Credo di avere avere bisogno di esternare la mia storia/situazione, forse per trovare un po' di pace o forse e soprattutto per capire cosa mi sta succedendo, perchè sinceramente non mi oriento più.
Sono una donna di 38 anni, sola. Sola significa, prigioniera di una vita in cui non c'è niente, non c'è contatto umano, non c'è amicizia, non c'è niente, ora neanche più un lavoro. Il mio telefono non squilla mai, nella mia casella di posta elettronica arrivano solo pubblicità , a casa ho il gatto e il cane che mi aspettano la sera quando torno a casa e niente d'altro. Passo il tempo in totale apatia.
La mia famiglia è cattolica, veramente molto. Sono cresciuta così, con il senso di colpa per qualsiasi cosa facessi, o pensassi che fosse diverso da quello che la Chiesa predicava.
Ma nonostante ciò, anche all'interno della mia famiglia, si sono susseguite storie di adulterio. Crescevo con la speranza che i miei si separassero davvero e non solo per brevi periodi, per trovare un po' di pace da tutto ciò, invece poi, sono stata io a scappare, mettendomi in una situazione molto dolorosa.
La mia vita sentimentale è stata da sempre un vero disastro. Mio padre mi faceva da guardia del corpo, telefonandomi in continuazione per sapere dove fossi, con chi fossi, e tutt'ora continua a farlo e ovviamente non si poteva uscire molto e tornare a casa entro mezzanotte ( ripeto ho 38 anni) .... Mi sentivo morire da tutti questi controlli e spiegazioni che dovevo dare, e così ho smesso di vivere stando sempre e solo chiusa in casa, lasciando persino perdere lo sport e facendomi venire attacchi di panico....
Poi anni fa per ovviare a questo soffocamento, sono scappata dall'Italia. Sono fuggita all'estero dove ho sposato, senza conoscere veramente, il primo uomo che mi ha prestato attenzioni. Ho usato il matrimonio come scusa, ma in quel momento non me rendevo conto e soprattutto pensavo che un altro posto lontano da qui, avrebbe risolto tutta la mia sofferenza, non credevo che se la sofferenza ce l'hai dentro te la porti ovunque. La mia vita all'estero è stata un delirio, una tortura. La famiglia di mio marito non mi poteva vedere perchè ero italiana, e lui con l'appoggio della madre vedeva altre donne, mentre io a casa in un paese lontano 7000 km dall'Italia mi consumavo bevendo cocktail di psicofarmaci ed ero vittima di una forte e violenta depressione che mi ha portato diverse volte a tagliarmi, a ferirmi per mettere fine a questa mia vita inutile e troppo dolorosa da affrontare. Mi chiedevo perchè non potevo ricevere un po' di amore, un sorriso, un abbraccio,infondo ero un essere umano anche io, pieno di amore da dare e desideroso di riceverne.
Capivo i tradimenti di mio marito, anche se mi facevano soffire. Questa storia con lo straniero è finita portandonci all'esasperazione e intensificando il mio stato depressivo. Il matrimonio è finito, annullato dalla Sacra Rota, cancellato, come se non fosse mai esistito, anche se ha lasciato dei segni indelebili dentro di me e delle cicatrici sul mio corpo. Sono tornata in Italia, malata con 10 kg di più e sola. Ho preso una laurea e piano piano le cose sembravano andare a posto. Ma il resto con la famiglia rimaneva uguale. Ho conosciuto un uomo. Sembrava che andasse tutto bene, ma a lui di me non interessava, quindi con il terrore di rivivere le pene della depressione e gli effetti delle medicine che mi toccava prendere, dopo 2 anni e mezzo l'ho lasciato.
Da li la mia solitudine è diventata la mia realtà. Non cercavo uomini, non cercavo niente, ma quando mi capitavano per caso attenzioni dal'altro sesso, io così bisognosa anche di un solo sorriso, permettevo a questa persona di toccarmi, abbracciarmi e in tutti i casi purtroppo USARMI. Sapevo che da lì a poco sarei ripiombata nella mia solitudine più profonda e soffocante, ma non riuscivo a staccarmi da chi mi prestava attenzioni, anche se false. Alla fine ero sempre sola e impossibilitata a fare qualsiasi cosa e senza soldi per poter lasciare la casa di famiglia dove mi hanno dato un appartamento e magari iniziare da un'altra parte una nuova vita, anche se DA SOLA. Insomma prigioniera degli eventi!
