Che fare?

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J

JON

Guest
Ma come si fa ad andare avanti? E su che cosa basare la prorpia vita?
Non basta la consapevolezza che i tuoi figli sono sereni perchè hanno una famiglia unita.
Non basta vedere tuo marito ancora accanto a te, dopo la sbandata e l'innamoramento per un'altra che gli ha fatto vivere un'esperienza di qualche mese fantastica (come le scriveva) e poi dopo la scoperta mia che giudica un grosso errore.
Per lui è una cosa da dimenticare, nella sua faccia il disgusto quando gli accennavo ancora la storia e cercavo di capire, capire, capire...
Passati cinque anni. io non dimentico, forse non ho perdonato, non capisco neanche cosa vuol dire perdonare. So solo che ho sofferto come una bestia e ora mi trovo senza un punto di riferimento, crollata la fiducia in lui, crollata la fodicia in tutto.
Su cosa basare la mia vita? A cosa devo tendere? Ho vicino un uomo che mi ha fatto del male e anche se il suo atteggiamento è dei migliori verso di me, io non mi fido più di lui. Non nel senso che penso che non mi tradirà più. Forse non lo farà. Non è questo il punto. Io non mi fido più nel senso che ho vivino una persona che ha dimostrato che per superare sue crisi interiori, per soddisfare sue esigenze, sa mentire e ferire e imbrogliare.
Che credito dargli? Io chi sono? Chi è costui? Che schifo di situazione vive chi ha subito il tradimento.
Lilla
Lui per te è ora l'esempio completo dell'essere umano. Non dimenticherai più, e poi perchè dovresti? Puoi solo puntare alla serenità.

Prenditi quello che c'è di bello nella vita, reso ancora più bello dalle cose che ritieni brutte. Fai quello che meglio credi, quello che ritieni giusto.

E se pensi che nulla possa placare la tua sofferenza allora puoi separarti. Non ci sono soluzioni perfette. Ma puoi puntare alla serenità e alla pace.
 
F

francesca 10

Guest
La famiglia, quando diventa un ideale in nome del quale sacrificare il proprio benessere, non ha alcuna connotazione positiva.
La famiglia deve essere amore, condivisione, protezione, lealtá reciproca. Non un guscio vuoto, non una bella cornice.
La separazione va ponderata, non è una cosa che si puó fare dall'oggi al domani senza una vera convinzione. Ma togliti dalla testa il fatto che bisogna passare sopra se stessi in nome della famiglia. Datti la possibilitá di valutare tutte le soluzioni, mettendo in conto il fatto che il tuo matrimonio potrebbe finire, ma non per questo finirebbe la tua vita, non per questo i tuoi figli sarebbero degli infelici.
Questo è il presupposto per decidere liberamente quello che è meglio per te e, di conseguenza, per i tuoi figli. E per scegliere in modo consapevole se stare accanto a tuo marito.

Una volta che deciderai davvero quello che è meglio per te, tutta questa angoscia sparirá. La mia esperienza mi ha insegnato che a volte ci sentiamo così inquieti e in sofferenza quando non sappiamo cosa fare della nostra vita. Una volta scelto quello che vogliamo davvero, possiamo lavorare per accettare le conseguenze di questa scelta, ma nel tempo la disperazione dovrebbe lasciare spazio alla serenitá di essere sulla strada giusta, qualunque essa sia.
Come si fa a fare una scelta che potrebbe essere estremamente traumatica per i tuoi figli, specialmente se sono adolescenti e molto legati ai genitori che loro vedono uniti. E come barattare la tua felicità con la loro
 

Zod

Escluso
Come si fa a fare una scelta che potrebbe essere estremamente traumatica per i tuoi figli, specialmente se sono adolescenti e molto legati ai genitori che loro vedono uniti. E come barattare la tua felicità con la loro
Tu da figlia vorresti che il tuoi genitori fossero infelici per dare modo a te di vivere piú serena? Non é peggio caricarli di una tale "responsabilità"? Come fanno due genitori che vorrebbero separarsi a infondere l'immagine di famiglia unita? Non c'é piuttosto il rischio che trasmettano una immagine deviata di quello che dovrebbe essere un rapporto marito e moglie, anche inavvertitamente?

Nel dubbio comunque puoi attendere qualche anno...

S*B
 

Sole

Escluso
Come si fa a fare una scelta che potrebbe essere estremamente traumatica per i tuoi figli, specialmente se sono adolescenti e molto legati ai genitori che loro vedono uniti. E come barattare la tua felicità con la loro
Guarda, il senso del mio messaggio non era quello di invitare a fare una scelta piuttosto che un'altra, ma di invitare a riflettere che, se è quella giusta, anche la scelta di separarsi può essere presa in considerazione.

