Solitudine e tradimento ....

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babylove

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Credo di avere avere bisogno di esternare la mia storia/situazione, forse per trovare un po' di pace o forse e soprattutto per capire cosa mi sta succedendo, perchè sinceramente non mi oriento più.

Sono una donna di 38 anni, sola. Sola significa, prigioniera di una vita in cui non c'è niente, non c'è contatto umano, non c'è amicizia, non c'è niente, ora neanche più un lavoro. Il mio telefono non squilla mai, nella mia casella di posta elettronica arrivano solo pubblicità , a casa ho il gatto e il cane che mi aspettano la sera quando torno a casa e niente d'altro. Passo il tempo in totale apatia.

La mia famiglia è cattolica, veramente molto. Sono cresciuta così, con il senso di colpa per qualsiasi cosa facessi, o pensassi che fosse diverso da quello che la Chiesa predicava.
Ma nonostante ciò, anche all'interno della mia famiglia, si sono susseguite storie di adulterio. Crescevo con la speranza che i miei si separassero davvero e non solo per brevi periodi, per trovare un po' di pace da tutto ciò, invece poi, sono stata io a scappare, mettendomi in una situazione molto dolorosa.

La mia vita sentimentale è stata da sempre un vero disastro. Mio padre mi faceva da guardia del corpo, telefonandomi in continuazione per sapere dove fossi, con chi fossi, e tutt'ora continua a farlo e ovviamente non si poteva uscire molto e tornare a casa entro mezzanotte ( ripeto ho 38 anni) .... Mi sentivo morire da tutti questi controlli e spiegazioni che dovevo dare, e così ho smesso di vivere stando sempre e solo chiusa in casa, lasciando persino perdere lo sport e facendomi venire attacchi di panico....

Poi anni fa per ovviare a questo soffocamento, sono scappata dall'Italia. Sono fuggita all'estero dove ho sposato, senza conoscere veramente, il primo uomo che mi ha prestato attenzioni. Ho usato il matrimonio come scusa, ma in quel momento non me rendevo conto e soprattutto pensavo che un altro posto lontano da qui, avrebbe risolto tutta la mia sofferenza, non credevo che se la sofferenza ce l'hai dentro te la porti ovunque. La mia vita all'estero è stata un delirio, una tortura. La famiglia di mio marito non mi poteva vedere perchè ero italiana, e lui con l'appoggio della madre vedeva altre donne, mentre io a casa in un paese lontano 7000 km dall'Italia mi consumavo bevendo cocktail di psicofarmaci ed ero vittima di una forte e violenta depressione che mi ha portato diverse volte a tagliarmi, a ferirmi per mettere fine a questa mia vita inutile e troppo dolorosa da affrontare. Mi chiedevo perchè non potevo ricevere un po' di amore, un sorriso, un abbraccio,infondo ero un essere umano anche io, pieno di amore da dare e desideroso di riceverne.
Capivo i tradimenti di mio marito, anche se mi facevano soffire. Questa storia con lo straniero è finita portandonci all'esasperazione e intensificando il mio stato depressivo. Il matrimonio è finito, annullato dalla Sacra Rota, cancellato, come se non fosse mai esistito, anche se ha lasciato dei segni indelebili dentro di me e delle cicatrici sul mio corpo. Sono tornata in Italia, malata con 10 kg di più e sola. Ho preso una laurea e piano piano le cose sembravano andare a posto. Ma il resto con la famiglia rimaneva uguale. Ho conosciuto un uomo. Sembrava che andasse tutto bene, ma a lui di me non interessava, quindi con il terrore di rivivere le pene della depressione e gli effetti delle medicine che mi toccava prendere, dopo 2 anni e mezzo l'ho lasciato.

