Non ci posso credere 2 - la vendetta

danny

Utente di lunga data
Non voglio essere offensivo, ma credo tu soffra di analfabetismo funzionale (cioè leggi, ma non comprendi cosa c'è scritto). L'ho lasciata proprio perché non era possibile mettere su famiglia con lei. Ricollegandomi a quello che ho detto prima, cioè relazioni a termine, non è che uno non ha voglia di impegnarsi, è semplicemente che molte volte ti rendi conto che l'impegno lo metti solo tu e non l'altra persona. Io nel mio caso mi sono impegnato, ma quando ho capito che non era storia ho fatto un passo indietro. In altri casi, tipo quello di parmaletale, il passo indietro è stato obbligatorio dopo che aveva messo su famiglia. Entrambi in una relazione fallimentare, dove una parte si è impegnata seriamente e l'altra lo ha fatto solo a parole perché forte della responsabilità, l'impegno e il sentimento dell'altro partner. Quello che cambia tutto è il momento della rottura: prima di aver fatto famiglia, e dopo.
Dopo è un casino.
Potevo fare lo stronzo, mollare tutto, affittare una casa per me e non passare più niente a mia moglie, ma ci avrebbe rimesso mia figlia.
C'è chi lo ha fatto. Mi hai tradito? Beccati la casa e arrangiati. Nel mio condominio la moglie rimasta con figlia non ha più pagato mutuo e spese condominiali per anni e tutto è finito all'asta, risarcendo soprattutto la banca (i condomini no).
Potevo tollerare una cosa del genere?
Avevo alternative? Economicamente parlando no. Quindi in questi casi abbozzi, ti guadagni i tuoi spazi, fai il padre e vivi la coppia per quel che resta, ovvero lo stare insieme in maniera amicale.
I consigli che do agli uomini tengono conto dei bassi redditi attuali. Certo, se uno ha uno stipendio di 2500 euro al mese può permettersi anche di affrontare qualche rischio in più.
Ma se uno va sui 1500 deve stare molto attento. Una separazione senza casa può portare alla povertà. Realmente.
E se una donna non accetta questo concetto, non insistete. Non è un problema suo, non può capirlo. Ognuno salva sé stesso, non il mondo.
 

danny

Utente di lunga data
l'effetto rana bollita deriva dall'introdurre dei cambiamenti poco alla volta in maniera impercettibile. Per rendere impercettibili questi cambiamenti può essere utile controbilanciare l'effetto negativo di tali cambiamenti con comportamenti "positivi" (creano dissonanza cognitiva cioè vedi una persona che si comporta in una maniera, ma dice cose contrarie al suo comportamento).
Il discorso doppia sim è molto più che ambiguo, che senso ha avere due telefoni (questo non è mai stato chiarito, quando l'ho chiesto mi ha detto che non era attivo, salvo scoprire che continuava a caricarlo)? Ora se uno mente ha qualcosa da nascondere, e se nasconde qualcosa allora non è proprio meritevole di fiducia, e se non merita fiducia, allora è inutile intraprendere un progetto di vita. Nella vita ho imparato che quando una persona ti da risposte evasive, o continua a mentire spudoratamente è inutile continuare a chiedere (discutere), perché continuerà a dire sempre le stesse fesserie (lo fanno perché pensano di essere più intelligenti di te, e quindi mentono credendo che tu te la beva, quando dubiti dei loro racconti scatta subito il rovesciamento della frittata, e se ancora non te la bevi fanno/dicono qualcosa per compiacerti (ad esempio promesse o progetti futuri).
Le uscite con le amiche nessuno le contesta, però me le avesse fatte conoscere... Per me queste amiche rimangono fantasmi!
Mi parlava di spasimanti, forse voleva farmi ingelosire, ma ho capito che lei era la classica gatta morta, Quindi era gente che lei provocava, magari facendo credere che...
Si tratta di comportamenti che impari a riconoscere nel tempo, conoscendo anche la persona. La relazione era scandita sempre più da questi momenti, che aumentavano dubbi e credibilità nella persona, e che mi facevano stare sempre più male. I momenti felici iniziali - prima della convivenza - erano ormai un ricordo lontano.
Però nonostante ciò, come detto, c'erano anche elementi "positivi" (o presunti tali), che alimentavano ancora di più i dubbi in me.
Il primo è la progettualità, in quanto diceva di voler famiglia con me (nonostante i comportamenti che ho descritto sopra)
Il sesso non mancava mai ogni volta che volevo io (ma lei lo voleva? e quando lo voleva?).
Non è un comportamento che genera l'effetto della rana bollita, ma la dinamica relazionale che va lentamente modificandosi. Quello che ho scritto sopra è un breve estratto, ma credo che renda l'idea.
Guarda, mia moglie voleva cambiare casa e siamo pure andati a vederne due, e intanto continuava la sua relazione con l'amante.
Non è proprio la rana bollita, è un rapporto manipolatorio, intendendo come tale una relazione che viene presentata diversa da come è in realtà.
 

