I C.L. Tradinet: LA TRACCIA

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zanna

Utente di lunga data
“Per qualche oscuro disegno, o forse solo per imperdonabile distrazione, Vincent Vega lasciò l’Uzi in cucina. Era ancora incazzato con quel fottuto Mr. Wolf. Per rilassarsi si versò un JB da una bottiglia che trovò lì sul mobile e si chiuse al cesso con un vecchio numero di spider-man trovato sul tavolo… una supposta di buscopan è quello che ci vuole, pensò. L’eroina da un po’ di tempo gli provocava sempre forti spasmi… lo zippo era scarico, sfregò un minerva sotto il tacco, la fiammetta illuminò il poster sul muro… una brunetta parzialmente sbriciolata dagli insetti gli sorrideva ammiccante. Si accese una paglia, e si avvicinò perplesso… la figura si fece più chiara… in quel momento, una farfalla notturna attirata dalla luce sfrigolò e si arrese… nessuna libertà di scelta cara mia, penso Vincent, sei programmata per queste cazzate. In quel momento la porta si spalancò e una grandinata di piombo rovente gli squarciò il petto. Non ebbe nemmeno il tempo di “

Rilesse il brano… cazzo è ancora troppo corto, altro che 300 parole… vabbè sono o no quel bastardo dell’admin, che si fottano tutti… qui i baffetti li porto io! Chi non è d’accordo può accomodarsi fuori da tradimento.net.
:rotfl::rotfl::rotfl:
 

birba

Utente di lunga data
Da quando aveva cambiato lavoro passava davanti al suo ufficio tutte le mattine, ma per qualche scherzo del destino non lo vedeva mai, le poche volte che lo aveva incrociato erano sempre di corsa e sempre insieme a qualcun altro, i loro occhi si parlavano ma i loro corpi dovevano restare distanti. E questo la infastidiva. Non le sembrava giusto. Fino a quella mattina, che lo trovò sul marciapiede a fumare, si fermò accanto a lui salutandolo, un bacio sulla guancia, la mano di lui che le prendeva la nuca, un bacio sulle labbra, un bacio sulla guancia. Erano in silenzio e i loro occhi continuavano a parlarsi
“Ma te pranzi qui?” chiese lui
“Sì”
“E allora qualche volta pranziamo insieme no?” propose con finta nochalance
“Certo, mi farebbe piacere”
“Allora scrivimi, quando puoi, se posso anche io… passi da qui…”
“E da quando fumi?” gli chiese sorridendo cambiando dicorso
“Effettivamente da poco, potevo anche non iniziare” rispose lui con lo stesso tono
“Effettivamente… il fumo puzza”
“Allora vorrà dire che quando ci vedremo, mi laverò i denti”
Lei stava per dire qualcosa, quando le squillò il telefono, lo guardò senza rispondere
“Devo andare, ci vediamo” gli disse dolcemente
Lui annuì, le prese solo di nuovo la nuca e la baciò ancora, un bacio breve, ma dolce e carico di promesse.
Lei aveva lasciato che passasse qualche settimana prima di contattarlo, gli impegni erano tanti e poi non voleva buttarsi su di lui, voleva sentirsi pronta, sapeva bene quello che succedeva quando restavano da soli in un ufficio.

