Smisurata preghiera.

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Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

giorgiocan

Utente prolisso
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

--

Anche io vorrei proporre una citazione deandreiana, che oggi mi sento tanto cucita addosso. Ieri parlavo con un amico - coetaneo, siamo più verso i 35 che i 40 - che osservando l'ecatombe delle relazioni di larga parte dei nostri comuni conoscenti, mi chiedeva "che razza di generazione siamo, che uomini e donne sperduti, vulnerabili e insufficienti a sè". Le parole non sono testuali, ma il senso di fatalismo e inadeguatezza sì. Ora, probabilmente vivendo in prima persona un'esistenza problematica, o per lo meno un'esistenza di coppia, qui dentro non siamo propriamente oggettivi sul tema, ma ammetto che ho dovuto riconoscerglielo: mi sento anche io un debole, in questo periodo. E se mi guardo intorno, una grandissima fetta dei miei conoscenti viene da una separazione, da un'implosione di coppia, da quotidiana frustrazione. E mi trovo ad invidiare la stolta solidità dei miei genitori. Mi direte che il tradimento, il sotterfugio e la disonestà non sono un'invenzione recente, e che una volta semplicemente non si portavano in piazza i propri problemi, ma la sensazione di sconfitta oggi mi si è appiccicata addosso. Eppure io continuo a crederci in una qualche redenzione, o semplicemente salvezza dell'anima.

Pomeriggio di nebbia, qui.
 
Ultima modifica:

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Capisco

il tuo stato d'animo.
Il tuo è un passaggio che probabilmente non hai fatto prima, e che ad un certo punto giunge.
Si chiama crescita e assunzione di: responsabilità della propria situazione, consapevolezza dei propri mezzi e limiti, dell'inutilità di invidiare o di rifarsi a modelli che ai nostri tempi non avrebbero più senso, presa di coscienza che siamo in prima linea nella costruzione o distruzione del nostro presente e futuro personale.
 

Zod

Escluso
il tuo stato d'animo.
Il tuo è un passaggio che probabilmente non hai fatto prima, e che ad un certo punto giunge.
Si chiama crescita e assunzione di: responsabilità della propria situazione, consapevolezza dei propri mezzi e limiti, dell'inutilità di invidiare o di rifarsi a modelli che ai nostri tempi non avrebbero più senso, presa di coscienza che siamo in prima linea nella costruzione o distruzione del nostro presente e futuro personale.
Di certo è più facile rassegnarsi alle proprie e alle altrui debolezze, piuttosto che aspirare ad un modello che un tempo era prassi ed oggi è straordinarietà. Da sempre involvere è più facile che evolvere, meglio il piacere oggi, che la crescita domani. In cambio di cosa? Una scopata? Pensare che dal mio punto di vista una scopata non vale nemmeno un sigaro, giusto una sigaretta.

Non è umano rassegnarsi ai propri limiti.
 

passante

Utente di lunga data
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

--

Anche io vorrei proporre una citazione deandreiana, che oggi mi sento tanto cucita addosso. Ieri parlavo con un amico - coetaneo, siamo più verso i 35 che i 40 - che osservando l'ecatombe delle relazioni di larga parte dei nostri comuni conoscenti, mi chiedeva "che razza di generazione siamo, che uomini e donne sperduti, vulnerabili e insufficienti a sè". Le parole non sono testuali, ma il senso di fatalismo e inadeguatezza sì. Ora, probabilmente vivendo in prima persona un'esistenza problematica, o per lo meno un'esistenza di coppia, qui dentro non siamo propriamente oggettivi sul tema, ma ammetto che ho dovuto riconoscerglielo: mi sento anche io un debole, in questo periodo. E se mi guardo intorno, una grandissima fetta dei miei conoscenti viene da una separazione, da un'implosione di coppia, da quotidiana frustrazione. E mi trovo ad invidiare la stolta solidità dei miei genitori. Mi direte che il tradimento, il sotterfugio e la disonestà non sono un'invenzione recente, e che una volta semplicemente non si portavano in piazza i propri problemi, ma la sensazione di sconfitta oggi mi si è appiccicata addosso. Eppure io continuo a crederci in una qualche redenzione, o semplicemente salvezza dell'anima.

