesi perché hanno supportato una fazione armata, o perché i palestinesi armati hanno deliberatamente usato i rifugiati innocenti come copertura.
Il massacro di Sabra e Chatila è stato commesso dai falangisti libanesi, alleati della destra israeliana, mentre le truppe israeliane, come ha rivelato la stessa commissione d’inchiesta israeliana, sono stati a guardare per 48 ore senza fare niente. Quando venne data la colpa a Israele, il governo di Menachem Begin accusò il mondo di diffamazione. Dopo che l'artiglieria israeliana aveva sparato delle granate sulla base ONU a Qana nel 1996, gli israeliani sostennero che la base dava rifugio anche a dei terroristi Hezbollah. Era falso. Gli oltre 1.000 morti del 2006 – una guerra iniziata quando gli Hezbollah catturarono due soldati israeliani sul confine – sono stati semplicemente liquidati come responsabilità di Hezbollah. Israele ha sostenuto che i corpi dei bambini uccisi in un secondo massacro di Qana potevano essere stati prelevati dal cimitero. Un'altra menzogna. Il massacro di Marwahin non è stata mai giustificato. La gente del villaggio ricevette l’ordine di fuggire; essi obbedirono agli ordini israeliani e vennero poi attaccati da un elicottero militare da combattimento israeliano. I rifugiati presero i loro bambini e si misero intorno al camion in cui viaggiavano in modo che i piloti israeliani potessero vedere che erano degli innocenti. L'elicottero israeliano li falciò da breve distanza. Solo due sopravvissero facendo finta di essere morti. Israele non si scusò nemmeno.
Dodici anni prima, un altro elicottero Israeliano attaccò un’ambulanza che trasportava civili da un villaggio vicino – ancora una volta dopo che Israele aveva ordinato loro di andarsene – e uccise tre bambini e due donne. Gli israeliani hanno sostenuto che nell'ambulanza c'era un miliziano Hezbollah. Non era vero. Ho seguito tutte queste atrocità, ho indagato su ognuna, ho parlato con i sopravvissuti. Diversi miei colleghi hanno fatto la stessa cosa. Il nostro destino, ovviamente, è stato la diffamazione più ingiuriosa: siamo stati accusati di antisemitismo.
E io scrivo quanto segue senza il minimo dubbio: sentiremo di nuovo tutte queste invenzioni scandalose. Ci propineranno la menzogna che la colpa è di Hamas – lo sa dio se non c'è già abbastanza da incolparli senza aggiungere questo crimine – così come quella dei corpi prelevati dal cimitero, quasi sicuramente ci verrà fornita la falsità che Hamas era nella scuola dell'ONU e ci daranno sicuramente in pasto la bugia dell'antisemitismo. E i nostri capi di stato sbufferanno e ricorderanno al mondo che è stato Hamas in origine a violare il cessate il fuoco. Non è vero. È stato Israele a violarlo, prima il 4 novembre, quando con il suo bombardamento vennero uccisi sei palestinesi a Gaza e di nuovo il 17 novembre quando un altro bombardamento uccise altri quattro Palestinesi.
Certo, gli israeliani meritano la sicurezza. Venti israeliani morti in 10 anni attorno a Gaza sono veramente una cifra spiacevole. Ma i 600 palestinesi morti in una sola settimana, migliaia negli anni a partire dal 1948 – quando il massacro perpetrato dagli israeliani a Deir Yassin contribuì a dare il via alla fuga dei palestinesi da quella parte della Palestina che sarebbe diventata Israele – si collocano in una scala totalmente diversa. Queste proporzioni ricordano non una normale carneficina mediorientale, ma un’atrocità a livello delle guerre dei Balcani degli anni Novanta. E ovviamente, quando un arabo si mette in moto con furia sfrenata e sfoga la sua rabbia cieca e incendiaria sull'Occidente, diremo che non ha niente a che fare con noi. Perché ci odiano, ci chiederemo? Ma non diciamo di non conoscere la risposta.
 

Nordica

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Palestine Monitor

17 Gennaio 2009

For the 22th consecutive day, Gazans are besieged and attacked by air, land and sea.

Since the beginning of the raids, and as of today:

At least 1,169people have reportedly been killed
(1.169 persone morti)
This includes more than 351 children and 106 women
(di questi 351 bambini e 106 donne)
More than 5,200 have sustained heavy injuries
(più di 5.200 feriti)
This includes 411 seriously wounded
(di questi 411 gravi)
The majority of the casualties are civilians and 48% are children and women.
(la maggioranza sono 48% civili)
At least 1/3 of the dead and injured in Gaza are children.
(almeno 1/3 dei feriti e morti sono bambini)
At least 22 families were reportedly struck, killing fathers, mothers and children (almeno 22 entere familie sono stati uccisi)
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Pietà
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
soltanto un piccolo riassunto della situazione li giù, visto che tanti non sembrano informati!|
Chi ha già una sua idea non si fa spostare dall'abbondanza di informazioni, né dalle argomentazioni.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
non hai capito il punto della questione!