Io mi sono separata da poco tempo, senz'altro i primissimi mesi sono stati duri per i miei figli. Hanno pianto, hanno fatto molte domande, si sono anche arrabbiati.
Oggi stiamo affrontando una fase successiva. Quella in cui hanno capito che per mamma e papà le cose sono andate così. Che mamma e papà continuano ad esserci per loro, che li ascoltano, partecipano alla loro vita, li amano nello stesso modo di prima, che parlano con loro e rispondono alle loro domande il più sinceramente possibile.
Una volta capito questo, tutto questo trauma io, oggi come oggi, non lo vedo.
Vedo dei bimbi sereni, tranquilli a scuola e a casa, che si addormentano sorridendo e scherzando, bimbi allegri e pieni di vita, che danno l'impressione di sentirsi comunque al sicuro.
Sinceramente li percepivo più in ansia e preoccupati quando le cose tra me e mio marito non andavano bene.

Mia visione parziale eh, ma è una testimonianza che ha un valore, credo. Io non ho barattato la mia felicità con la loro perchè loro sono a tutti gli effetti bambini felici.

Certo, è difficile per noi genitori gestire un momento del genere. Io ho pianto per settimane, piena di sensi di colpa, piena di paura all'idea di dover affrontare la crisi. Ma mi sono rimboccata le maniche. Fare il genitore significa anche questo: significa esserci nel bene, ma anche nel male. Il disagio di un figlio fa male, ma ti mette anche alla prova. Ed è comprensibile che non tutti si sentano all'altezza del compito, in presenza di problemi da risolvere. Ma si fa anche questo, rinunciando all'idea di proporre ai figli la vita perfetta e accogliendo l'idea di affiancarli in quella reale.
 

KaiserSoze

Utente di lunga data
Ma come si fa ad andare avanti? E su che cosa basare la prorpia vita?
Non basta la consapevolezza che i tuoi figli sono sereni perchè hanno una famiglia unita.
Non basta vedere tuo marito ancora accanto a te, dopo la sbandata e l'innamoramento per un'altra che gli ha fatto vivere un'esperienza di qualche mese fantastica (come le scriveva) e poi dopo la scoperta mia che giudica un grosso errore.
Per lui è una cosa da dimenticare, nella sua faccia il disgusto quando gli accennavo ancora la storia e cercavo di capire, capire, capire...
Passati cinque anni. io non dimentico, forse non ho perdonato, non capisco neanche cosa vuol dire perdonare. So solo che ho sofferto come una bestia e ora mi trovo senza un punto di riferimento, crollata la fiducia in lui, crollata la fodicia in tutto.
Su cosa basare la mia vita? A cosa devo tendere? Ho vicino un uomo che mi ha fatto del male e anche se il suo atteggiamento è dei migliori verso di me, io non mi fido più di lui. Non nel senso che penso che non mi tradirà più. Forse non lo farà. Non è questo il punto. Io non mi fido più nel senso che ho vivino una persona che ha dimostrato che per superare sue crisi interiori, per soddisfare sue esigenze, sa mentire e ferire e imbrogliare.
Che credito dargli? Io chi sono? Chi è costui? Che schifo di situazione vive chi ha subito il tradimento.
Lilla

Forse sei stata ingenua all'inizio della vostra storia...se proprio devo trovare una tua mancanza. Ed aggiungo che le cose perfette non esistono, me ne sono accorto mio malgrado. Dunque devi decidere, ma avresti dovuto farlo prima, quanta importanza ha un tradimento, con le motivazioni che ha avuto tuo marito, nel vostro rapporto. Dopo cinque anni è sicuramente un problema, ma sono del parere che "la volontà è tutto". Parlatene. Insistete. E risolverete.

In bocca al lupo.
 

