SORRISI

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Mari'

Utente di lunga data
Sorrisi di circostanza: gli emarginati non si fanno abbindolare
di Emanuela Grasso

Il sorriso di circostanza stampato sulla faccia è spesso usato per salvare le famose apparenze quando ci si confronta con gli altri. Il sorriso è un elemento della comunicazione non verbale che favorisce i rapporti interpersonali, per sembrare più simpatici meglio sorridere che avere il viso serio e corrucciato. Sembra però che anche per il sorriso valga la popolare regola del "troppo stroppia": sorrisi forzati inducono alla diffidenza più che all'accoglienza. In particolare, a smascherare prima e meglio il sorriso falso pare siano le persone che hanno esperienza di segregazione sociale e di povertà. Lo ha dimostrato una ricerca condotta da un gruppo di psicologi della Miami University che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Psychological Science. Gli psicologi americani hanno suddiviso i volontari partecipanti allo studio in due gruppi: ad un primo gruppo sono state assegnate persone che avevano dichiarato di aver subito forme di emarginazione; al secondo gruppo sono state assegnate persone che, invece, hanno dichiarato di non essersi sentiti mai emarginati o discriminati nel corso della loro vita. Ai due gruppi sono state mostrate immagini di gente che rideva: alcune di queste foto avevano immortalato dei sorrisi "naturali", altre erano foto costruite con sorrisi ed espressioni del volto cercate e non spontanee. Il gruppo di persone che ha sperimentato, a diversi livelli e per diverse ragioni, sulla propria pelle l'emarginazione è stato in grado di riconoscere meglio dell'altro le foto che avevano immortalato un sorriso vero da quelle che proponevano un sorriso falso, di circostanza appunto. "Le persone che hanno subito qualunque forma di discriminazione hanno anche sviluppato una certa sensibilità e una voglia maggiore di essere accettati; sono però chiaramente in grado di distinguere quando l'accettazione, che si può esprimere anche con un sorriso, è vera e quando è solo di facciata"; ha dichiarato Michael Berstein uno degli autori dello studio. Come dire che nel corso della vita le esperienze, spesso più quelle negative che positive, fanno sviluppare una sorta di istinto nel riconoscere le persone che si hanno di fronte a prescindere da come esse vogliono apparire. Fonte. Phony firends? Rejected people better able to spot fake smiles. http://www.psychologicalscience.org/media/releases/2008/bernstein.cfm




Come reagite voi al sorriso, al sorrriso non convenevole, quello di circostanza?

A me da di un fastidio bestiale
guai se fossi stata la moglie di un diplomatico



Eppure non mi sono mai sentita una emerginata/esclusa, semmai ho io escluso gli altri dalla mia vita
 

Old dolcecassandra

Utente di lunga data
Sorrisi di circostanza: gli emarginati non si fanno abbindolare
di Emanuela Grasso

Il sorriso di circostanza stampato sulla faccia è spesso usato per salvare le famose apparenze quando ci si confronta con gli altri. Il sorriso è un elemento della comunicazione non verbale che favorisce i rapporti interpersonali, per sembrare più simpatici meglio sorridere che avere il viso serio e corrucciato. Sembra però che anche per il sorriso valga la popolare regola del "troppo stroppia": sorrisi forzati inducono alla diffidenza più che all'accoglienza. In particolare, a smascherare prima e meglio il sorriso falso pare siano le persone che hanno esperienza di segregazione sociale e di povertà. Lo ha dimostrato una ricerca condotta da un gruppo di psicologi della Miami University che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Psychological Science. Gli psicologi americani hanno suddiviso i volontari partecipanti allo studio in due gruppi: ad un primo gruppo sono state assegnate persone che avevano dichiarato di aver subito forme di emarginazione; al secondo gruppo sono state assegnate persone che, invece, hanno dichiarato di non essersi sentiti mai emarginati o discriminati nel corso della loro vita. Ai due gruppi sono state mostrate immagini di gente che rideva: alcune di queste foto avevano immortalato dei sorrisi "naturali", altre erano foto costruite con sorrisi ed espressioni del volto cercate e non spontanee. Il gruppo di persone che ha sperimentato, a diversi livelli e per diverse ragioni, sulla propria pelle l'emarginazione è stato in grado di riconoscere meglio dell'altro le foto che avevano immortalato un sorriso vero da quelle che proponevano un sorriso falso, di circostanza appunto. "Le persone che hanno subito qualunque forma di discriminazione hanno anche sviluppato una certa sensibilità e una voglia maggiore di essere accettati; sono però chiaramente in grado di distinguere quando l'accettazione, che si può esprimere anche con un sorriso, è vera e quando è solo di facciata"; ha dichiarato Michael Berstein uno degli autori dello studio. Come dire che nel corso della vita le esperienze, spesso più quelle negative che positive, fanno sviluppare una sorta di istinto nel riconoscere le persone che si hanno di fronte a prescindere da come esse vogliono apparire. Fonte. Phony firends? Rejected people better able to spot fake smiles. http://www.psychologicalscience.org/media/releases/2008/bernstein.cfm