L'anno scorso poi ho conosciuto una persona, un uomo con una carriera molto importante e una carica altrettanto importante. Era in servizio nella capitale, io sto a 600 km dalla capitale. Lui è straniero, della stessa terra di quel marito che mi aveva dimenticata qualche anno prima. Questo funzionario di Stato ( ma non dello Stato Italiano) mi cercava tutti giorni, poche parole, ma era lì!!! Avevo sete delle sue attenzioni, avevo fame dei suoi abbracci e della sua voce che nella sua lingua mi diceva solo Ciao, come stai! e poi riattacava. Non volevo altro, non cercavo altro, non mi interessava il sesso, volevo solo sentire il calore umano, volevo solo un suo gesto, un sorriso mi bastava. Volevo che quell'essere umano mi abbracciasse, mi tenesse stretta e magari mi portasse via, in silenzio, senza fare rumore dalla mia realtà e perchè no anche dal mio paese e sinceramente non mi importava che fosse sposato, perchè non era il sesso che volevo, proprio non mi interessava, io volevo solo un contatto umano. Ma sentivo colpevole ugualmente, non volevo fare del male a sua moglie, e allo stesso tempo non riuscivo a staccarmi da lui, anche se fortemente ci ho provato. Anche se gli ho scritto addio e poi dopo pochi giorni da quell'addio eravamo abbracciati. Io cercavo umanità nella mia vita. Andavo nella capitale una volta al mese, ero in cura da uno psicologo, che a mio avviso era incapace di aiutarmi davvero, altrimenti non sarei qui con le mie pene e i miei sbagli a chiedere aiuto a chi gentilmente leggerà questo mio scritto. Purtroppo, ma anche per fortuna questa persona viene inviata in servizio in un altro paese. Lo so, si è innamorato di me, della mia fragilità, della mia sensibilità e della mia grande capacità a parlare così bene la sua lingua, ma quando mi dice che si impegnava ad avere una storia seria con me anche se stava per partire gli dico addio, gli dico buon viaggio e ho la forza di staccarmi. Io amavo tanto quell'ufficiale di stato per quello che mi aveva dato, per le parole che mi aveva detto, per la fiducia e la forza che mi aveva trasmesso, e avrei voluto essere io sua moglie, ma non me la sono sentita di confessarglielo, ho preferito lasciarlo andare e chiudere quella situazione che mi faceva sentire in colpa .... Ho continuato ad andare nella capitale anche dopo che lui era partito, dal mio psicologo inutile. La città era vuota e senza significato, ma sentivo fortemente che io e lui eravamo ancora nell'aria e ancora ora lo avverto quando vado a Roma.
Sono andata avanti con la mia vita, ma .... ripiombata nella solitudine ....
Sola, sola, sola, sola , sola, sola ...... all'infinito, con l'unico cambiamento, che avevo smesso i cocktail di prozac, paxil, e tutti quegli intrugli chimici che in teoria dovrebbero darti una mano quando si sta male male e sedarti il dolore al cuore portandoti in uno stato mentale vegetativo e legartico --- Ho detto basta ai dottori, perchè quelle medicine non erano la cura, almeno non per me, un sorriso, una carezza un ciao come stai detto con il cuore, sono molto più terapeutici che il Remeron. Se non si provano, se non si arriva al punto di non reggersi in piedi neanche per andare in bagno per via di quelle pastiglie, non si può capire la disperazione in cui un essere umano può piombare e solo perchè, come me, è SOLO, ma SOLO davvero. Tutto il mio cercare di uscire da questa situazione, tutte le energie che ho impiegato in questa mia esistenza, sono state dettate dall'istinto di sopravvivenza .... Un sorriso puo' davvero salvare una vita .... la depressione è sempre lì, ma non è niente, la mia solitudine è più forte ....
Ho confessato la mia storia "adultera con il funzionario di stato" in confessionale in Chiesa, mi sono presa le responsabilità delle mie azioni, mi sono sentita dire che non si fa, mi sono sentita giudicata, come giustamente doveva essere, ma tutto il mio vissuto non conta proprio niente?
