danny
Utente di lunga data
A Milano è ben noto il boschetto dello spaccio, un'area vicina alla stazione di Rogoredo, dove l'eroina viene veduta a prezzi bassissimi e tali da attrarre tantissimi tossicomani anche da aree non vicinissime.
Per chi come me ha avuto la "fortuna" di passarci in mezzo il boschetto è una piccola tendopoli dove spacciatori marocchini (ecco probabilmente perché https://www.4minuti.it/citta/parla-mohammed-ex-militare-magrebino-vi-spiego-spaccio-0047600.html) e ragazzi mediamente sui 20 anni convivono in un mare di rifiuti, accendini gettati nell'erba. Quando ci entri la sentinella fischia per avvertire le persone che stanno lì. Per gli spacciatori è fondamentale per non farsi cogliere in flagranza. I ragazzi sono tantissimi e c'è un flusso continuo dalla stazione, come si fosse in centro.
C'è un certo giro di prostituzione, sono ragazze giovani, in alcuni casi insospettabilmente ancora belle, ma già limite della disperazione (ho visto ragazze mangiare panini sbocconcellati da sconosciuti che glieli hanno offerti in stazione), a volte quando le incroci il loro odore è acre, pensi che non si lavino da mesi, qualcuna è quasi nuda in questa estate calda. Alcuni di loro non hanno ancora l'aria di disadattati, sembrano ragazzi normali, altri sono già devastati, il corpo rivela la magrezza di chi è schiavo della tossicodipendenza.
In zona si chiede la bonifica dell'area, che è un parco molto bello, residuo di quello che prima della guerra doveva diventare il porto di Milano, collegato con i fiumi al mare, e che negli anni 50/60 era ancora una specie di lido per gli abitanti della zona, che andavano a fare il bagno lì. Io stesso da bambino ci andavo in bicicletta, quando una parte era stata preclusa perché divenuta negli anni '70 discarica (temo anche di rifiuti tossici, ricordo le fiammelle di notte) quando si decise che questa zona doveva diventare un ghetto per immigrati.
Il sindaco di Milano ha un progetto di bonifica per quella zona, attualmente affidata a un'associazione, che occupa anche dei rifugiati (pagati 350 al mese) per la sistemazione dell'area e dei volontari italiani oltre a qualche dipendente (solo a me sembrano tutti soggetti molto deboli e vulnerabili?). Ma se si è riusciti ad allontanare i rom che vi si erano insediati (lasciando le carcasse e i pezzi in plastica delle auto che dopo il furto smontavano per recuperare le parti in metallo che rivendevano) e le attività abusive delle vicinanze, il boschetto resta ancora lì.
Ma cosa rischia effettivamente uno spacciatore?
Perché stupisce che malgrado 10 incursioni della polizia siano ancora lì.
Con la depenalizzazione in effetti sembrerebbe poco, molto meno di un tempo.
http://www.sanremonews.it/2017/04/1...o-dai-carabineri-per-detenzione-di-droga.html
Praticamente una notte in carcere e 1000 euro di multa che ovviamente nessuno pagherà.
Il rischio effettivo di far parte della popolazione carceraria sembra ci sia alla quarta volta che uno viene beccato in flagrante, un'ipotesi tutto sommato irrealistica. Mi chiedo se sia davvero così.
La depenalizzazione in effetti è stata assai più severa con i nudisti (ma anche chi fa pipì per strada), che se non rischiano più il carcere, possono essere sanzionati con una multa di minimo 3000 euro, che, di solito, essendo persone con reddito e proprietà, devono pagare.
http://iltirreno.gelocal.it/regione...e-multa-ai-nudisti-per-16mila-euro-1.15649965
La conclusione un po' grottesca è che è da qualche anno sembra diventato molto meno rischioso vendere eroina in aree cittadine come parchi, stazioni, strade (con tutti i rischi per tutti del caso https://www.ilgiorno.it/sud-milano/cronaca/accoltellamento-san-giuliano-1.3914669) che praticare nudismo in aree appartate e lontane da tutti dove non ti vede nessuno.