Ultimo

Escluso
Ma come si fa ad andare avanti? E su che cosa basare la prorpia vita?
Non basta la consapevolezza che i tuoi figli sono sereni perchè hanno una famiglia unita.
Non basta vedere tuo marito ancora accanto a te, dopo la sbandata e l'innamoramento per un'altra che gli ha fatto vivere un'esperienza di qualche mese fantastica (come le scriveva) e poi dopo la scoperta mia che giudica un grosso errore.
Per lui è una cosa da dimenticare, nella sua faccia il disgusto quando gli accennavo ancora la storia e cercavo di capire, capire, capire...
Passati cinque anni. io non dimentico, forse non ho perdonato, non capisco neanche cosa vuol dire perdonare. So solo che ho sofferto come una bestia e ora mi trovo senza un punto di riferimento, crollata la fiducia in lui, crollata la fodicia in tutto.
Su cosa basare la mia vita? A cosa devo tendere? Ho vicino un uomo che mi ha fatto del male e anche se il suo atteggiamento è dei migliori verso di me, io non mi fido più di lui. Non nel senso che penso che non mi tradirà più. Forse non lo farà. Non è questo il punto. Io non mi fido più nel senso che ho vivino una persona che ha dimostrato che per superare sue crisi interiori, per soddisfare sue esigenze, sa mentire e ferire e imbrogliare.
Che credito dargli? Io chi sono? Chi è costui? Che schifo di situazione vive chi ha subito il tradimento.
Lilla
Certo dopo cinque anni, non riuscire a metabolizzare il concetto dove l'errore commesso è stato del marito, è davvero preoccupante.
Perchè non provi a controllare la tua vita passata? mettila al setaccio, controlla la tua di vita non quella degli altri, se sei soddisfatta della tua vita, sei apposto con te stessa. Tu non sei la padrona della vita degli altri, e se gli altri sbagliano devono pagare loro, non tu per loro.
 

KaiserSoze

Utente di lunga data
Certo dopo cinque anni, non riuscire a metabolizzare il concetto dove l'errore commesso è stato del marito, è davvero preoccupante.
Perchè non provi a controllare la tua vita passata? mettila al setaccio, controlla la tua di vita non quella degli altri, se sei soddisfatta della tua vita, sei apposto con te stessa. Tu non sei la padrona della vita degli altri, e se gli altri sbagliano devono pagare loro, non tu per loro.

Davvero pensi che sia così semplice?
 
Certo dopo cinque anni, non riuscire a metabolizzare il concetto dove l'errore commesso è stato del marito, è davvero preoccupante.
Perchè non provi a controllare la tua vita passata? mettila al setaccio, controlla la tua di vita non quella degli altri, se sei soddisfatta della tua vita, sei apposto con te stessa. Tu non sei la padrona della vita degli altri, e se gli altri sbagliano devono pagare loro, non tu per loro.
Concordo...poi Clà....quanta gente vomita sugli altri...solo perchè essa stessa non è contenta di sè stessa eh?
 

Ultimo

Escluso
Davvero pensi che sia così semplice?
Quello che ho scritto è parte di quello che penso.

Vuoi seriamente che io racchiuda in breve quello che io penso? OK, ti faccio lo stesso esempio che ho già scritto qualche giorno fa.

Hai presente quando ti cade una matita a terra? Ecco sei tu che decidi se raccoglierla oppure no. E' così semplice così lampante così chiaro che sono io a scegliere se raccoglierla o fregarmene della matita. Sono io che scelgo e detto legge nella mia vita! Sono io che decido se essere felice o infelice. Me ne fotto di tutti e di tutto per la mia felicità. Sono l'unico artefice di ciò che vivo! Sono la persona che decide quello che vuole e se lo vuole, lo prende.
Sono io che ho costruito il mio passato presente e futuro.

E non voglio con questo dire che tutto è semplice, voglio soltanto dire che, accusato il colpo allo stomaco e digerendolo, devo vivermi quella vita che è molto breve, e devo farlo per dare un senso a quello che tutti cercano, stare bene.
Lo so un discorso del genere sembra quello di un bambino. Bene io ci sto bene con questi ragionamenti, io il colpo lo digerito, e mi sono stufato di wikepediarmi e googlare perla ricerca di che cosa ? di parole romantiche? di essenze dell'essere? di psicologia? e basta con queste menate! io il romanticismo me lo vivo con mia moglie, io la psicologia la uso per guardare me e gli altri e con questa illuminarmi ed illuminare chi mi sta vicino, ( ma per primo me) l'essenza mia io la conosco da quando sono diventato uomo, che cacchio devo ancora andare a cercare, posso coltivarla farla maturare ma stando bene non martoriandomi.
 

KaiserSoze

Utente di lunga data
Quello che ho scritto è parte di quello che penso.

Vuoi seriamente che io racchiuda in breve quello che io penso? OK, ti faccio lo stesso esempio che ho già scritto qualche giorno fa.

Hai presente quando ti cade una matita a terra? Ecco sei tu che decidi se raccoglierla oppure no. E' così semplice così lampante così chiaro che sono io a scegliere se raccoglierla o fregarmene della matita. Sono io che scelgo e detto legge nella mia vita! Sono io che decido se essere felice o infelice. Me ne fotto di tutti e di tutto per la mia felicità. Sono l'unico artefice di ciò che vivo! Sono la persona che decide quello che vuole e se lo vuole, lo prende.
Sono io che ho costruito il mio passato presente e futuro.


