Fare la barba...

Marjanna

Utente di lunga data
Non capisci perché parliamo di cose diverse. Testamento biologico è uno specchietto per le allodole. Io parlo di decidere io, solo io, il quando ed il come.
Oddio... non capire.
Più che altro mi pare tra le tue parole vi sia una pretesa verso terzi (lo stato per dire qualcosa da te citato) di avere in mano la tua vita di fronte alla morte, per evitare dolori, sofferenze.
Mi pare una pretesa ardua, considerata anche la tua età.

Certe affermazioni sono più propensa a coglierle da chi è giovane, sano come un pesce, bello e fresco, al massimo della sua potenza fisica e splendore, e che quindi possa vedere come non-vita la vita di un malato, uno che non può uscire, fare le tante cose che fanno i sani, con uno sguardo attivo al futuro anche di programmazione. Ammetto di scrivere questo perchè almeno era ciò che sentivo io da giovane, associandomi al pensiero più comune di tanti, anche adulti.
Ma poi ho visto le patologie, non quelle citate in altri commenti, di morti cerebrali che sono solo una parte. Per questioni che non sto a scrivere qui, vengo continuamente in contatto con persone con fragilità fisiche che continuano a muoversi, spostarsi... e che in una parola: lottano.
Le esperienze personali sicuramente influenzano. Quello che è arrivato a me si racchiude in una parola: lottare. Lottare sempre.
Che è ciò che ho potuto osservare anche in natura. Ogni creature selvatica lotta, lotta e va avanti a lottare. Non esistono varianti. Non sono neppure argomenti.
Poi sappiamo bene che se fossimo in natura, senza la nostra costruzione di società, forse tanti che scrivono qui sarebbero già morti, ma non necessariamente per percorsi civili che hanno portato a X patologie, sarebbe proprio altra strada sin dal principio della vita.

Anche io ho assistito mio padre in ciò che l’ha portato via da questa terra, e adesso vedo mia madre.
Potrei dettagliare ma mi pare anche superfluo.
Le parole di @Cattivik sono belle perchè arrivano a chi ha vissuto qualcosa di simile, che arrivano al profondo... non è tanto la tematica assistenziale, è qualcosa di umano, del nostro essere terreno, dei legami profondi...
 

hammer

Utente di lunga data
Da anni si somministrano morfina o altre sostanze per alleviare il dolore.
Ho visto morire in ospedale tante persone, è appena morto un mio amico e ne ho un altro in ospedale, e per quest'anno sono già al terzo funerale.
Giuro che non comprendo il problema.
La maggior parte delle persone se ne va fin troppo velocemente, purtroppo, lasciando un vuoto dentro difficile da colmare.
Tu non sei un uomo.
Tu sei uno dei Cavalieri dell'Apocalisse.
 

Nicky

Utente di lunga data
Tu dici?
Non è forse umiliante farsela addosso e dover chiedere di essere puliti.
Forse e dico forse lo sarebbe meno solo se si fosse ricchi.
Il resto delle persone dovranno appoggiarsi ai figli perché non avranno manco i soldi per le badanti o una rsa.
Il welfare esiste solo per quelli che stanno bene e possono sopperire alle mancanze dello stato.
Per tutti gli altri quel welfare è pieno di buchi che non potranno riempiere stando male.
In ogni caso io resto convinta che la libertà di scelta e’ importante e perciò deve essere consentito a chiunque di decidere se vivere o morire e a entrambi deve essere assicurata dignità.
Non voglio entrare nella diatriba sull'"eutanasia, perché alla fine è una questione non così fondamentale per me.
Posso anche essere d'accordo sulla più ampia libertà di scelta possibile. Non ho pregiudizi etici così radicati, dipende dai casi.
Credo solo che la libertà di scelta sia assicurata, solo se le persone possono sentirsi sicure che, se accade loro qualcosa, possano avere tutta l'assistenza materiale di cui possono avere bisogno, indipendentemente dalle condizioni economiche.
Perciò se devo spendermi per qualcosa, preferisco farlo per la conservazione del welfare pubblico.
Invece mi sembra che mi vogliano ingannare, mi vogliono illudere di essere libera proponendomi l'eutanasia, poi però mi tolgono quello che avevamo conquistato.
 