Pomeriggio di nebbia, qui.
ma sai, da che mondo e mondo l'uomo, ciascun uomo, è vulnerabile e insufficiente a sé, credo che sia proprio la nostra condizione di uomini, questa. la forze, secondo me, sta nel cercare di superare le debolezze, non nel non averne. mi colpisce "senso di fatalismo" perché implica un'attribuzione all'esterno (fato, generazione, propri genitori...) delle responsabilità, ma buttare fuori la responsabilità non permette di crescere, anzi... nella stessa direzione, secondo me, va l'espressione: mi sento un debole. se sono UN debole non posso che agire con debolezza... se invece mi sento debole (sentza un) e mi riconosco la responsabilità di autodeterminarmi allora posso ugualmente agire con forza. secondo me :smile:

pistolotto delle 16.20 :p

scusami, qui è nuvolo :D
 
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

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Anche io vorrei proporre una citazione deandreiana, che oggi mi sento tanto cucita addosso. Ieri parlavo con un amico - coetaneo, siamo più verso i 35 che i 40 - che osservando l'ecatombe delle relazioni di larga parte dei nostri comuni conoscenti, mi chiedeva "che razza di generazione siamo, che uomini e donne sperduti, vulnerabili e insufficienti a sè". Le parole non sono testuali, ma il senso di fatalismo e inadeguatezza sì. Ora, probabilmente vivendo in prima persona un'esistenza problematica, o per lo meno un'esistenza di coppia, qui dentro non siamo propriamente oggettivi sul tema, ma ammetto che ho dovuto riconoscerglielo: mi sento anche io un debole, in questo periodo. E se mi guardo intorno, una grandissima fetta dei miei conoscenti viene da una separazione, da un'implosione di coppia, da quotidiana frustrazione. E mi trovo ad invidiare la stolta solidità dei miei genitori. Mi direte che il tradimento, il sotterfugio e la disonestà non sono un'invenzione recente, e che una volta semplicemente non si portavano in piazza i propri problemi, ma la sensazione di sconfitta oggi mi si è appiccicata addosso. Eppure io continuo a crederci in una qualche redenzione, o semplicemente salvezza dell'anima.

Pomeriggio di nebbia, qui.
[video=youtube;fjZ8fBGtMaI]http://www.youtube.com/watch?v=fjZ8fBGtMaI[/video]
 

tesla

Utente di lunga data
la nebbia è anche bellissima, crea un'atmosfera ovattata, onirica.
bisogna rivalutarla (se non si guida eh).
insomma, sono capaci tutti ad apprezzare le giornate terse, che poi sono così banali.
tutto questo per dirti che anche quello che sembra malinconico e triste masconde un suo fascino.
cercalo :up:
 

Hellseven

Utente di lunga data
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

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Anche io vorrei proporre una citazione deandreiana, che oggi mi sento tanto cucita addosso. Ieri parlavo con un amico - coetaneo, siamo più verso i 35 che i 40 - che osservando l'ecatombe delle relazioni di larga parte dei nostri comuni conoscenti, mi chiedeva "che razza di generazione siamo, che uomini e donne sperduti, vulnerabili e insufficienti a sè". Le parole non sono testuali, ma il senso di fatalismo e inadeguatezza sì. Ora, probabilmente vivendo in prima persona un'esistenza problematica, o per lo meno un'esistenza di coppia, qui dentro non siamo propriamente oggettivi sul tema, ma ammetto che ho dovuto riconoscerglielo: mi sento anche io un debole, in questo periodo. E se mi guardo intorno, una grandissima fetta dei miei conoscenti viene da una separazione, da un'implosione di coppia, da quotidiana frustrazione. E mi trovo ad invidiare la stolta solidità dei miei genitori. Mi direte che il tradimento, il sotterfugio e la disonestà non sono un'invenzione recente, e che una volta semplicemente non si portavano in piazza i propri problemi, ma la sensazione di sconfitta oggi mi si è appiccicata addosso. Eppure io continuo a crederci in una qualche redenzione, o semplicemente salvezza dell'anima.