Etta

Utente di lunga data
E comunque il puttaniere o la mignotta fanno paura, non vanno bene per un progetto.
Più che altro cresce la paura di essere traditi. È vero che chiunque potrebbe farlo una prima volta, mai metterci la mano sul fuoco, ma le probabilità sono molto più alte in una/o che già va con tutti/e. Io ad esempio non mi sposerei mai con uno come l’amico di Sgarbi che se le tromba tutte. 😄
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Dopo è un casino.
Potevo fare lo stronzo, mollare tutto, affittare una casa per me e non passare più niente a mia moglie, ma ci avrebbe rimesso mia figlia.
C'è chi lo ha fatto. Mi hai tradito? Beccati la casa e arrangiati. Nel mio condominio la moglie rimasta con figlia non ha più pagato mutuo e spese condominiali per anni e tutto è finito all'asta, risarcendo soprattutto la banca (i condomini no).
Potevo tollerare una cosa del genere?
Avevo alternative? Economicamente parlando no. Quindi in questi casi abbozzi, ti guadagni i tuoi spazi, fai il padre e vivi la coppia per quel che resta, ovvero lo stare insieme in maniera amicale.
I consigli che do agli uomini tengono conto dei bassi redditi attuali. Certo, se uno ha uno stipendio di 2500 euro al mese può permettersi anche di affrontare qualche rischio in più.
Ma se uno va sui 1500 deve stare molto attento. Una separazione senza casa può portare alla povertà. Realmente.
E se una donna non accetta questo concetto, non insistete. Non è un problema suo, non può capirlo. Ognuno salva sé stesso, non il mondo.
Al di là del valore dello stipendio che comunque ha la sua bella fetta di importanza, dipende anche da da chi lo percepisci.
Se lavori in una azienda privata che per quanto grande sia resta comunque privata ed assoggettata alle leggi del mercato secondo le quali o fai profitto o muori e licenzi tutti, anche la paura di un futuro incerto a prescindere da quanto percepisci ha il suo peso sulle scelte della vita.
Se lavori al contrario nel pubblico, per quanto tu possa magari e non è nemmeno detto guadagnare meno hai comunque il tuo bel “posto fisso” quindi la preoccupazione futuro e stabilità economica viene meno. E si fa presto così a dire IO IO IO faccio brigo forco. Tanto a te che lavori bene o male nessuno ti toglie nulla.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Più che altro cresce la paura di essere traditi. È vero che chiunque potrebbe farlo una prima volta, mai metterci la mano sul fuoco, ma le probabilità sono molto più alte in una/o che già va con tutti/e. Io ad esempio non mi sposerei mai con uno come l’amico di Sgarbi che se le tromba tutte. 😄
E lui si sposerebbe con te? Secondo te? Coshai tu da offrire ad un uomo? Non lo dico a te come Etta, ma a te come donna.
Si considera spesso il matrimonio come un punto di arrivo, quando invece è solo una tappa del percorso, una fase della vita in continua evoluzione.
Anche se non sembra, perché tutti i giorni scorrono via veloci, la coppia cambia ed anche le dinamiche interne e cio che magari ti piaceva o non piaceva prima ti può piacere o non piacere dopo.
Tu, dici che non sposeresti il tizio.
Ma tu, cosa offri al mercato delle relazioni per rendere appetibile un matrimonio e quindi un progetto di vita con te?
Perche anche nelle relazioni e non solo nelle vendite, trattasi di domanda e offerta.
Prova a pensarci.
 

omicron

Irritante puntigliosa spaccacoglioni e pigra
Omicron, se c'è una cosa inutile che si continua a sostenere su questo forum da una vita è: se c'è un problema se ne parla.
Di solito chi arriva qui con un problema ne ha già parlato e ovviamente non ha risolto niente.
Ho una mia amica che cerca di parlare di matrimonio e figli al fidanzato ma lui le risponde sempre male.
E io che le dico?
Parlaci, confrontati?
No.
Mollalo, che hai trent'anni e sei ancora in tempo.
È un anno che glielo dico.
Ma perché le persone hanno paura di parlare (oltre al fatto che non sanno parlare perché hanno un vocabolario limitato), molti hanno proprio paura delle risposte che possono avere e allora pontificano, e restano lì, salvo poi pentirsi quando non possono più ignorare l’elefante in soggiorno
 