Erano passate le 14.00, era in giro in centro e camminava con espressione sognante, aveva ancora in mente quelle mani, e quella bocca…
“sei proprio una cretina” si disse piano, ma era contenta, era stata bene. Con lui stava sempre bene.
Quando lo stomaco brontolò si ricordò che non aveva pranzato, entrò in un bar, c’erano panini e pranzi veloci, ma anche se aveva fame aveva lo stomaco chiuso. E poi era a dieta. Prese un cornetto integrale ed un caffè e si sedette ad un tavolino, c’erano dei giornali, li sfogliava distrattamente, non riusciva a togliersi l’immagine di lui da davanti agli occhi. Sospirò mordendo il cornetto, era proprio buono! Si appoggiò allo schienale della poltroncina, quando sentì sue tipi sedersi dietro di lei
“E insomma come va?” chiese uno dei due
“Va male, da quando mi sono lasciato…”
“Che io sappia sei stato lasciato” commentò l’altro pignolo
“Sì, grazie, sono stato lasciato” rispose l’altro scocciato “Mi manca”
Quelle parole fecero ridere l’amico
“Ma se l’hai sempre riempita di corna”
“Che vuol dire quello? Lei… lei è lei!”
“Lei è lei e le altre sono le altre, ma te le facevi lo stesso”
“Ma te al posto mio che avresti fatto?” chiese il tizio
“Non mi sarei fidanzato” rispose l’altro
Lei li stava ascoltando suo malgrado, non si poteva girare senza farsi notare, ma quella voce lei la conosceva… così drizzò meglio le orecchie
“Ma io mi ero innamorato”
“E allora non dovevi portarti a letto centinaia di modelle”
“Eh, centinaia! Magari! In due anni… saranno state…” il tizio fece una pausa per fare i conti “Allora… un paio ogni mese… e poi le mie amiche… una cinquantina, più o meno”
Lei a momenti muore soffocata. 50 ragazze? In due anni? Ma che lavoro faceva sto qui?
“Io avevo detto centinaia per scherzare… 50?” chiese l’amico
“Più o meno… mica tengo il conto, di qualcuna neanche ricordo il nome”
“E poi ti stupisci se ti ha lasciato?”
“Parti come quelli del forum. E poi Michela sa solo dell’ultima”
Ecco chi era il maiale! L’ex di una sua amica che faceva il fotografo per giornali di moda! Ora capiva come facesse ad avere per le mani tutte ste donne
“Quale forum?”
“Mi ero iscritto a un forum sui tradimenti. Volevo dei consigli per riconquistare la Miky e per continuare a fare quello che faccio senza farmi beccare. Mi hanno ricoperto di insulti. Io ho risposto agli insulti e quel bastardo dell’admin mi ha bannato”
“Quel bastardo dell’admin?” chiese lei a voce alta, i due tizi ammutolirono e si girarono, uno la guardava senza capire, l’altro era sbiancato “Te ti permetti di dire che gli altri sono dei bastardi?” gli chiese incredula “Ma non ti vergogni?”
“No dai aspetta…” il tizio si era alzato e cercava di calmarla, possibile che una giornata che era andata tanto bene fino a quel momento, doveva rovinarsi in un minuto?
“Non aspetto proprio niente” lei era arrabbiata, meno male che l’aveva sentito, era pronta a scommettere che Michela se lo sarebbe ripreso, quell’idiota
“No, dai, parliamone…”
“Ma di cosa dobbiamo parlare? 50 ragazze! In 2 anni” gli rinfacciò lei
“No… ma quali 50… mi facevo solo bello con un amico… dai… senti, pago io… che ne dici?”
Lei gli rise in faccia
“Vuoi comprare il mio silenzio con 2 euro?” gli chiese incredula
“Ma no… volevo solo tranquillizzarti…” lui stava balbettando e non sapeva più che dire
Lei scrollò il capo e si avviò alla cassa, lui la seguì, il cassiere li guardava ridacchiando, l’altro invece non c’aveva capito niente, ma chi era quella lì?
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Ora che il Tuba se n'è andato questo thread resta senza vincitori? Che fregatura.
Voto Biri per l'impegno, visto che ne ha scritti ben 3.

Buscopann
 

Brunetta

Utente di lunga data
Da quando aveva cambiato lavoro passava davanti al suo ufficio tutte le mattine, ma per qualche scherzo del destino non lo vedeva mai, le poche volte che lo aveva incrociato erano sempre di corsa e sempre insieme a qualcun altro, i loro occhi si parlavano ma i loro corpi dovevano restare distanti. E questo la infastidiva. Non le sembrava giusto. Fino a quella mattina, che lo trovò sul marciapiede a fumare, si fermò accanto a lui salutandolo, un bacio sulla guancia, la mano di lui che le prendeva la nuca, un bacio sulle labbra, un bacio sulla guancia. Erano in silenzio e i loro occhi continuavano a parlarsi
“Ma te pranzi qui?” chiese lui
“Sì”
“E allora qualche volta pranziamo insieme no?” propose con finta nochalance
“Certo, mi farebbe piacere”
“Allora scrivimi, quando puoi, se posso anche io… passi da qui…”
“E da quando fumi?” gli chiese sorridendo cambiando dicorso
“Effettivamente da poco, potevo anche non iniziare” rispose lui con lo stesso tono
“Effettivamente… il fumo puzza”
“Allora vorrà dire che quando ci vedremo, mi laverò i denti”
Lei stava per dire qualcosa, quando le squillò il telefono, lo guardò senza rispondere
“Devo andare, ci vediamo” gli disse dolcemente
Lui annuì, le prese solo di nuovo la nuca e la baciò ancora, un bacio breve, ma dolce e carico di promesse.
Lei aveva lasciato che passasse qualche settimana prima di contattarlo, gli impegni erano tanti e poi non voleva buttarsi su di lui, voleva sentirsi pronta, sapeva bene quello che succedeva quando restavano da soli in un ufficio.