ecco perché parli così!

inutile parlarne ancora io e te!

non sono del tuo parere!

politicamente non compatibile!

non tutti possono essere intelligenti come te, forti e decisi come te!

ma per questo non gli auguro la morte!

se tutte le persone che vogliono vivere a casa propria sono da uccidere, allora bisognerebbe eliminare quasi tutto iol mondo!

e se la tua teoria si verificasse allora arriverebbero cento miglioni di persone da tutto il mondo qui in italia a cercare la fortuna! AFRICANI, ASIATICI, ETC....

io invece penso che se devi aiutare qualcuno lo devi fare a casa loro!

aiutare a creare un mondo migliore!

a riparare poi quel torto che e stato fatto anni fa!

se domani tutti l'italiani del sud verebbero al nord a vivere e lavorare, perche si sta meglio! e rimanesse la terra del sud, bruciata e disabitato, che vita sarebbe! non e meglio migliorare le possibilità di vita al sud e rimanere come siamo oggi! (anché meglio di oggi)

non posso essere daccordo sul fatto che bisogna scappare dalla miseria! bisogna lavorare sulla sconfitta della miseria! ma pur restando a casa propria!

io non sono venuta in italia perché a casa stavo male! anzi economicamente e lavorativamente stavo meglio! ma per viaggio e poi per amore!
Va bene. Dalla tua ottica non si può fare nulla. Non muovendomi di casa non posso cambiare nulla. Dico quindi: "non muovetevi, valutate le opzioni che ancora avete". Se dico questo di fronte a loro, mi sparano a vista. Israeliani come Palestinesi. E dicendo, la gente resti lì dove stanno peggio, è come dire: "me ne frego del tuo problema. Basta che non vieni qua!".

Da casa posso premere il pulsante. Posso anche non fare nulla, e sperare che qualcun altro prema il pulsante. Oppure posso sperare che nessuno lo preme e che il livello di merda si alzi abbastanza in fretta.

Il fatto è che i Palestinesi vogliono tornare. La striscia di Gaza non è casa loro. Ma Israele li tiene lì stipati. Ma li lascerebbe andare se ne andassero da una sola parte. Insomma, i Palestinesi come Israeliani vogliono entrambi la terra di prima e la striscia! E questo non è ammissibile per entrambi. Israele è un paese piccolo, e la Palestina ne fa parte.

Non ho detto che per noi da fuori non ci sono soluzioni per risolvere il problema, ma chi deve viverci non ci sta. Per cui la tavola rasa non è un pensiero così lontano da molte menti. Incompatibili, crudeli, ma onesti e realistici. Almeno questo.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
ecco perché dico che secondo me non ci sei stato!

fino a poco tempo fa mica strisciavano mezzi-morti sulle strade a Gaza!

Gaza city era abbastanza vivibile! con lavoro e vita culturale!

le persone si facevano il mazzo per vivere bene! andando a lavorare anche oltre Gaza, facendo kilometri al giorno! poi ci sono anche persone dottori, ingenieri, proffessori....

non capisco che veduta hai del popolo palestinese! sono civilizzati!

non crederai veramente a quelli deficienti che fanno vedere i bambini con il fucile! credi che la vita loro e cosi!"

ci sono anche persone normali!
Gaza è sempre stato un macello. Gran parte della popolazione ha delle ferite di guerra. Sono terrorizzati. E terrorizzano.

Nelle strade si vive perché c'è il sopprimente regno di Israele. Per una cazzata ti si puntano decine di fucili.

Nella stazione di polizia ti trattano come un pezzo di merda. Sei visitatore dell'Europa? Perché sei venuto, non vedi cosa succede qui? Sei uno di loro. Facci vedere cosa hai in tasca. Polizia Israeliana. Sempre stato così. Un po' meno violento durante il regno di Arafat.

Si aggiunge il caldo, umido, le mosche e zanzare, la puzza nelle strade. Traffico caotico. Ogni passo che fai potrebbe essere l'ultimo. Ogni giorno esplosioni. Senti sparare, colpi singoli, colpi a raffica. Entri nel bus col timore di un pazzo che si suicida assieme a te perché hai una faccia diversa. Lo stesso nei ristoranti, nel treno. Ovunque sei, devi far notare che sei uno di "fuori". Oppure sei morto.

L'unico visitatore che sopravvive e quello che si traveste da turista. Non lo sapevi?

Viaggi nel bus in altre città. L'autista avvisa di restare calmi perché potrebbe capitare un assalto. Ma come? In un paese civilizzato ci sono le bande armate che razziano i mezzi pubblici?

Ninna, io non so se ti rendi bene conto di quale paese, di quale nazione si parla. E' un luogo dove vivono solo masochisti e sadisti. Non ne ho visto altri.
 
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