Etta

Utente di lunga data
E lui si sposerebbe con te? Secondo te? Coshai tu da offrire ad un uomo? Non lo dico a te come Etta, ma a te come donna.
Si considera spesso il matrimonio come un punto di arrivo, quando invece è solo una tappa del percorso, una fase della vita in continua evoluzione.
Anche se non sembra, perché tutti i giorni scorrono via veloci, la coppia cambia ed anche le dinamiche interne e cio che magari ti piaceva o non piaceva prima ti può piacere o non piacere dopo.
Tu, dici che non sposeresti il tizio.
Ma tu, cosa offri al mercato delle relazioni per rendere appetibile un matrimonio e quindi un progetto di vita con te?
Perche anche nelle relazioni e non solo nelle vendite, trattasi di domanda e offerta.
Prova a pensarci.
Partiamo dal presupposto che nessuno è così speciale. Si decide di sposarsi perché si sta bene con quella persona e vuoi condivedere la vita con essa. Ma nessuno deve avere la presunzione di avere qualcosa in più di altri/e.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Partiamo dal presupposto che nessuno è così speciale. Si decide di sposarsi perché si sta bene con quella persona e vuoi condivedere la vita con essa. Ma nessuno deve avere la presunzione di avere qualcosa in più di altri/e.
Non hai risposto. La domanda era per te. Non per altri. Cosa offri?
 

danny

Utente di lunga data
Ma perché le persone hanno paura di parlare (oltre al fatto che non sanno parlare perché hanno un vocabolario limitato), molti hanno proprio paura delle risposte che possono avere e allora pontificano, e restano lì, salvo poi pentirsi quando non possono più ignorare l’elefante in soggiorno
Che ci siano quelli che hanno paura, non ne dubito, in percentuale ci saranno.
Ma che questa sia la soluzione valida per chiunque, non lo penso.
Mi vengono in mente alcune persone che lamentavano crisi sessuali nel matrimonio giunte inaspettate un certo punto,
Premetto che non c'è bisogno di chiedere di parlare quando siamo di fronte a un dato di fatto, ovvero si nega qualcosa che c'era ed è magari pure richiesto dal partner.
Chi si nega dovrebbe quindi dare una risposta prima ancora che venga posta la domanda, ma di solito non lo fa.
Qui sul forum si sono date le spiegazioni più strampalate, dalla crisi ormonale alla depressione, per tentare di giustificare qualcosa che a un certo punto avviene e che è il distacco da un altro, che prevede appunto la crisi del desiderio verso lui come conseguenza diretta.
In quanti casi la questione, quando è stata posta per aprire un tavolo di confronto, ha effettivamente risolto?
A me sembra mai.
Se c'è crisi non si risolve infatti mai.
 

spleen

utente ?
Ci sono tante cose interessanti di cui parlare più che di mobili ed edilizia o mutui.
Quando l'io è più importante del noi.
Se lo spirito di competizione è sano e funzionale in contesti lavorativi e sportivi, potrebbe non esserlo in altri, come quello di coppia. Spesso non lo si riconosce ma è molto più diffuso di quanto non si creda. Se la competizione diventa eccessiva, il rischio è di viver sempre in una corsa continua in cui a prevalere è l’ io e mai il noi creando invidie, rabbia, risentimenti e tentativi di punizione che possono sfociare in vere e proprie violenze.


In alcune coppie può innescarsi un rapporto di competizione esagerata tra i due componenti per diversi motivi:



  • mancanza di una comunicazione chiara,
  • intolleranza alla frustrazione (ovvero la non accettare di non poter soddisfare tutti i propri desideri),
  • convinzione di dare più forza al legame se l’altro è più debole di noi (ad esempio dal punto di vista economico o della salute),
  • non accettare che l’altro sia autonomo perché concepito come una proprietà,
  • timore che l’altro scappi se non gli facciamo sentire continuamente di aver bisogno di noi,
  • aver paura di non esser mai all’altezza delle situazioni.

Nelle coppie che funzionano, si coopera per raggiungere obiettivi comuni mettendo a disposizione le proprie risorse, si sostiene l’altro nel raggiungimento di risultati propri. Per raggiungere un vero e proprio spirito collaborativo bisogna saper metter da parte le insicurezze e gli egoismi e riuscire a godere anche dei successi altrui, non solo dei propri.

E' tratto da un articolo. La prima cosa che mi viene da pensare è: Quanti sono coscienti di questo?
 
