Bah...io non è che capisca tanto il senso dell'integrazione.
Non ho mai pensato di "dovermi" integrare con un gruppo. Io sono un singolo, non un gruppo.
l'integrazione, se proprio la vogliamo chiamare così, e preservare un termine che per me è vuoto, avviene naturalmente.
Faccio un esempio, spero di spiegarmi e di non essere equivocata: una delle mie migliori amiche è rumena. E non è una immigrata di lusso: fa le pulizie, nonostante nel suo paese abbia conseguito un buon titolo di studio. Io non mi sono integrata con lei, nè lei con me. Ci siamo conosciute, ci siamo trovate d'accordo su molte cose, siamo diventate amiche. Nessuno dimentica che non proveniamo nè dallo stesso paese, nè dallo stesso contesto economico, eppure non siamo così incompatibili; diverse, ma non incompatibili.
In classe di mia figlia c'è un bimbo rumeno (non proviene dai campi nomadi e i suoi genitori lavorano, non delinquono); è uno scolaro al pari degli altri. Mia figlia non ha mai paerlato di lui in termini diversi rispetto ad altri.
Questa è integrazione? Non vedo la difficoltà. Parlo di rumeni, ma potrei parlare di altre etnìe.
Non parlo dei delinquenti, che per me sono delinquenti e basta. Non hanno razza, nè cultura. Con questi non è possibile andare d'accordo, mi pare evidente.
Io non voglio "integrarmi" con il delinquente. Qualunque sia il suo idioma.