SOLUZIONI ALL'ITALIANA

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Mari'

Utente di lunga data
04/07/2008 - E’ tempo di saldi e la giustizia non si sottrae al rito scontando tre anni belli secchi ad Annamaria Franzoni, condannata in maniera definitiva per l’omicidio del suo bambino. L’Italia degli innocentisti applaude, lei festeggia abbracciando il marito e la morbosità popolare, momentaneamente trasferita sulle spiagge con pargoli al seguito, trova un argomento di conversazione.

Con una domanda chiave: quanta galera le resta da fare? O se preferite, fino a quando questo Stato tiranno la terrà rinchiusa, lontana dai suoi amati rampolli, dal marito pacato e ossequiente e dal padre padrone che si ostina a chiamarla “bimba”, nonostante la maggiore età sia passata ormai da un pezzo? Rassicuriamo tutti: in carcere, quello vero che per lei è già stato ammorbidito nelle sue ritualità, resterà ancora poco. Certo assai meno di quanto dovrebbe perché già si sta pensando a pene sostitutive, comunità terapeutiche e arresti domiciliari.

Sempre, ovviamente, che un Santo Natale non porti in dono la grazia. E con la decisione del Tribunale di Torino di applicare l’indulto di mastelliana memoria, il primo taglio è stato fatto: da 16 a 13 anni, in ossequio ai soliti trattamenti speciali all’italiana. Intendiamoci bene, Io non ho pregiudizi sulla mamma di Cogne; mi limito a esaminare la materia del contendere che riguarda l’omicidio intenzionale di un bambino, soffermandomi su una condanna a 16 anni che non solo è assai lieve per un caso di morte violenta, ma che probabilmente è frutto dell’onda emozionale suscitata dal processo.

Di qui, le considerazioni del caso: o la nostra giustizia è tutta da riformare, partendo proprio dal processo Franzoni per arrivare alla consuetudine dei tre gradi di giudizio e alla congruità delle pene comminate all’imputata, e allora non basta Mastella, ma occorre un vero decreto vuota galere con tutte le conseguenze del caso; oppure va garantito, anche per rispetto degli altri detenuti, che la pena venga scontata secondo le regole, senza renderci ridicoli in virtù di qualche piagnisteo televisivo. Ricordo, per onore di cronaca, che altri madri incorse in tragedie purtroppo simili, in galera ci sono finite il giorno appresso al loro dramma, e ancora vi restano. Senza sconti, poverette, senza dirette tivu, senza isterismi famigliari e senza (scusate il termine, certo impopolare) favoritismi di sorta.

Se poi mi dite che resta alto il dubbio che Annamaria Franzoni sia innocente, allora la musica cambia. Ma non basta certo garantirle una pena che rappresenta la media aritmetica tra zero giorni di galera e i canonici trent’anni che si chiedono per un omicidio, a lavarci la coscienza. Dovevano assolverla i giudici, se c’era questo sospetto, perché infliggere anche una sola notte in guardina a una persona intemerata è una gravissima e ingiusta ferita. Ma non è andata così.

Trent’anni in primo grado, 16 in appello, poi confermati in Cassazione. Il resto, in uno Stato di diritto, non conta. Anche per la mamma più controversa d’Italia.

Scritto da: Beppe Fossati
da www.cronacaqui.it



Il nostro bel paese da i numeri, cose da pazzi
tra un po ce la vediamo libera al Bruno Vespa show.
 

Iago

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Marì

...io vorrei fare quattro chiacchiere col marito...
 

Mari'

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O

Old lele51

Guest
...se davvero crede che la moglie non abbia ucciso suo figlio (ma ci vorrebbe una macchian della verità...)
E' palese che lui sa tutto... e ricord come oggi i primi filmati dalle notizie che mostravano un carabianiere amico di famiglia uscire dalla casa prima ancora che arrivassero il resto degli investigatori, ricordati che manca l'arma del omicidio... mi sà che un aiutino a nasconderla l'ha ricevuto.
Il marito forse non dormirà tranquillo quando torni a casa... come non ha dormito bene mentre si verificava il circo mediatico di questi ultimi 6 anni, sicuramente un occhio aperto lo manteneva alla sera... per lui e per i due piccoli...
 

Mari'

Utente di lunga data
Scusate a me poco e niente importa della sacra famiglia di questa donna.


Quello su cui volevo riflettere e ragionare e' la questione della condanna ... condannata a 30anni in primo grado, in appello la pena si riduce a 16anni ... ora con l'indulto passa a 13anni, a quando la scarcerazione?



Mi viene solo da
 

Iago

Utente di lunga data
E' palese che lui sa tutto... e ricord come oggi i primi filmati dalle notizie che mostravano un carabianiere amico di famiglia uscire dalla casa prima ancora che arrivassero il resto degli investigatori, ricordati che manca l'arma del omicidio... mi sà che un aiutino a nasconderla l'ha ricevuto.
Il marito forse non dormirà tranquillo quando torni a casa... come non ha dormito bene mentre si verificava il circo mediatico di questi ultimi 6 anni, sicuramente un occhio aperto lo manteneva alla sera... per lui e per i due piccoli...

...io non riesco a identificarlo...non ho capito se è un grand'uomo o un grande uomo di merda

(io propenso per la seconda, ma...)
 
O

Old lele51

Guest
Scusate a me poco e niente importa della sacra famiglia di questa donna.


Quello su cui volevo riflettere e ragionare e' la questione della condanna ... condannata a 30anni in primo grado, in appello la pena si riduce a 16anni ... ora con l'indulto passa a 13anni, a quando la scarcerazione?



Mi viene solo da
Hai ragione Marì, scusa se siamo andati fuori discorso...
E vergognosa la giustizia in Italia, sicuramente per buona condotta o qualche malattia inventata questa signora esce in un paio d'anni, se prima non le danno i "domiciliari"... propio da vomitare.
Ciao Marì.
 

Persa/Ritrovata

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13 anni sono 13 anni ...
 
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