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ParmaLetale

Utente di lunga data
Che ci siano quelli che hanno paura, non ne dubito, in percentuale ci saranno.
Ma che questa sia la soluzione valida per chiunque, non lo penso.
Mi vengono in mente alcune persone che lamentavano crisi sessuali nel matrimonio giunte inaspettate un certo punto,
Premetto che non c'è bisogno di chiedere di parlare quando siamo di fronte a un dato di fatto, ovvero si nega qualcosa che c'era ed è magari pure richiesto dal partner.
Chi si nega dovrebbe quindi dare una risposta prima ancora che venga posta la domanda, ma di solito non lo fa.
Qui sul forum si sono date le spiegazioni più strampalate, dalla crisi ormonale alla depressione, per tentare di giustificare qualcosa che a un certo punto avviene e che è il distacco da un altro, che prevede appunto la crisi del desiderio verso lui come conseguenza diretta.
In quanti casi la questione, quando è stata posta per aprire un tavolo di confronto, ha effettivamente risolto?
A me sembra mai.
Se c'è crisi non si risolve infatti mai.
E' quello che penso anch'io, ed è ovvio che non stiamo parlando della tavoletta del cesso non alzata.. certo puoi e devi parlare, ci ho provato anch'io quand'è stato il momento, ma il più delle volte si tratta solo di prendere atto di un qualcosa, e una volta preso atto ci sono le conseguenze, dunque tante volte non si parla proprio per evitare tali conseguenze.

La rana che viene bollita ad esempio, secondo la logica del parlare per risolvere dovrebbe lamentarsi quando l'acqua sta iniziando a scaldarsi e farebbe ancora in tempo a salvarsi, ma non lo fa perchè è molto piacevole e non ne ha motivo, quando l'acqua bolle se anche si lamentasse è troppo tardi... mentre se fosse messa direttamente nell'acqua bollente salterebbe via immediatamente senza tanti discorsi, salvandosi la pelle..
 
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omicron

Irritante puntigliosa spaccacoglioni e pigra
Che ci siano quelli che hanno paura, non ne dubito, in percentuale ci saranno.
Ma che questa sia la soluzione valida per chiunque, non lo penso.
Mi vengono in mente alcune persone che lamentavano crisi sessuali nel matrimonio giunte inaspettate un certo punto,
Premetto che non c'è bisogno di chiedere di parlare quando siamo di fronte a un dato di fatto, ovvero si nega qualcosa che c'era ed è magari pure richiesto dal partner.
Chi si nega dovrebbe quindi dare una risposta prima ancora che venga posta la domanda, ma di solito non lo fa.
Qui sul forum si sono date le spiegazioni più strampalate, dalla crisi ormonale alla depressione, per tentare di giustificare qualcosa che a un certo punto avviene e che è il distacco da un altro, che prevede appunto la crisi del desiderio verso lui come conseguenza diretta.
In quanti casi la questione, quando è stata posta per aprire un tavolo di confronto, ha effettivamente risolto?
A me sembra mai.
Se c'è crisi non si risolve infatti mai.
Ah beh io questo non lo so, io ti parlo di quella che è la mia “economia familiare” ma che è un po’ il mio modo di essere, io zitta non ci sto (se non si era capito), e se qualcosa non mi sta bene te lo dico, magari prima con le buone poi più decisa, se si trova un punto d’incontro bene, se non si trova ma ci si impegna a cercarlo, bene ancora, se non si trova e non si vuole trovare tanti cari saluti
 

Brunetta

Utente di lunga data
@Brunetta la questione non è ripetere, è semplicemente che si citano post che non sono mai stati scritti. E' come se io adesso nel discutere con te dicessi: che tu pratichi il poliamore, quindi se il tuo uomo va con altre non dovresti lamentarti in questo forum! Hai mai fatto un'affermazione del genere in questo forum? Non credo! Quindi se ho capito una cosa del genere dai tuoi scritti, significa che sono un analfabeta funzionale, cioè so leggere ma non comprendo il significato dei testi.
Lo dico senza cattiveria.
Non è andata così.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Semplifico, anzi volgarizzo: c'è l'uomo tranquillo da sposare e poi quello stronzo da scoparsi poi.
Per l'uomo: c'è la donna tranquilla da sposarsi e la mignotta da scoparsi dopo.
Perché la botta di culo di vedersi corrisposti da uno o una con entrambe le caratteristiche ce l'hanno veramente pochi.
E comunque il puttaniere o la mignotta fanno paura, non vanno bene per un progetto.
Ma davvero pensi che stronzi e stronze, puttanieri e puttane siano desiderabili per tutti e tutte?
 

omicron

Irritante puntigliosa spaccacoglioni e pigra
È che state facendo un dialogo totalmente slegato.
Da fuori si capisce.
Leggete i post con più lentezza.
non cominciare anche tu, io capisco e capisco molto bene, il problema qui è la coda di paglia, chi scade nell'insulto banale per screditare l'altro, lo fa perchè non ha argomenti, non a caso sta continuando a dire che sono io la stupida che non capisce quello che legge, non che a lui non piace leggere le cose come stanno
detto questo io me ne frego e anche alla grande, ho il brutto vizio di dire quello che penso e non sempre sono brava a fare fiocchini, di compiacere il prossimo non me ne faccio di niente, persone delle quali mi interessava di più mi hanno detto ben di peggio, cosa vuoi che me ne importi di quello che blatera qualche sconosciuto in un forum
 
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