Da li la mia solitudine è diventata la mia realtà. Non cercavo uomini, non cercavo niente, ma quando mi capitavano per caso attenzioni dal'altro sesso, io così bisognosa anche di un solo sorriso, permettevo a questa persona di toccarmi, abbracciarmi e in tutti i casi purtroppo USARMI. Sapevo che da lì a poco sarei ripiombata nella mia solitudine più profonda e soffocante, ma non riuscivo a staccarmi da chi mi prestava attenzioni, anche se false. Alla fine ero sempre sola e impossibilitata a fare qualsiasi cosa e senza soldi per poter lasciare la casa di famiglia dove mi hanno dato un appartamento e magari iniziare da un'altra parte una nuova vita, anche se DA SOLA. Insomma prigioniera degli eventi!

L'anno scorso poi ho conosciuto una persona, un uomo con una carriera molto importante e una carica altrettanto importante. Era in servizio nella capitale, io sto a 600 km dalla capitale. Lui è straniero, della stessa terra di quel marito che mi aveva dimenticata qualche anno prima. Questo funzionario di Stato ( ma non dello Stato Italiano) mi cercava tutti giorni, poche parole, ma era lì!!! Avevo sete delle sue attenzioni, avevo fame dei suoi abbracci e della sua voce che nella sua lingua mi diceva solo Ciao, come stai! e poi riattacava. Non volevo altro, non cercavo altro, non mi interessava il sesso, volevo solo sentire il calore umano, volevo solo un suo gesto, un sorriso mi bastava. Volevo che quell'essere umano mi abbracciasse, mi tenesse stretta e magari mi portasse via, in silenzio, senza fare rumore dalla mia realtà e perchè no anche dal mio paese e sinceramente non mi importava che fosse sposato, perchè non era il sesso che volevo, proprio non mi interessava, io volevo solo un contatto umano. Ma sentivo colpevole ugualmente, non volevo fare del male a sua moglie, e allo stesso tempo non riuscivo a staccarmi da lui, anche se fortemente ci ho provato. Anche se gli ho scritto addio e poi dopo pochi giorni da quell'addio eravamo abbracciati. Io cercavo umanità nella mia vita. Andavo nella capitale una volta al mese, ero in cura da uno psicologo, che a mio avviso era incapace di aiutarmi davvero, altrimenti non sarei qui con le mie pene e i miei sbagli a chiedere aiuto a chi gentilmente leggerà questo mio scritto. Purtroppo, ma anche per fortuna questa persona viene inviata in servizio in un altro paese. Lo so, si è innamorato di me, della mia fragilità, della mia sensibilità e della mia grande capacità a parlare così bene la sua lingua, ma quando mi dice che si impegnava ad avere una storia seria con me anche se stava per partire gli dico addio, gli dico buon viaggio e ho la forza di staccarmi. Io amavo tanto quell'ufficiale di stato per quello che mi aveva dato, per le parole che mi aveva detto, per la fiducia e la forza che mi aveva trasmesso, e avrei voluto essere io sua moglie, ma non me la sono sentita di confessarglielo, ho preferito lasciarlo andare e chiudere quella situazione che mi faceva sentire in colpa .... Ho continuato ad andare nella capitale anche dopo che lui era partito, dal mio psicologo inutile. La città era vuota e senza significato, ma sentivo fortemente che io e lui eravamo ancora nell'aria e ancora ora lo avverto quando vado a Roma.

Sono andata avanti con la mia vita, ma .... ripiombata nella solitudine ....
Sola, sola, sola, sola , sola, sola ...... all'infinito, con l'unico cambiamento, che avevo smesso i cocktail di prozac, paxil, e tutti quegli intrugli chimici che in teoria dovrebbero darti una mano quando si sta male male e sedarti il dolore al cuore portandoti in uno stato mentale vegetativo e legartico --- Ho detto basta ai dottori, perchè quelle medicine non erano la cura, almeno non per me, un sorriso, una carezza un ciao come stai detto con il cuore, sono molto più terapeutici che il Remeron. Se non si provano, se non si arriva al punto di non reggersi in piedi neanche per andare in bagno per via di quelle pastiglie, non si può capire la disperazione in cui un essere umano può piombare e solo perchè, come me, è SOLO, ma SOLO davvero. Tutto il mio cercare di uscire da questa situazione, tutte le energie che ho impiegato in questa mia esistenza, sono state dettate dall'istinto di sopravvivenza .... Un sorriso puo' davvero salvare una vita .... la depressione è sempre lì, ma non è niente, la mia solitudine è più forte ....