La solitudine è così tornata puntuale a tenermi compagnia ... I viaggi nella capitale sono finiti, non perchè non c'era più lui, ma perchè avevo perso fiducia nel mio psicologo e interesse nel fare qualsiasi cosa. APATIA e SOLITUDINE, un senso di freddo nel cuore con una sensazione immensa di volere amare.
Così ... circa due settimane fa è arrivato un'altra persona. Non l'ho cercata, anzi l'ho evitata fortemente in tutto questo anno, l'ho proprio messa da parte, non ne volevo sapere, anche lui sposato e anche lui è straniero. Mi dicevo basta, e di non mettermi in queste situazione un'altra volta. Ma .... ma .... eccomi ora tra le sue braccia ... La sua famiglia è lontana, in altro paese,e dice che non ci va d'accordo. Vive da sempre all'estero a 1000 km da quella moglie che sembra non ami. Potrebbe essere vero o meno, lo so da me, ma anche questa volta, e come sempre, le sue attenzioni sono troppo importanti per me, per il lato egoistico della mia persona, quello davvero bisognoso di AMORE per fare la " cosa giusta" e non considerarle.
La mia solitudine che si è piano piano trasformata in DISPERAZIONE, mi fa sbagliare. Mi ritrovo con il senso di colpa, con la speranza che nessuno se ne accorga di questo mio momento con questo straniero sposato e con la speranza che questa " storia malsana" finisca quanto prima. Non so come, non so cosa fare e non so perchè mi capitano sempre queste situazioni. Non le cerco, proprio non le cerco, ma non capisco perchè mi ci ritrovo sempre coinvolta. Forse perchè la solitudine continua a farmi compagnia e perchè tutto ciò è solo il risultato di una vita in cui non esiste una vita sociale e non c'è NEPPURE calore umano. Mi sento come un prigioniero in cella che ha il dito puntato contro. Mi sento così, mentre vorrei solo qualcuno che sinceramente mi volesse bene, ma che per me non sembra esistere.
Non riesco a resistere al messaggio della buona notte di questo straniero che mi dice " Sogni d'oro, ti voglio bene" ....
Ho bisogno di amore nella mia vita, perchè senza purtroppo non si va da nessuna parte , ma si sbanda solo ----
Grazie per avermi ascoltata/ letta.
Babylove
Sono una donna di 38 anni, sola. Sola significa, prigioniera di una vita in cui non c'è niente, non c'è contatto umano, non c'è amicizia, non c'è niente, ora neanche più un lavoro. Il mio telefono non squilla mai, nella mia casella di posta elettronica arrivano solo pubblicità , a casa ho il gatto e il cane che mi aspettano la sera quando torno a casa e niente d'altro. Passo il tempo in totale apatia.
La mia famiglia è cattolica, veramente molto. Sono cresciuta così, con il senso di colpa per qualsiasi cosa facessi, o pensassi che fosse diverso da quello che la Chiesa predicava.
Ma nonostante ciò, anche all'interno della mia famiglia, si sono susseguite storie di adulterio. Crescevo con la speranza che i miei si separassero davvero e non solo per brevi periodi, per trovare un po' di pace da tutto ciò, invece poi, sono stata io a scappare, mettendomi in una situazione molto dolorosa.
La mia vita sentimentale è stata da sempre un vero disastro. Mio padre mi faceva da guardia del corpo, telefonandomi in continuazione per sapere dove fossi, con chi fossi, e tutt'ora continua a farlo e ovviamente non si poteva uscire molto e tornare a casa entro mezzanotte ( ripeto ho 38 anni) .... Mi sentivo morire da tutti questi controlli e spiegazioni che dovevo dare, e così ho smesso di vivere stando sempre e solo chiusa in casa, lasciando persino perdere lo sport e facendomi venire attacchi di panico....
