Ci fai un sunto?
La struttura della cellula vivente è definita dalla differenza tra quello che è dentro di essa e quello che non lo è. I biologi hanno lavorato molto nel corso degli anni per documentare il funzionamento delle microscopiche aperture nelle membrane cellulari che permettono a idrogeno, sodio, calcio e altri ioni di farsi strada attraverso la barriera che avvolge la cellula e il suo contenuto.
Gli autori, in pratica, sostengono che il suddetto comportamento è l'"unità minima di coscienza" di qualsiasi organismo ed è da lì che le neuroscienze dovrebbero indagare il "meccanismo della consapevolezza". E' soltanto uno spunto, in quanto l'idea andrebbe interpretata da una catena di scienziati e ricercatori che vanno dal biologo al neuropsichiatra. E' una proposta di approfondimento, insomma.
Ovviamente la risposta del poveretto che si è trovato per le mani questa piccola bomba atomica sganciatagli da firmatari di spessore planetario ha dovuto glissare, ma la speranza è che l'idea ispiri chi si affaccia a questo campo d'indagine. Il potenziale salto nella comprensione dei meccanismi che sottendono la consapevolezza di un organismo rispetto al proprio ambiente è enorme.
"Un criterio di parsimonia suggerisce che l'improvviso ingresso di ioni carichi positivamente (cationi) nel citoplasma alcalino - la definizione stessa di eccitabilità della membrane - sia il fenomeno chiave coinvolto nella "consapevolezza" di una cellula riguardo al proprio ambiente ("sensibilità"). In altre parole, quello che rende le cellule con membrane eccitabili così insolite è la loro risposta ai disturbi elettrostatici dell'omeostasi (lieve acidificazione dell'ambiente cellulare interno, normalmente alcalino) dopo una stimolazione esterna. Per produrre il livello superiore di "consapevolezza" degli organismi animali, realizzando un particolare tipo di sensibilità, l'attività di molte cellule eccitabili deve essere sincronizzata (in modi ancora da definire) in un comportamento coerente a livello di organismo."