Ho confessato la mia storia "adultera con il funzionario di stato" in confessionale in Chiesa, mi sono presa le responsabilità delle mie azioni, mi sono sentita dire che non si fa, mi sono sentita giudicata, come giustamente doveva essere, ma tutto il mio vissuto non conta proprio niente?

La solitudine è così tornata puntuale a tenermi compagnia ... I viaggi nella capitale sono finiti, non perchè non c'era più lui, ma perchè avevo perso fiducia nel mio psicologo e interesse nel fare qualsiasi cosa. APATIA e SOLITUDINE, un senso di freddo nel cuore con una sensazione immensa di volere amare.

Così ... circa due settimane fa è arrivato un'altra persona. Non l'ho cercata, anzi l'ho evitata fortemente in tutto questo anno, l'ho proprio messa da parte, non ne volevo sapere, anche lui sposato e anche lui è straniero. Mi dicevo basta, e di non mettermi in queste situazione un'altra volta. Ma .... ma .... eccomi ora tra le sue braccia ... La sua famiglia è lontana, in altro paese,e dice che non ci va d'accordo. Vive da sempre all'estero a 1000 km da quella moglie che sembra non ami. Potrebbe essere vero o meno, lo so da me, ma anche questa volta, e come sempre, le sue attenzioni sono troppo importanti per me, per il lato egoistico della mia persona, quello davvero bisognoso di AMORE per fare la " cosa giusta" e non considerarle.

La mia solitudine che si è piano piano trasformata in DISPERAZIONE, mi fa sbagliare. Mi ritrovo con il senso di colpa, con la speranza che nessuno se ne accorga di questo mio momento con questo straniero sposato e con la speranza che questa " storia malsana" finisca quanto prima. Non so come, non so cosa fare e non so perchè mi capitano sempre queste situazioni. Non le cerco, proprio non le cerco, ma non capisco perchè mi ci ritrovo sempre coinvolta. Forse perchè la solitudine continua a farmi compagnia e perchè tutto ciò è solo il risultato di una vita in cui non esiste una vita sociale e non c'è NEPPURE calore umano. Mi sento come un prigioniero in cella che ha il dito puntato contro. Mi sento così, mentre vorrei solo qualcuno che sinceramente mi volesse bene, ma che per me non sembra esistere.

Non riesco a resistere al messaggio della buona notte di questo straniero che mi dice " Sogni d'oro, ti voglio bene" ....

Ho bisogno di amore nella mia vita, perchè senza purtroppo non si va da nessuna parte , ma si sbanda solo ----


Grazie per avermi ascoltata/ letta.

Babylove
 

Kid

Utente un corno
Credo di avere avere bisogno di esternare la mia storia/situazione, forse per trovare un po' di pace o forse e soprattutto per capire cosa mi sta succedendo, perchè sinceramente non mi oriento più.

Sono una donna di 38 anni, sola. Sola significa, prigioniera di una vita in cui non c'è niente, non c'è contatto umano, non c'è amicizia, non c'è niente, ora neanche più un lavoro. Il mio telefono non squilla mai, nella mia casella di posta elettronica arrivano solo pubblicità , a casa ho il gatto e il cane che mi aspettano la sera quando torno a casa e niente d'altro. Passo il tempo in totale apatia.

