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Old Airforever
Guest
Non c'è più religione!
Una giovane italiana e un domenicano irreegolare si sposano in comune. Ma al momento del sì irrompono i vigili che si spacciano da dipendenti comunali
5.000 euro per il matrimonio finto
Tutto finto: gli sposi, il matrimonio, e perfino i dipendenti del comune, che erano vigili in borghese. La messa in scena degli inquirenti aveva un obiettivo preciso: bloccare al momento del “sì” il matrimonio, fasullo secondo gli agenti, tra una giovanissima italiana di 19 anni e un attempato domenicano, un uomo di 32 anni irregolare nel Paese secondo le leggi sull’immigrazione.
Le indagini partono da una telefonata anonima che giunge qualche giorno fa al comando dell’Unione dei Comuni del ***** *******, a ********: “Attenzione lo sposo di quel matrimonio è irregolare”. Cominciano le verifiche. I due sposi sono entrambi residenti nel ********: forse hanno scelto la tranquillità del paesino nel cuore del ***** *** ***** più per non dare nell’occhio che per il romanticismo dei luoghi. Sta di fatto che dopo una dettagliata indagine gli agenti risalgono a una somma - 5.000 euro - che lo sposo avrebbe pagato alla futura consorte per convolare a nozze. Parte dell’importo era già stato versato a titolo di acconto. Scatta la "trappola" .
E’ la mattina del 7 luglio e i vigili arrivano in comune a ****** ********* fingendosi impiegati del municipio e una volta espletate le formalità da parte del sindaco ****** ******* gli agenti intervengono e identificano i due, oltre ad una terza persona, un cittadino ecuadoriano.
Lo sposo è stato sottoposto a fermo e condotto al Comando di ********* per gli accertamenti sull’identità personale effettuati con gli agenti della scientifica della Questura tramite rilievi foto dattiloscopici e successivo controllo delle impronte digitali sui terminali. Il trentaduenne è stato così colpito da un decreto di espulsione emesso dal Prefetto e accompagnato al Centro di Permanenza Temporanea di ****** in attesa di essere imbarcato sul primo volo disponibile per la Repubblica Dominicana. L’aspirante sposa è stata invece denunciata a piede libero per favoreggiamento della permanenza clandestina: rischia una condanna a pena detentiva fino ad un massimo di 4 anni e la multa fino a oltre 15 mila euro.
Una giovane italiana e un domenicano irreegolare si sposano in comune. Ma al momento del sì irrompono i vigili che si spacciano da dipendenti comunali
5.000 euro per il matrimonio finto
Tutto finto: gli sposi, il matrimonio, e perfino i dipendenti del comune, che erano vigili in borghese. La messa in scena degli inquirenti aveva un obiettivo preciso: bloccare al momento del “sì” il matrimonio, fasullo secondo gli agenti, tra una giovanissima italiana di 19 anni e un attempato domenicano, un uomo di 32 anni irregolare nel Paese secondo le leggi sull’immigrazione.
Le indagini partono da una telefonata anonima che giunge qualche giorno fa al comando dell’Unione dei Comuni del ***** *******, a ********: “Attenzione lo sposo di quel matrimonio è irregolare”. Cominciano le verifiche. I due sposi sono entrambi residenti nel ********: forse hanno scelto la tranquillità del paesino nel cuore del ***** *** ***** più per non dare nell’occhio che per il romanticismo dei luoghi. Sta di fatto che dopo una dettagliata indagine gli agenti risalgono a una somma - 5.000 euro - che lo sposo avrebbe pagato alla futura consorte per convolare a nozze. Parte dell’importo era già stato versato a titolo di acconto. Scatta la "trappola" .
E’ la mattina del 7 luglio e i vigili arrivano in comune a ****** ********* fingendosi impiegati del municipio e una volta espletate le formalità da parte del sindaco ****** ******* gli agenti intervengono e identificano i due, oltre ad una terza persona, un cittadino ecuadoriano.
Lo sposo è stato sottoposto a fermo e condotto al Comando di ********* per gli accertamenti sull’identità personale effettuati con gli agenti della scientifica della Questura tramite rilievi foto dattiloscopici e successivo controllo delle impronte digitali sui terminali. Il trentaduenne è stato così colpito da un decreto di espulsione emesso dal Prefetto e accompagnato al Centro di Permanenza Temporanea di ****** in attesa di essere imbarcato sul primo volo disponibile per la Repubblica Dominicana. L’aspirante sposa è stata invece denunciata a piede libero per favoreggiamento della permanenza clandestina: rischia una condanna a pena detentiva fino ad un massimo di 4 anni e la multa fino a oltre 15 mila euro.