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Old Alexantro
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Siena, gioielliere spara e uccide rapinatore armato di pistola
— 10 luglio 2008 pagina 19 sezione: CRONACA SIENA - Un colpo solo, all' inguine e il rapinatore muore a terra, dissanguato lì nella gioielleria, fra il bancone e la porta. Si chiamava Gaetano Brancato, aveva 62 anni, origini napoletane e qualche precedente per reati contro il patrimonio. «Non volevo sparare, mi è partito il colpo: lui mi puntava la pistola in faccia e con l' altra mano ha cercato di abbassare la canna del mio fucile, stavamo lottando quando è esploso il colpo». Il gioielliere Gino Sestini, 59 anni, di San Rocco a Pilli, un borgo di collina nel comune di Sovicille, sei chilometri da Siena, in quarant' anni non aveva mai subito una rapina: «Ho maledetto di essermi alzato, di aver aperto il negozio». Due persone si presentano ieri intorno alle 10: «Uno era venuto con una ragazza la sera prima per comprare un braccialetto di caucciù, l' altro aveva quello stesso braccialetto addosso e mi chiede di stringerglielo. Dice anche che vuole vedere delle collane per ricambiare il regalo». Il negoziante apre la cassaforte, tira fuori due rotoli di oggetti in oro, ma quando si gira racconta che il cliente della sera prima gli punta una pistola alla bocca: «Ho reagito d' istinto, gli ho tirato una gomitata, ho cercato di bloccargli la mano, non so nemmeno io come ho fatto» racconta più tardi mentre è al pronto soccorso dell' ospedale Le Scotte di Siena, su una sedia con una gamba fasciata e ancora addosso i segni della lotta, una ferita al volto e qualche ecchimosi alle braccia. L' altro rapinatore, con il coltello salta il banco, va alla cassaforte, arraffa quel che può: «Accoltellalo» gli grida il complice. «Dai dai sparagli» è la risposta che riceve. Intanto uno dei due rapinatori scappa per mettere al sicuro il bottino, l' altro, Brancato, viene colpito nella colluttazione con il gioielliere. Il complice sente lo sparo e torna indietro, recupera l' arma del compagno ferito la punta contro il negoziante: «Io avevo ancora il fucile in mano - dice Sestini -, lui mi è venuto addosso e mi è partito un altro colpo, ma non l' ho preso». Questione di ore però perché il fuggitivo, rincorso e picchiato con un bastone dall' ex moglie del gioielliere senese che ha un negozio di foto e ottica proprio accanto, veniva arrestato in serata dagli investigatori della squadra mobile di Siena a Carpi: si tratta di Jonata Lamia, 35 anni
opinione mia
e' giusto cosi
— 10 luglio 2008 pagina 19 sezione: CRONACA SIENA - Un colpo solo, all' inguine e il rapinatore muore a terra, dissanguato lì nella gioielleria, fra il bancone e la porta. Si chiamava Gaetano Brancato, aveva 62 anni, origini napoletane e qualche precedente per reati contro il patrimonio. «Non volevo sparare, mi è partito il colpo: lui mi puntava la pistola in faccia e con l' altra mano ha cercato di abbassare la canna del mio fucile, stavamo lottando quando è esploso il colpo». Il gioielliere Gino Sestini, 59 anni, di San Rocco a Pilli, un borgo di collina nel comune di Sovicille, sei chilometri da Siena, in quarant' anni non aveva mai subito una rapina: «Ho maledetto di essermi alzato, di aver aperto il negozio». Due persone si presentano ieri intorno alle 10: «Uno era venuto con una ragazza la sera prima per comprare un braccialetto di caucciù, l' altro aveva quello stesso braccialetto addosso e mi chiede di stringerglielo. Dice anche che vuole vedere delle collane per ricambiare il regalo». Il negoziante apre la cassaforte, tira fuori due rotoli di oggetti in oro, ma quando si gira racconta che il cliente della sera prima gli punta una pistola alla bocca: «Ho reagito d' istinto, gli ho tirato una gomitata, ho cercato di bloccargli la mano, non so nemmeno io come ho fatto» racconta più tardi mentre è al pronto soccorso dell' ospedale Le Scotte di Siena, su una sedia con una gamba fasciata e ancora addosso i segni della lotta, una ferita al volto e qualche ecchimosi alle braccia. L' altro rapinatore, con il coltello salta il banco, va alla cassaforte, arraffa quel che può: «Accoltellalo» gli grida il complice. «Dai dai sparagli» è la risposta che riceve. Intanto uno dei due rapinatori scappa per mettere al sicuro il bottino, l' altro, Brancato, viene colpito nella colluttazione con il gioielliere. Il complice sente lo sparo e torna indietro, recupera l' arma del compagno ferito la punta contro il negoziante: «Io avevo ancora il fucile in mano - dice Sestini -, lui mi è venuto addosso e mi è partito un altro colpo, ma non l' ho preso». Questione di ore però perché il fuggitivo, rincorso e picchiato con un bastone dall' ex moglie del gioielliere senese che ha un negozio di foto e ottica proprio accanto, veniva arrestato in serata dagli investigatori della squadra mobile di Siena a Carpi: si tratta di Jonata Lamia, 35 anni
opinione mia
e' giusto cosi