Buongiorno, scrivo soprattutto per sfogo.
Ho 47 anni, mia moglie 40, ci siamo conosciuti circa 8 anni fa, sposati da 4 anni, con una bimba di quasi tre, abbiamo sempre avuto una grande intesa sotto tutti i punti di vista e condiviso interessi e attività da subito.
La nascita della bimba è arrivata in un momento difficile per me a causa di una grossa delusione professionale e di una serie di problemi a contorno, per circa sei mesi lei mi ha accusato di essere inadeguato come padre e come marito, in quanto secondo lei non abbastanza affettuoso con lei e con la piccola, io credo di avere cercato di fare del mio meglio pur nelle difficoltà che non posso negare, ma la pressione era continua e si litigava spesso. Dopo i primi 6 mesi la situazione migliora gradualmente, anche se gli attacchi hanno lasciato un po’ il segno, soprattutto su di me, lei riconosce che il mio atteggiamento sia migliorato, a questo punto mi chiede di avere un altro figlio, si sente al limite con l’età e per lei diventa un punto centrale, io sono insicuro, ancora provato dalle accuse di inadeguatezza faccio fatica a fare una scelta che temo sia difficile da sostenere come coppia, ho dubbi sulla nostra tenuta, penso che dovremmo prima stabilizzarci. Le richieste procedono incalzanti con scontri sempre più pesanti.
Nel frattempo lei fa alcune scelte professionali che non producono l’esito sperato e si ritrova in una situazione difficile sul piano professionale. Perde una posizione di responsabilità e si ritrova messa da parte, pur con lo stesso trattamento economico e inquadramento, è depressa e insoddisfatta, cerca altre opportunità, anche valutando di allontanarsi dalla città in cui viviamo, i tentativi non hanno successo.
Questa estate dopo una breve vacanza trascorsa serenamente assieme con la nostra bimba io devo lavorare e rientro, mia moglie prosegue le vacanze da sola tornando nella sua città natale, a più di 400 km. Qui avvia una relazione con un altro che conosce da anni e che per sua ammissione le è sempre piaciuto, la cosa va avanti almeno due settimane, a detta di lei senza andarci a letto, solite cose: grande affinità di interessi culturali, lui la ascolta e la coccola, come io non faccio più, poi torna e inizialmente non dice nulla.
Io ho qualche sospetto, ho anche provato ad indagare sul cellulare, senza risultato se non quello di essere stato scoperto, a questo punto la situazione esplode, lei racconta tutto (almeno nella versione di cui sopra), si arrabbia con me, secondo lei il problema non è la relazione ma il mio no al secondo figlio, lei ritiene che il fatto di essersi cercata qualcun altro per un po’ sia più o meno normale e io dovrei superare la cosa, intanto però continuano a sentirsi, perché lei stessa ammette che la cosa le sia un poco sfuggita di mano.
Sostiene che con lui non ci sia alcun futuro perché, pur avendo più o meno la sua stessa età, è ancora a casa con i genitori e non ha mai avuto una fidanzata prima (!) e sta a 400 km di distanza, è una persona che le piace e con cui si è sentita in sintonia, l’ha fatta stare bene.
Io dopo una prima sensazione di sgomento sono distrutto, la prima reazione, se non ci fosse la piccola probabilmente sarebbe stata quella di andarmene. In realtà mi rendo ben conto che a causa dei miei impegni e del periodo di difficoltà che abbiamo attraversato sono stato spesso distante emotivamente, sono molto legato a lei e alla nostra famiglia e non vorrei distruggere tutto.
Stiamo incontrando un’analista per fare terapia di coppia e abbiamo cercato di parlarne il più serenamente possibile, ma non è facile, lei ammette di essere in grande confusione e molto depressa, dal mio punto di vista le ho proposto di provare a ricostruire il nostro rapporto, impegnandoci reciprocamente di nuovo, dal mio punto di vista dedicando più tempo alla nostra famiglia, evitando gli impegni gravosi durante le vacanze ed evitando di fare cose da solo nel poco tempo libero. Dal suo punto di vista mi aspetto che chiuda i contatti con l’altro e che accetti il fatto che la nostra relazione abbia delle regole che entrambi dobbiamo rispettare.
Purtroppo le cose non sono semplici, non è facile fingere che non sia successo nulla, non è facile ricostruire la fiducia, a volte sono triste e deluso, vederla poi in confusione non mi aiuta. Certo la vita con me è la soluzione più semplice, abbiamo la nostra casa, la nostra bimba e la nostra quotidianità, ma anche se io posso impegnarmi per quanto mi riguarda, il contesto non è detto che cambi, la realtà professionale non cambia di colpo, la città in cui viviamo, e dove dice di sentirsi sola, non cambia.
Mi ha chiesto di darle tempo, sto cercando di farlo, ma è difficile, mi sforzo di essere sereno ma a volte non posso fare a meno di pensare che è lei ad avere fatto la scelta di tradire la mia fiducia e ora a volte ho l’impressione di essere io dover fare sforzi per venirle incontro, come se il colpevole fossi solo io.
Scusate la lunghezza, ogni commento è il benvenuto.