E non voglio con questo dire che tutto è semplice, voglio soltanto dire che, accusato il colpo allo stomaco e digerendolo, devo vivermi quella vita che è molto breve, e devo farlo per dare un senso a quello che tutti cercano, stare bene.
Lo so un discorso del genere sembra quello di un bambino. Bene io ci sto bene con questi ragionamenti, io il colpo lo digerito, e mi sono stufato di wikepediarmi e googlare perla ricerca di che cosa ? di parole romantiche? di essenze dell'essere? di psicologia? e basta con queste menate! io il romanticismo me lo vivo con mia moglie, io la psicologia la uso per guardare me e gli altri e con questa illuminarmi ed illuminare chi mi sta vicino, ( ma per primo me) l'essenza mia io la conosco da quando sono diventato uomo, che cacchio devo ancora andare a cercare, posso coltivarla farla maturare ma stando bene non martoriandomi.


Forse questo è possibile nel mondo dei sogni. Tu puoi essere l'unico artefice delle tue scelte, sempre che la tua volontà sia effettivamente forte a sufficienza. Ma non puoi essere l'unico artefice degli effetti delle tue scelte, che se non vivi in un eremo in cima al colle sicuramente condizionano gli altri e sono condizionati dagli altri.
Sarebbe meglio declinare il pensiero in questo modo, a mio parere: "Io ho sempre una possibilità di scelta" e su questo mi trovi totalmente d'accordo.

Ma bisogna stare attenti quando si sceglie, bisogna essere convinti di ciò che si decide. Perchè il dubbio è ciò che rende le decisioni sbagliate. E quando una persona non è ancora riuscita a capire che è la sua forza di volontà l'unico motore della propria vita, sarà dura che non abbia dubbi. Ed ecco che non sa scegliere.

Se uno non ha ancora capito se la matita gli serve o no, non può ancora capire se lasciarla a terra o raccoglierla.
 

Ultimo

Escluso
Forse questo è possibile nel mondo dei sogni. Tu puoi essere l'unico artefice delle tue scelte, sempre che la tua volontà sia effettivamente forte a sufficienza. Ma non puoi essere l'unico artefice degli effetti delle tue scelte, che se non vivi in un eremo in cima al colle sicuramente condizionano gli altri e sono condizionati dagli altri.
Sarebbe meglio declinare il pensiero in questo modo, a mio parere: "Io ho sempre una possibilità di scelta" e su questo mi trovi totalmente d'accordo.

Ma bisogna stare attenti quando si sceglie, bisogna essere convinti di ciò che si decide. Perchè il dubbio è ciò che rende le decisioni sbagliate. E quando una persona non è ancora riuscita a capire che è la sua forza di volontà l'unico motore della propria vita, sarà dura che non abbia dubbi. Ed ecco che non sa scegliere.

Se uno non ha ancora capito se la matita gli serve o no, non può ancora capire se lasciarla a terra o raccoglierla.
Il succo del mio discorso sta proprio in questo. Ma la cosa importante da capire e che, devi accettare i tuoi errori e farne tesoro, non martoriarti continuamente. E poi non siamo gli unici artefici, siamo artefici della nostra vita, vita di coppia in questo caso, ma che si allarga un po per tutto.

Avere dubbi è sinonimo a parere mio di intelligenza, questo nel momento in cui sei sempre capace di metterti in gioco su opinioni o fatti che siano. Se i dubbi invece fanno parte di un qualcosa che ti porta ad essere un eterno bambino, inutile continuare a discutere, perchè in una persona adulta e sposata si presuppone matura, e che la fase adolescianziale sia finita da un bel pezzo.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Forse questo è possibile nel mondo dei sogni. Tu puoi essere l'unico artefice delle tue scelte, sempre che la tua volontà sia effettivamente forte a sufficienza. Ma non puoi essere l'unico artefice degli effetti delle tue scelte, che se non vivi in un eremo in cima al colle sicuramente condizionano gli altri e sono condizionati dagli altri.
Sarebbe meglio declinare il pensiero in questo modo, a mio parere: "Io ho sempre una possibilità di scelta" e su questo mi trovi totalmente d'accordo.

Ma bisogna stare attenti quando si sceglie, bisogna essere convinti di ciò che si decide. Perchè il dubbio è ciò che rende le decisioni sbagliate. E quando una persona non è ancora riuscita a capire che è la sua forza di volontà l'unico motore della propria vita, sarà dura che non abbia dubbi. Ed ecco che non sa scegliere.