Gaia

Utente di lunga data
Non voglio entrare nella diatriba sull'"eutanasia, perché alla fine è una questione non così fondamentale per me.
Posso anche essere d'accordo sulla più ampia libertà di scelta possibile. Non ho pregiudizi etici così radicati, dipende dai casi.
Credo solo che la libertà di scelta sia assicurata, solo se le persone possono sentirsi sicure che, se accade loro qualcosa, possano avere tutta l'assistenza materiale di cui possono avere bisogno, indipendentemente dalle condizioni economiche.
Perciò se devo spendermi per qualcosa, preferisco farlo per la conservazione del welfare pubblico.
Invece mi sembra che mi vogliano ingannare, mi vogliono illudere di essere libera proponendomi l'eutanasia, poi però mi tolgono quello che avevamo conquistato.
Su questo concordo
 

The Reverend

Utente di lunga data
Oddio... non capire.
Più che altro mi pare tra le tue parole vi sia una pretesa verso terzi (lo stato per dire qualcosa da te citato) di avere in mano la tua vita di fronte alla morte, per evitare dolori, sofferenze.
Mi pare una pretesa ardua, considerata anche la tua età.

Certe affermazioni sono più propensa a coglierle da chi è giovane, sano come un pesce, bello e fresco, al massimo della sua potenza fisica e splendore, e che quindi possa vedere come non-vita la vita di un malato, uno che non può uscire, fare le tante cose che fanno i sani, con uno sguardo attivo al futuro anche di programmazione. Ammetto di scrivere questo perchè almeno era ciò che sentivo io da giovane, associandomi al pensiero più comune di tanti, anche adulti.
Ma poi ho visto le patologie, non quelle citate in altri commenti, di morti cerebrali che sono solo una parte. Per questioni che non sto a scrivere qui, vengo continuamente in contatto con persone con fragilità fisiche che continuano a muoversi, spostarsi... e che in una parola: lottano.
Le esperienze personali sicuramente influenzano. Quello che è arrivato a me si racchiude in una parola: lottare. Lottare sempre.
Che è ciò che ho potuto osservare anche in natura. Ogni creature selvatica lotta, lotta e va avanti a lottare. Non esistono varianti. Non sono neppure argomenti.
Poi sappiamo bene che se fossimo in natura, senza la nostra costruzione di società, forse tanti che scrivono qui sarebbero già morti, ma non necessariamente per percorsi civili che hanno portato a X patologie, sarebbe proprio altra strada sin dal principio della vita.

Anche io ho assistito mio padre in ciò che l’ha portato via da questa terra, e adesso vedo mia madre.
Potrei dettagliare ma mi pare anche superfluo.
Le parole di @Cattivik sono belle perchè arrivano a chi ha vissuto qualcosa di simile, che arrivano al profondo... non è tanto la tematica assistenziale, è qualcosa di umano, del nostro essere terreno, dei legami profondi...
"Non capire, mi pare, mi pare"
Va bene così! Io il mio l'ho detto. Non pretendo di avere ragione, noni interessa.
Pretendo di poter decidere io quando chiudere, punto.
Se non si capisce questo non so che altro aggiungere🤷
 

Marjanna

Utente di lunga data
"Non capire, mi pare, mi pare"
Va bene così! Io il mio l'ho detto. Non pretendo di avere ragione, noni interessa.
Pretendo di poter decidere io quando chiudere, punto.
Se non si capisce questo non so che altro aggiungere🤷
Sei te che non capisci le mie parole...
La morte arriva per tutti. E spesso arriva attraverso il dolore. Si vorrebbe poter decidere il come, poter controllare o aumentare il controllo su tutto ciò che gira intorno il dolore...
Essere i padroni, anche a fronte della morte. Il fatto è che non è evitabile.
Quello che possiamo fare, per me, non è portare moti di rabbia -che non vuol dire non esprimersi, specialmente nei contesti e con chi ha valore farlo- ma "aiutare" chi intorno a noi, si percepisce "la strada in cui si trova".
La vita tende sempre verso il cielo, verso il sole. Come gli alberi.
 

The Reverend

Utente di lunga data
Sei te che non capisci le mie parole...
La morte arriva per tutti. E spesso arriva attraverso il dolore. Si vorrebbe poter decidere il come, poter controllare o aumentare il controllo su tutto ciò che gira intorno il dolore...
Essere i padroni, anche a fronte della morte. Il fatto è che non è evitabile.
Quello che possiamo fare, per me, non è portare moti di rabbia -che non vuol dire non esprimersi, specialmente nei contesti e con chi ha valore farlo- ma "aiutare" chi intorno a noi, si percepisce "la strada in cui si trova".
La vita tende sempre verso il cielo, verso il sole. Come gli alberi.
Bello quanto scritto ma non c'entra nulla con quanto ho detto io.
Ripeto: va bene così
Peace and love
 
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