mi taglio lo stipendio. Forse

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emmanuelle arsan

Utente di lunga data


I signori della tv sono disposti a ridursi i compensi in tempo di crisi? Quasi tutti, con qualche "se" e tanti "ma". Lo rivela un'inchiesta di "Tv, Sorrisi e Canzoni"


La crisi economica colpisce tutti. Chi più, chi meno. Anche a Hollywood, dove i dollari scorrono a fiumi, si sente ora il vento gelido della recessione. Con attrici del calibro di Julia Roberts e Scarlett Johansson che non esitano a decurtarsi i compensi. E se per noi mortali i loro cachet restano stratosferici, rimane la consolazione - magra a dire il vero - di vedere che anche nel mondo del jet set ci sono attori e attrici che accettano riduzioni di stipendio e benefit. E in Italia, come reagiscono le nostre (care) stelle dello spettacolo al grande freddo della crisi, se si chiedesse loro qualche sacrificio? Il settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni glielo ha chiesto.

Pippo Baudo è disposto a fare sacrifici anche se aggiunge un po' seccato: «Ho letto che un italiano su tre dichiara di guadagnare 10.000 euro l'anno. È una cosa schifosa perché non vera. Con noi artisti il fisco è molto attento, vorrei lo fosse con tutti». Se si chiede a Michelle Hunziker se è disposta a un futuro da "lacrime e sangue" la bionda svizzera non si tira indietro: «Se servisse a qualcosa, lo farei. Ma esistono anche quotazioni di mercato. E in Italia mi sembra che ci siano ben altri sprechi, a cominciare dalle auto blu distribuite a pioggia». Molto simile è l'opinione di Milly Carlucci , gran sacerdotessa del prossimo Miss Italia 2009: «In Rai è in atto da anni la riduzione di compensi e budget. E noi ci siamo adeguati. Però tutto ciò può limitare la possibilità di realizzare eventi di grande richiamo».

Di parere opposto è Paolo Bonolis , che spiega così il suo dissenso: «Nessuno deve tagliarsi niente per aiutare l'economia. È l'economia che deve aiutare noi smettendo di essere avida di prodotti inutili. È come la lotta all'evasione: tutti si preoccupano di chi non paga le tasse, ma io mi preoccuperei di come quelli che le hanno pagate le vedono investite. L'economia è in crisi? Allora smetta di raccontare che è florida quando il denaro si produce sul nulla. Come andavano le cose nel mondo lo sapevano tutti. È solo una grande recita». Contraria anche Adriana Volpe che argomenta il suo dissenso con la precarietà di chi sceglie questo mestiere: «I nostri contratti non prevedono tutele: in caso di malattia, e nel momento in cui non si va in video, non percepiamo alcun compenso. Per le donne è ancora più difficile: in caso di maternità il datore di lavoro ti può sospendere senza alcun tipo di retribuzione. Viviamo in uno stato di estremo precariato e non c'è mai certezza».

Alla domanda Martina Colombari risponde con uno scatto d'orgoglio: «Non accetterei mai di svendermi. Credo ancora nella qualità del lavoro, anche se in momenti di crisi è giusto non essere avidi e presuntuosi». È consolante osservare che tutti gli intervistati, in linea di massima, sono disposti a fare sacrifici. Ma poi, approfondendo il discorso sbucano fuori molti "se" e tanti "ma". (Libero News)
 

soleluna80

Utente di lunga data
I signori della tv sono disposti a ridursi i compensi in tempo di crisi? Quasi tutti, con qualche "se" e tanti "ma". Lo rivela un'inchiesta di "Tv, Sorrisi e Canzoni"


La crisi economica colpisce tutti. Chi più, chi meno. Anche a Hollywood, dove i dollari scorrono a fiumi, si sente ora il vento gelido della recessione. Con attrici del calibro di Julia Roberts e Scarlett Johansson che non esitano a decurtarsi i compensi. E se per noi mortali i loro cachet restano stratosferici, rimane la consolazione - magra a dire il vero - di vedere che anche nel mondo del jet set ci sono attori e attrici che accettano riduzioni di stipendio e benefit. E in Italia, come reagiscono le nostre (care) stelle dello spettacolo al grande freddo della crisi, se si chiedesse loro qualche sacrificio? Il settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni glielo ha chiesto.