Come reagite voi al sorriso, al sorrriso non convenevole, quello di circostanza?

A me da di un fastidio bestiale
guai se fossi stata la moglie di un diplomatico



Eppure non mi sono mai sentita una emerginata/esclusa, semmai ho io escluso gli altri dalla mia vita



Sono una persona tendenzialmente sempre sorridente ...
anche quando sono triste, cerco sempre di non farlo "pesare" a chi mi sta attorno ... e regalo comunque un sorriso.
Sorrido anche con gli occhi, mi dicono.
Quindi il mio è un sorriso sincero, genuino.


Spesso, però, mi capita di sorridere non tanto per "circostanza" ....
quanto, ad esempio, perchè non voglio far trasparire le mie emozioni interiori, o un "momento no" .... questo accade per lo più con i colleghi di lavoro (infatti tendo a tenere ben divise le due cose: cose personali e cose di lavoro).


Ma in fondo penso che un sorriso, anche se di circostanza, sia sempre un sorriso ....
.... e che faccia sempre piacere, sia vederlo che donarlo.

Non so, forse sono troppo ottimista, o troppo buonista,
o un pò ingenua forse ....
ma un sorriso penso che sia un bel regalo, che non costa nulla e che rende la giornata migliore sia a chi lo fa che a chi lo riceve.






Ah ..... a proposito .......:
SMILE!!!!
;-))))
 

Miciolidia

Utente di lunga data
dolce cassandra

Sono una persona tendenzialmente sempre sorridente ...
anche quando sono triste, cerco sempre di non farlo "pesare" a chi mi sta attorno ... e regalo comunque un sorriso.

Sorrido anche con gli occhi, mi dicono.
Quindi il mio è un sorriso sincero, genuino.


Spesso, però, mi capita di sorridere non tanto per "circostanza" ....
quanto, ad esempio, perchè non voglio far trasparire le mie emozioni interiori, o un "momento no"
.... questo accade per lo più con i colleghi di lavoro (infatti tendo a tenere ben divise le due cose: cose personali e cose di lavoro).



Ma in fondo penso che un sorriso, anche se di circostanza, sia sempre un sorriso ....
.... e che faccia sempre piacere, sia vederlo che donarlo.

Non so, forse sono troppo ottimista, o troppo buonista,
o un pò ingenua forse ....
ma un sorriso penso che sia un bel regalo, che non costa nulla e che rende la giornata migliore sia a chi lo fa che a chi lo riceve.


io credo invece che tu sia educata al rispetto di te stessa e degli altri.
 

Mari'

Utente di lunga data
Forse con ci siam capite ... mi incuriosiva capire la vostra reazione al "sorriso" altrui, quelli diretti a Voi.
 

Bruja

Utente di lunga data
In genere una persona sorridente dispone al dialogo, al confronto, ad un relazionarsi piacevole.
Sempre che non sia di quelle persone che hanno il sorriso stampato di circostanza e le vedi serie solo ai funerali.

Insomma un sorriso spontaneo ed aperto aiuta molto...
Bruja
 

Nordica

... is here!
esiste anche il sorriso di cortesia!

che non e falso, ma educazione!
 
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