Poi anni fa per ovviare a questo soffocamento, sono scappata dall'Italia. Sono fuggita all'estero dove ho sposato, senza conoscere veramente, il primo uomo che mi ha prestato attenzioni. Ho usato il matrimonio come scusa, ma in quel momento non me rendevo conto e soprattutto pensavo che un altro posto lontano da qui, avrebbe risolto tutta la mia sofferenza, non credevo che se la sofferenza ce l'hai dentro te la porti ovunque. La mia vita all'estero è stata un delirio, una tortura. La famiglia di mio marito non mi poteva vedere perchè ero italiana, e lui con l'appoggio della madre vedeva altre donne, mentre io a casa in un paese lontano 7000 km dall'Italia mi consumavo bevendo cocktail di psicofarmaci ed ero vittima di una forte e violenta depressione che mi ha portato diverse volte a tagliarmi, a ferirmi per mettere fine a questa mia vita inutile e troppo dolorosa da affrontare. Mi chiedevo perchè non potevo ricevere un po' di amore, un sorriso, un abbraccio,infondo ero un essere umano anche io, pieno di amore da dare e desideroso di riceverne.
Capivo i tradimenti di mio marito, anche se mi facevano soffire. Questa storia con lo straniero è finita portandonci all'esasperazione e intensificando il mio stato depressivo. Il matrimonio è finito, annullato dalla Sacra Rota, cancellato, come se non fosse mai esistito, anche se ha lasciato dei segni indelebili dentro di me e delle cicatrici sul mio corpo. Sono tornata in Italia, malata con 10 kg di più e sola. Ho preso una laurea e piano piano le cose sembravano andare a posto. Ma il resto con la famiglia rimaneva uguale. Ho conosciuto un uomo. Sembrava che andasse tutto bene, ma a lui di me non interessava, quindi con il terrore di rivivere le pene della depressione e gli effetti delle medicine che mi toccava prendere, dopo 2 anni e mezzo l'ho lasciato.
Da li la mia solitudine è diventata la mia realtà. Non cercavo uomini, non cercavo niente, ma quando mi capitavano per caso attenzioni dal'altro sesso, io così bisognosa anche di un solo sorriso, permettevo a questa persona di toccarmi, abbracciarmi e in tutti i casi purtroppo USARMI. Sapevo che da lì a poco sarei ripiombata nella mia solitudine più profonda e soffocante, ma non riuscivo a staccarmi da chi mi prestava attenzioni, anche se false. Alla fine ero sempre sola e impossibilitata a fare qualsiasi cosa e senza soldi per poter lasciare la casa di famiglia dove mi hanno dato un appartamento e magari iniziare da un'altra parte una nuova vita, anche se DA SOLA. Insomma prigioniera degli eventi!
L'anno scorso poi ho conosciuto una persona, un uomo con una carriera molto importante e una carica altrettanto importante. Era in servizio nella capitale, io sto a 600 km dalla capitale. Lui è straniero, della stessa terra di quel marito che mi aveva dimenticata qualche anno prima. Questo funzionario di Stato ( ma non dello Stato Italiano) mi cercava tutti giorni, poche parole, ma era lì!!! Avevo sete delle sue attenzioni, avevo fame dei suoi abbracci e della sua voce che nella sua lingua mi diceva solo Ciao, come stai! e poi riattacava. Non volevo altro, non cercavo altro, non mi interessava il sesso, volevo solo sentire il calore umano, volevo solo un suo gesto, un sorriso mi bastava. Volevo che quell'essere umano mi abbracciasse, mi tenesse stretta e magari mi portasse via, in silenzio, senza fare rumore dalla mia realtà e perchè no anche dal mio paese e sinceramente non mi importava che fosse sposato, perchè non era il sesso che volevo, proprio non mi interessava, io volevo solo un contatto umano. Ma sentivo colpevole ugualmente, non volevo fare del male a sua moglie, e allo stesso tempo non riuscivo a staccarmi da lui, anche se fortemente ci ho provato. Anche se gli ho scritto addio e poi dopo pochi giorni da quell'addio eravamo abbracciati. Io cercavo umanità nella mia vita. Andavo nella capitale una volta al mese, ero in cura da uno psicologo, che a mio avviso era incapace di aiutarmi davvero, altrimenti non sarei qui con le mie pene e i miei sbagli a chiedere aiuto a chi gentilmente leggerà questo mio scritto. Purtroppo, ma anche per fortuna questa persona viene inviata in servizio in un altro paese. Lo so, si è innamorato di me, della mia fragilità, della mia sensibilità e della mia grande capacità a parlare così bene la sua lingua, ma quando mi dice che si impegnava ad avere una storia seria con me anche se stava per partire gli dico addio, gli dico buon viaggio e ho la forza di staccarmi. Io amavo tanto quell'ufficiale di stato per quello che mi aveva dato, per le parole che mi aveva detto, per la fiducia e la forza che mi aveva trasmesso, e avrei voluto essere io sua moglie, ma non me la sono sentita di confessarglielo, ho preferito lasciarlo andare e chiudere quella situazione che mi faceva sentire in colpa .... Ho continuato ad andare nella capitale anche dopo che lui era partito, dal mio psicologo inutile. La città era vuota e senza significato, ma sentivo fortemente che io e lui eravamo ancora nell'aria e ancora ora lo avverto quando vado a Roma.
