Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
10/8/2008 (8:12) - IL PERSONAGGIO
L'ex ragazza delle zoo di Berlino ricade nella droga
Aveva raccontato al mondo il dramma dei cocainomani
ALESSANDRO ALVIANI
BERLINO
Non ce l’ha fatta. Lo spettro che si era impossessato di lei ancora giovanissima e l’aveva trasformata in un simbolo a livello mondiale è tornato a bussare alla sua porta e l’ha sopraffatta ancora una volta, a trent’anni di distanza. Chistiane Vera Felscherinow, la «Chistiane F.» del libro «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino», è tornare a fare uso di droga, secondo quanto rivela il quotidiano della capitale B.Z.
Da qualche tempo Christiane, oggi quarantaseienne, aveva ricominciato a frequentare compagnie poco limpide. Solo il luogo era diverso: non più quella stazione berlinese di Zoologischer Garten descritta nel libro come centro della prostituzione infantile e dello spaccio di eroina, bensì Kottbusser Tor, celebre punto di incontro nella multiculturale Kreuzberg.
E poi Amsterdam. Qui la donna si era trasferita a febbraio, ricadendo a poco a poco vittima dei suoi incubi: aveva ricominciato a bere, a consumare eroina. E, soprattutto, a non prendersi più cura del figlio, oggi undicenne. Lo stesso figlio che, dopo il suo ritorno in Germania, a giugno, le è stato sottratto dall’ufficio per i minorenni di Potsdam. Al momento, ha chiarito un portavoce dell’ufficio, una riconsegna del bambino «è esclusa». Prima la donna dovrà riuscire a ridiventare padrona della sua vita. Quella vita che era già uscita dai binari una volta, a dodici anni, quando Chistiane Vera Felscherinow aveva fatto le prime esperienze con le droghe.
A quattordici, ormai dipendente dall’eroina, aveva iniziato a prostituirsi nell’area intorno allo zoo di Berlino. Primo passo verso l’abisso che, tra esperienze traumatiche come la morte della migliore amica Babette Döge (Babsi), la più giovane vittima dell’eroina in Germania, la porterà nel 1978 a testimoniare in un processo. È l’occasione dell’incontro con Horst Rieck e Kai Hermann, i giornalisti dello Stern che la intervisteranno a più riprese, scrivendo poi «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino».
Un testo che svelerà per la prima volta la realtà quotidiana dei bambini schiavi della droga. Una notorietà improvvisa che Chistiane cercherà di dominare, lanciandosi in una breve carriera da attrice e cantante. Poi il trasloco in Grecia e il ritorno in Germania, a Berlino. Fino alla ricaduta. «È una donna senza lavoro, che si sente esclusa dalla società», aveva scritto il commentatore dello Spiegel dopo la sua ultima apparizione in tv, la scorsa estate
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200808articoli/35559girata.asp
L'ex ragazza delle zoo di Berlino ricade nella droga
Aveva raccontato al mondo il dramma dei cocainomani
ALESSANDRO ALVIANI
BERLINO
Non ce l’ha fatta. Lo spettro che si era impossessato di lei ancora giovanissima e l’aveva trasformata in un simbolo a livello mondiale è tornato a bussare alla sua porta e l’ha sopraffatta ancora una volta, a trent’anni di distanza. Chistiane Vera Felscherinow, la «Chistiane F.» del libro «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino», è tornare a fare uso di droga, secondo quanto rivela il quotidiano della capitale B.Z.
Da qualche tempo Christiane, oggi quarantaseienne, aveva ricominciato a frequentare compagnie poco limpide. Solo il luogo era diverso: non più quella stazione berlinese di Zoologischer Garten descritta nel libro come centro della prostituzione infantile e dello spaccio di eroina, bensì Kottbusser Tor, celebre punto di incontro nella multiculturale Kreuzberg.
E poi Amsterdam. Qui la donna si era trasferita a febbraio, ricadendo a poco a poco vittima dei suoi incubi: aveva ricominciato a bere, a consumare eroina. E, soprattutto, a non prendersi più cura del figlio, oggi undicenne. Lo stesso figlio che, dopo il suo ritorno in Germania, a giugno, le è stato sottratto dall’ufficio per i minorenni di Potsdam. Al momento, ha chiarito un portavoce dell’ufficio, una riconsegna del bambino «è esclusa». Prima la donna dovrà riuscire a ridiventare padrona della sua vita. Quella vita che era già uscita dai binari una volta, a dodici anni, quando Chistiane Vera Felscherinow aveva fatto le prime esperienze con le droghe.
A quattordici, ormai dipendente dall’eroina, aveva iniziato a prostituirsi nell’area intorno allo zoo di Berlino. Primo passo verso l’abisso che, tra esperienze traumatiche come la morte della migliore amica Babette Döge (Babsi), la più giovane vittima dell’eroina in Germania, la porterà nel 1978 a testimoniare in un processo. È l’occasione dell’incontro con Horst Rieck e Kai Hermann, i giornalisti dello Stern che la intervisteranno a più riprese, scrivendo poi «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino».
Un testo che svelerà per la prima volta la realtà quotidiana dei bambini schiavi della droga. Una notorietà improvvisa che Chistiane cercherà di dominare, lanciandosi in una breve carriera da attrice e cantante. Poi il trasloco in Grecia e il ritorno in Germania, a Berlino. Fino alla ricaduta. «È una donna senza lavoro, che si sente esclusa dalla società», aveva scritto il commentatore dello Spiegel dopo la sua ultima apparizione in tv, la scorsa estate
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200808articoli/35559girata.asp
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Ma perché ci si può salvare solo attraverso la notorietà?