So che qui ci sono persone che sono esperte in materia legale: è davvero così, come me l'hanno raccontata?
Perché altrimenti non mi so spiegare quello che sta avvenendo.
Per chi come me ha avuto la "fortuna" di passarci in mezzo il boschetto è una piccola tendopoli dove spacciatori marocchini (ecco probabilmente perché https://www.4minuti.it/citta/parla-mohammed-ex-militare-magrebino-vi-spiego-spaccio-0047600.html) e ragazzi mediamente sui 20 anni convivono in un mare di rifiuti, accendini gettati nell'erba. Quando ci entri la sentinella fischia per avvertire le persone che stanno lì. Per gli spacciatori è fondamentale per non farsi cogliere in flagranza. I ragazzi sono tantissimi e c'è un flusso continuo dalla stazione, come si fosse in centro.
C'è un certo giro di prostituzione, sono ragazze giovani, in alcuni casi insospettabilmente ancora belle, ma già limite della disperazione (ho visto ragazze mangiare panini sbocconcellati da sconosciuti che glieli hanno offerti in stazione), a volte quando le incroci il loro odore è acre, pensi che non si lavino da mesi, qualcuna è quasi nuda in questa estate calda. Alcuni di loro non hanno ancora l'aria di disadattati, sembrano ragazzi normali, altri sono già devastati, il corpo rivela la magrezza di chi è schiavo della tossicodipendenza.
In zona si chiede la bonifica dell'area, che è un parco molto bello, residuo di quello che prima della guerra doveva diventare il porto di Milano, collegato con i fiumi al mare, e che negli anni 50/60 era ancora una specie di lido per gli abitanti della zona, che andavano a fare il bagno lì. Io stesso da bambino ci andavo in bicicletta, quando una parte era stata preclusa perché divenuta negli anni '70 discarica (temo anche di rifiuti tossici, ricordo le fiammelle di notte) quando si decise che questa zona doveva diventare un ghetto per immigrati.
Il sindaco di Milano ha un progetto di bonifica per quella zona, attualmente affidata a un'associazione, che occupa anche dei rifugiati (pagati 350 al mese) per la sistemazione dell'area e dei volontari italiani oltre a qualche dipendente (solo a me sembrano tutti soggetti molto deboli e vulnerabili?). Ma se si è riusciti ad allontanare i rom che vi si erano insediati (lasciando le carcasse e i pezzi in plastica delle auto che dopo il furto smontavano per recuperare le parti in metallo che rivendevano) e le attività abusive delle vicinanze, il boschetto resta ancora lì.
Ma cosa rischia effettivamente uno spacciatore?
Perché stupisce che malgrado 10 incursioni della polizia siano ancora lì.
Con la depenalizzazione in effetti sembrerebbe poco, molto meno di un tempo.
http://www.sanremonews.it/2017/04/1...o-dai-carabineri-per-detenzione-di-droga.html
Praticamente una notte in carcere e 1000 euro di multa che ovviamente nessuno pagherà.
Il rischio effettivo di far parte della popolazione carceraria sembra ci sia alla quarta volta che uno viene beccato in flagrante, un'ipotesi tutto sommato irrealistica. Mi chiedo se sia davvero così.
La depenalizzazione in effetti è stata assai più severa con i nudisti (ma anche chi fa pipì per strada), che se non rischiano più il carcere, possono essere sanzionati con una multa di minimo 3000 euro, che, di solito, essendo persone con reddito e proprietà, devono pagare.
http://iltirreno.gelocal.it/regione...e-multa-ai-nudisti-per-16mila-euro-1.15649965
La conclusione un po' grottesca è che è da qualche anno sembra diventato molto meno rischioso vendere eroina in aree cittadine come parchi, stazioni, strade (con tutti i rischi per tutti del caso https://www.ilgiorno.it/sud-milano/cronaca/accoltellamento-san-giuliano-1.3914669) che praticare nudismo in aree appartate e lontane da tutti dove non ti vede nessuno.
So che qui ci sono persone che sono esperte in materia legale: è davvero così, come me l'hanno raccontata?
Perché altrimenti non mi so spiegare quello che sta avvenendo.
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