Sono andata avanti con la mia vita, ma .... ripiombata nella solitudine ....
Sola, sola, sola, sola , sola, sola ...... all'infinito, con l'unico cambiamento, che avevo smesso i cocktail di prozac, paxil, e tutti quegli intrugli chimici che in teoria dovrebbero darti una mano quando si sta male male e sedarti il dolore al cuore portandoti in uno stato mentale vegetativo e legartico --- Ho detto basta ai dottori, perchè quelle medicine non erano la cura, almeno non per me, un sorriso, una carezza un ciao come stai detto con il cuore, sono molto più terapeutici che il Remeron. Se non si provano, se non si arriva al punto di non reggersi in piedi neanche per andare in bagno per via di quelle pastiglie, non si può capire la disperazione in cui un essere umano può piombare e solo perchè, come me, è SOLO, ma SOLO davvero. Tutto il mio cercare di uscire da questa situazione, tutte le energie che ho impiegato in questa mia esistenza, sono state dettate dall'istinto di sopravvivenza .... Un sorriso puo' davvero salvare una vita .... la depressione è sempre lì, ma non è niente, la mia solitudine è più forte ....
Ho confessato la mia storia "adultera con il funzionario di stato" in confessionale in Chiesa, mi sono presa le responsabilità delle mie azioni, mi sono sentita dire che non si fa, mi sono sentita giudicata, come giustamente doveva essere, ma tutto il mio vissuto non conta proprio niente?
La solitudine è così tornata puntuale a tenermi compagnia ... I viaggi nella capitale sono finiti, non perchè non c'era più lui, ma perchè avevo perso fiducia nel mio psicologo e interesse nel fare qualsiasi cosa. APATIA e SOLITUDINE, un senso di freddo nel cuore con una sensazione immensa di volere amare.
Così ... circa due settimane fa è arrivato un'altra persona. Non l'ho cercata, anzi l'ho evitata fortemente in tutto questo anno, l'ho proprio messa da parte, non ne volevo sapere, anche lui sposato e anche lui è straniero. Mi dicevo basta, e di non mettermi in queste situazione un'altra volta. Ma .... ma .... eccomi ora tra le sue braccia ... La sua famiglia è lontana, in altro paese,e dice che non ci va d'accordo. Vive da sempre all'estero a 1000 km da quella moglie che sembra non ami. Potrebbe essere vero o meno, lo so da me, ma anche questa volta, e come sempre, le sue attenzioni sono troppo importanti per me, per il lato egoistico della mia persona, quello davvero bisognoso di AMORE per fare la " cosa giusta" e non considerarle.
La mia solitudine che si è piano piano trasformata in DISPERAZIONE, mi fa sbagliare. Mi ritrovo con il senso di colpa, con la speranza che nessuno se ne accorga di questo mio momento con questo straniero sposato e con la speranza che questa " storia malsana" finisca quanto prima. Non so come, non so cosa fare e non so perchè mi capitano sempre queste situazioni. Non le cerco, proprio non le cerco, ma non capisco perchè mi ci ritrovo sempre coinvolta. Forse perchè la solitudine continua a farmi compagnia e perchè tutto ciò è solo il risultato di una vita in cui non esiste una vita sociale e non c'è NEPPURE calore umano. Mi sento come un prigioniero in cella che ha il dito puntato contro. Mi sento così, mentre vorrei solo qualcuno che sinceramente mi volesse bene, ma che per me non sembra esistere.
Non riesco a resistere al messaggio della buona notte di questo straniero che mi dice " Sogni d'oro, ti voglio bene" ....
Ho bisogno di amore nella mia vita, perchè senza purtroppo non si va da nessuna parte , ma si sbanda solo ----
Grazie per avermi ascoltata/ letta.
Babylove