Se uno non ha ancora capito se la matita gli serve o no, non può ancora capire se lasciarla a terra o raccoglierla.
Io invece credo che sei unico artefice della tua vita, che se tutto e tutti remano contro. Puoi scegliere chi essere e chi rappresentare. E perfino nel momento dell'ultimo saluto, scegli quale strada prendere. Lasciarsi andare serenamente, opporsi inutilmente, o fare finta di nulla.

Dal momento che si decide per ogni respiro che si fa, la vita perde il gusto dell'ignoto, verissimo, ma nello stesso tempo si guadagna la serenità e la certezza che ogni cosa è stata scelta. Non ci priva di errori, ma ci priva dei rimpianti. :)
 

Ultimo

Escluso
Io invece credo che sei unico artefice della tua vita, che se tutto e tutti remano contro. Puoi scegliere chi essere e chi rappresentare. E perfino nel momento dell'ultimo saluto, scegli quale strada prendere. Lasciarsi andare serenamente, opporsi inutilmente, o fare finta di nulla.

Dal momento che si decide per ogni respiro che si fa, la vita perde il gusto dell'ignoto, verissimo, ma nello stesso tempo si guadagna la serenità e la certezza che ogni cosa è stata scelta. Non ci priva di errori, ma ci priva dei rimpianti. :)
:up: Ecco vedi ? arriva qualcuno in questo caso Quiquoqua :) e dice con chiarezza quello che io ho scritto astrusamente.

:D
 

Simy

WWF
Io invece credo che sei unico artefice della tua vita, che se tutto e tutti remano contro. Puoi scegliere chi essere e chi rappresentare. E perfino nel momento dell'ultimo saluto, scegli quale strada prendere. Lasciarsi andare serenamente, opporsi inutilmente, o fare finta di nulla.

Dal momento che si decide per ogni respiro che si fa, la vita perde il gusto dell'ignoto, verissimo, ma nello stesso tempo si guadagna la serenità e la certezza che ogni cosa è stata scelta. Non ci priva di errori, ma ci priva dei rimpianti. :)
:up:
 

Diletta

Utente di lunga data
Forse questo è possibile nel mondo dei sogni. Tu puoi essere l'unico artefice delle tue scelte, sempre che la tua volontà sia effettivamente forte a sufficienza. Ma non puoi essere l'unico artefice degli effetti delle tue scelte, che se non vivi in un eremo in cima al colle sicuramente condizionano gli altri e sono condizionati dagli altri.
Sarebbe meglio declinare il pensiero in questo modo, a mio parere: "Io ho sempre una possibilità di scelta" e su questo mi trovi totalmente d'accordo.

Ma bisogna stare attenti quando si sceglie, bisogna essere convinti di ciò che si decide. Perchè il dubbio è ciò che rende le decisioni sbagliate. E quando una persona non è ancora riuscita a capire che è la sua forza di volontà l'unico motore della propria vita, sarà dura che non abbia dubbi. Ed ecco che non sa scegliere.

Se uno non ha ancora capito se la matita gli serve o no, non può ancora capire se lasciarla a terra o raccoglierla.

Sì, il dubbio è l'avversario più temibile in queste situazioni, non solo non permette alla persona di orientarsi in una direzione, ma la fa stare in un limbo perpetuo di disagio e turbamento.
E' una brutta bestia.
Quello però che mi sconcerta un po' è la durata di questo stato...dopo cinque anni dovrebbe avere almeno realizzato con piena coscienza se per lei il proprio marito è "degno" di stare ancora al suo fianco, se lo vuole accanto a lei.
Su questa presa d'atto poi ci si lavora e ci si impegna...
Poi, alla fine bisogna anche avere il coraggio di tirare delle conclusioni ed, eventualmente, tirare i remi in barca se la vita che si conduce è più triste che serena.
A volte (spesso) si rompe davvero qualcosa all'interno della coppia e forse ammetterlo a se stessi chiude ogni speranza e questo spaventa.
Io mi sento di consigliare una cosa apparentemente banale, ma che funziona nella sua semplicità: la valutazione dei pregi contro i difetti "dell'imputato". Se i pregi sono superiori alle mancanze per quale motivo ci si dovrebbe separare?
E un errore, una deviazione, anche se corposa, può vanificare tutto il resto?
Se sì, vuol dire che il fatto commesso è di una gravità enorme per la forma mentale dell'autrice da non poter essere superato, e non c'è nulla da fare.
Ergo: penso che i tempi siano sufficientemente maturi per una valutazione del genere e per tirare le somme...
 
Stato
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