Erano passate le 14.00, era in giro in centro e camminava con espressione sognante, aveva ancora in mente quelle mani, e quella bocca…
“sei proprio una cretina” si disse piano, ma era contenta, era stata bene. Con lui stava sempre bene.
Quando lo stomaco brontolò si ricordò che non aveva pranzato, entrò in un bar, c’erano panini e pranzi veloci, ma anche se aveva fame aveva lo stomaco chiuso. E poi era a dieta. Prese un cornetto integrale ed un caffè e si sedette ad un tavolino, c’erano dei giornali, li sfogliava distrattamente, non riusciva a togliersi l’immagine di lui da davanti agli occhi. Sospirò mordendo il cornetto, era proprio buono! Si appoggiò allo schienale della poltroncina, quando sentì sue tipi sedersi dietro di lei
“E insomma come va?” chiese uno dei due
“Va male, da quando mi sono lasciato…”
“Che io sappia sei stato lasciato” commentò l’altro pignolo
“Sì, grazie, sono stato lasciato” rispose l’altro scocciato “Mi manca”
Quelle parole fecero ridere l’amico
“Ma se l’hai sempre riempita di corna”
“Che vuol dire quello? Lei… lei è lei!”
“Lei è lei e le altre sono le altre, ma te le facevi lo stesso”
“Ma te al posto mio che avresti fatto?” chiese il tizio
“Non mi sarei fidanzato” rispose l’altro
Lei li stava ascoltando suo malgrado, non si poteva girare senza farsi notare, ma quella voce lei la conosceva… così drizzò meglio le orecchie
“Ma io mi ero innamorato”
“E allora non dovevi portarti a letto centinaia di modelle”
“Eh, centinaia! Magari! In due anni… saranno state…” il tizio fece una pausa per fare i conti “Allora… un paio ogni mese… e poi le mie amiche… una cinquantina, più o meno”
Lei a momenti muore soffocata. 50 ragazze? In due anni? Ma che lavoro faceva sto qui?
“Io avevo detto centinaia per scherzare… 50?” chiese l’amico
“Più o meno… mica tengo il conto, di qualcuna neanche ricordo il nome”
“E poi ti stupisci se ti ha lasciato?”
“Parti come quelli del forum. E poi Michela sa solo dell’ultima”
Ecco chi era il maiale! L’ex di una sua amica che faceva il fotografo per giornali di moda! Ora capiva come facesse ad avere per le mani tutte ste donne
“Quale forum?”
“Mi ero iscritto a un forum sui tradimenti. Volevo dei consigli per riconquistare la Miky e per continuare a fare quello che faccio senza farmi beccare. Mi hanno ricoperto di insulti. Io ho risposto agli insulti e quel bastardo dell’admin mi ha bannato”
“Quel bastardo dell’admin?” chiese lei a voce alta, i due tizi ammutolirono e si girarono, uno la guardava senza capire, l’altro era sbiancato “Te ti permetti di dire che gli altri sono dei bastardi?” gli chiese incredula “Ma non ti vergogni?”
“No dai aspetta…” il tizio si era alzato e cercava di calmarla, possibile che una giornata che era andata tanto bene fino a quel momento, doveva rovinarsi in un minuto?
“Non aspetto proprio niente” lei era arrabbiata, meno male che l’aveva sentito, era pronta a scommettere che Michela se lo sarebbe ripreso, quell’idiota
“No, dai, parliamone…”
“Ma di cosa dobbiamo parlare? 50 ragazze! In 2 anni” gli rinfacciò lei
“No… ma quali 50… mi facevo solo bello con un amico… dai… senti, pago io… che ne dici?”
Lei gli rise in faccia
“Vuoi comprare il mio silenzio con 2 euro?” gli chiese incredula
“Ma no… volevo solo tranquillizzarti…” lui stava balbettando e non sapeva più che dire
Lei scrollò il capo e si avviò alla cassa, lui la seguì, il cassiere li guardava ridacchiando, l’altro invece non c’aveva capito niente, ma chi era quella lì?
Non avevo seguito questo thread.
Ho letto solo questo.
Carinissimo!!! :up::D:D:D:D:D:D
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Quel giorno che sul forum di tradimento.net sospesero per l'ennesima volta il Conte, mi sovvenne il ricordo della sera in cui festeggiammo i diciotto anni di Giacomo Leopardi.

Ancora rammento la nostra giovinezza, brulicavamo per la provincia brucianti di passioni e pareva che il mondo stesse girando solo per noi. Dopo un triplo giro di chupiti rum e pera al Clerici di Luino, attraversammo il confine e finimmo a Lugano, dove al casinò perdemmo quasi tutto quello che avevamo in tasca. Brillante fu la mia idea di recarci in un lupanare di Mendrisio e impegnare i nostri residui averi per regalare a Giacomo l'effimero amore di un'enorme prostituta di nome Manola.

