E Berlusca applaude..ma applaude a cosa?

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Old angelodelmale

Guest
Purtroppo si... e questo la dice lunga sulla cosiddetta "coscienza civile" degli italiani.
E non c'entra nulla il buonismo, come dicono alcuni... io sono tutto tranne che buonista. Ma al vuoto mentale di certi individui necessitano le facili etichette, per non implodere.
concordo. la cosa triste è che chi fa certi discorsi, la coscienza civile la pretende e,ancora più comico, crede di poterla professare.
quella del buonismo è poi una scusa dietro la quale nascondersi per giustificare pensieri gretti e molto cavernicoli, indice di una ignoranza sconcertante.

è più facile tirare giù un muro rovinato, che sistemarlo.
 

LDS

Utente di lunga data

LDS

Utente di lunga data
concordo. la cosa triste è che chi fa certi discorsi, la coscienza civile la pretende e,ancora più comico, crede di poterla professare.
quella del buonismo è poi una scusa dietro la quale nascondersi per giustificare pensieri gretti e molto cavernicoli, indice di una ignoranza sconcertante.

è più facile tirare giù un muro rovinato, che sistemarlo.

la vita di una bambina non la sistemi più e io non spreco tempo e denaro per riabilitare un assasino.
 

Nobody

Utente di lunga data
è indubbio comunque che se capitasse a qualcuno al quale vuoi bene perdi lucidità e l'unico sentimento che ti prende oltre ad un dolore infinito è la vendetta. direi molto umano
e quelle merde dei politici ci cavalcano sopra da sempre
Assolutamente si. Per certi atti atroci, ho sempre considerato la vendetta del singolo "giustificabile" nella sua comprensibilità. Alla fine, è un rapporto diretto tra lui e il mondo. E' una scelta personale, indefinibile in un contesto etico generale. Sarebbe auspicabile non avvenisse, ma non me la sentirei mai di condannarla aprioristicamente.
Ma pretendere che uno stato ragioni, con le sue leggi, sull'onda emozionale del singolo... no.
 

LDS

Utente di lunga data
Assolutamente si. Per certi atti atroci, ho sempre considerato la vendetta del singolo "giustificabile" nella sua comprensibilità. Alla fine, è un rapporto diretto tra lui e il mondo. E' una scelta personale, indefinibile in un contesto etico generale. sarebbe auspicabile non avvenisse, ma non me la sentirei mai di condannarla aprioristicamente.
Ma pretendere che uno stato ragioni, con le sue leggi, sull'onda emozionale del singolo... no.
certo, ecco perchè non si possono fare le ronde notturne con i paterfamilias armati di picconi. Ma lo stato può e deve intervenire nelle città con i militari.
 

brugola

Utente di lunga data
Ma pretendere che uno stato ragioni, con le sue leggi, sull'onda emozionale del singolo... no.
ti rendi conto di come stanno strumentalizzando questi stupri i politici oggi??
e durante la campagna elettorale ci hanno stropicciato i cabasisi che la sicurezza era il primo punto??? poi niente...come sempre
 
O

Old angelodelmale

Guest
è indubbio comunque che se capitasse a qualcuno al quale vuoi bene perdi lucidità e l'unico sentimento che ti prende oltre ad un dolore infinito è la vendetta. direi molto umano
e quelle merde dei politici ci cavalcano sopra da sempre
infatti un padre (o una madre) di un bambino vittima di pedofilia, che va ad uccidere il colpevole, lo capisco.
 

Mari'

Utente di lunga data
Cristo, dove siamo finiti.