La mia famiglia è super cattolica, veramente molto e quindi quasi tutto è sbagliato. Sono cresciuta così, con il senso di colpa per qualsiasi cosa facessi, o pensassi che fosse diverso da quello che la Chiesa predicava.
Ma nonostante ciò, anche all'interno della mia famiglia, si sono susseguite storie di adulterio. Crescevo con la speranza che i miei si separassero per trovare un po' di pace da tutto ciò, invece poi, sono stata io a scappare, mettendomi in una situazione molto dolorosa.

La mia vita sentimentale è stata da sempre un vero disastro. Mio padre mi faceva da guardia del corpo, telefonandomi in continuazione per sapere dove fossi, con chi fossi, e tutt'ora continua a farlo e ovviamente non si poteva uscire molto e tornare a casa entro mezzanotte ( ripeto ho 38 anni) .... Mi sentivo morire da tutti questi controlli e spiegazioni che dovevo dare, e così ho smesso di vivere stando sempre e solo chiusa in casa, lasciando persino perdere lo sport e facendomi venire attacchi di panico....

Poi anni fa per ovviare a questo soffocamento, sono scappata dall'Italia. Sono fuggita all'estero dove ho sposato, senza conoscere veramente, il primo uomo che mi ha prestato attenzioni. Ho usato il matrimonio come scusa, ma in quel momento non me rendevo conto e soprattutto pensavo che un altro posto lontano da qui, avrebbe risolto tutta la mia sofferenza, non credevo che se la sofferenza ce l'hai dentro te la porti ovunque. La mia vita all'estero è stata un delirio, una tortura. La famiglia di mio marito non mi poteva vedere perchè ero italiana, e lui con l'appoggio della madre vedeva altre donne, mentre io a casa in un paese lontano 7000 km dall'Italia mi consumavo bevendo cocktail di psicofarmaci ed ero vittima di una forte e violenta depressione che mi ha portato diverse volte a tagliarmi, a ferirmi per mettere fine a questa mia vita inutile e troppo dolorosa da affrontare. Mi chiedevo perchè non potevo ricevere un po' di amore, un sorriso, un abbraccio,infondo ero un essere umano anche io, pieno di amore da dare e desideroso di riceverne.
Capivo i tradimenti di mio marito, anche se mi facevano soffire. Questa storia con lo straniero è finita portandonci all'esasperazione e intensificando il mio stato depressivo. Sono tornata in Italia, malata con 10 kg di più e sola. Ho preso una laurea e piano piano le cose sembravano andare a posto. Ma il resto con la famiglia rimaneva uguale. Ho conosciuto un uomo. Sembrava che andasse tutto bene, ma a lui di me non interessava, quindi con il terrore di rivivere le pene della depressione e gli effetti delle medicine che mi toccava prendere, dopo 2 anni e mezzo l'ho lasciato.

Da li la mia solitudine è diventata la mia realtà. Non cercavo uomini, non cercavo niente, ma quando mi capitavano per caso attenzioni dal'altro sesso, io così bisognosa anche di un solo sorriso, permettevo a questa persona di toccarmi, abbracciarmi e in tutti i casi purtroppo USARMI. Sapevo che da lì a poco sarei ripiombata nella mia solitudine più profonda e soffocante, ma non riuscivo a staccarmi da chi mi prestava attenzioni, anche se false. Alla fine ero sempre sola e impossibilitata a fare qualsiasi cosa e senza soldi per poter lasciare la casa di famiglia dove mi hanno dato un appartamento e magari iniziare da un'altra parte una nuova vita, anche se DA SOLA. Insomma prigioniera degli eventi!

