N
Non Registrato
Guest
Esclusività di un rapporto atipico
Credo che il diritto di esclusività di un rapporto "atipico", basato sull'inganno e la menzogna, non è contemplabile razionalmente. Però è palese che se il rapporto evolve ed esiste una profondità d'affetto che lega le due persone, ci si arroga di avere qualche diritto non scritto verso l'altra persona, tra cui, l'esclusività del rapporto.
Cercare di applicare la ragione quando il sentimento la combatte, è la cosa più difficile di tutte, poiché la base di discussione è diversa.
Oltremodo, dare un senso ad un rapporto che, in realtà, non dovrebbe esistere, perché figlio di una colpa, è difficilmente giustificabile agli occhi di chi lo subisce passivamente.
La verità è che un rapporto così non si sa come possa evolvere. Quando questo nasce, non si sa mai dove possa portare. Dipende dalle persone, dalle loro aspettative, dalle aspirazioni, dalla complicità che si crea e da altri molteplici fattori che possono cambiare sia nello spazio, che nel tempo.
La verità è che quasi tutti questi rapporti sono, prima o poi, destinati a finire. In modo soave, in modo brusco, o in modo drammatico.
Il punto di partenza è che questi non dovrebbero mai né esistere, né mai essere contemplati, perché, alla lunga, la sofferenza sarà proporzionale alla loro durata.
Finché c'è, o meglio, si sente, si percepisce l'esclusiva di un rapporto, tutto bene. Finché si è uno e l'altro, e non esiste il pensiero che inizia a deviare verso un terzo, tutto bene. Ma quando si insinua il tarlo di una persona terza che possa scombussolarlo, esso è destinato a modificarsi, a lasciare la strada della stabilità e, di riffa o di raffa, a soccombere all’inevitabile fatalità di un rapporto cambiato, evoluto, diverso.
La difficoltà credo sia soprattutto dovuta ad accettare che, forse, noi siamo fatti così. Non tutti riescono a conformarsi, ad accettare, a "farsi andare bene" un rapporto esclusivo. C'è sempre una parte di noi che si ribella a questa specie di "costrizione" nell'essere noi stessi. La possibilità di essere a contatto con nuove realtà che ci scombussolano il preesistente rapporto, perché suscita in noi nuove emozioni e diverse sensazioni, è molto forte. In un mondo dove la possibilità di contatto con altre persone è molto elevata, dove la maggior parte di ciò che diciamo è per iscritto, e non orale, le parole acquistano una valenza molto particolare perché rimangono impresse, e quindi, chi più, chi meno, ne siamo facilmente ammaliati. Le possiamo leggere, rileggere, e carpirne il significato più profondo (o per lo meno, quello che pensiamo esso sia); questo ci può sconvolgere e farci riflettere. Comunque ci tocca.
Il rapporto tra persone sembra ridotto ad un semplice contatto via computer o via cellulare. Passato un certo lasso di tempo, e se la persona suscita interesse, è naturale la curiosità di incontrare colei o colui che pensiamo di conoscere totalmente dal lato caratteriale. A volte è vero, è così, a volte invece non lo è e facciamo scoperte interessanti. Se, in seguito, esiste anche attrazione, il passo successivo è noto.
In sintesi, per tutti questi motivi, credo che l’esclusività di un rapporto di questo tipo, in cui essa si “pretenderebbe” tacitamente, non è semplice. Ciò può essere valido per molti, ma non per tutti. Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri.
F.
Credo che il diritto di esclusività di un rapporto "atipico", basato sull'inganno e la menzogna, non è contemplabile razionalmente. Però è palese che se il rapporto evolve ed esiste una profondità d'affetto che lega le due persone, ci si arroga di avere qualche diritto non scritto verso l'altra persona, tra cui, l'esclusività del rapporto.
Cercare di applicare la ragione quando il sentimento la combatte, è la cosa più difficile di tutte, poiché la base di discussione è diversa.
Oltremodo, dare un senso ad un rapporto che, in realtà, non dovrebbe esistere, perché figlio di una colpa, è difficilmente giustificabile agli occhi di chi lo subisce passivamente.
La verità è che un rapporto così non si sa come possa evolvere. Quando questo nasce, non si sa mai dove possa portare. Dipende dalle persone, dalle loro aspettative, dalle aspirazioni, dalla complicità che si crea e da altri molteplici fattori che possono cambiare sia nello spazio, che nel tempo.
La verità è che quasi tutti questi rapporti sono, prima o poi, destinati a finire. In modo soave, in modo brusco, o in modo drammatico.
Il punto di partenza è che questi non dovrebbero mai né esistere, né mai essere contemplati, perché, alla lunga, la sofferenza sarà proporzionale alla loro durata.
Finché c'è, o meglio, si sente, si percepisce l'esclusiva di un rapporto, tutto bene. Finché si è uno e l'altro, e non esiste il pensiero che inizia a deviare verso un terzo, tutto bene. Ma quando si insinua il tarlo di una persona terza che possa scombussolarlo, esso è destinato a modificarsi, a lasciare la strada della stabilità e, di riffa o di raffa, a soccombere all’inevitabile fatalità di un rapporto cambiato, evoluto, diverso.
La difficoltà credo sia soprattutto dovuta ad accettare che, forse, noi siamo fatti così. Non tutti riescono a conformarsi, ad accettare, a "farsi andare bene" un rapporto esclusivo. C'è sempre una parte di noi che si ribella a questa specie di "costrizione" nell'essere noi stessi. La possibilità di essere a contatto con nuove realtà che ci scombussolano il preesistente rapporto, perché suscita in noi nuove emozioni e diverse sensazioni, è molto forte. In un mondo dove la possibilità di contatto con altre persone è molto elevata, dove la maggior parte di ciò che diciamo è per iscritto, e non orale, le parole acquistano una valenza molto particolare perché rimangono impresse, e quindi, chi più, chi meno, ne siamo facilmente ammaliati. Le possiamo leggere, rileggere, e carpirne il significato più profondo (o per lo meno, quello che pensiamo esso sia); questo ci può sconvolgere e farci riflettere. Comunque ci tocca.
Il rapporto tra persone sembra ridotto ad un semplice contatto via computer o via cellulare. Passato un certo lasso di tempo, e se la persona suscita interesse, è naturale la curiosità di incontrare colei o colui che pensiamo di conoscere totalmente dal lato caratteriale. A volte è vero, è così, a volte invece non lo è e facciamo scoperte interessanti. Se, in seguito, esiste anche attrazione, il passo successivo è noto.
In sintesi, per tutti questi motivi, credo che l’esclusività di un rapporto di questo tipo, in cui essa si “pretenderebbe” tacitamente, non è semplice. Ciò può essere valido per molti, ma non per tutti. Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri.
F.