Pomeriggio di nebbia, qui.
Già mi eri simpatico.
Ma ora che citi questo brano di Fabrizio (che è stato per circa un anno la mia firma) credo di volerti bene.
Buona domenica amico.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
ricorda Signore questi servi disobbedienti
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non dimenticare il loro volto
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è appena giusto che la fortuna li aiuti

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Anche io vorrei proporre una citazione deandreiana, che oggi mi sento tanto cucita addosso. Ieri parlavo con un amico - coetaneo, siamo più verso i 35 che i 40 - che osservando l'ecatombe delle relazioni di larga parte dei nostri comuni conoscenti, mi chiedeva "che razza di generazione siamo, che uomini e donne sperduti, vulnerabili e insufficienti a sè". Le parole non sono testuali, ma il senso di fatalismo e inadeguatezza sì. Ora, probabilmente vivendo in prima persona un'esistenza problematica, o per lo meno un'esistenza di coppia, qui dentro non siamo propriamente oggettivi sul tema, ma ammetto che ho dovuto riconoscerglielo: mi sento anche io un debole, in questo periodo. E se mi guardo intorno, una grandissima fetta dei miei conoscenti viene da una separazione, da un'implosione di coppia, da quotidiana frustrazione. E mi trovo ad invidiare la stolta solidità dei miei genitori. Mi direte che il tradimento, il sotterfugio e la disonestà non sono un'invenzione recente, e che una volta semplicemente non si portavano in piazza i propri problemi, ma la sensazione di sconfitta oggi mi si è appiccicata addosso. Eppure io continuo a crederci in una qualche redenzione, o semplicemente salvezza dell'anima.

Pomeriggio di nebbia, qui.
Nebbia anche nell'anima vedo, sentirsi inadeguati talvolta è solo il primo passo per scardinare tale sensazione, riflettere, agire, modificare... Da me come ieri anche oggi giornata con solo e poche nuvole
 

lolapal

Utente reloaded
Nebbia anche nell'anima vedo, sentirsi inadeguati talvolta è solo il primo passo per scardinare tale sensazione, riflettere, agire, modificare... Da me come ieri anche oggi giornata con solo e poche nuvole
La nebbia può far riflettere, sì, ma anche confondere ancora di più le idee...
Certe volte, bisogna solo fermarsi e aspettare...

:)
 
La nebbia può far riflettere, sì, ma anche confondere ancora di più le idee...
Certe volte, bisogna solo fermarsi e aspettare...

:)
Quanto ho amato questa canzone...
e questa serie televisiva....

[video=youtube;Jc0L5-lisic]http://www.youtube.com/watch?v=Jc0L5-lisic[/video]
 
Mitici...

[video=youtube;BZN_e5pRsY0]http://www.youtube.com/watch?v=BZN_e5pRsY0[/video]
 

Hellseven

Utente di lunga data
Benché la comicità meneghina sia molto distante dalle mie corde, loro sono l'eccezione alla regola: geniali. Le cose televisive anni settanta su tutto.
 

Ultimo

Escluso
il tuo stato d'animo.
Il tuo è un passaggio che probabilmente non hai fatto prima, e che ad un certo punto giunge.
Si chiama crescita e assunzione di: responsabilità della propria situazione, consapevolezza dei propri mezzi e limiti, dell'inutilità di invidiare o di rifarsi a modelli che ai nostri tempi non avrebbero più senso, presa di coscienza che siamo in prima linea nella costruzione o distruzione del nostro presente e futuro personale.
Quoto
 

giorgiocan

Utente prolisso
Il tuo è un passaggio che probabilmente non hai fatto prima, e che ad un certo punto giunge.
Si chiama crescita e assunzione di: responsabilità della propria situazione, consapevolezza dei propri mezzi e limiti, dell'inutilità di invidiare o di rifarsi a modelli che ai nostri tempi non avrebbero più senso, presa di coscienza che siamo in prima linea nella costruzione o distruzione del nostro presente e futuro personale.
Ti ringrazio per la franchezza e la lucidità.
 

lunaiena

Scemo chi legge
la nebbia è anche bellissima, crea un'atmosfera ovattata, onirica.
bisogna rivalutarla (se non si guida eh).
insomma, sono capaci tutti ad apprezzare le giornate terse, che poi sono così banali.
tutto questo per dirti che anche quello che sembra malinconico e triste masconde un suo fascino.
cercalo :up:

bellissimo:up:


e comunque il cielo è blu sopra le nuvole
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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