L'anno scorso poi ho conosciuto una persona, un uomo con una carriera molto importante e una carica altrettanto importante. Era in servizio nella capitale, io sto a 600 km dalla capitale. Lui è straniero, della stessa terra di quel marito che mi aveva dimenticata qualche anno prima. Questo funzionario di Stato ( ma non dello Stato Italiano) mi cercava tutti giorni, poche parole, ma era lì!!! Avevo sete delle sue attenzioni, avevo fame dei suoi abbracci e della sua voce che nella sua lingua mi diceva solo Ciao, come stai! e poi riattacava. Non volevo altro, non cercavo altro, non mi interessava il sesso, volevo solo sentire il calore umano, volevo solo un suo gesto, un sorriso mi bastava. Volevo che quell'essere umano mi abbracciasse, mi tenesse stretta e magari mi portasse via, in silenzio, senza fare rumore dalla mia realtà e perchè no anche dal mio paese e sinceramente non mi importava che fosse sposato, perchè non era il sesso che volevo, proprio non mi interessava, io volevo solo un contatto umano. Ma sentivo colpevole ugualmente, non volevo fare del male a sua moglie, e allo stesso tempo non riuscivo a staccarmi da lui, anche se fortemente ci ho provato. Anche se gli ho scritto addio e poi dopo pochi giorni da quell'addio eravamo abbracciati. Io cercavo umanità nella mia vita. Andavo nella capitale una volta al mese, ero in cura da uno psicologo, che a mio avviso era incapace di aiutarmi davvero, altrimenti non sarei qui con le mie pene e i miei sbagli a chiedere aiuto a chi gentilmente leggerà questo mio scritto. Purtroppo, ma anche per fortuna questa persona viene invitata in servizio in un altro paese. Lo so, si è innamorato di me, della mia fragilità, della mia sensibilità e della mia grande capacità a parlare così bene la sua lingua, ma quando mi dice che si impegnava ad avere una storia seria con me anche se stava per partire gli dico addio, gli dico buon viaggio e ho la forza di staccarmi. Io amavo quell'ufficiale di stato per quello che mi aveva dato, per le parole che mi aveva detto, per la fiducia che mi aveva trasmesso, e avrei voluto essere io sua moglie, ma non me la sono sentita di confessarglielo, ho preferito lasciarlo andare e chiudere quella situazione che mi faceva sentire in colpa .... Ho continuato ad andare nella capitale anche dopo che lui era partito, dal mio psicologo inutile. La città era vuota e senza significato, ma sentivo fortemente che io e lui eravamo ancora nell'aria.

Sono andata avanti con la mia vita, ma .... ripiombata nella solitudine ....
Sola, sola, sola, sola , sola, sola ...... all'infinito

Ho confessato la mia storia "adultera con il funzionario di stato" in confessionale in Chiesa, mi sono presa le responsabilità delle mie azioni, mi sono sentita dire che non si fa, mi sono sentita giudicata, come giustamente doveva essere, ma tutto il mio vissuto non conta proprio niente?

La solitudine è così tornata puntuale a tenermi compagnia ... I viaggi nella capitale sono finiti, non perchè non c'era più lui, ma perchè avevo perso fiducia nel mio psicologo e interesse nel fare qualsiasi cosa. APATIA e SOLITUDINE, un senso di freddo nel cuore con una sensazione immensa di volere amare e di averne bisogno.
Così ... circa due settimane fa è arrivato un'altra persona. Non l'ho cercata, anzi l'ho evitata fortemente in tutto questo anno, l'ho proprio messa da parte, non ne volevo sapere, anche lui sposato e anche lui straniero. Mi dicevo basta, e di non mettermi in queste situazione un'altra volta. Ma .... ma .... eccomi ora tra le sue braccia, nel suo letto ... La sua famiglia è lontana, in altro paese,e dice che non ci va d'accordo. Vive da sempre all'estero a 1000 km da quella moglie che sembra non ami. Si è sposato dopo tre mesi, non per volere suo, ma perchè obbligato, non ha mai ricevuto affetto, amore, calore dalla moglie, da quanto mi dice, messo pure da parte. Potrebbe essere vero o meno, lo so da me che potrebbero essere bugie, solo per avere me, ma anche questa volta, le sue attenzioni sono troppo importante per fare la " cosa giusta" e non considerarle.