Egli passò un tempo che giudicammo eccessivamente lungo nella stanza della portentosa etèra. Dopo una lunga e tormentata esitazione, decidemmo finalmente di forzare la porta del peccaminoso loculo e con nostra sorpresa trovammo i due giacere addormentati e sfiniti, ma visibilmente appagati.

Fummo aggrediti dall'afrore di smegma rappreso su lenzuola lise ed ingiallite da un infausto destino, ma lo sfumato senso di colpa per aver procurato un tale clandestino svago al nostro amico Giacomo se ne andò ammirando quella che, adesso, appariva come una delle molteplici possibilità inespresse di una vita, il vagito di un futuro che non sarebbe mai stato, giacché la vita adulta ci attendeva inesorabile, cinica, inclemente ed avara.

Fu allora, guardando il sole di quell'alba frontaliera filtrare furtiva fra le imposte e baciare la pelle nuda delle terga implumi del nostro amico Giacomo abbracciato al ventre maestoso della sua imponente baldracca, che Pippo Baudo mi sussurrò inquieto:
- Che dici? Lo svegliamo? Tra poco più di due ore c'è il compito in classe di gnatologia, mannnnaggggiaaammmaomettoeaquelbastardodelladmin!
- Ancora cinque minuti, Pip. Solo cinque minuti. Lasciali sognare ancora un po' - gli risposi indulgente, senza lasciare al vento neanche un afflato della mia ennesima Benson & Hedges Gold.

Eh sì, bei tempi, quelli.
 

lolapal

Utente reloaded
un piccolo regalo x il Tuba che non vuole gli auguri

Scritto di getto, scusate gli "stereotipi" e le "banalità", la sfida per me erano i paletti, che di solito mi fanno venire l'orticaria... :D

Quel giorno che sul forum tradimento.net era tutto fermo e noioso, decisi di spegnere il computer e andare a fare due passi. Rimuginavo come al solito sull'ennesima polemica sterile e senza senso e mi chiedevo, senza darmi risposta alcuna, perché quel bastardo dell'admin aveva aperto quello stupido 3d del racconto.

Fuori era una calda giornata autunnale, di quelle che ti fanno venire la nostalgia della primavera e anche voglia di gelato. Così, mi diressi verso la mia gelateria preferita, sperando fosse aperta. Non solo era aperta, ma c'era anche una gran fila. Con pazienza aspettai il mio turno. Davanti a me, una ragazza con una cascata di capelli rossi parlava sommessamente al telefono, avevo l'impressione che stesse piangendo. Era così concentrata nella telefonata che non si accorse che era arrivato il suo turno. La commessa della gelateria, con un sorriso congelato sulla faccia, cercava di attirare la sua attenzione, ma la ragazza proprio non se ne rendeva conto.

Allora le toccai la spalla e lei si girò. Due grandi enormi occhi verdi mi trafissero in pieno. Mi ripresi dal suo sguardo e le feci notare che era il suo turno: a gesti chiese il cono più grande che avevano con un gusto solo, la nocciola. Prese il cono, pagò e uscì.

Pochi minuti dopo uscii anche io, con il mio cono medio al caffè e stracciatella, panna e amaretti come decorazione. Lo gustavo camminando, col pensiero rivolto alla ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi e il suo sguardo perso e triste.

Nei giorni successivi, quello sguardo mi tornava in mente, non riuscivo a togliermelo dalla testa e facevo mille congetture su cosa mai poteva esserle capitato.

Una mattina, mentre ero al lavoro, un attrezzo mi cadde sul piede e mi portarono al pronto soccorso. Dopo una lunga attesa, in fondo non ero in pericolo di vita, mi portarono a fare una lastra e lì, per puro caso, incontrai la ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi: mi avrebbe fatto lei la radiografia al piede. Istintivamente le sorrisi e la salutai come una conoscente, pentendomene subito dopo, ma lei rispose nello stesso modo. Dopo la radiografia mi chiese come mi ero fatto male, sorrideva, i suoi occhi non erano più tristi ed erano ancora più verdi di come li ricordavo.

Al momento di salutarci mi chiese di punto in bianco quali gusti di gelato avessi poi preso. Sorrisi e glielo dissi e di getto le chiesi il numero di telefono, cosa molto inusuale, vista la mia timidezza.

Oggi, con questa bellissima donna, con i capelli rossi striati di bianco e gli occhi verdi ancora tanto luminosi, festeggio i cinquant'anni di matrimonio, con figli nipoti e tanti amici e anche alcuni utenti del forum di tradimento.net che quel giorno, come me, avevano deciso di spegnere il pc e andare a gustarsi un po' di vita.

:)
 
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