Ciao a tutti!
Sto vivendo una fase delicata, della quale non posso fare parola con nessuno.
In "breve": diversi mesi fa un tipo mi aggiunse su un social network. Scambiandolo per un omonimo conosciuto tempo prima e complici i tanti "amici in comune", accettai l'add. Compreso l'errore, non lo cancellai, ma evitai di rispondere ai suoi messaggi privati ammiccanti.
Lui non si perse d'animo. Sporadicamente, ma con costanza continuò a contattarmi senza che io gli dessi corda.
Fino a quando, complice un'Estate psicologicamente complicata (per me), iniziammo a scriverci delle inbox. Dapprima una volta a settimana, poi quasi ogni giorno.
Nel giro di un paio di mesi, abbiamo affrontato numerosi argomenti (dal cinema alla letteratura, dalla filosofia alla religione), scoprendo di avere molti interessi in comune, ma anche stili di vita totalmente diversi.
Giorni fa, mi ha chiesto di incontrarci dal vivo ed io ho accettato. L'incontro non è stato come avevo immaginato, tuttavia ha destato in me molta confusione.
Sono fidanzata da tempo, e lui lo sa.
Ciò che non sapevo è che lui è all'inizio di una storia con una ragazza di un'altra città; me l'ha detto, con molta naturalezza, durante l'incontro. Avevo comunque intuito che fosse impegnato dal momento che, di recente, mi confidò di avermi notato in giro per la mia città, ma di non essersi avvicinato a salutarmi perché gli causavo "sbandamenti" che non poteva concedersi.
Lui (è emerso nel corso dell'incontro) è un convinto seguace di scuole di pensiero volte alla ricerca della consapevolezza di se stessi. Ritenendomi intellettualmente affine alle teorie di cui è portavoce, mi ha proposto di avviare un percorso di approfondimento e confronto a due, da realizzare con cadenza quindicinale: così, per mero diletto; senza scopi di lucro, per intenderci.
Mi ha suggerito un paio di libri da leggere così che possa farmi un'idea più precisa di queste teorie e, se del caso, iniziare effettivamente le "sedute".
Un paio di giorni dopo il nostro incontro, mi ha contattata (sempre tramite social network: non ci siamo mai scambiati i numeri di cellulare) per sapere se avessi trovato i libri.
Non ho risposto. Dopo qualche giorno, mi ha contattata nuovamente: stavolta ho risposto. Gli ho detto che, a causa della particolare fase di vita che sto attraversando, non ho avuto il tempo di ricercare i libri.
Be'.. Lui non ha più risposto, sparendo.
Onestamente, non capisco. Mi è sempre parso evidente (forse mi sbagliavo?) che le nostre chiacchierate virtuali a sfondo intellettuale, fossero un modo "arguto" per avvicinarmi a lui e stabilire un contatto meno superficiale del semplice like o commento a foto o status sul social network. Ed anche quando, durante l'incontro, il tipo in questione mi ha proposto "la sedute di confronto a due" ho (forse con presunzione?) creduto che fosse una manovra diplomatica per continuare ad approfondire, fisicamente, quel contatto ormai stabilito. Quello che non ho capito è se effettivamente quello era il suo fine oppure se tutto questo circo è stato messo in scena con il solo scopo di rimpinguare le fila della scuola di pensiero di cui fa parte. Posto che il ragazzo di cui vi ho parlato è oggettivamente non bello, ma carismatico.
Ho molti dubbi, tante perplessità ed un dispiacere: quello, eventualmente, di essere stata presa atrocemente per i fondelli.



Sto vivendo una fase delicata, della quale non posso fare parola con nessuno.
In "breve": diversi mesi fa un tipo mi aggiunse su un social network. Scambiandolo per un omonimo conosciuto tempo prima e complici i tanti "amici in comune", accettai l'add. Compreso l'errore, non lo cancellai, ma evitai di rispondere ai suoi messaggi privati ammiccanti.
Lui non si perse d'animo. Sporadicamente, ma con costanza continuò a contattarmi senza che io gli dessi corda.
Fino a quando, complice un'Estate psicologicamente complicata (per me), iniziammo a scriverci delle inbox. Dapprima una volta a settimana, poi quasi ogni giorno.
Nel giro di un paio di mesi, abbiamo affrontato numerosi argomenti (dal cinema alla letteratura, dalla filosofia alla religione), scoprendo di avere molti interessi in comune, ma anche stili di vita totalmente diversi.
Giorni fa, mi ha chiesto di incontrarci dal vivo ed io ho accettato. L'incontro non è stato come avevo immaginato, tuttavia ha destato in me molta confusione.
Sono fidanzata da tempo, e lui lo sa.
Ciò che non sapevo è che lui è all'inizio di una storia con una ragazza di un'altra città; me l'ha detto, con molta naturalezza, durante l'incontro. Avevo comunque intuito che fosse impegnato dal momento che, di recente, mi confidò di avermi notato in giro per la mia città, ma di non essersi avvicinato a salutarmi perché gli causavo "sbandamenti" che non poteva concedersi.
Lui (è emerso nel corso dell'incontro) è un convinto seguace di scuole di pensiero volte alla ricerca della consapevolezza di se stessi. Ritenendomi intellettualmente affine alle teorie di cui è portavoce, mi ha proposto di avviare un percorso di approfondimento e confronto a due, da realizzare con cadenza quindicinale: così, per mero diletto; senza scopi di lucro, per intenderci.
Mi ha suggerito un paio di libri da leggere così che possa farmi un'idea più precisa di queste teorie e, se del caso, iniziare effettivamente le "sedute".
Un paio di giorni dopo il nostro incontro, mi ha contattata (sempre tramite social network: non ci siamo mai scambiati i numeri di cellulare) per sapere se avessi trovato i libri.
Non ho risposto. Dopo qualche giorno, mi ha contattata nuovamente: stavolta ho risposto. Gli ho detto che, a causa della particolare fase di vita che sto attraversando, non ho avuto il tempo di ricercare i libri.
Be'.. Lui non ha più risposto, sparendo.
Onestamente, non capisco. Mi è sempre parso evidente (forse mi sbagliavo?) che le nostre chiacchierate virtuali a sfondo intellettuale, fossero un modo "arguto" per avvicinarmi a lui e stabilire un contatto meno superficiale del semplice like o commento a foto o status sul social network. Ed anche quando, durante l'incontro, il tipo in questione mi ha proposto "la sedute di confronto a due" ho (forse con presunzione?) creduto che fosse una manovra diplomatica per continuare ad approfondire, fisicamente, quel contatto ormai stabilito. Quello che non ho capito è se effettivamente quello era il suo fine oppure se tutto questo circo è stato messo in scena con il solo scopo di rimpinguare le fila della scuola di pensiero di cui fa parte. Posto che il ragazzo di cui vi ho parlato è oggettivamente non bello, ma carismatico.
Ho molti dubbi, tante perplessità ed un dispiacere: quello, eventualmente, di essere stata presa atrocemente per i fondelli.