La mia solitudine che si è piano piano trasformata in DISPERAZIONE, mi fa sbagliare. Mi ritrovo con il senso di colpa, con la speranza che nessuno se ne accorga e con la speranza che questa " storia malsana" finisca quanto prima. Non so come, non so cosa fare e non so perchè mi capitano sempre queste situazioni. Non le cerco, proprio non le cerco, ma non capisco perchè mi ci ritrovo sempre coinvolta e la solitudine continua a farmi compagnia, perchè tutto ciò è solo il risultato di una vita in cui non esiste una vita sociale normale e non c'è calore umano. Mi sento come un prigioniero in cella che ha il dito puntato contro. Mi sento così, mentre vorrei solo qualcuno che sinceramente mi voglia bene, ma che per me non sembra esistere.

Ora poi, ho anche il prete della mia parrocchia che mi vuole parlare, perchè so che una persona ha pensato bene di fare la spia e andare da questo sacerdote a raccontagli i fatti miei. E' già complesso così, non ho bisogno delle prediche, lo so da me, ho bisogno di umanità e di una vita normale, ma non riesco a resistere al messaggio della buona notte di questo straniero che mi dice " Sogni d'oro, ti voglio bene" ....

Ho bisogno amore nella mia vita, perchè senza purtroppo non si va da nessuna parte , ma si sbanda solo ----

Grazie per avermi ascoltata/ letta.

Babylove
Mi hai fatto piombare improvvisamente in un profondo stato depressivo.

In bocca al lupo comunque, francamente non ho molte parole da dire per confortarti, se non di tentare di prendere la vita per il collo e darle uno scossone.
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Mi spiace per te, hai un animo così toccante che questa tua disperazione non è giusta. Mi accorgo che una famiglia tropo rigida su certi aromenti non sia giusta e ricorda che non tutto quello che la chiesa dice è giusto, perchè un Dio non vorrebbe veder stare male una sua figlia così.
I tuoi genitori ti hanno insegnato male la religione e mi spiace per questo anche perchè ti hanno messo in una prigione.
 

Amoremio

Utente di lunga data
..........

Babylove

molto triste questa tua vicenda
ed è inutile dirti che sembra tu faccia scelte destinate a farti star male
(potrebbe essere un portato della tua educazione religiosa "punitiva")

non so bene cosa dirti

solo che dovresti provare a "rifondarti"
lo so che a 38 anni non è facile, ma non credo ci siano alternative

non ti dico di lasciare immediatamente quell'uomo
ma procedi per gradi

intanto sfronda i rami (le preoccupazioni inutili)
il prete e quel che dice la gente sono i primi
se non vuoi parlare, non te ne dar pensiero
se vuoi parlargli, aggira i suoi sermoni e digli che non dovrebbe fidarsi delle dicerie delle beghine
poi vai a messa in un'altra parrocchia

accantona in modo analogo gli atteggiamenti dannosi della tua famiglia

la tua storia attuale sarà malsana (probabilmente lo è, e quest'uomo si fa una fidanzata in ogni nuovo paese dove lo mandano in servizio)
ma un uomo che muore di sete beve anche dalle pozze infette, magari se i soccorritori arrivano avranno l'antidoto e l'importante è sopravvivere finchè non arrivano

la moglie, anche fosse un angelo innamorato e non la belva descritta da lui, non lo verrà certo a sapere dati i presupposti

ma quel che è essenziale è che tu trovi un altro psicologo

la relazione con lo sposato è per te un palliativo evidentemente
sai da te che è sbagliata e ti farà del male
ma ti deve servire per sopravvivere a breve termine

dedicati seriamente a trovare chi sia in grado di darti il supporto che ti serve per risollevarti dal buio in cui ti trovi
se anche hai perso il lavoro, rivolgiti alla asl (forse anche al telefono rosa)

