O
Old Gia
Guest
Vi ricordate di me?
Sui 40, sposata da più di vent’anni, figli adulti; innamorata del fratello di mio marito.
Il cognato, 54, figli adulti, matrimonio a brandelli da anni, cattolico, contro il divorzio. Con la moglie, vite separate sotto lo stesso tetto.
Di questo sentimento non ne abbiamo mai parlato apertamente ma ho sempre sentito che era innamorato di me; praticamente dal primo momento che mi ha visto.
Flirtiamo ogni tanto; le occasioni per essere soli sono praticamente inesistenti ma credo che se un giorno fossimo da soli e potessimo baciarci, il pudore, la vergogna e la colpa ci bloccherebbero.
C’è tra di noi sempre questa sensualità sotterranea frutto di una familiare intimità.
C’è il caos nella mia mente: le sue carezze sulla mia guancia, i baci sulla sua tempia grigia, il suo sguardo, i sorrisi, la complicità di tanti anni, la coccola quasi fatta a un fratello o ad una sorella contrastano brutalmente con la sua mascolinità, la presenza forte, il fatto che non è mio marito, e, sempre presente, il desiderio reciproco, quasi palpabile.
Mi sento condannata ad un tour de force di emozioni da nascondere che non finirà mai.
L’altro giorno ci parlava (a mio marito e a me) dei suoi piani per il futuro. Vuol venire a vivere nella casa accanto, da solo, appena le finanze glielo permetteranno, tra qualche anno. Come ha già 54 anni, in fondo è un piano per la vecchiaia.
Io ho voglia di starli accanto tutta la vita; mio marito lo ama molto. Tutti in famiglia lo amiamo molto ma mi chiedo se sarò capace – e per quanti anni ancora? – di averlo accanto tutti i giorni e magari prendermi cura di lui quasi come se fosse il mio uomo ma senza mai potermi avvicinare troppo.
Mi sento impazzire.
Sui 40, sposata da più di vent’anni, figli adulti; innamorata del fratello di mio marito.
Il cognato, 54, figli adulti, matrimonio a brandelli da anni, cattolico, contro il divorzio. Con la moglie, vite separate sotto lo stesso tetto.
Di questo sentimento non ne abbiamo mai parlato apertamente ma ho sempre sentito che era innamorato di me; praticamente dal primo momento che mi ha visto.
Flirtiamo ogni tanto; le occasioni per essere soli sono praticamente inesistenti ma credo che se un giorno fossimo da soli e potessimo baciarci, il pudore, la vergogna e la colpa ci bloccherebbero.
C’è tra di noi sempre questa sensualità sotterranea frutto di una familiare intimità.
C’è il caos nella mia mente: le sue carezze sulla mia guancia, i baci sulla sua tempia grigia, il suo sguardo, i sorrisi, la complicità di tanti anni, la coccola quasi fatta a un fratello o ad una sorella contrastano brutalmente con la sua mascolinità, la presenza forte, il fatto che non è mio marito, e, sempre presente, il desiderio reciproco, quasi palpabile.
Mi sento condannata ad un tour de force di emozioni da nascondere che non finirà mai.
L’altro giorno ci parlava (a mio marito e a me) dei suoi piani per il futuro. Vuol venire a vivere nella casa accanto, da solo, appena le finanze glielo permetteranno, tra qualche anno. Come ha già 54 anni, in fondo è un piano per la vecchiaia.
Io ho voglia di starli accanto tutta la vita; mio marito lo ama molto. Tutti in famiglia lo amiamo molto ma mi chiedo se sarò capace – e per quanti anni ancora? – di averlo accanto tutti i giorni e magari prendermi cura di lui quasi come se fosse il mio uomo ma senza mai potermi avvicinare troppo.
Mi sento impazzire.