Ieri il mio forse-compagno pensava che ce l'avessi con lui.
Mi sono fatta prendere dal nervoso e mi sono messa a girare per le stanze incazzata.
Niente da pulire o sistemare, sembra di essere dentro ad una casa da rivista, ma porca...
A cena, faccia serissima e balbettio sull'orlo delle lacrime.
- So che è dura avermi intorno, se vuoi vado via qualche giorno.
- Non sei tu, ho parlato al telefono con mio padre. Tranquillo.
Ha ripreso a respirare.
Oggi.
Mostro-2, mamma.
Lo sapevo che avrebbe chiamato, ma speravo che non lo facesse.
Quando ho cominciato ad imprecare come una posseduta il mio lui si è eclissato.
- Tuo padre mi ha detto che non vuoi nemmeno prendere il numero del terapeuta. Perché?
- Cavoli miei. Altro da dirmi?
- Calmati.
- Ma non siete normali, che cosa volete?
- Aiutarti! Ci sono passata, se vuoi parlarne sono qui.
- Mi prendi in giro? Ma ti ricordi di come hai affrontato la tua crisi? Fanculo!
Dopo la partenza di mio padre sono diventata il bersaglio dei suoi sfoghi, si divideva tra il "soffrire per il dolore" che le davo (?) e odiarmi perché tornavo a casa solo per lavarmi e dormire.
Con il passare del tempo, invece di calmarsi, ha alimentato la sua rabbia verso il mondo e ha cominciato a darmi la colpa del fallimento del suo matrimonio. A un certo punto sono persino stata accusata di essere complice di mio padre.
Otto anni fa è stata colta anche lei dall'improvviso desiderio di sapere cosa mi fosse capitato.
Ancora non ho capito se davvero non si rendono conto di quello che dicono e fanno.
Basta, per fortuna la mia famiglia è tutta qui.
Che culo...
:sbatti:
Ora sono in cucina, il mio lui è sceso a pulirmi i tappetini della macchina dopo aver preparato la tavola.
Sono così terrificante quando mi arrabbio?