questo supporto è la cosa essenziale
lavora con lo psicologo come ne andasse della tua vita, perchè così è
lavora su te stessa sulla base delle sue indicazioni

abbi più cura di te che non di quel che dicono gli altri

visto che credi in Dio, ricorda che lui sa quello che stai passando e vedrà l'impegno che ci metterai per risolvere la tua situazione
nulla potrai risolvere di essa se prima non risolvi te stessa
 

minnie

Utente di lunga data
quello che racconti della tua vita è straziante, mi dispiace tanto. Tradisce, secondo me una disperata sete di amore, di essere amata. I tuoi genitori così rigidi non ti hanno fatta sentire amata e dopo hai trovato solo persone che accortesi del fatto che tu hai talmente bisogno di una parvenza di amore ti hanno solo usata. Lo psicologo da cui sei andata non è stato in grado di aiutarti, ma dovresti comunque rivolgerti ad un altro. Hai bisogno di un aiuto per uscire dal circolo depressione, bisogno d'amore, persone che se ne approfittano, depressione...
e per quanto riguarda il prete, mandalo all'inferno. Ti abbraccio tanto
 

Nobody

Utente di lunga data
Qualsiasi tuo problema e tutte le cento situazioni che dichiari, vengono dalla memoria. Prova a immaginare un attimo di essere nata ora, in questo momento, e di non avere alcuna traccia dei ricordi passati. Sei appena arrivata, per evento fortuito sai parlare, ma quello fingiamo che sia stato infuso e non acquisito. Tutto il resto è zero.
Prova a vivere un minuto, e poi mezz'ora, e poi una giornata come se fossi nata adesso senza memoria.
Non hai ricordi.
Vedi il mondo per la prima volta.
Di cosa saresti curiosa? Cosa vorresti fare? Non lo sai neppure. Perché non hai memoria, e non puoi dire cosa ti va di fare... devi proprio uscire.
Ma come se fosse la prima volta, e guardati attorno. E se vedi che le cose ccendono la memoria, rifiuta il ricordo, fa come fosse la prima volta.
Non hai più obblighi, non hai impegni, non puoi avere problemi. Niente di niente. Se qualcuno ti dice di fare qualcosa infischiatene.
Del resto, se tu fossi morta non li avresti. Quindi sii pigra. Invece di morire ogni giorno come stai facendo, fingi di essere morta e fottitene di qualsiasi obbligo della vita precedente.
Sei rinata ora, e hai solo quello che hai addosso ora.
Parlo seriamente. Prova ad essere morta e rinascere.
Prima prova nella mente a essere morta. Nel senso che se sovviene qualcosa che da problemi, ti dici, sono morta, non mi preoccupa. Un ricordo fastidioso ? Non ho ricordi, sono morta. Un fatto accaduto ? Non ci sono fatti accaduti, sono morta. Cosa farò domani, che succederà ? Sono morta, non mi interessa. E poi quando guardi il mondo pensa di essere nata in quel momento.
E' molto più comodo morire nella mente che tutti i santi giorni nella realtà.
Risorgi così, dopo essere comodamente morta.
Prova per un un minuto, mezz'ora, e poi un giorno e poi ancora.
Non hai niente da perdere, facendo finta di essere morta e risorgendo realmente.

Io ho provato, in passato.
 

Verena67

Utente di lunga data
Per essere una "depressa cronica" hai avuto un bel po' di energie, eh, tra amori, matrimoni, trasferimenti all'estero, adulteri, storie, viaggi!

:cool:
 

tinkerbell

Utente di lunga data
Bè, Vere ha ragione...

Io leggendo ho pensato solo una cosa....se sei assetata d'amore perchè però lo cerchi sempre PALESEMENTE da storie iniziate o che si capisce si svilupperanno solo part-time? Hai riflettuto su questo leit-motiv?
 

