Da quando aveva cambiato lavoro passava davanti al suo ufficio tutte le mattine, ma per qualche scherzo del destino non lo vedeva mai, le poche volte che lo aveva incrociato erano sempre di corsa e sempre insieme a qualcun altro, i loro occhi si parlavano ma i loro corpi dovevano restare distanti. E questo la infastidiva. Non le sembrava giusto. Fino a quella mattina, che lo trovò sul marciapiede a fumare, si fermò accanto a lui salutandolo, un bacio sulla guancia, la mano di lui che le prendeva la nuca, un bacio sulle labbra, un bacio sulla guancia. Erano in silenzio e i loro occhi continuavano a parlarsi
“Ma te pranzi qui?” chiese lui
“Sì”
“E allora qualche volta pranziamo insieme no?” propose con finta nochalance
“Certo, mi farebbe piacere”
“Allora scrivimi, quando puoi, se posso anche io… passi da qui…”
“E da quando fumi?” gli chiese sorridendo cambiando dicorso
“Effettivamente da poco, potevo anche non iniziare” rispose lui con lo stesso tono
“Effettivamente… il fumo puzza”
“Allora vorrà dire che quando ci vedremo, mi laverò i denti”
Lei stava per dire qualcosa, quando le squillò il telefono, lo guardò senza rispondere
“Devo andare, ci vediamo” gli disse dolcemente
Lui annuì, le prese solo di nuovo la nuca e la baciò ancora, un bacio breve, ma dolce e carico di promesse.
Lei aveva lasciato che passasse qualche settimana prima di contattarlo, gli impegni erano tanti e poi non voleva buttarsi su di lui, voleva sentirsi pronta, sapeva bene quello che succedeva quando restavano da soli in un ufficio.
Erano passate le 14.00, era in giro in centro e camminava con espressione sognante, aveva ancora in mente quelle mani, e quella bocca…
“sei proprio una cretina” si disse piano, ma era contenta, era stata bene. Con lui stava sempre bene.
Quando lo stomaco brontolò si ricordò che non aveva pranzato, entrò in un bar, c’erano panini e pranzi veloci, ma anche se aveva fame aveva lo stomaco chiuso. E poi era a dieta. Prese un cornetto integrale ed un caffè e si sedette ad un tavolino, c’erano dei giornali, li sfogliava distrattamente, non riusciva a togliersi l’immagine di lui da davanti agli occhi. Sospirò mordendo il cornetto, era proprio buono! Si appoggiò allo schienale della poltroncina, quando sentì sue tipi sedersi dietro di lei
“E insomma come va?” chiese uno dei due
“Va male, da quando mi sono lasciato…”
“Che io sappia sei stato lasciato” commentò l’altro pignolo
“Sì, grazie, sono stato lasciato” rispose l’altro scocciato “Mi manca”
Quelle parole fecero ridere l’amico
“Ma se l’hai sempre riempita di corna”
“Che vuol dire quello? Lei… lei è lei!”
“Lei è lei e le altre sono le altre, ma te le facevi lo stesso”
“Ma te al posto mio che avresti fatto?” chiese il tizio
“Non mi sarei fidanzato” rispose l’altro
Lei li stava ascoltando suo malgrado, non si poteva girare senza farsi notare, ma quella voce lei la conosceva… così drizzò meglio le orecchie
“Ma io mi ero innamorato”
“E allora non dovevi portarti a letto centinaia di modelle”
“Eh, centinaia! Magari! In due anni… saranno state…” il tizio fece una pausa per fare i conti “Allora… un paio ogni mese… e poi le mie amiche… una cinquantina, più o meno”
Lei a momenti muore soffocata. 50 ragazze? In due anni? Ma che lavoro faceva sto qui?
“Io avevo detto centinaia per scherzare… 50?” chiese l’amico
“Più o meno… mica tengo il conto, di qualcuna neanche ricordo il nome”
“E poi ti stupisci se ti ha lasciato?”
“Parti come quelli del forum. E poi Michela sa solo dell’ultima”
Ecco chi era il maiale! L’ex di una sua amica che faceva il fotografo per giornali di moda! Ora capiva come facesse ad avere per le mani tutte ste donne
“Quale forum?”
“Mi ero iscritto a un forum sui tradimenti. Volevo dei consigli per riconquistare la Miky e per continuare a fare quello che faccio senza farmi beccare. Mi hanno ricoperto di insulti. Io ho risposto agli insulti e quel bastardo dell’admin mi ha bannato”
“Quel bastardo dell’admin?” chiese lei a voce alta, i due tizi ammutolirono e si girarono, uno la guardava senza capire, l’altro era sbiancato “Te ti permetti di dire che gli altri sono dei bastardi?” gli chiese incredula “Ma non ti vergogni?”
“No dai aspetta…” il tizio si era alzato e cercava di calmarla, possibile che una giornata che era andata tanto bene fino a quel momento, doveva rovinarsi in un minuto?
“Non aspetto proprio niente” lei era arrabbiata, meno male che l’aveva sentito, era pronta a scommettere che Michela se lo sarebbe ripreso, quell’idiota
“No, dai, parliamone…”
“Ma di cosa dobbiamo parlare? 50 ragazze! In 2 anni” gli rinfacciò lei
“No… ma quali 50… mi facevo solo bello con un amico… dai… senti, pago io… che ne dici?”
Lei gli rise in faccia
“Vuoi comprare il mio silenzio con 2 euro?” gli chiese incredula
“Ma no… volevo solo tranquillizzarti…” lui stava balbettando e non sapeva più che dire
Lei scrollò il capo e si avviò alla cassa, lui la seguì, il cassiere li guardava ridacchiando, l’altro invece non c’aveva capito niente, ma chi era quella lì?