 

Old Giusy

Utente di lunga data
Purtroppo si... e questo la dice lunga sulla cosiddetta "coscienza civile" degli italiani.
E non c'entra nulla il buonismo, come dicono alcuni... io sono tutto tranne che buonista. Ma al vuoto mentale di certi individui necessitano le facili etichette, per non implodere.
Sono un'insegnante e la coscienza civile la trasmetto tutti i giorni ai miei ragazzi. Il punto è che oggi tutto sembra possibile, ogni voglia può essere soddisfatta, ogni pruderia tolta, ai danni degli indifesi, perchè non c'è prevenzione, ma non c'è anche il timore di essere puniti. E' come a scuola: un ragazzo non sempre ha la maturità di capire che certi atteggiamenti sono scorretti, per cui, oltre al dialogo, è necessario che sentano l'autorità, del professore, del preside. Un uomo che per soddisfare le sue voglie ha bisogno di violentare una donna evidentemente ha superato la fase del "ho capito che non posso commettere uno stupro perchè è sbagliato", ma anche la fase "non posso commettere uno stupro perchè ho paura di essere punito". E cosa facciamo allora? Restiamo a guardare? Il carcere non deve essere un centro di permanenza, ma va inteso come punizione, e pertanto deve essere duro. E poi: perchè non si può pensare che questi uomini che si sono abbassati ad un tale livello di violenza non possano anche lavorare duramente per la società? Il tutto accompagnato dalla riflessione. Forse rendersi conto di ciò che è stato commesso è più intollerabile da sopportare che un lavoro pesante....
Io sento parlare un pò troppo di comprensione e giustificazione, e questo purtroppo porta alla denegerazione e al tutto è consentito...
 
benedico il fato per non vivere in un paese come la cina dove si praticano le torture aberranti che non placano gli animi delle vittime ma duplicano il male.
vergogna dell'umanità
 
O

Old angelodelmale

Guest
C'e' la possibilita che se il soggetto perfettamente recuperato, dopo aver scontato 26anni di carcere puo usufruire delle liberta' condizionale.
e no qua non condivido affatto.
se la condanna è il carcere a vita, carcere a vita sia
 

Mari'

Utente di lunga data

Old Aleluja

Utente di lunga data
Buongiorno.
credo che di questi argomenti bisognerebbe parlarne, come dice minerva, senza pensare "se succedesse a me"..ci sarà sempre qualcuno a cui sarà successo o succederà...e non si può lasciare in mano a gendarmi del far west la giustizia, di qualunque reato si tratti. carcere duro, certezza e velocità della pena. Questa è civiltà..nel far-west succede sempre che qulache innocente ci lasci le penne e anche solo un innocente è già troppo...
se succedesse a mia figlia sarei così preso nel mio dolore e nel cercare di "riprenderla" che non m'importerebbe o non avrei tempo per pensare di giustiziare o condannare personalmente il reo...certo che poi vedere una pena non certa e una detenzione blanda farebbe scattare in me la rabbia..ma questa rabbia andrebbe decontestualizzata e resa al servizio della società e non del singolo e resa "utile" prima del "se succedesse a me".
IMHO
 
O

Old angelodelmale

Guest
Angeli' 26anni di carcere cambiano una persona, la cambiano.
non lo discuto, ma secondo me non è questo il punto.
l'ergastolo diventano 26 anni.
20 anni diventano 10.
5 anni diventano 2 + 3 con la condizionale.
e si torna a bomba: poca credibilità della giustizia nell'applicazione della legge
 

Old Aleluja

Utente di lunga data
la vita di una bambina non la sistemi più e io non spreco tempo e denaro per riabilitare un assasino.
non esageriamo..conosco e molto bene una donna stuprata a 13 anni e che seppur con difficoltà, ha una vita normale..certo che può succedere che non si sistemi, come può succedere che non si sistemi la vita di un adulto che magari perde il lavoro...
 

Nobody

Utente di lunga data
ti rendi conto di come stanno strumentalizzando questi stupri i politici oggi??
e durante la campagna elettorale ci hanno stropicciato i cabasisi che la sicurezza era il primo punto??? poi niente...come sempre
Guarda che ai bastardi poltronati queste vicende fanno solo comodo... prima ci fanno le campagne elettorali, poi le usano per distrogliere l'opinione pubblica dai casini che dovrebbero risolvere.
 

Mari'

Utente di lunga data
non lo discuto, ma secondo me non è questo il punto.
l'ergastolo diventano 26 anni.
20 anni diventano 10.
5 anni diventano 2 + 3 con la condizionale.
e si torna a bomba: poca credibilità della giustizia nell'applicazione della legge
Appunto! ... tutto il resto e' la classica tarantella per dar da mangiare agli avvocati.
 
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