Ho 47 anni, mia moglie 40, ci siamo conosciuti circa 8 anni fa, sposati da 4 anni, con una bimba di quasi tre, abbiamo sempre avuto una grande intesa sotto tutti i punti di vista e condiviso interessi e attività da subito.
La nascita della bimba è arrivata in un momento difficile per me a causa di una grossa delusione professionale e di una serie di problemi a contorno, per circa sei mesi lei mi ha accusato di essere inadeguato come padre e come marito, in quanto secondo lei non abbastanza affettuoso con lei e con la piccola, io credo di avere cercato di fare del mio meglio pur nelle difficoltà che non posso negare, ma la pressione era continua e si litigava spesso. Dopo i primi 6 mesi la situazione migliora gradualmente, anche se gli attacchi hanno lasciato un po’ il segno, soprattutto su di me, lei riconosce che il mio atteggiamento sia migliorato, a questo punto mi chiede di avere un altro figlio, si sente al limite con l’età e per lei diventa un punto centrale, io sono insicuro, ancora provato dalle accuse di inadeguatezza faccio fatica a fare una scelta che temo sia difficile da sostenere come coppia, ho dubbi sulla nostra tenuta, penso che dovremmo prima stabilizzarci. Le richieste procedono incalzanti con scontri sempre più pesanti.
Nel frattempo lei fa alcune scelte professionali che non producono l’esito sperato e si ritrova in una situazione difficile sul piano professionale. Perde una posizione di responsabilità e si ritrova messa da parte, pur con lo stesso trattamento economico e inquadramento, è depressa e insoddisfatta, cerca altre opportunità, anche valutando di allontanarsi dalla città in cui viviamo, i tentativi non hanno successo.
Questa estate dopo una breve vacanza trascorsa serenamente assieme con la nostra bimba io devo lavorare e rientro, mia moglie prosegue le vacanze da sola tornando nella sua città natale, a più di 400 km. Qui avvia una relazione con un altro che conosce da anni e che per sua ammissione le è sempre piaciuto, la cosa va avanti almeno due settimane, a detta di lei senza andarci a letto, solite cose: grande affinità di interessi culturali, lui la ascolta e la coccola, come io non faccio più, poi torna e inizialmente non dice nulla.
Io ho qualche sospetto, ho anche provato ad indagare sul cellulare, senza risultato se non quello di essere stato scoperto, a questo punto la situazione esplode, lei racconta tutto (almeno nella versione di cui sopra), si arrabbia con me, secondo lei il problema non è la relazione ma il mio no al secondo figlio, lei ritiene che il fatto di essersi cercata qualcun altro per un po’ sia più o meno normale e io dovrei superare la cosa, intanto però continuano a sentirsi, perché lei stessa ammette che la cosa le sia un poco sfuggita di mano.
Sostiene che con lui non ci sia alcun futuro perché, pur avendo più o meno la sua stessa età, è ancora a casa con i genitori e non ha mai avuto una fidanzata prima (!) e sta a 400 km di distanza, è una persona che le piace e con cui si è sentita in sintonia, l’ha fatta stare bene.
Io dopo una prima sensazione di sgomento sono distrutto, la prima reazione, se non ci fosse la piccola probabilmente sarebbe stata quella di andarmene. In realtà mi rendo ben conto che a causa dei miei impegni e del periodo di difficoltà che abbiamo attraversato sono stato spesso distante emotivamente, sono molto legato a lei e alla nostra famiglia e non vorrei distruggere tutto.
Stiamo incontrando un’analista per fare terapia di coppia e abbiamo cercato di parlarne il più serenamente possibile, ma non è facile, lei ammette di essere in grande confusione e molto depressa, dal mio punto di vista le ho proposto di provare a ricostruire il nostro rapporto, impegnandoci reciprocamente di nuovo, dal mio punto di vista dedicando più tempo alla nostra famiglia, evitando gli impegni gravosi durante le vacanze ed evitando di fare cose da solo nel poco tempo libero. Dal suo punto di vista mi aspetto che chiuda i contatti con l’altro e che accetti il fatto che la nostra relazione abbia delle regole che entrambi dobbiamo rispettare.
Purtroppo le cose non sono semplici, non è facile fingere che non sia successo nulla, non è facile ricostruire la fiducia, a volte sono triste e deluso, vederla poi in confusione non mi aiuta. Certo la vita con me è la soluzione più semplice, abbiamo la nostra casa, la nostra bimba e la nostra quotidianità, ma anche se io posso impegnarmi per quanto mi riguarda, il contesto non è detto che cambi, la realtà professionale non cambia di colpo, la città in cui viviamo, e dove dice di sentirsi sola, non cambia.
Mi ha chiesto di darle tempo, sto cercando di farlo, ma è difficile, mi sforzo di essere sereno ma a volte non posso fare a meno di pensare che è lei ad avere fatto la scelta di tradire la mia fiducia e ora a volte ho l’impressione di essere io dover fare sforzi per venirle incontro, come se il colpevole fossi solo io.
Scusate la lunghezza, ogni commento è il benvenuto.