Pippo Baudo è disposto a fare sacrifici anche se aggiunge un po' seccato: «Ho letto che un italiano su tre dichiara di guadagnare 10.000 euro l'anno. È una cosa schifosa perché non vera. Con noi artisti il fisco è molto attento, vorrei lo fosse con tutti». Se si chiede a Michelle Hunziker se è disposta a un futuro da "lacrime e sangue" la bionda svizzera non si tira indietro: «Se servisse a qualcosa, lo farei. Ma esistono anche quotazioni di mercato. E in Italia mi sembra che ci siano ben altri sprechi, a cominciare dalle auto blu distribuite a pioggia». Molto simile è l'opinione di Milly Carlucci , gran sacerdotessa del prossimo Miss Italia 2009: «In Rai è in atto da anni la riduzione di compensi e budget. E noi ci siamo adeguati. Però tutto ciò può limitare la possibilità di realizzare eventi di grande richiamo».

Di parere opposto è Paolo Bonolis , che spiega così il suo dissenso: «Nessuno deve tagliarsi niente per aiutare l'economia. È l'economia che deve aiutare noi smettendo di essere avida di prodotti inutili. È come la lotta all'evasione: tutti si preoccupano di chi non paga le tasse, ma io mi preoccuperei di come quelli che le hanno pagate le vedono investite. L'economia è in crisi? Allora smetta di raccontare che è florida quando il denaro si produce sul nulla. Come andavano le cose nel mondo lo sapevano tutti. È solo una grande recita». Contraria anche Adriana Volpe che argomenta il suo dissenso con la precarietà di chi sceglie questo mestiere: «I nostri contratti non prevedono tutele: in caso di malattia, e nel momento in cui non si va in video, non percepiamo alcun compenso. Per le donne è ancora più difficile: in caso di maternità il datore di lavoro ti può sospendere senza alcun tipo di retribuzione. Viviamo in uno stato di estremo precariato e non c'è mai certezza».

Alla domanda Martina Colombari risponde con uno scatto d'orgoglio: «Non accetterei mai di svendermi. Credo ancora nella qualità del lavoro, anche se in momenti di crisi è giusto non essere avidi e presuntuosi». È consolante osservare che tutti gli intervistati, in linea di massima, sono disposti a fare sacrifici. Ma poi, approfondendo il discorso sbucano fuori molti "se" e tanti "ma". (Libero News)

mo' Baudo vai a cagare!!! se vuole il mio contratto da 14.300 e lordi glielo invio, così si rende conto
 

Old reale

Utente di lunga data
a me non da nessun fastidio se gli uomini e le donne di spettacolo guadagnano e molto, se (e dico se) il c guadagno è commisurato agli introiti pubblicitari che quel programma o evento porta nelle casse della tv. altri sono i comopensi da guardare a fronte di ritorni (politici, sociali, economici, ecc..) che sono proiettati verso il basso e che sono sotto gli occhi di tutti...
 

brugola

Utente di lunga data
a me non da nessun fastidio se gli uomini e le donne di spettacolo guadagnano e molto, se (e dico se) il c guadagno è commisurato agli introiti pubblicitari che quel programma o evento porta nelle casse della tv. altri sono i comopensi da guardare a fronte di ritorni (politici, sociali, economici, ecc..) che sono proiettati verso il basso e che sono sotto gli occhi di tutti...
a me non dà fastidio, fa cagare sciolto.
che una velina di merda prenda più di me mi urta, mi indigna
 

soleluna80

Utente di lunga data
Scusate ma non vi indignate che quel culo rotto di Baudo venga a dire che non ci crede che gli italiani prendano così poco?
 

Old reale

Utente di lunga data
sarà il creativo che ha ideato il programma a dover essere pagato bene, non la velina che porta solo tette e culo
tu porteresti tette e culo (che evidentemente sono ANCHE gradite) per 1200 euro al mese? tu non lo faresti probabilmente nemmeno per 10000 loro si...mi indigno per altro...poi che sia ANCHE un esempio negativo si può discutere...
 

Fedifrago

Utente di lunga data

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Perché tagliare lo stipendio?
Possono benissimo fare delle donazioni senza mettersi in mostra e se non lo faranno sarà una loro scelta di coscienza.
Ma riducendo lo stipendio loro o di chiunque altro i soldi a chi andrebbero?
Se loro o i calciatori o i cantanti guadagnassero meno i soldi andrebbero semplicemente alle televisioni e alle società di pubblicità ....a chi?
 
Stato
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