Brady

Utente di lunga data
ciao
mi dispiace per la tua situazione e scusami se sono un po' rude ma la mia sensazione è che ci sia anche dell'autocompiacimento nel tuo essere sola. L'essere disperati può farci sentire come degli eroi a volte, eroi da tragedia certo, ma pur sempre speciali nella nostra cupa tristezza. Due cose mi lasciano perplesso. Dici di essere sola ma non si capisce perché. Sei antipatica? Hai un terribile difetto fisico e tutti ti prendono in giro? Cosa ti impedisce di avere degli amici, se non te stessa? Se riesci a trovare degli uomini vuol dire che un minimo di vita sociale ce l'hai. Non è che non vuoi amici per non uscire da questo stato di depressione che in fondo è molto più tranquillizzante (in quanto a te familiare e noto) del vivere una vita un po' più vivace e ricca di sorprese (che quindi fa paura?).
Secondo: trovi/attiri solo uomini sposati il che è statisticamente impossible, a meno che anche in questo caso non sei alla ricerca di situazioni che confermino la tua triste situazione e soprattutto con persone che, in quanto già sposate, non hanno intenzione di cambiare la tua vita impegnandosi, ma se ne guardano bene. Con loro non corri rischi di essere felice!:up:
Convinciti che dipende da te, trovare la forza per uscire da tutto questo e trovare un po' di spaventosa, travolgente, meravigliosa felicità.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Io sono rimasta colpita dalla tua ricerca d'amore, dalla tua ricerca di ricevere amore e non di darne. Ami chi ti dà qualcosa, per riconoscenza e, forse per non correre il rischio di amare davvero, scegli uomini a cui c'è da riconoscere ben poco.
Ti sei laureata, ma non si capisce se lavori e cosa trovi nel tuo lavoro. E non si capisce quali siano i tuoi interessi.
L'amore è meraviglioso, ma è un regalo, è un sovrappiù: il senso della vita bisogna trovarlo in sè.
Qualunque amore può finire o essere infelice, ma non deve togliere il senso.
Mi piace il consiglio di MM: immagina di nascere ora, nuova alle relazioni...


 

Eliade

Super Zitella Acida
Ciao, io non posso fare altro che consigliarti una prolungata terapia psicologica...ma assolutamente non farmaceutica.
Perchè non solo è chiaro che hai dei problemi ma anche che sei incapace ad affrotarli da sola e che, in un certo senso, te ne sei assuefatta.
Quasi come se avessi accettato questo destino che ti è avverso.
Il fatto che tu abbia sofferto per i tradimenti e il comportamento di tuo marito...ma che poi per ben due volte ti sia ridotta a fare l'amante di uomini stranieri (di cui uno dello stesso paese del tuo ex), non credo sia una coincidenza.
Penso che tu debba lavorare molto su te stessa...si a 38 anni, che poi sei givanissima! Non ti dirò che mi dispiace, ecc, ti dico che dovrai lottare e molto...come fino ad ora non hai fatto, si perchè io non credo che tu abbia davvero lottato per la tua vita, sembra quasi, come ho scritto prima, che tu ti sia solo adattata alla vita che scorreva..cercando di evitare di affrontarla.
Ti consiglio anche di chiudere con la chiesa e anche di allentare i rappoprti con la tua famiglia che, da come l'hai descritta, non può proprio esserti di aiuto.

Un'ultima cosa: ma chi te lo dice che senza amore non si va da nessuna parte? Pensaci bene...ma fino ad ora l'amore che hai tanto cercato fuori cosa ti ha portato? Quelle briciole di affetto che ti hanno dato quei due uomini sposati cosa ti ha dato, a parte un piccolo, minuscolo, striminzito attimo di euforia? Per vivere bene nel mondo hai bisogno principalmente di un solo ed unico tipo di amore: quello per te stessa, cosa che tu non hai! :(

Spero che risponderai a questi nostri post, anche se alcuni possono sembrare cattivi. Ciao.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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